Michelangelo Fournier, vicequestore aggiunto del primo Reparto Mobile di Roma, racconta la notte cilena alla Diaz
13 Giugno 2007 alle 21:50

“Arrivato al primo piano dell’istituto ho trovato in atto delle colluttazioni. Quattro poliziotti, due con cintura bianca e gli altri in borghese stavano infierendo su manifestanti inermi a terra. Sembrava una macelleria messicana”.
“Sono rimasto terrorizzato e basito quando ho visto a terra una ragazza con la testa rotta in una pozza di sangue. Pensavo addirittura che stesse morendo. Fu a quel punto che gridai: ‘basta basta’ e cacciai via i poliziotti che picchiavano”.
“Intorno alla ragazza per terra c’erano dei grumi che sul momento mi sembrarono materia cerebrale. Ho ordinato per radio ai miei uomini di uscire subito dalla scuola e di chiamare le ambulanze”.
“Durante le indagini non ebbi il coraggio di rivelare un comportamento così grave da parte dei poliziotti per spirito di appartenenza”.
Michelangelo Fournier racconta quello che vide la notte che fece irruzione alla Diaz. Una vergogna che sia stato zitto per così tanto tempo. Una vergogna.
La perquisizione si conclude con 93 arresti e ben 82 feriti, di cui tre in modo grave. Le immagini della televisione erano eleloquenti, uscivano persone dalla Diaz massacrate di botte e grondanti sangue, di ogni età, maschi e femmine, ma tra i commenti in giro per il web e in strada c’erano le solite teste di cazzo di berluscones che approvavano l’uso della violenza contro i teppisti armati di coltello e di molotov.
Ma le molotov le avevano messe i poliziotti1 e l’agente accoltellato è stato appurato che era un falso2. Dei 93 fermati nessuno è stato poi condannato. Perché non avevano fatto niente.
Il 22 luglio Silvio Berlusconi ha il coraggio di dichiarare alle telecamere:
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Pubblicato in Orrore, Povera Italia da swampthing | 23 Commenti »

“Arrivato al primo piano dell’istituto ho trovato in atto delle colluttazioni. Quattro poliziotti, due con cintura bianca e gli altri in borghese stavano infierendo su manifestanti inermi a terra. Sembrava una macelleria messicana”.
“Sono rimasto terrorizzato e basito quando ho visto a terra una ragazza con la testa rotta in una pozza di sangue. Pensavo addirittura che stesse morendo. Fu a quel punto che gridai: ‘basta basta’ e cacciai via i poliziotti che picchiavano”.
“Intorno alla ragazza per terra c’erano dei grumi che sul momento mi sembrarono materia cerebrale. Ho ordinato per radio ai miei uomini di uscire subito dalla scuola e di chiamare le ambulanze”.
“Durante le indagini non ebbi il coraggio di rivelare un comportamento così grave da parte dei poliziotti per spirito di appartenenza”.
Michelangelo Fournier racconta quello che vide la notte che fece irruzione alla Diaz. Una vergogna che sia stato zitto per così tanto tempo. Una vergogna.
La perquisizione si conclude con 93 arresti e ben 82 feriti, di cui tre in modo grave. Le immagini della televisione erano eleloquenti, uscivano persone dalla Diaz massacrate di botte e grondanti sangue, di ogni età, maschi e femmine, ma tra i commenti in giro per il web e in strada c’erano le solite teste di cazzo di berluscones che approvavano l’uso della violenza contro i teppisti armati di coltello e di molotov.
Ma le molotov le avevano messe i poliziotti1 e l’agente accoltellato è stato appurato che era un falso2. Dei 93 fermati nessuno è stato poi condannato. Perché non avevano fatto niente.
Il 22 luglio Silvio Berlusconi ha il coraggio di dichiarare alle telecamere:
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La croce e il giglio di santa Caterina da Siena, il vaso di unguento e i lunghi capelli della Maddalena, il lupo di san Francesco d’Assisi… Ogni scultura è frutto di un’elaborata ricostruzione iconografica del santo, volta a trasferire nell’opera il patrimonio di storia, leggenda e tradizione di cui si sono alimentati nei secoli i più grandi pittori e scultori.



