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dotArchivio di Febbraio 2007

starGoverno battuto al Senato, si ma mica hanno chiesto la fiducia, quindi calma prima di parlare di dimissioni

21 Febbraio 2007 alle 18:00
swampthing

Non passa al Senato la mozione del centrosinistra sulla politica estera. I sì sono stati 158, i no 136, gli astenuti 24. Al Senato le astensioni hanno il valore di un no. In precedenza Calderoli (Lega) aveva annunciato che la CdL ritirava la propria mozione.
[televideo]

Allora… ero in riunione con un cliente per tre ore e mi trovo sta bella notizia su televideo…
Figuraccia, ma non vedo perché il governo debba dimettersi. Mica che Berlusconi si dimetteva quanto bocciavano i suoi emendamenti, quindi… Certo la maggioranza per governare è risicata, lo sapevamo dall’inzio che sarebbe stata dura. Ed è dura. La coalizione è eterogenea, chiunque può sbattere i pugni sul tavolo e fare la voce grossa. In questo caso Rossi (Verdi-Comunisti italiani) e Turigliatto (Rifondazione Comunista), hanno votato contro, e due sentatori a vita si sono astenuti, Andreotti e Pininfarina.
Una cosa è certa, se dovesse tornare berlusconi al governo, la sinistra radicale avrà i suoi problemi con l’elettorato, perché gli abbiamo chiesto coesione, anche se i principi sacrosanti vorrebbero un governo che non sia supino con gli USA, come quello precedente, ma votando contro cosa hanno ottenuto? nulla. Rischiamo di avere lo stesso basi americane, i soldati in Afghanistan e in più la destra al governo.
Se torna berlusconi siamo nella merda, ma nella merda ci finiscono pure loro.

Update: Il ministro Di Pietro annuncia: “Prodi ha deciso di rimettere il mandato nelle mani del presidente Napolitano”.
E se Napolitano non accettasse? :sifone:

Pubblicato in Orrore, Politica da swampthing | 38 Commenti »

starIl Patto Della Minestra

21 Febbraio 2007 alle 13:11
RedPower

Chissà se visto il menù andato in scena lunedì sera ad Arcore sarà ricordato dalle cronache politiche come il «patto della minestra». Di certo, c’è che le due paginette sottoscritte da Silvio Berlusconi e Umberto Bossi chiudono definitivamente la querelle tra la Lega e Forza Italia. E rilanciano il cosiddetto asse del Nord. Pochi punti quelli buttati giù da Giulio Tremonti e Roberto Calderoli, in cui si mettono nero su bianco sostanzialmente due questioni. In primo luogo il «riconoscimento della Padania come obiettivo politico-istituzionale» da perseguire attraverso le vie consentite dalla Costituzione; in secondo la decisione di procedere alla modifica della legge elettorale «per via parlamentare» abbandonando definitivamente l’ipotesi referendaria.
[ilgiornale]

Se questi tornano al governo, dite addio all’Italia. Spero sia soltanto un metodo per far star buoni i padani… :(

Pubblicato in Politica da RedPower | 5 Commenti »

starIl trio “monnezza”

21 Febbraio 2007 alle 11:15
Spartaco

…tre somari e tre briganti
sulla strada da Girgenti a Monreale
(da “Rinaldo in campo”)

Sono lì a Porta a Porta:
Il Belpietro Bocca Storta
col bifolco contadino
don Martino, trinaricino,
e il trio chiude quel leghista
il Maroni, ex socialista
che sfoggiando occhiali rossi
spezza il verde del suo Bossi.

Si alternano i coglioni
nella parte come istrioni;
sotto il culo hanno i copioni
che gli ha dato Berlusconi.

Incomincia la quadriglia
e don Martino se la piglia:
sì, è ver, parava l’ano
al padrone americano;
ma per dio, ci vuol più tatto
a dirlo a lui, villan rifatto.

Vien la volta di Maroni,
che è più a destra di Tambroni;
per l’invidia di Vicenza
lui si inventa connivenza:
terrorismo… sindacato…
Ma alla fin resta scornato.
Ma il finale è riservato
al più servo lì mandato
l’ineffabile Belpietro,
fosse bello almeno dietro!

Almen così, anche se è vizio,
io mi farei passar lo sfizio:
con un colpo di prepuzio
di sfondargli l’orifizio

Spartaco

Pubblicato in Relax da Spartaco | 3 Commenti »

starPerquisizioni in corso nelle sedi di Mediaset e Fininvest

20 Febbraio 2007 alle 14:48
swampthing

Perquisizioni sono in corso nelle sedi di Mediaset e Fininvest a Milano, ordinate dal pm De Pasquale. Lo ha annunciato in aula uno dei legali di Silvio Berlusconi, al processo sui presunti fondi neri relativi ai diritti televisivi di Mediaset. A quanto si apprende la perquisizione sarebbe stata ordinata nell’ambito dello stralcio di indagine su Mediatrade, società controllata al 100% da Mediaset. I militari della Guardia di Finanza cercherebbero documenti del 1999.
[televideo]

Non troveranno nulla. Tutto distrutto. Ma prima o poi, le prove salteranno fuori e berlusconi sarà affidato ai servizi sociali!!
:fkoff:

Pubblicato in Il nano piduista da swampthing | 3 Commenti »

starAnteprima straordinaria: la rivoluzione editoriale del Giornale

20 Febbraio 2007 alle 10:55
Spartaco

La notizia è stata data ieri sera da un raggiante Belpietro subito dopo la trasmissione di Porta a Porta. “ Ho appena finito di parlare col Cavaliere - ha detto Belpietro – che si è congratulato per la mia ottima performance su Guido Rossa e le responsabilità del sindacato rosso nel suo assassinio. Con l’occasione mi ha autorizzato a dare l’annuncio della geniale innovazione che interesserà l’editoria reazionaria, di cui il Giornale, che mi onoro di dirigere, sarà il primo esempio”.

Di cosa si tratta?

Del Giornale in edizione “usa e getta”, stampato direttamente su un rotolo di carta igienica.

In questo modo, dopo una comoda lettura nella sede che gli è più congeniale, il cesso, il Giornale finisce nel water e da qui nella fogna, in una sorta di ritorno alle origini secondo un rito di quotidiana emozione.

E non senza aver prima assolto alla scabrosa ma ahimè necessaria incombenza di detergere le parti intime.

Ovviamente l’operazione editoriale, abilmente orchestrata dal Cavaliere, presuppone una serie di accordi di natura commerciale e industriale che solo le sue capacità imprenditoriali potevano sortire. Si parla infatti di una “joint-venture” con la Scottex e la Mediaset dovrebbe già aver pronto lo spot pubblicitario, da mandare in onda a reti berlusconiane unificate: “dieci piani di convenienza, dieci piani di maldicenza”, contro la sinistra, naturalmente, mentre il Giornale rotolo si svolge all’ombra della torre televisiva del Biscione.

Similmente molto interessati all’iniziativa sono alcuni gruppi farmaceutici, specializzati in lassativi:

spiccano i nomi della Boehringer Ingheleim, detentrice del marchio Guttalax e la Falqui s.p.a. produttrice dell’omonimo confetto.

Al momento non è possibile aggiungere altro, se non un’indiscrezione trapelata nonostante lo stretto riserbo a tutela dell’esclusività industriale: l’arrivo a breve dei rotocalchi femminili, ovviamente berlusconiani, in formato “assorbenti”.

Pubblicato in Relax da Spartaco | 5 Commenti »

starChi costruirà la base di Vicenza?

20 Febbraio 2007 alle 10:15
remix

Cosa pensare della partecipazione di alcune cooperative rosse alla gara d’appalto per la costruzione della contestata base USA di Vicenza?

Qui l’articolo del Corriere della Sera.

Qui un post del presidio permanente (leggete il commento n.6)

Questo mio post è un sasso nello stagno.
Sarebbe interessante che nascesse una discussione.
Astenersi dogmatici di tutti gli orientamenti politici.

Pubblicato in Politica, Vita quotidiana da remix | 9 Commenti »

starIl malvivente Previti ai servizi sociali

19 Febbraio 2007 alle 19:18
swampthing

silvio-berlusconi cesare-previti

L’ex ministro della Difesa, Cesare Previti, condannato a 6 anni di reclusione per la vicenda Imi-Sir, ha ottenuto l’affidamento al servizio sociale. Il tribunale, presieduto da Laura Longo, ha così sciolto la riserva dopo alcuni giorni di riflessione. Secondo le prime notizie, Previti dovrebbe trovare impiego presso il Centro italiano di solidarietà di Don Picchi, a Castel Gandolfo. L’ex ministro era ai domiciliari dal 10 maggio 2006.
[televideo]

Bè, mica pensavate finisse in galera, no?
Chissà se i berluscones sono shoccati dal vedere uno dei fondatori di Forza Italia, condannato definitivamente…
O grideranno alla congiura delle toghe rosse?

Nel frattempo, per capire di che pasta sono fatti, allego qualche dichiarazione. :fkoff:

«Sono convinto dell’innocenza di Cesare Previti e sono certo che i giudici autenticamente imparziali lo riconosceranno, in forma piena, già nel successivo grado di giudizio».
Berlusconi, 2003 :bugie:

«Sono pronto ad andare in prigione in caso di condanna definitiva».
Previti, 2003 :bugie:

«Rispetto questa sentenza come si rispetta un colpo di pistola».
Previti, 2005 :bugie:

«Lo ripeto: sono certo che la mia innocenza sarà riconosciuta nel merito. Se così non dovesse essere, se a spuntarla sarà la giustizia politica che ha operato in questi anni, continuerò a combattere la mia battaglia da dentro il carcere».
Previti, 2005 :bugie:

«Chiederò di presentare un emendamento che elimini la previsione degli arresti domiciliari, per chi ha più di 70 anni, e ripristini il carcere, in modo che nessuno osi sospettare che Cesare Previti si sia venduto».
Previti, 2005 :bugie:

Pubblicato in Povera Italia da swampthing | 10 Commenti »

starLa satira è poesia

19 Febbraio 2007 alle 13:54
Spartaco

Le origini della satira, come forma letteraria, pare siano molto antiche. Tanto antiche che le prime satire sono in forma poetica.

Perchè bisogna sapere che è nata prima la poesia e poi la prosa. E questo non perchè nell’uomo c’è un innatismo poetico.

La poesia non richiede una sintassi strutturata, come la prosa. E’ tecnicamente più semplice. Perciò è nata prima.

Non solo, ma gli esempi più antichi di satira riguardano la politica. A dimostrazione del fatto che se è vero che i tiranni sono sempre esistiti, è altrettanto vero che sono esistiti quelli che li hanno combattuti. Con un’arma terribile: quella del ridicolo. Famosi sono i versi di Alceo che brinda e si ubrica perchè il tiranno Mirsilo è crepato. Altrettanto famosi sono i versi del poeta Nevio:

“Fato Metelli Romae fuerunt consules”

Che giocano su un equivoco voluto da Nevio, ossia la doppia possibilità di lettura: quella benevola “Per grazia del fato i Metelli sono consoli a Roma ” e quella malevola “Per rotto di culo e nostra sventura i Metelli sono consoli a Roma”.

A noi piace dare un contributo a questa magnifica tradizione.

Anche perchè gli spunti sono tanti. Di seguito uno mio personale, riguardante la vicenda di certo giornalismo di casa nostra.


La banda dei quattro


E’ sempre lì, ligio al littorio
immummiato Feltri Vittorio.
Impettito, poco indietro
sull’attenti c’è Belpietro.
Sempre pronto, mai si siede
è schierato Emilio Fede.
E quell’altro a petto in fuori?
l’ex-stremista Paolo Liguori.
Ma che banda di coglioni:
tale e quale a Berlusconi


“Non è giusto” fa cagnara
quel grassone di Ferrara.
“Anch’io c’entro, caro Silvio
ti sostengo più d’un figlio.
E se non basto alla tua sorte
vale ben la mia consorte.
Col fascismo e il sionismo
batteremo il comunismo”.


La quaterna è or cinquina,
e fa rima con latrina.
“Qual cinquina, questo è un sestetto
ci son io, Vespa brunetto”:
ma la rima c’è lo stesso
già latrina, or pure cesso.

Spartaco

Pubblicato in Relax, Politica da Spartaco | 5 Commenti »

starAmarcord… rosso (2)

19 Febbraio 2007 alle 00:18
Spartaco

Secondo episodio

Correva l’anno 1948. Il fatale 18 aprile si avvicinava e il clima si faceva rovente. Particolarmente euforici erano quelli del Fronte popolare: il momento tanto atteso stava arrivando!
Gli odiati pescicani dovevano pagare una volta per tutte la colpa dei loro malefizi.
Perciò si abbandonavano, i rossi, ad atteggiamenti di folclore truculento, dove i baffoni di Stalin la facevano da padrone. Sicchè i democristiani, nella convinzione di giocarsi forse una partita estrema, non lesinavano mezzi pur di tener lontana Bandiera Rossa.
Bisognava essere efficaci: la retorica massimalista e l’invettiva tribunizia venivano lasciate volentieri ai frontisti. In una società semplice, ciò che contano sono le situazioni ad effetto, non le chiacchiere. Questo avevano capito i pescicani, per cui decisero di giocare una carta di sicura presa sulle “masse”: lo screditamento degli avversari a mezzo di un loro compagno, che ne avrebbe raccontato, in pubblica piazza, di cotte e di crude.

Si doveva però trovare il soggetto giusto. Lo individuarono in un comunista della prima ora, ateo, dal forte livore anticlericale. Un “mangiapreti”, peraltro assai conosciuto, con un punto debole: il vino, per amore del quale era disposto a qualunque sacrificio.
Pensarono che, una volta ubriaco, sarebbe stato completamente alla loro mercè, prestandosi docilmente alla sceneggiata che avevano architettato.
Alzarono nella piazza del paese un palco enorme, sul quale campeggiava, dietro la tribuna oratoria, un gigantesco ritratto di Alcide De Gasperi.
La cosa fu preceduta da un grande battage pubblicitario: mentre il nostro tracannava un boccale dietro l’altro, nella taverna compiacente dove, a proprie spese, i democristiani l’avevano condotto, i megafoni del Biancofiore annunciavano ai quattro angoli del paese che Chirico il comunista la sera avrebbe parlato, in piazza, contro i compagni di una volta. Uno spettacolo da non perdere. Inutile dire che all’ora convenuta, nel posto convenuto, una marea umana attendeva vociante che il tradimento si consumasse.
E venne il momento.
Chirico fu portato che non si reggeva in piedi, ubriaco fradicio, assolutamente incapace di intendere e di volere.
Non senza sforzo fu trascinato alla tribuna, dove si aggrappò per non cadere.
Tutto tacque: non una voce, non un rumore.
La testa gli girava: doveva pur rendersi conto dove fosse. Ma niente gli riesciva familiare; nulla gli dicevano le bocche semiaperte di fronte a lui, le facce inebetite, i lampioni della piazza, la luna su nel cielo.
Si sforzò di cambiare visuale; si girò prima a destra, a sinistra, poi si voltò.
E qui avvenne l’imprevedibile.
Qualcosa di vagamente conosciuto lo turbò: due occhietti maligni dietro un occhialino pretesco, un naso aguzzo e grifagno, un volto imberbe da seminarista, la maschera della falsità cattolica: sì, era proprio lui, l’odiato De Gasperi, il peggiore dei nemici, il loro capo.
Ma cosa ci faceva lì De Gasperi?
Chirico realizzò immediatamente che bisognava agire: per cui, in uno sforzo supremo, strabuzzando gli occhi che non volevano saperne di aprirsi completamente, chiamando a raccolta le ultime forze, tuonò dalla tribuna: “ Compagni, il traditore è alle spalle!”
Un grido di battaglia, un incitamento alla rivolta.
I “galoppini” lo buttarono giù dal palco, mentre i compagni, fino a quel momento impietriti nella folla, risuscitarono come lazzari e si slanciarono alla ricerca del contatto fisico.
In provincia si dovette organizzare un presidio ospedaliero speciale, tanti furono i feriti e i contusi.
Senza contare i fermi di polizia, per cui non bastarono le prigioni del circondario.

Pubblicato in comunismo da Spartaco | 4 Commenti »

starStanding ovation per Emma Bonino

18 Febbraio 2007 alle 01:21
swampthing

Sui grandi temi di coscienza come i Dico o il diritto di morire dignitosamente, uno dei problemi in Italia è quello della presenza di una chiesa cattolica “crudele ed arroccata, diversa da quella del Concilio” e di una “classe politica genuflessa“. Lo ha detto, a “Che tempo che fa”, il ministro Emma Bonino. Chiesa e politica, ha spiegato, pretendono di imporre “a chi non crede, o crede diversamente, come si deve vivere e morire”. “La mia posizione - ha aggiunto - è che la politica deve recuperare la sua laicità”.
[televideo]

Una volta tanto riesco ad essere completamente d’accordo con un Radicale. Non succedeva da almeno vent’anni. :clap:
Poi non è che la Bonino abbia detto nulla di nuovo, sono cose che noi sappiamo bene e per cui ci battiamo da tempo. Il fatto che nessun altro, nella scena politica italiana, abbia il coraggio di fare certe affermazioni, conferma la “genuflessione” dei nostri politici, comunisti compresi.
Me lo vedo Ratzinger ordinare ad una persona, che sta morendo tra atroci sofferenze, di vivere il più a lungo possibile. Prolungare l’agonia, questo è quello che vuole la chiesa cattolica oggi. Nella loro mente bacata la vita è un dono di dio. Ma, come ho sentito dire alla radio, non ricordo chi era l’intervistato, se la vita è un dono di dio, perché non ne possiamo disporre a piacimento? Se è dio il proprietario della nostra vita, allora non è un dono.

Pubblicato in Attivismo, L'ora di religione da swampthing | 11 Commenti »