Elezioni presidenziali russe, vince Medvedev. Dal nostro inviato a Mosca
3 Marzo 2008 alle 13:12

MOSCA - Dmitri Medvedev, il candidato scelto da Vladimir Putin, è il nuovo presidente russo ma è stato eletto con un margine meno ampio di quanto si pensasse. Con il 50% delle schede scrutinate, il delfino di Putin ha il 68,19% dei voti: uno stacco netto nei confronti dell’anniversario Ghennady Ziuganov, leader comunista, che non raggiunge al 18,5%. Al terzo posto l’ultranazionalista Vladimir Zhirinovski con il 10,6%. Quarto, ha precisato la commissione elettorale, il candidato Andrei Bogdanov, attestato all’1,3% dei voti.
[Repubblica.it]
Ebbene si, alla fine ha vinto per davvero lui, Medvedev. Sorpresa? Ovviamente no, i sondaggi pre elettorali lo davano vincente su tutti, ma la verità è che ha corso solo lui. Si, perché qui in Russia la famosa par condicio non esiste, quindi chi può ruba gli spazi, censura, vieta manifestazioni e chi più ne ha più ne metta. Un po’ come in Italia insomma. Il fatto è che in una settimana non ho mai, mai sentito per televisione, o visto per strada manifesti elettorali di altri candidati a parte Medvedev, ritratto insieme a Putin in abiti casual. Sinceramente tutta questa democrazia millantata da Putin non ce la vedo affatto. Ieri la Piazza Rossa era totalmente blindata. Appena riemerso i superficie dalla metro, in prossimità dell’ingresso della piazza mi hanno controllato il passaporto due volte (ovviamente nessuno parla inglese). Arrivato sotto l’arco, per entrare in piazza mi si parano davanti quattro energumeni in divisa che mi intimano di andar via, era una festa privata. Putin e il suo delfino Medvedev festeggiavano sul palco montato apposta per l’occasione. L’impressione mia è che queste non siano state vere e proprie elezioni, ma piuttosto una successione semi-democratica.
Ovviamente le prime parole del nuovo presidente sono state di continuità rispetto alla politica putiniana, i russi possono dormire sonni tranquilli. Vedere i pochi che diventano sempre meno, fare soldi a palate e i molti che sono sempre più, impoverirsi a vista d’occhio. Evviva il capitalismo. Evviva.
Pubblicato in mondo malato da qirex | 10 Commenti »

MOSCA - Dmitri Medvedev, il candidato scelto da Vladimir Putin, è il nuovo presidente russo ma è stato eletto con un margine meno ampio di quanto si pensasse. Con il 50% delle schede scrutinate, il delfino di Putin ha il 68,19% dei voti: uno stacco netto nei confronti dell’anniversario Ghennady Ziuganov, leader comunista, che non raggiunge al 18,5%. Al terzo posto l’ultranazionalista Vladimir Zhirinovski con il 10,6%. Quarto, ha precisato la commissione elettorale, il candidato Andrei Bogdanov, attestato all’1,3% dei voti.
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Ebbene si, alla fine ha vinto per davvero lui, Medvedev. Sorpresa? Ovviamente no, i sondaggi pre elettorali lo davano vincente su tutti, ma la verità è che ha corso solo lui. Si, perché qui in Russia la famosa par condicio non esiste, quindi chi può ruba gli spazi, censura, vieta manifestazioni e chi più ne ha più ne metta. Un po’ come in Italia insomma. Il fatto è che in una settimana non ho mai, mai sentito per televisione, o visto per strada manifesti elettorali di altri candidati a parte Medvedev, ritratto insieme a Putin in abiti casual. Sinceramente tutta questa democrazia millantata da Putin non ce la vedo affatto. Ieri la Piazza Rossa era totalmente blindata. Appena riemerso i superficie dalla metro, in prossimità dell’ingresso della piazza mi hanno controllato il passaporto due volte (ovviamente nessuno parla inglese). Arrivato sotto l’arco, per entrare in piazza mi si parano davanti quattro energumeni in divisa che mi intimano di andar via, era una festa privata. Putin e il suo delfino Medvedev festeggiavano sul palco montato apposta per l’occasione. L’impressione mia è che queste non siano state vere e proprie elezioni, ma piuttosto una successione semi-democratica.
Ovviamente le prime parole del nuovo presidente sono state di continuità rispetto alla politica putiniana, i russi possono dormire sonni tranquilli. Vedere i pochi che diventano sempre meno, fare soldi a palate e i molti che sono sempre più, impoverirsi a vista d’occhio. Evviva il capitalismo. Evviva.


