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dotArchivio della Categoria 'Politica'

(Notizie dalla repubblica delle banane)

starCalderoli ministro Atto primo: strisciare davanti a Gheddafi

9 Maggio 2008 alle 20:43
calogero

“Sono sinceramente rammaricato per le vittime degli scontri di Bengasi di qualche anno fa provocati da un’interpretazione non corretta - di cui rinnovo le scuse - di alcune mie dichiarazioni”, ha dichiarato Roberto Calderoli anche a nome del governo italiano.
“Le relazioni tra Libia e Italia sono improntate al reciproco rispetto - ha aggiunto Calderoli -. Sono certo che saranno sempre più costruttive e mi adopererò personalmente perché ciò avvenga”.
[repubblica.it]

Tra parentesi: ho appena visto su Blob un servizio di una tele spagnola che ci prende per il culo. Parlavano della Carfagna, la ministra gnocca alle pari opportunità. Berlusconi ha mandato un bel messaggio alle donne che fanno politica da tempo nel centrodestra. Le doti richieste sono abbastanza chiare per aspirare alle pari opportunità tra uomini e donne. Nel servizio della tv spagnola lo definivano pari opportunità all’italiana.

Tornando al nostro ministro: avrà inorridito i leghisti più puri e duri vedere Calderoli strisciare davanti a un Gheddafi che ha solo tirato una scoreggia verso il nuovo governo italiano, pregno di ritrovata autorevolezza internazionale. Altro che immigrati e magliette sull’Islam, la Libia ci fornisce il 6% del gas e un 37% arriva dall’Algeria. Speriamo non s’incazzino pure loro.

Pubblicato in Politica, Povera Italia da calogero | 1 Commento »

starDichiarazioni dei redditi online

2 Maggio 2008 alle 14:24
remix
L’idea che sembra star dietro alla mossa di Visco è quella di un controllo sociale dal basso, di utilizzare un sistema circolare di gogna per generare riprovazione nei confronti degli evasori totali o parziali. Ma siamo veramente sicuri che tutto ciò aiuti l’efficacia delle politiche pubbliche di recupero fiscale? Pensa davvero il ministro Visco che il voyeurismo web per individuare quanto guadagna il dentista del piano di sopra o il dirigente d’azienda che-ha-appena-comprato-l’attico-che-volevamo-noi porti a una crescita dell’etica pubblica?

[via corriere.it]

E voi che ne pensate?

Pubblicato in Politica da remix | 29 Commenti »

starFini si “dimentica” di citare l’antifascismo. Bossi nega il tricolore. Andiamo bene…

30 Aprile 2008 alle 15:53
calogero

“L’Italia ha il tricolore, la Padania ha la sua bandiera che è bianco-verde”. Così Umberto Bossi, leader della Lega, ha risposto ai cronisti che a Montecitorio gli chiedevano un commento alle parole del neo-presidente della Camera, Gianfranco Fini sulla bandiera tricolore simbolo dell’Italia.
[repubblica.it]

Fini ha appena finito il suo discorso d’insediamento a Presidente della Camera dei Deputati. Se persino il Presidente Napolitano lo ha apprezzato, forse possiamo perdonargli il non aver citato l’antifascismo nel passaggio che ricordava il contrasto contro tutti i totalitarismi. O forse no. E io propendo per il no.
Piuttosto mi chiedo come sarà possibile fare delle riforme costituzionali condivise con gente che non riconosce nemmeno la bandiera e continua a minacciare progetti eversivi: l’insurrezione armata a mezzo trecentomila fucili, (anche se nessuno lo caga a riprova che è considerato un bauscia dai suoi stessi alleati).
Il tempo dei discorsi istituzionali e dei reciproci apprezzamenti sta per terminare. Tra un po’ la lega passerà a ritirare la cambiale in bianco firmata da berlusca e rafforzata dall’esito elettorale. E io temo per un’altra riforma costituzionale babbea come l’ultima bocciata dagli elettori. Altro tempo perso e sensazione di Italia-titanic sempre più forte. Spero proprio di sbagliarmi.

Pubblicato in Politica da calogero | 37 Commenti »

starGianni Alemanno nuovo sindaco di Roma

29 Aprile 2008 alle 13:49
remix

Croce celtica ai festeggiamenti per la vittoria di Alemanno

E questi sono alcuni dei suoi elettori che festeggiano…

[via Repubblica.it dove trovate anche le foto con alcuni “ultras” che fanno il saluto romano]

Pubblicato in Politica, Fascismo arretrato, Povera Italia da remix | 52 Commenti »

starFurio Honsell nuovo sindaco di Udine

28 Aprile 2008 alle 19:19
swampthing

honsell.jpg

A Roma ha vinto Alemanno, non mi sorprende, evidentemente il disgusto che provoca quel perdente patentato di Rutelli è maggiore rispetto ad avere un post fascista al Campidoglio. Cazzi vostri, perché a Udine ha vinto Furio Honsell, sostenuto dal PD e dalla Sinistra Arcobaleno. Sono contento, è importante che il capoluogo di Provincia sia in mano alla Sinistra, così continuerò a farmi un taglio in centro, respirando un’aria di rinnovamento e di solidarietà, che spesso negli asfittici paesotti furlani manca. E poi diciamocelo, a noi del settore, un informatico sindaco fa piacere… :star:

Pubblicato in A caso, Politica da swampthing | 33 Commenti »

starBerlusballe: non metteremo le mani nelle tasche degli italiani. Chiesto dal PdL prestito ponte per Alitalia!

22 Aprile 2008 alle 15:08
calogero

‘Il governo vari il decreto per il prestito ponte a favore di Alitalia”. E’ quanto afferma Altero Matteoli del PdL intervenendo alla trasmissione radiofonica Radio Anch’io aggiungendo che ”in questo modo si darà tempo al nuovo governo di Berlusconi di affrontare la situazione”.
[repubblica.it]

A questo punto ci sono poche cose certe nella dolorosa e costosa sorte di Alitalia. La cordata di imprenditori italiani disposti ad acquistare Alitalia era una berlusballa elettorale, altrimenti sarebbe già uscita. L’altra è che i comportamenti irresponsabili di Berlusconi e la sua corte ci costeranno altri quattrini, che verranno gettati in questo buco nero che è la compagnia di bandiera. Perché Berlusconi è uno che la trattativa la conduce a spese nostre. Altro che non mettere le mani nelle tasche degli italiani! Bugiardi!
Inoltre sembra logico pensare che, visti i recenti squallidi teatrini tra il nano e lo zar di Russia e l’improvviso interessamento di Aeroflot, il siluramento della trattativa con Air France attuato dal berlusca sia per lo meno sospetto.
A pensar male col pidunano non si sbaglia mai!

Pubblicato in Politica, Povera Italia da calogero | 9 Commenti »

starChiude il Moskovskij Korrespondent

21 Aprile 2008 alle 19:16
remix

Putin e Berlusconi

Può un giornale chiudere di punto in bianco? Sì, è possibile.

Ma se la chiusura arriva a ridosso di un “incidente” come quello di pochi giorni fa, quando un’incauta cronista russa chiede a Putin spiegazioni su una presunta love story, allora qualche domanda è lecito farsela.

Convincono poco le spiegazioni di Alexander Lebedev, editore della testata, che adduce presunti problemi finanziari - guarda caso - subito dopo una visita del FSB, l’organismo di intelligence erede del KGB. La situazione critica del giornalismo in Russia è nota e per questo il sospetto che si tratti di una chiusura cautelativa contro ritorsioni politiche è forte.

Detto questo, vedere le immagini di Berlusconi che mima il mitra a fianco del “suo amico Putin” è di una tristezza e di uno squallore unico.

UPDATE (22/04/2008)
Il Moskovskij Korrespondent non chiude più. Tornerà in edicola «ma guarderà alla realtà in un altro modo », ha spiegato l’amministratore Artyom Artyomov. «Parlerà di più dei problemi quotidiani e meno di politica». Cioè cercherà di non disturbare più Putin.
[via Corriere della Sera]

Pubblicato in Attivismo, Politica da remix | 33 Commenti »

starNote antropologiche sui risultati elettorali

16 Aprile 2008 alle 23:03
Nemesis

Perdonatemi anticipatamente la seriosità e l’eventuale prolissità di questo post, come i suoi schematismi, scritti solo come semplificazione, non come sottovalutazione di una realtà molto più complessa: ragionare in bianco e nero è puerile e presuntuoso in un mondo complesso come il nostro. Traccio qui una serie di riflessioni antropologiche su destra e sinistra, per trarne un dibattito con voi.

La mezzanotte è già scoccata mentre sono nella sede di un partito, in attesa degli ultimi, catastrofici esiti elettorali. Uno dei presenti si lancia in voli pindarici (quanto leggermente fastidiosi) sulla “Vittoria di Veltroni”, ovvero sulla capacità del nostro di aggregare a sè quasi il 35% dell’elettorato italiano in pochi mesi. “E’ un peccato che non sia riuscito a coinvolgere più gente”, dice.
La parola “coinvolgere” genera in me un ragionamento che, per una volta, cerca di essere obiettivo, per quanto portato al paradosso, sulla natura della destra e della sinistra, e su come la gente vi si rapporti.
In soldoni: è vero. Veltroni ha COINVOLTO il 35% (o quant’è) dell’elettorato italiano in un progetto propositivo, aperto, apparentemente “open source” si direbbe adesso, ma la maggior parte della gente NON VUOLE essere coinvolta.
Mi spiego: un denominatore comune a tanta destra è lo SPAZIO VITALE, e l’ossessiva, parossistica urgenza di tali persone al mantenimento feroce di questo spazio stesso, n’emporte pas quoi. La sicurezza, in un momento in cui l’italia è sicura come non mai nonostante gli strilli striduli dei telegiornali, diventa un’ossessione centrale a tante campagne elettorali: quando vedevo i manifesti della lega pensavo “ma davvero qualcuno si preoccupa ancora degli immigrati, nel 2008, con la crisi economica che c’è?” Ebbene si, evidentemente. Come lo diventa l’economia vista come forma non di collettivismo ma di individualismo: il bene comune, inteso in senso “comunista” del termine, passa in secondo piano rispetto al bene individuale, ed è normale: è l’economia dello “spazio vitale”.
Definire lo spazio vitale in questi due soli ambiti sarebbe riduttivo, ancora. E’ un concetto territoriale molto più antico di tutti noi.
Continua »

Pubblicato in Politica da Nemesis | 35 Commenti »

starIl suicidio della sinistra comunista. Una storia lunga costellata di errori marchiani.

16 Aprile 2008 alle 13:30
calogero

Quando un progetto fallisce miseramente come quello della sinistra arcobaleno, un qualche straccio di conclusione bisognerà pur trarlo. La conseguenza della débacle elettorale è la scomparsa della sinistra comunista dal parlamento. Nel paese che ebbe il partito comunista più forte, strutturato e articolato dell’occidente, oggi in quel paese di quel partito non rimane traccia.
Sinceramente non pensavo di vedere scomparire di botto l’arcobaleno, anche se la scelta di Veltroni di correre senza i cugini comunisti, data questa legge elettorale con i suoi sbarramenti, doveva essere un campanello d’allarme chiaro. Infatti Bertinotti, politico garbato e sopravvalutato un po’ da tutti, ha esordito nella campagna sottolineando il bisogno di un ritorno alla lotta di classe. E perché no all’abolizione della proprietà privata? Come suggeriva candidamente la signora candidata di Sinistra Critica D’angeli? La lotta di classe, un bel messaggio rassicurante in un’Italia stanca e con le tasche vuote.

In un paese destrorso come l’Italia sono accaduti due eventi politici che possiamo definire miracolosi: la doppia vittoria di Romano Prodi, unico in grado nella seconda repubblica degli scontri diretti di battere due volte su due Berlusconi. Due vittorie risicate, sofferte ma foriere di una qualche forma di speranza per tutta la gente stufa del berlusconismo. I due governi Prodi erano creature fragili e delicate, e per questo ancor più preziosi e meritevoli di essere salvaguardati e protetti come bimbi in fasce.
Il primo lo fece cadere Bertinotti ad entrata area Euro acquisita, senza una scusa plausibile che non fosse la difesa della visibilità del partito di fronte alla base, la paura di essere fagocitati da una sinistra di governo che palesava nella sua azione l’inutilità di un partito comunista antagonista.
Il secondo Prodi, è storia recentissima, è stato fatto fuori fisicamente da Mastella e Dini. Ma loro hanno trovato un terreno arato e concimato per bene da Bertinotti e compagnia. Il governo Prodi è stato indebolito davanti all’opinione pubblica da un continuo stillicidio di dichiarazioni contro l’azione dell’esecutivo. Un esecutivo debole non per sua incapacità o colpa, ma per l’intrinseca debolezza della maggioranza al senato che dava potere ricattatorio a tutte le componenti. L’idea messa in pratica in questi mesi di poter dire e contraddire il Presidente del Consiglio senza soluzione di continuità, ha consegnato l’Italia a Berlusconi in maniera così netta. Le ragioni della sonora e cocente sconfitta risiedono in questo logorio, in questa immagine più da armata Brancaleone che da coalizione di governo unita e responsabile di fronte al paese. L’idea follemente stupida di ministri che scendono in piazza contro se stessi (adesso ne avranno di tempo per le piazze!), i verdi anti-infrastrutture e antitutto, completamente incapaci di dare un’impronta ecologica all’azione di governo che non fosse demagogica.
Tutto questo e una campagna elettorale più improntata contro il PD (in onore alla tradizione comunista che vuole prima il regolamento di conti interno), e poi verso la destra clericale, reazionaria, razzista e berlusconiana hanno cancellato dal parlamento una forza storica, di cui inizio a chiedermi se sentirò la mancanza.

Pubblicato in comunismo, Politica da calogero | 37 Commenti »

starNon ci resta che piangere? o ricominciamo da tre?

15 Aprile 2008 alle 22:36
primlug

Una sola cosa è certa: un parlamento senza una sinistra vera genera una democrazia zoppa. Molti non saranno più rappresentati, e non sono certo i più forti. Molti credono, operai compresi, di essere degnamente rappresentati dalla lega. E questo è un dramma nel dramma. La sconfitta, purtroppo, non è solo sul piano elettorale. E’ una crisi di identità, una identità evanescente, un essere non essere. Come biasimare coloro che hanno votato pd. Quale sinistra votavano? Quella elitaria di coloro che hanno condiviso lo sfacelo del governo Prodi? Di coloro che hanno avallato scelte lontane dal sentimento comune? Di coloro che non hanno saputo coinvolgere la base? Forse i perché di questa catastrofe sono anche altri. Forse, ma questi bastano per riportarci alla realtà. Siamo lontani dai problemi della gente, non abbiamo risposte, non abbiamo più rabbia. E la gente è veramente incazzata, e chi vota? La lega. La borghesia, quella piccola borghesia che ambisce non ad eliminare le furbizie, non vuole legalizzarle. Quel movimento partito apolitico, razzista e qualunquista che mira al federalismo per non pagare le tasse. E al popolo, in parte anche a quello di sinistra, non interessano più le parole o i programmi, ne ha veramente piene le palle. Ricordo, è triste dirlo sembriamo vecchi che vivono nell’oblio, ricordo Berlinguer e le folle che applaudivano, ma allora noi eravamo la questione morale, noi eravamo i diversi i non collusi con l’apparato. Oggi, dopo aver chinato il capo al governo Prodi, senza avere inciso senza essere riusciti a comunicare con le masse, senza avere preteso regole chiare sul lavoro, senza avere abolito le leggi ad personam, senza aver preteso un salario adeguato e dignitoso, senza aver voluto colpire i veri ricchi ma avallato le scelte dettate dai tecnocrati tese solo a rientrare nei parametri. Scelte infelici in quanto tutti ma proprio tutti hanno pensato ad incapacità o peggio a inculate. E ora, si ora, non ci resta che piangere o ricominciamo da tre? Ricominciamo, perché la sinistra ha fatto questo paese e non può scomparire per mano di un Walter qualsiasi. Ricominciamo perché c’è bisogno di noi oggi più che mai. Ricominciamo perché è la base che lo chiede. Ricominciamo perché non possiamo sparire come il psi dei ladri. E da dove ricominciamo? Dalle fabbriche, dai quartieri, dal sindacato, dalle piazze. Riprendiamoci i voti dati al pd e a Di Pietro. Rendiamo i compagni orgogliosi di riconoscersi in una sinistra moderna ma decisa, ferma e se necessario, ed è necessario, incazzata nelle piazze. Elaboriamo programmi con la gente ed ora, che in parlamento non ci siederemo, avremo tanto tempo per stare nelle strade.

In questi momenti non servono le masturbazioni cerebrali, serve senso di autocritica e riflessione. Serve ricordarsi chi siamo, solo quello.

Pubblicato in Politica da primlug | 26 Commenti »