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(Notizie dalla repubblica delle banane)

starIl governo della “sicurezza” taglia le forze di polizia. L’Italia diventerà il regno dell’impunità e della malavita (se non lo è già)!

1 Luglio 2008 alle 14:41
calogero

Apprendiamo dai giornali questa mattina che il decreto estivo che anticipa la finanziaria taglia pesantemente le risorse previste per la sicurezza. Chiedo al governo: quale è la logica che prevede 3.000 soldati nelle strade delle grandi città e al tempo stesso il taglio di 6.000 agenti di polizia? Solo a Roma si prevede un taglio di più di 900 agenti, a Palermo di più di 100: questi sono gli atti concreti del governo Berlusconi sulla sicurezza”. Lo afferma in una nota Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd.
[repubblica.it]

La sicurezza prevede il presidio del territorio da parte di personale qualificato. Formare un agente costa e poi stipendiarlo costa ancora di più. Quindi il piano della destra al governo è semplice semplice: tagliamo i poliziotti che costano e rischiano pure di arrestare qualcuno, mandiamo i militari in strada che tanto li paghiamo comunque. Contemporaneamente attiviamo la grancassa dei media a dire quante decisioni prende il governo, quanto attivo è il governo, come lavora il governo e meno male che c’è lui. Non ci cascheranno tutti, ma tanti che ci votano si!
Questo governo è reazionario! I provvedimenti che prende si avvicinano più ad una pseudo-democrazia che una democrazia matura e sviluppata. Mandare in strada l’esercito, dichiarare una discarica sito strategico nazionale e metterci la sorveglianza armata, schedare i bambini rom, sono metodi spicci che certificano l’incapacità dell’esecutivo.
A me sembra che tutto sia solo propaganda, come l’allarme sui nomadi e la loro schedatura, mentre le mafie prosperano inquinando l’economia e realizzando giri d’affari al livello del PIL di un piccolo paese europeo. Un governo che aspiri alla sufficienza dovrebbe concentrare gli sforzi su questi delinquenti e sul caro vita che stritola milioni di famiglie.
Si sentiranno più sicuri gli italiani dell’era Berlusconi IV? I sondaggi da diffondere nei media indipendenti italiani, scommetto, sono già  pronti.

Pubblicato in Politica da calogero | 17 Commenti »

starLa tessera del pane

25 Giugno 2008 alle 08:52
qirex

Ho la seria impressione che Tremonti non sappia quello che fa. Ho la seria impressione che Tremonti, quantunque sappia… insomma: ci è o ci fa? E insieme a lui, tutti i ministri suoi colleghi che hanno elaborato il piano, ci sono o ci fanno? Il dream team che ha lavorato alla manovra:

Tremonti, il ministro dell’economia più fantasioso della storia repubblicana;
Brunetta, il ministro della pubblica amministrazione che lo si sente parlare ma non lo si vede mai;
Sacconi, il ministro del fritto misto che manda affanculo i contestatori alla festa della Cisl;
Matteoli, il ministro delle infrastrutture che avvertiva i suoi amici indagati di indagini in corso così da permettere la distruzione delle prove;
Scajola, il ministro dello sviluppo economico che va in giro a promettere contrali nucleari come fossero cioccolatini;
Calderoli, ommadonnamia;
Alfano, ministro della giustizia in vacanza…

Analizziamo per bene la manovra triennale che il circo, grazie ai suddetti saltimbanchi si appresta a varare. Si tratta di un piano a sviluppo triennale che vale 35 miliardi di euro circa. 24 miliardi e rotti di tagli agli enti locali e 6 miliardi più o meno di tagli alla sanità, il resto preso qua e la. Il match si combatte sui seguenti punti fondamentali.

Robin Hood Tax. Che cos è? La tassa fatta su misura per i petrolieri che ultimamente hanno fatto soldi a palate sulla nostra pelle. In pratica gli si aumenta l’Ires dal 27% al 33%. Una vera stangata, per noi. Si perché semplicemente se banalmente un impresa paga più tasse, in qualche modo per mantenere lo stesso livello di guadagni alza il prezzo del prodotto venduto. È il capitalismo, non ci possiamo fare niente. Quindi chi la paga la Robin tax?

Nucleare. Ci risiamo, il nucleare torna dalla porta principale dopo esser stato sbattuto fuori. Il ministro Scajola promette energia infinita a basso costo a partire da… mai. È opinione moooolto comune tra gli addetti ai lavori che per attivare una centrale nucleare ci vogliano anni, anche iniziando domani mattina i primi frutti li vedremo tra qualche anno. Quindi, dato che non potremmo beneficiarne ora, cosa facciamo? Stiamo ancora col petrolio? Evidentemente si. Certo potremmo investire sulle fonti davvero alternative, but who cares? A proposito, intanto per pagare meno la benzina si pensa a “sterilizzare l’aumento dei prezzi del carburante”. Ma che vuol dire? Ve lo spiega lo zio Qirex. Vuol dire che si crea un meccanismo automatico per cui all’aumentare del prezzo del greggio, le accise diminuiscono in modo da mantenere stabile il prezzo del carburante. Quindi il prezzo dei carburanti non calerà, le odiose accise continueranno ad esserci e tutto ciò a scapito di chi?

Liberalizzazioni. Finalmente, una ventata di aria fresca. Non qui. A questo proposito il ministro Scajola prevede la liberalizzazione dei distributori di carburanti (già prevista… ma mai attuata); il pacchetto “impresa in un giorno”, che prevede di poter aprire un’impresa con la sola dichiarazione di inizio attività. Cioè io mi sveglio domani mattina e dichiaro di aver iniziato a costruire scarpe, vado in giro a chiedere finanziamenti e chi s’è visto s’è visto. Smentitemi, spero che non sia così.

Pubblica Amministrazione. Il guerriero Brunetta affila le armi… vediamo che s’è inventato.
L’antifannullonismo è imperante ormai. La cosa che mi ha colpito particolarmente è la pubblicazione on line dei redditi dei dipendenti pubblici, curriculum vitae e recapito telefonico. In pratica quelli che da destra avevano criticato in Visco (ricordate la pubblicazione della dichiarazione dei redditi del 2005?) ora lo propinano come operazione trasparenza. Ma perché solo per i dipendenti pubblici? Quelli privati sono migliori? Altra cosa, il dipendente pubblico è tenuto a risarcire il cittadino se si verificano ritardi nello svolgimento delle pratiche. Voglio sperare che prima di risarcire chicchessia, si vada a indagare sul perché del ritardo.

Le infrastrutture. Il ministro Matteoli mette in chiaro che le grandi opere vanno fatte, senza se e senza ma. Svetta dall’alto della sua inutilità il ponte sullo Stretto. Come fare altrimenti ad accontentare i voti mafiosi? Dopo il ponte sullo Stretto, sarà la volta del MOSE a Venezia. Anche questo u-t-i-l-i-s-s-i-m-o! A proposito lo Stato non ha i soldi per queste importantissime opere (ma come abbiamo senza, fatto fino ad oggi???), quindi per questo Matteoli ha preso contatti con investitori privati. Mi ricorda la famosa cordata italiana…

W il welfare!!! Per affondare ulteriormente la nave Italia già alla deriva ci pensa Sacconi. E che s’è inventato il Sacc? Flessibilità totale del mondo del lavoro. Il nostro culo è del padrone. In pratica si toglie il famoso tetto di 36 mesi per la riconferma dei precari. Una norma prevista nel famoso Protocollo-truffa tra governo Prodi e sindacati. Poi si elimina il divieto di cumulo tra pensione e stipendio, giusto per far capire che l’anziano è la vera forza motrice del paese. Una piccola chicca è la carta prepagata per i lavoratori occasionali, baby sitter, lavoratori stagionali e via discorrendo. Come funziona? Ogni otto ore di lavoro ti arriva un buono prepagato, di quanto non si sa e per fare cosa non me lo voglio immaginare. Vi prego se potete darmi maggiori delucidazioni anche e soprattutto per smentirmi ve ne sarei grato.

Sanità. Sempre Sacconi ministro del fritto misto mette mano anche alla sanità. Vi ricordate il ticket sanitario che il governo Prodi voleva ripristinare? Bene, non ci sarà più. O forse si… insomma, bisogna che le Regioni vedano un po’ cosa fare. Vuol dire: “il ticket è odioso, non lo voglio ma non so come fare a toglierlo, cazzi vostri!”. Chi ci capisce è bravo.

Tessera del pane. È la fantastica invenzione! È la vera rivoluzione a proposito di spesa sociale. Ad un milione e duecentomila pensionati che hanno un reddito troppo basso per sopravvivere verrà assegnata una carta prepagata che servirà ad avere degli sconti sui pagamenti di cibo e utenze. Avete capito bene sconti. Altro che manna da cielo! Con 400 euro l’anno la mia povera nonna che ci fa? Ci si pulisce il culo!

Ovviamente non ho nominato le misure sull’ICI e sulla detassazione degli straordinari di cui abbiamo già ampiamente discusso della profonda inutilità. Ho tralasciato anche il discorso privatizzazione Alitalia (c’è ancora chi ci crede?). Sono sparite l’abolizione delle province e delle comunità montane al mare, e grandi assenti, gli aiuti alle famiglie e il federalismo. Tra l’altro hanno tolto proprio l’unica tassa davvero “federale”: l’ICI.

Che dire? Complimenti a tutti noi. E buona fortuna.

Pubblicato in Politica, Povera Italia da qirex | 33 Commenti »

starCome prima, più di prima, peggio di prima

16 Giugno 2008 alle 18:28
calogero

Torna il Lodo Schifani. Torna il blocca-processi. Pareva un’indiscrezione, ma presto è arrivata la conferma. La maggioranza ha presentato un emendamento al decreto sicurezza che chiede la sospensione dei processi penali relativi a fatti commessi fino al 30 giugno 2002 «che si trovino in uno stato compreso tra la fissazione dell’udienza preliminare e la chiusura del dibattimento di primo grado».
In sostanza la norma fa da “apripista” al vecchio “Lodo Schifani”, il provvedimento ad hoc per salvare Berlusconi dai processi in corso. Ma poichè non è possibile riproporre il “Lodo” come era stato concepito nel precedente governo Berlusconi, visto che la Consulta il 13 gennaio del 2004 lo dichiarò incostituzionale, si è pensato ad una misura che tenesse conto delle osservazioni dell’Alta Corte e che preparasse la strada a una norma che garantisca una sorta d’immunità o sospensione dei processi per i vertici dello Stato nel corso del loro mandato. L’obiettivo sarebbe quello di bloccare la sentenza del processo Mills dove Silvio Berlusconi è imputato di corruzione in atti giudiziari. [l’Unità]

Berlusconi è essenzialmente impegnato a farsi gli affari suoi. In tanti lo hanno capito da tempo, ma una fetta consistente degli italiani sembra cascarci sempre. Prima si fanno eleggere gridando alla sicurezza, e poi bloccano le intercettazioni telefoniche per i reati che prevedano la reclusione inferiore a 10 anni.
Siccome non ci sono soldi per assumere poliziotti e carabinieri decidono di mandare nelle strade i militari che tanto non c’hanno niente da fare in caserma. Il che potrebbe andare pure bene, se dopo l’anno previsto arrivassero le forze dell’ordine, quelle vere, cioè poliziotti e carabinieri, specificamente addestrati per contrastare la criminalità e riprendere il controllo del territorio. Ma di questo non si è parlato.
Quello che più preme a Berlusconi sembra essere il tratto distintivo dei governi precedenti:le leggi ad personam per fermare i processi a suo carico. I due emendamenti al decreto sicurezza, sono presentati dai senatori del Pdl Carlo Vizzini e Filippo Berselli (ma è logico pensare che ci sia stata la fila per portare la firma dell’emendamento-favore al capo).
Ancora dall’Unità: “Nel primo si chiede che venga data priorità assoluta ai processi per i reati puniti con l’ergastolo o con una pena superiore ai 10 anni, ai delitti della criminalità organizzata, ai procedimenti celebrati con rito direttissimo o con giudizio immediato. Nell’altro, c’è invece proprio la richiesta di «sospensione dei processi relativi ai fatti commessi fino al 30 giugno 2002». Se l’emendamento verrà approvato, i processi «sono immediatamente sospesi al momento dell’entrata in vigore della presente legge per la durata di un anno“.

Pubblicato in Politica, Povera Italia da calogero | 77 Commenti »

starLegge sulle intercettazioni: criminali in festa!

12 Giugno 2008 alle 18:35
calogero

La polemica infuria, il Quirinale scende in campo e il decreto sparisce dall’ordine del giorno. “Un mero errore materiale” semplifica il premier da Napoli correndo ai ripari. Entrando in merito ai contenuti: “E’ un disegno di legge” dice Silvio Berlusconi, “atteso da quasi tutti i cittadini in cui verrà prevista la possibilità di effettuare le intercettazioni soltanto per le indagini che riguardino reati con pene dai 10 anni in su“. “Avrei semplificato dicendo mafia, camorra, terrorismo internazionale e basta” prosegue il premier. “In questo modo rientrano tutta una serie di reati che mi sembrano giusti: pedofilia, omicidio. La gravità dei reati è misurata dalla pena”. [repubblica.it]

Allora escono dalle intercettazioni: rapina, estorsione, usura, violenza sessuale, associazione sovversiva, incendio boschivo, sequestro di persona semplice, associazione per delinquere ordinaria, falsa testimonianza, pubblicizzazione materiale pedopornografico, malversazione in danno allo stato, atti sessuali su minorenni, indebita percezione di erogazioni, abuso d’ufficio… corruzione. Cose non gravi a sentire il nostro premier.
Reati che tutti noi commettiamo un giorno si l’altro pure e poi li raccontiamo in telefono-conferenza agli amici. Se Berlusconi dice che quasi tutti gli italiani aspettano questa legge, sarà perché secondo lui siamo tutti criminali, forse. Stupidi senz’altro, perché questa è una porcata peggiore dell’indulto che Forza Italia ha votato ma ha abilmente fatto credere di non aver votato. Adesso si vede quanto ci tengono alla legalità i signori della destra. Impedire alla magistratura di disturbare il manovratoreè l’unico scopo di questo governo: la maggioranza degli italiani è onesta e se ne frega delle intercettazioni.
Costano troppo? Assorbono un terzo delle risorse? E allora bisogna dare più soldi alla magistratura, assumere più impiegati, snellire i processi per rendere la pena una cosa certa e non aleatoria. Oggi arrivi in cassazione prima della prescrizione solo se sei un povero sfigato.

Si sono fatti eleggere al grido di tolleranza zero ma qui a zero sta solo il buon senso. Povera Italia, poveri noi.

Pubblicato in Politica, Povera Italia da calogero | 20 Commenti »

starMara Carfagna, ministro delle pari opportunità difende la famiglia tradizionale, come i “fratelli mussulmani” egiziani difendono la loro

10 Giugno 2008 alle 13:11
calogero

A proposito di famiglie, che ne pensa di unioni di fatto e matrimoni gay?
Sono contraria
Ma non è il ministro delle pari opportunità?
“Io non ho pregiudizi, ma non possono pretendere di essere famiglie”.
Perché?
“L’idea di famiglia viene da una tradizione religiosa - e io ho fede anche se cerco di essere laica come ministro - viene dalla costituzione, dal diritto civile e naturale: è composta da un uomo e una donna che si uniscono per dare vita a figli per proseguire la specie”.
E tutti gli altri, laici o atei, etero e omo?
“Trovo giusto rivendichino diritti civili, trovo giusto che chi è stato assieme una vita possa subentrare nell’affitto, andare a trovare il compagno in ospedale. La famiglia però è un’altra cosa”.
Quindi niente leggi?
“Penso solo a contratti privati”.
Le pari opportunità allora per chi sono?
“Le mie priorità sono: aiutare le famiglie a fare più figli […] “.

Il resto dell’intervista su Repubblica.

Non non so a voi ma a me sta roba mette i brividi. Diritto naturale, prosecuzione della specie, decidere cosa è famiglia e cosa no sulla base di vecchie credenze secolarizzate mentre l’80% dei nove milioni di clienti delle prostitute sono padri di famiglia. Bisogna avere due belle fette di prosciutto sugli occhi e una buona dose di ipocrisia per passare dalle posizioni ammiccanti da calendario alle posizioni teocon. Continuare nella discriminazione dei soggetti che non rientrano ne fottuto schemino catto-perbenista è il minimo che ci potessimo aspettare da un governo capeggiato da un divorziato che bacia l’anello al papa (certo che anche il papa che si fa baciare da berlusca…).

Intanto leggo sull’Unità che in Egitto il 96% delle donne, musulmane o cristiane, subiscono mutilazioni sessuali, secondo uno studio condotto dall’ufficio governativo demografico nel 2005 su donne fra i 15 e i 49 anni. L’anno scorso, in seguito alla morte di una bambina di undici anni per le complicanze di un’operazione di escissione nel governatorato di Minya nell’Alto Egitto, il ministero della salute egiziano aveva emanato un decreto che dichiarava illegale l’escissione genitale femminile in tutti gli ospedali e le cliniche private del Paese.
Novità rilevante anche per l’introduzione di una norma che permette alle madri nubili di registrare i figli all’anagrafe. Le nuove disposizioni sono state fortemente osteggiate dal movimento dei Fratelli Musulmani, maggiore forza di opposizione politica del paese arabo, che le accusano di «minare i fondamenti della famiglia egiziana».

I fratelli mussulmani non sono cattivi: sono solo come la Catto-Carfagna, difendono quello in cui credono ciecamente, la famiglia tradizionale egiziana, che non può certo essere messa in pericolo dalla modernità, come non può esserlo quella italiana. E non crediate che il parallelo sia esagerato. Pensate solo alla forma mentis che muove i fratelli mussulmani e la Carfagna: è la medesima!
Alla fine però credo che l’unica vera paura che hanno (almeno i nostri teocon) è che la famiglia basata su altri schemi sia migliore, più serena e funzionale di quella basata sul contratto scritto e debitamente firmato. E questo da molto fastidio.

Pubblicato in Politica da calogero | 24 Commenti »

starFinanza creativacrobatica

5 Giugno 2008 alle 10:32
qirex

Il super ministro Tremonti, finalmente butta giù la maschera da politico e si traveste da Robin Hood. Ma un Robin Hood un po’ particolare: ruba a tutti per dare a tutti.
Mi spiego meglio. Il punto è: da dove vengono fuori i soldi per tagliare le tasse? Il programma economico di zio Giulio verte su alcuni pilastri fondamentali:

- Eliminazione ICI prima casa.
- Detassazione degli straordinari.
- E, last but not least, la supertassa a quei cattivoni di petrolieri.

Cominciamo a vedere da dove vengono fuori i soldi per i primi due provvedimenti. Quelli che sto per elencare sono fondi già stanziati, ma che vengono ritirati per far fronte alle inutili promesse elettorali.
Dunque abbiamo tolto soldi a:
- incremento trasporto locale (721 mln);
- strade e infrastrutture per il sud (1.432 mln);
- ammodernamento rete idrica nazionale (70 mln);
- forestazione e riforestazione (70 mln);
- recupero centri storici (30 mln);
- fondo antiviolenza per le donne (20 mln);
- integrazione sociale immigrati (50 mln);
- abbattimento ecomostri (45 mln);
- sviluppo banda larga (50 mln);
- potenziamento informatizzazione pubblica (31 mln);
- fondo ordinario dell’università (48 mln); e una miriade di altri soldi già stanziati, pronti per essere utilizzati.
Andate a leggere qui: www.tesoro.it/web/apri.asp?idDoc=19144

In pratica per risparmiare qualche centinaio di euro all’anno di ICI, dobbiamo rinunciare ad alcuni servizi. Certo, non che fossimo all’avanguardia, ma almeno qualche cosa c’era.
Il bello è che l’ICI è stata tolta a tutti, indistintamente. L’unico discriminante è il valore catastale dell’immobile. Quindi abbiamo castelli e mega ville che (giustamente) continuano a pagare, e abbiamo poi appartamenti di lusso che a dispetto del valore di mercato elevatissimo, al catasto risultano essere di classe inferiore e quindi non pagano l’ICI. Regalino ai soliti noti.

Oltre che l’ICI si vuole anche finanziare quella cazzata galattica che è la detassazione degli straordinari. Concettualmente gli straordinari non dovrebbero esistere. Lo straordinario è uno strumento eccezionale che l’azienda utilizza per far fronte ad un’urgenza, come ad esempio un lavoro in scadenza da ultimare e simili. Ora invece si sta facendo passare lo straordinario come una normalità. Come se fosse normale per il dipendente lavorare di più per arrivare alla fine del mese. Questo è solo l’ennesimo regalo che stanno facendo agli imprenditori, in modo da evitare ulteriori assunzioni, in caso di picchi di lavoro. Il Sole 24 ore ha fatto una simulazione a tal proposito. Un sesto livello metalmeccanico, facendo 250 ore di straordinario all’anno, ha un guadagno netto di 480 euro all’anno che diviso 12 fa 40 euro al mese. Con 40 euro in più al mese cosa ci si può fare? Nulla, soprattutto visti gli aumenti stratosferici dei prezzi. Regalino ai soliti noti.

A tal proposito il ministrone Tremonti si è messo in testa di far pagare più tasse ai petrolieri. Bene, benissimo. Ma se i petrolieri pagano più tasse, su chi si rifaranno? Sul consumatore, ovvio. Consumatore che non può fare a meno del carburante e quindi va strizzato all’inverosimile. Oltretutto, quando era Padoa Schioppa a voler tassare le rendite era una sanguisuga, ora Tremonti (che tra l’altro in Europa ha detto che proseguirà la strada indicata dal precedente collega) è Robin Hood. Magia dell’informazione serva e schiava del potere.

Pubblicato in Politica, Povera Italia da qirex | 46 Commenti »

starSilviolo, un presidente a braghe calate

4 Giugno 2008 alle 13:16
qirex

Il festival della coerenza è cominciato. Finalmente vediamo di che pasta è fatto il nostro presidente del consiglio. Finalmente lo osserviamo mentre internazionalmente tira fuori le palle e ne dice quattro ai vari saltimbanchi mondiali.
Ah no. Scusate stavo sognando. In un paio di giorni abbiamo assistito a clamorose retromarce da parte del “presidente burlone”, che come al solito si è preso gioco dell’Italia.

Retromarcia numero uno: Alitalia potrebbe avere partner internazionali, tra cui Air France, che è sempre la benvenuta. Come? Air France? La stessa Air France che ci voleva colonizzare? La stessa Air France che abbiamo mandato via grazie alla cordata italiana? A proposito, la cordata italiana dove sta? Già, dov’è?

Retromarcia numero due: L’immigrazione clandestina è meglio che non sia reato, ma solo un’aggravante. A parte l’abominio giuridico (due pesi e due misure), ma allora tutto quello che abbiamo sentito in campagna elettorale era falso, allora tutto quello che Maroni farnetica ai quattro venti, non conta nulla? Ma alla fine, se viene identificato come reato, come facciamo con tutti quelli che lavorano? A parte le badanti, tutti quei muratori, braccianti agricoli, operai che fanno tanto forte il nord, che fine fanno? Li mandiamo via? E chi lavora al posto loro? Non li mandiamo via? E allora facciamo una sanatoria? E come faremo a prenderli, con la polizia? Con l’esercito? Con le ronde di polentoni ubriachi?

La sensazione che ho è che il presidente nanerottolo non ha voglia di scontentare qualcuno. Tipo i partners internazionali, la chiesa, gli imprenditori. Insomma un po’ tutti tranne gli elettori italiani che hanno scommesso per la terza volta su di lui. Si profila una delusione cocente…

Pubblicato in Politica, Povera Italia da qirex | 10 Commenti »

starDov’è sparita l’opposizione?

4 Giugno 2008 alle 10:41
swampthing

Non è una domanda retorica. Guardavo ieri il TG5 delle 20 e non c’era traccia di alcun politico del PD, o dell’UDC. Interi servizi dedicati al Governo, dichiarazioni dei politici del PdL e nessuna versione della parte opposta. Siamo alla cancellazione in video del PD? O sono tutti al mare?

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starL’ONU: Italia xenofoba. Ovvero il primo risultato concreto del governo Berlusconi!

2 Giugno 2008 alle 20:03
calogero

Una ferma condanna dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Louise Arbour e un nuovo stop da parte del Vaticano per la politica del governo italiano nei confronti degli immigrati clandestini. Arbour ha stigmatizzato la “recente decisione di rendere reato l’immigrazione illegale” e i recenti attacchi contro i rom. Il Segretario del Pontificio consiglio per i migranti, monsignor Agostino Marchetto, ha riaffermato che “i cittadini di Paesi terzi, come i cittadini comunitari, non dovrebbero essere privati della libertà personale o soggetti a pena detentiva a causa di un’infrazione amministrativa”. [repubblica.it]

Tra il dire e il fare c’è di mezzo… l’ONU. Adesso passiamo per razzisti e xenofobi. L’Italia forse lo è sempre stata un po’ razzista, sicuramente non è meglio di tanti altri paesi, anche se il mito autocostruito di “italiani brava gente” è duro a morire. Però sentirselo dire così chiaramente da un’istituzione mondiale come l’ONU fa una certa impressione. Nessuno nega che l’immigrazione sia un problema difficile da gestire, ma la solita faciloneria di Berlusconi e governo fa a pugni con la realtà. Come con le immondizie di Napoli, le centrali nucleari, i ponti e tutte le mega imprese che Berlusconi annuncia e che vedremo la fine che faranno.
Così l’Italia si riappropria della sua autorevolezza a livello internazionale, accresce il suo status di nazione democratica e questa volta non sono le gaffe, le figuracce del nano, le sue pagliacciate, a farci vergognare, ma il giudizio pesantissimo dell’ONU sull’operato del governo.

Quanto all’intervento del Vaticano sono solo le consuete intollerabili ingerenze di uno stato estero.

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starCommissariate Napoli

30 Maggio 2008 alle 14:34
calogero

Guardo Napoli e il suo sfacelo con crescente stupore. Continuo a chiedermi come si è potuti arrivare a tanto. E mi stupisco.

Non so darmi una risposta, a volte e difficile capire quello che ti succede intorno e Napoli è davvero molto lontana, con variabili a me sconosciute.
Nella provincia in cui vivo (Gorizia) e nella mia città Monfalcone l’immondizia viene raccolta col metodo del porta a porta. Quando il metodo fu istituito dovette affrontare e superare un mucchio di critiche e resistenze, spesso montate ad arte da un’opposizione con poche idee e dai media che faticavano e faticano a riempire le pagine di cronaca locale. Lo scontro dialettico e politico era tra proposte concrete sul come fare una determinata cosa. S’impose la visione dell’amministrazione, e oggi divido carta e cartoni, l’umido, il vetro, la plastica e una piccola parte non riciclabile finisce in discarica. La politica aveva deciso e indicato una via da percorrere.

A Napoli quello che vedo è che la politica non ha assolto e non assolve il suo compito. L’amministrazione ha condotto la città sull’orlo dell’abisso, in una situazione che è peggiore oggi di un anno fa.
Mi chiedo: e se dopo la decisione di fare la differenziata col sistema porta a porta a Monfalcone ci fossero i cumuli di immondizia abbandonati che non puoi nemmeno parcheggiare l’automobile? La risposta è semplice: il sindaco e la giunta si sarebbero dimessi. Ora perché questo possa avvenire è necessario l’amministrazione si senta responsabile di fronte agli amministrati. Laddove il sindaco giunge a un conclamato fallimento se ne va e passa la mano. Perché a Napoli questo non succede? Forse perché a Napoli il sindaco può fregarsene di quello che pensa la gente. Non si sente responsabile del suo clamoroso fiasco, e se si sente tale se strafotte. A Napoli la democrazia intesa come rapporto di fiducia tra cittadino e istituzioni semplicemente non esiste. I napoletani votano, eleggono i loro rappresentanti, godono delle libertà garantite dalla Costituzione ma la democrazia è chiaramente in deficit.
A Napoli di fronte al disastro macroscopico, conclamato sui media di tutto il mondo, il sindaco è ancora al suo posto. Una cosa folle.

Per questo, perché la democrazia rappresentativa in questo momento non ha nessun senso a Napoli non vanno indette nuove elezioni, ma la città va commissariata, non per uno o due anni ma per quanto sia necessario, fino al superamento dell’emergenza rifiuti e alla soluzione del problema. Ci volessero dieci anni, che siano dieci.

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