Ciarrapico, estimatore del fascio, candidato nel PdL. Cari elettori di centrodestra: ma fascio e libertà vi sembrano compatibili?
10 Marzo 2008 alle 19:36

“Mai rinnegato il fascismo“. Diventa un caso la candidatura di Giuseppe Ciarrapico nel Pdl. L’imprenditore, in un’intervista a Repubblica, non ha nascosto le sue note simpatie per Mussolini. Parole che hanno provocato dure reazioni, nel Pd ma anche nel Pdl. Pesante quella di Gianfranco Fini, a cui Ciarrapico aveva rivolto sprezzanti critiche: “Ho già detto quello che dovevo dire a suo tempo (un riferimento indiretto a quando il leader di An definì il fascismo “il male assoluto”, ndr)”, per poi scaricare la scelta su Forza Italia: “Fosse dipeso da noi…”. E dura è anche la reazione di Fiamma Nierenstein: “Ho visto il coraggio di Fini che andava a chiedere scusa a Gerusalemme, ma io sono antifascista e non sono compatibile con nessuno che non dica di rinnegare il fascismo”.
[repubblica.it]
Giuseppe Ciarrapico rappresenta sicuramente quella ventata di novità e libertà che caratterizza il PdL, nuova creatura di Silvio Berlusconi. Il Ciarra è uno coerente, e se non ha mai rinnegato il fascismo lo dice senza pudori. Che problema c’è. Tanto a dar prova di ravvedimento si finisce come Fini che dopo la promozione è impegnato a portare il vassoio con i calici di champagne per gli invitati. Forse hanno ragione Ciarrapico e la Mussolini a rimanere coerenti con il loro -a questo punto per nulla ingombrante- passato ideologico. Tanto a destra quei quattro gatti con un’idea di destra laica, liberale, e democratica non contano un beato caxxo.
E gli italiani di centro-destra ormai sono talmente anestetizzati dalla retorica demagogica berlusconiana, che nessuno si pone il problema se fascio e democrazia possano essere accostati nello stesso partito con qualche coerenza logica (il nano questa domanda non se la pone di certo). L’ossimoro politico fascio-democratico irrompe nella campagna elettorale. Silvio sa che tanto li tra i suoi non fiata quasi nessuno.
Pubblicato in Politica da calogero | 40 Commenti »

“Mai rinnegato il fascismo“. Diventa un caso la candidatura di Giuseppe Ciarrapico nel Pdl. L’imprenditore, in un’intervista a Repubblica, non ha nascosto le sue note simpatie per Mussolini. Parole che hanno provocato dure reazioni, nel Pd ma anche nel Pdl. Pesante quella di Gianfranco Fini, a cui Ciarrapico aveva rivolto sprezzanti critiche: “Ho già detto quello che dovevo dire a suo tempo (un riferimento indiretto a quando il leader di An definì il fascismo “il male assoluto”, ndr)”, per poi scaricare la scelta su Forza Italia: “Fosse dipeso da noi…”. E dura è anche la reazione di Fiamma Nierenstein: “Ho visto il coraggio di Fini che andava a chiedere scusa a Gerusalemme, ma io sono antifascista e non sono compatibile con nessuno che non dica di rinnegare il fascismo”.
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Giuseppe Ciarrapico rappresenta sicuramente quella ventata di novità e libertà che caratterizza il PdL, nuova creatura di Silvio Berlusconi. Il Ciarra è uno coerente, e se non ha mai rinnegato il fascismo lo dice senza pudori. Che problema c’è. Tanto a dar prova di ravvedimento si finisce come Fini che dopo la promozione è impegnato a portare il vassoio con i calici di champagne per gli invitati. Forse hanno ragione Ciarrapico e la Mussolini a rimanere coerenti con il loro -a questo punto per nulla ingombrante- passato ideologico. Tanto a destra quei quattro gatti con un’idea di destra laica, liberale, e democratica non contano un beato caxxo.
E gli italiani di centro-destra ormai sono talmente anestetizzati dalla retorica demagogica berlusconiana, che nessuno si pone il problema se fascio e democrazia possano essere accostati nello stesso partito con qualche coerenza logica (il nano questa domanda non se la pone di certo). L’ossimoro politico fascio-democratico irrompe nella campagna elettorale. Silvio sa che tanto li tra i suoi non fiata quasi nessuno.


