
Innanzitutto scusate se è da un pò che non mi faccio vedere, ma ho i miei buoni motivi.
Non so se vi ricordate uno dei miei post, dove parlavo della realtà locale di uno dei comuni del beneventano, ebbene oggi ritorno a parlare di questa piccola ma grande realtà, la Valle Telesina, fonte di guadagno per tutta la comunità grazie alle proprietà delle acque termali e all’eccellente agricoltura di qualità, nonché ai rinomati prodotti enogastronomici , fra cui olio e vino (la celeberrima Solopaca, patria del vino, si trova qui). Un cattivo giorno una manica bipartisan di furfanti decide di mettere le mani su questo territorio impiantando quello che loro chiamano “impianto di biomasse”, parolone dietro cui si cela il temibile termovalorizzatore.
Innanzitutto dobbiamo un po’ vedere cos’è un termovalorizzatore, o come lo chiamano loro “centrale a biomassa”, in soldoni è una centrale che brucia i rifiuti ricavandone energia. Giustamente voi vi chiederete che c’è di male, dopotutto in una regione come la Campania, con un perenne problema di rifiuti, queste strutture sono indispensabili. Attenzione! Sono indispensabili se queste centrali sono di ultima generazione, con filtri anti-inquinamento e soprattutto anti-diossina all’avanguardia, e con sistemi di distruzione ceneri avanzato, ma il progetto che ci propinano risale a vent’anni fa, e per fare un esempio recentemente la Regione ha dismesso i vecchi, obsoleti e non più a norma treni della Circumvesuviana, la ferrovia intorno al Vesuvio, dando questi treni alle ferrovie di Nairobi, Kenya, in pratica da noi hanno fatto la stessissima cosa, solo che la Circumvesuviana è l’America e i paesi del Nord Europa e i kenyoti siamo noi. I nostri amministratori, avevano preso il termovalorizzatore di Brescia come modello per la trattazione dei rifiuti, a partire dall’inceneritore per finire alla privatizzazione della ASMT, l’azienda addetta al termovalorizzatore (e non è un mistero che la ASM di Brescia sia interessata all’acquisto dell’inceneritore sannita o a qualche forma di partecipazione), ma la Comunità Europea ha messo in mora l’inceneritore di Brescia, a Rivalta Scrivia.
Il motivo? Per assicurarsi maggiore snellezza burocratica la ASM (Azienda Servizi Municipali) aveva assicurato che sarebbero state bruciate solo biomasse, cioè materiale organico, costruendo a tal fine un separatore nella vasca di raccolta dei rifiuti. Invece all’inceneritore sono arrivati da tutta Italia soprattutto rifiuti speciali, in particolare pulper di cartiera proveniente dalla lavorazione della carta da riciclo, rifiuti industriali e agroindustriali. Ora naturalmente la ASM giurerà che si è trattato di un disguido, e che in futuro si atterrà alle normative, almeno fino alla prossima messa in mora, ma ribadirà che, visto che l’inceneritore ormai c’è, bisogna pur continuare a farlo funzionare. Le previsioni che le associazioni ecologiste avevano fatto si sono avverate:
• l’impianto di Brescia era stato costruito per soddisfare le esigenze della provincia, 500.000 tonnellate annue, ed è stato poi ampliato per raggiungere le 750.000 annue, con previsione di ulteriori aumenti se gli affari vanno bene;
• pur di farlo funzionare a tempo pieno si è finito per incenerire qualunque rifiuto, soprattutto quelli che danno un maggior guadagno;
• Brescia è diventata una città con una delle più elevate contaminazioni al mondo da PCB e diossine;
• le casse della ASM (privatizzata) si sono arricchite, la salute dei cittadini si è impoverita.
È facile intuire come questo accadrà anche a noi, solo che a Brescia non hanno un terreno pieno di viti e di uliveti.
Per maggiori informazioni c’è l’archivio di Vivitelese, e a breve sarà attivato il sito del comitato Valle Telesina Terra Mia.
In conclusione: C’è una battaglia in corso, compagni, una battaglia non politica ma che è una questione di vita o di morte, quindi c’è bisogno di tutto il vostro appoggio.