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dotArchivio del 6 Marzo 2008

starGustavo Selva condannato. L’arroganza per una volta non paga

6 Marzo 2008 alle 15:54
calogero

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Sei mesi di reclusione e 200 euro di multa. E’ la condanna inflitta al senatore Gustavo Selva (ex An ora in Forza Italia), al termine del rito abbreviato, dal gup di Roma Maria Giulia De Marco.
Selva era accusato di truffa aggravata per aver usufruito di un’ambulanza fingendo un malore. Il gup ha accolto la richiesta del pm Leonardo Frisani. Selva era difeso dagli avvocati Alfredo Biondi e Paola Rizzo. [repubblica.it]

Gustavo Selva si è beccato quello che si meritava, una bella (metaforica) legnata sui denti. Gli sta bene, come non gioire? L’appartenenza alla vituperata casta questa volta non ha pagato. E del resto era davvero difficile uscirne indenni visto che la furbizia dell’anziano senatore lo ha portato ad auto-sputta-denunciarsi in diretta tv.

“La sentenza del Gup di Roma Giulia De Marco, che mi condanna in primo grado a sei mesi di reclusione, mi impone un unico e preciso dovere politico e di coscienza come cittadino e come parlamentare: la rinuncia alla candidatura al Senato della Repubblica nel Collegio del Veneto”, ha annunciato il senatore di An.

Sbagliato. Chi ha una coscienza evita di fare certe cazzate. Chi suo malgrado le fa, si dovrebbe autoescludere dalla vita politica per la vergogna e per la manifesta indegnità a ricoprire un incarico di rappresentanza politica. Non per la condanna del Gup. Pretendo troppo? Non credo. Probabilmente la tentazione di ricandidarsi era forte anche perché a destra sarebbero stati capaci di eleggerlo magari facendolo passare per vittima di una cospirazione di barellieri comunisti. Gli elettori di destra si bevono di tutto da anni ormai.

“Non voglio - ha sottolineato - che la mia colpa o miei errori ricadano sul Pdl, ideato da Silvio Berlusconi, alla cui attività politica io continuerò a dedicare l’intelligenza e le capacità di lavoro che mi restano nonostante la mia veneranda età”.

Ma le belle notizie non sono finite. Il vecchio senatore continuerà a lavorare al servizio del PdL di Berlusconi, perché, lui dichiara (come i fatti dimostrano) è intelligente. Ragazzi, ce ne fossero di più di intellettuali al servizio della nano causa. :mrgreen:

Pubblicato in Ottimismo da calogero | 27 Commenti »

star“Conflitto di interessi? E’ antipolitica”

6 Marzo 2008 alle 13:21
RedPower

No, non l’ha detto Berlusconi. Quelle parole sono uscite dalla bocca di Veltroni in uno dei suoi comizi a Parma.

Quando venne a Pisa io c’ero. Andai ad ascoltarlo, per correttezza senza interromperlo mai. Non ha mai parlato del conflitto di interessi che, secondo me, è uno dei grandi problemi dell’Italia. Quindi, siccome non faccio parte del “pubblico di merda che applaude per inerzia” (come una celebre canzone degli Skiantos), finito il suo comizio, ho deciso di farglielo presente.

Ho cominciato a chiedergli insistentemente di parlare del conflitto di interessi. Nessuna risposta. Mentre saliva sull’autobus verde ho rinnovato la mia richiesta e mi sono beccato soltanto un “Madonna….”, dopodichè è salito ed è andato via. Ci sono rimasto male.

A Parma invece un “contestatore” (che sicuramente è stato anche più maleducato di me) lo ha interrotto insistentemente per chiedergli del conflitto di interessi. Il pubblico (sì, proprio il pubblico del centrosinistra) ha coperto quella persona con fischi ed urla finché non è arrivata finalmente la risposta di Veltroni:

“Sì, stia tranquillo, la faremo. La differenza è che lei è rimasto fermo ai 15 anni scorsi in cui non si è fatto altro che urlare sulla legge sul conflitto di interessi e poi non si è mai fatta. Lei è uno che fa parte dell’antipolitica. E’ un grande classico”.

Ecco che quindi una necessità per il Paese diventa antipolitica. A pensarci bene è la verità. Ormai parlare del conflitto di interessi significa uno schiaffo alla destra (la vera protagonista del conflitto) e uno schiaffo alla sinistra (il vero complice che non è riuscito in 15 anni a risolverlo).

Deluso.

Pubblicato in Politica, Povera Italia da RedPower | 9 Commenti »

starLa lunga mano del grande fratello yankee.

6 Marzo 2008 alle 10:25
qirex

Ma che sta succedendo dall’altra parte dell’oceano? Che sta succedendo in America Latina? Succede che ancora una volta il nostro grande alleato americano mette lo zampino in affari che non gli riguardano. O meglio, gli riguardano eccome, dato che c’è in gioco la stabilità del Sudamerica. È notizia di qualche giorno fa che il governo colombiano ha ucciso, in un raid nella foresta ecuadoriana, il numero due delle FARC, Raul Reyes. Più che un’azione militare, appare come un’esecuzione, difatti il governo colombiano ha eliminato il mediatore che trattava con la Francia e il Venezuela la liberazione di Ingrid Betancourt, in cambio di un riconoscimento internazionale. A quanto pare ci stava riuscendo. Per tutta risposta i presidenti di Ecuador e Venezuela stanno spostando truppe verso il confine con la Colombia, accusando il leader colombiano Uribe (filoamericano) di essere un criminale. Addirittura il governo di Quito ha espulso l’ambasciatore Colombiano e rotto i rapporti diplomatici con la Colombia. La vostra domanda d’obbligo è: ma che cosa c’entrano gli americani? Come al solito gli americani della minchia c’entrano eccome, fornendo supporto economico, morale e materiale alla Colombia nella lotta alla guerriglia. In questo caso c’entrano ancora di più, perché hanno intercettato loro il terrorista e consegnato la preda ai colombiani. Ma perché? Perché in America Latina, la Colombia è l’unico governo amico che è rimasto agli americani, dato che tutti gli altri (anche se non apertamente socialisti come Chavez) non vedono di buon occhio la politica imperialista yankee.
Prima che vi esprima come la penso, lasciatemi dire che non so quanto le FARC siano invischiate con i famosi cartelli della droga colombiani, in rete ho trovato molti articoli contrastanti su di loro. Lasciatemi anche dire che il sequestro di persona è un’infamia, e che Ingrid Betancourt come tutti gli altri ostaggi va liberata subito.
Ovviamente credo che anche stavolta gli americani hanno perso una buona occasione di starsene a casa loro, che tanto male non gli faceva. L’intransigenza internazionale dell’impero yankee trasuda paura da tutti i pori. Paura di non essere più i numeri uno. Paura di non avere più petrolio per loro. Paura. È incredibile come Davide batta costantemente Golia.
E Golia ha paura.

Pubblicato in America, Guerra Globale da qirex | 7 Commenti »