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dotArchivio di Marzo 2008

starCompagno, quanto guadagni?

10 Marzo 2008 alle 16:06
Audrey

Sinceramente non ho mai stimato Giovanni Russo Spena, ma leggendo stamattina questo pezzo su “Liberazione” l’ho apprezzato.

www.liberazione.it/giornale_articolo.php? id_pagina=40433

Perché con semplicità e chiarezza è andato al cuore di quello che è oggi, forse, per gli italiani, il punto più critico dei rapporti tra loro e la “politica”.

La sproporzione, l’ingiustizia economica tra il costo della “politica” e il mondo normale, delle persone che lavorano e fanno fatica ad arrivare alla terza settimana (ormai la deadline non è più la quarta).

Alla fine di queste sudate discussioni, immancabilmente, ti viene posta la domanda:
«Ma i parlamentari quanto guadagnano? Perché il tuo stipendio è tanto più alto del mio?»

E come sottolinea bene Russo Spena, non è populismo né demagogia, è vita reale, perché “la questione morale” di Enrico Berliguer oggi è tutta qua, in questa domanda.

Pubblicato in comunismo, Politica da Audrey | 19 Commenti »

starIl PSOE vince le elezoni in Spagna. Rajoy telefona a Zapatero e si congratula. Ricordate invece l’isterica gazzarra di Berlusconi?

9 Marzo 2008 alle 23:56
calogero

Zapatero vince le elezioni in Spagna. Le sue prime parole sono molto belle: “governerò con mano ferma ma con la mano tesa, governerò per dare un futuro ai giovani, rispettando l’impegno con l’Europa e l’impegno per la pace. Governerò per una Spagna migliore, difendendo i valori costituzionali e della democrazia ora più che mai”.
La folla è festosa, centinaia di bandiere e gente che festeggia.
La Tv si sposta al quartier generale del PP. Parla lo sconfitto, Mariano Rajoy. E’ sorridente. Hanno perso ma sono cresciuti. Le sue prime parole: “Ho telefonato a Zapatero e gli ho augurato buona fortuna per il bene della Spagna“. Un signore. Chapeau.
Mi torna alla mente l’indegna isterica gazzarra sui finti brogli inscenata e inventata di sana pianta dalla destra italiana alle ultime politiche. L’incapacità di perdere, di accettare un risultato avverso è tipica di Berlusconi.
Mi sa che Fabrizio De Andrè aveva ragione. Berlusconi vaffanculo.

Un Giudice - Fabrizio De André

Passano gli anni, i mesi,
e se li conti anche i minuti,
è triste trovarsi adulti
senza essere cresciuti;
la maldicenza insiste,
batte la lingua sul tamburo
fino a dire che un nano
è una carogna di sicuro
perché ha il cuore troppo,
troppo vicino al buco del culo.

Pubblicato in Politica, Povera Italia da calogero | 9 Commenti »

starMontezemolo: l’Italia è come Cuba anni ‘70! Il problema è che lui vuole essere il nostro lider maximo

7 Marzo 2008 alle 17:28
Audrey

Da Confindustria all’Ania, dalla Cia alla Coldiretti, da Confapi a Confartigianato, da Confcommercio a Lega delle cooperative, le imprese hanno bocciato il testo del nuovo Decreto sulla Sicurezza varato dal Consiglio dei Ministri, perché, nonostante il «tentativo operato dal governo di graduare meglio l’entità delle sanzioni, continua a rappresentare un intervento di natura punitiva che nulla ha a che vedere con le logiche della prevenzione».
[www.liberazione.it]

Montezemolo per chiarire meglio ogni eventuale dubbio, ha dichiarato:

“il decreto è l’ultimo atto di una sinistra anti-industriale e demagogica che se la piglia con gli imprenditori che piangono con la pancia piena, una espressione che non si sentiva nemmeno nella Cuba degli anni ‘70″.

E questo nonostante il Governo abbia accolto, in parte, le richieste provenienti dal mondo padronale, a cominciare da quella che prevede la possibilità per l’imprenditore, che rischia l’arresto fino a 18 mesi, di chiedere, durante lo svolgimento del processo, di commutare la pena in un’ammenda (da 8mila a 24mila euro).

Parliamoci chiaro, questa è la realtà politica che ci attende, chiunque vincerà, rispetto al problema del lavoro.
Una parte padronale aggressiva, decisa a far valere le proprie ragioni ed i propri interessi, che vadano dalla detassazione degli straordinari al mantenimento di un’effettiva impunità sulle morti bianche.

Montezemolo ieri, ha anche esposto i 10 punti che il paese (il paese? diciamo Confindustria) si aspetta dal futuro governo, tenendo a precisare:
«Confindustria è dentro la politica, ma fuori dai partiti».
[ilgiornale.it]

Come dire… Non importa chi vincerà, l’importante sono le nostre direttive.
Stesso sistema che a Cuba negli anni ‘70… che tristezza avere Montezemolo come Lider Maximo.

Pubblicato in Capitalismo all'italiana da Audrey | 22 Commenti »

starSparare a un uomo davanti a moglie e figlia: la follia della violenza politica ferma la campagna elettorale in Spagna.

7 Marzo 2008 alle 17:11
calogero

Un ex assessore comunale del partito socialista è stato ucciso fuori dalla sua abitazione oggi a Mondragon, nei Paesi Baschi, a due giorni dalle elezioni generali in Spagna.
La vittima è Isaias Carrasco di 42 anni, secondo quanto hanno reso noto fonti socialiste citate da una radio spagnola, Cadena Ser, che parla già di attentato dell’Eta. L’uomo è stato colpito al petto con tre colpi di pistola davanti agli occhi di moglie e figlia, ha riferito un testimone alla Cnn. Le due donne si sono piegate sul corpo insanguinato gridando “Assassini, Assassini”. L’uomo è morto mentre veniva trasportato in ospedale.
[repubblica.it]

Un uomo ucciso. Campagna elettorale bloccata. In Spagna si voterà domenica 9 marzo in un clima pesante con l’ombra del terrorismo nelle urne.
I partiti si fermano, come è giusto che sia. Il tema ETA era stato dibattuto durante la campagna elettorale: troppo teneri i socialisti con i separatisti, in cerca di un dialogo impossibile contrapposto alla linea dura propugnata del PP. Teneri o no, oggi il PSOE registra la sua vittima: la folle e bestiale violenza politica entra nelle elezioni. Una cosa di cui nessuno sente e sentiva il bisogno.

Pubblicato in Orrore, Politica da calogero | 1 Commento »

starGustavo Selva condannato. L’arroganza per una volta non paga

6 Marzo 2008 alle 15:54
calogero

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Sei mesi di reclusione e 200 euro di multa. E’ la condanna inflitta al senatore Gustavo Selva (ex An ora in Forza Italia), al termine del rito abbreviato, dal gup di Roma Maria Giulia De Marco.
Selva era accusato di truffa aggravata per aver usufruito di un’ambulanza fingendo un malore. Il gup ha accolto la richiesta del pm Leonardo Frisani. Selva era difeso dagli avvocati Alfredo Biondi e Paola Rizzo. [repubblica.it]

Gustavo Selva si è beccato quello che si meritava, una bella (metaforica) legnata sui denti. Gli sta bene, come non gioire? L’appartenenza alla vituperata casta questa volta non ha pagato. E del resto era davvero difficile uscirne indenni visto che la furbizia dell’anziano senatore lo ha portato ad auto-sputta-denunciarsi in diretta tv.

“La sentenza del Gup di Roma Giulia De Marco, che mi condanna in primo grado a sei mesi di reclusione, mi impone un unico e preciso dovere politico e di coscienza come cittadino e come parlamentare: la rinuncia alla candidatura al Senato della Repubblica nel Collegio del Veneto”, ha annunciato il senatore di An.

Sbagliato. Chi ha una coscienza evita di fare certe cazzate. Chi suo malgrado le fa, si dovrebbe autoescludere dalla vita politica per la vergogna e per la manifesta indegnità a ricoprire un incarico di rappresentanza politica. Non per la condanna del Gup. Pretendo troppo? Non credo. Probabilmente la tentazione di ricandidarsi era forte anche perché a destra sarebbero stati capaci di eleggerlo magari facendolo passare per vittima di una cospirazione di barellieri comunisti. Gli elettori di destra si bevono di tutto da anni ormai.

“Non voglio - ha sottolineato - che la mia colpa o miei errori ricadano sul Pdl, ideato da Silvio Berlusconi, alla cui attività politica io continuerò a dedicare l’intelligenza e le capacità di lavoro che mi restano nonostante la mia veneranda età”.

Ma le belle notizie non sono finite. Il vecchio senatore continuerà a lavorare al servizio del PdL di Berlusconi, perché, lui dichiara (come i fatti dimostrano) è intelligente. Ragazzi, ce ne fossero di più di intellettuali al servizio della nano causa. :mrgreen:

Pubblicato in Ottimismo da calogero | 27 Commenti »

star“Conflitto di interessi? E’ antipolitica”

6 Marzo 2008 alle 13:21
RedPower

No, non l’ha detto Berlusconi. Quelle parole sono uscite dalla bocca di Veltroni in uno dei suoi comizi a Parma.

Quando venne a Pisa io c’ero. Andai ad ascoltarlo, per correttezza senza interromperlo mai. Non ha mai parlato del conflitto di interessi che, secondo me, è uno dei grandi problemi dell’Italia. Quindi, siccome non faccio parte del “pubblico di merda che applaude per inerzia” (come una celebre canzone degli Skiantos), finito il suo comizio, ho deciso di farglielo presente.

Ho cominciato a chiedergli insistentemente di parlare del conflitto di interessi. Nessuna risposta. Mentre saliva sull’autobus verde ho rinnovato la mia richiesta e mi sono beccato soltanto un “Madonna….”, dopodichè è salito ed è andato via. Ci sono rimasto male.

A Parma invece un “contestatore” (che sicuramente è stato anche più maleducato di me) lo ha interrotto insistentemente per chiedergli del conflitto di interessi. Il pubblico (sì, proprio il pubblico del centrosinistra) ha coperto quella persona con fischi ed urla finché non è arrivata finalmente la risposta di Veltroni:

“Sì, stia tranquillo, la faremo. La differenza è che lei è rimasto fermo ai 15 anni scorsi in cui non si è fatto altro che urlare sulla legge sul conflitto di interessi e poi non si è mai fatta. Lei è uno che fa parte dell’antipolitica. E’ un grande classico”.

Ecco che quindi una necessità per il Paese diventa antipolitica. A pensarci bene è la verità. Ormai parlare del conflitto di interessi significa uno schiaffo alla destra (la vera protagonista del conflitto) e uno schiaffo alla sinistra (il vero complice che non è riuscito in 15 anni a risolverlo).

Deluso.

Pubblicato in Politica, Povera Italia da RedPower | 9 Commenti »

starLa lunga mano del grande fratello yankee.

6 Marzo 2008 alle 10:25
qirex

Ma che sta succedendo dall’altra parte dell’oceano? Che sta succedendo in America Latina? Succede che ancora una volta il nostro grande alleato americano mette lo zampino in affari che non gli riguardano. O meglio, gli riguardano eccome, dato che c’è in gioco la stabilità del Sudamerica. È notizia di qualche giorno fa che il governo colombiano ha ucciso, in un raid nella foresta ecuadoriana, il numero due delle FARC, Raul Reyes. Più che un’azione militare, appare come un’esecuzione, difatti il governo colombiano ha eliminato il mediatore che trattava con la Francia e il Venezuela la liberazione di Ingrid Betancourt, in cambio di un riconoscimento internazionale. A quanto pare ci stava riuscendo. Per tutta risposta i presidenti di Ecuador e Venezuela stanno spostando truppe verso il confine con la Colombia, accusando il leader colombiano Uribe (filoamericano) di essere un criminale. Addirittura il governo di Quito ha espulso l’ambasciatore Colombiano e rotto i rapporti diplomatici con la Colombia. La vostra domanda d’obbligo è: ma che cosa c’entrano gli americani? Come al solito gli americani della minchia c’entrano eccome, fornendo supporto economico, morale e materiale alla Colombia nella lotta alla guerriglia. In questo caso c’entrano ancora di più, perché hanno intercettato loro il terrorista e consegnato la preda ai colombiani. Ma perché? Perché in America Latina, la Colombia è l’unico governo amico che è rimasto agli americani, dato che tutti gli altri (anche se non apertamente socialisti come Chavez) non vedono di buon occhio la politica imperialista yankee.
Prima che vi esprima come la penso, lasciatemi dire che non so quanto le FARC siano invischiate con i famosi cartelli della droga colombiani, in rete ho trovato molti articoli contrastanti su di loro. Lasciatemi anche dire che il sequestro di persona è un’infamia, e che Ingrid Betancourt come tutti gli altri ostaggi va liberata subito.
Ovviamente credo che anche stavolta gli americani hanno perso una buona occasione di starsene a casa loro, che tanto male non gli faceva. L’intransigenza internazionale dell’impero yankee trasuda paura da tutti i pori. Paura di non essere più i numeri uno. Paura di non avere più petrolio per loro. Paura. È incredibile come Davide batta costantemente Golia.
E Golia ha paura.

Pubblicato in America, Guerra Globale da qirex | 7 Commenti »

star“Ah, ah, ah, che spasso”

5 Marzo 2008 alle 15:24
Nemesis

“Oh, che DIVERTENTISSIMI che sono i militari americani: oh, che SPASSO le foto di guantanamo, o quelle con gli irakeni smutandati in pile. Oh, oh oh, le CAZZE risate della nostra gioventù. Suvvia, che sarà mai, solo un pò di goliardia come questo filmato di un militare americano che lancia ridendo un cucciolo in un burrone (anime sensibili tenersi alla larga, nda).
Oh, che spasso! E poi dai, buttiamola tutta in burletta, dicendo “ah non volete gli americani? Vi potevate tenere i nazisti (circa 1400a.c.)” o cose nuove nuove tipo “potevate andare a Cuba/Russia/Cina/Vietnam/Livorno”. Tanto!
Ohohoh cherridere! Me lo fai con un bambino ora?”

Che schifo.

Pubblicato in Storie da Studio Aperto, America, garaglò-booorble-burp, Orrore da Nemesis | 12 Commenti »

starQualcosa di sinistra che piacerà anche a destra. Eliminate le dimissioni in bianco.

4 Marzo 2008 alle 15:07
calogero

Le dimissioni d’ora in poi arriveranno solo attraverso il web. Entrerà in vigore domani la riforma della risoluzione volontaria dei rapporti di lavoro, nata per eliminare il fenomeno delle dimissioni in bianco. Tutte le novità sono state illustrate dal direttore della Ripartizione lavoro Helmuth Sinn. Da ora in avanti, un lavoratore potrà presentare le proprie dimissioni solo per via telematica compilando un apposito modulo da presentare entro 15 giorni al datore di lavoro.
[corriere.it]

Questa storia delle dimissioni in bianco fatte firmare da imprenditori senza scrupoli, era un qualcosa che andava debellato senza se e senza ma, come si dice oggi. Trattasi di un’odiosissima pratica ricattatoria attuata dal datore di lavoro, facendo firmare al dipendente una lettera di dimissioni non datata al momento dell’assunzione. Con tale lettera in mano risulta facile immaginare lo stato di soggezione del lavoratore nei confronti dell’imprenditore e la sua impossibilità a denunciare abusi e irregolarità, riguardanti, perché no, anche le violazioni in materia di sicurezza. La soluzione è arrivata e sembra anche piuttosto semplice. Adesso fatta la legge cercheranno l’inganno, speriamo non lo trovino.

Pubblicato in lavoro, Ottimismo da calogero | 2 Commenti »

starIl confronto in TV tra José Luis Rodríguez Zapatero e Mariano Rajoy. Per vincere con la destra basta mantenere la calma.

4 Marzo 2008 alle 11:25
calogero

foto_273349_cas.jpg
Los primeros sondeos tras el segundo cara a cara entre José Luis Rodríguez Zapatero y Mariano Rajoy dan como claro ganador al líder del PSOE.
[elperiodico.com]

Ieri sera c’era il dibattito tra i due principali candidati al ruolo di primo ministro della Spagna nelle prossime elezioni del 9 marzo. Me lo sono guardato via satellite.
Per fortuna non c’era Bruno Vespa, ma una gentile signora a fare da moderatrice, anche se poi è intervenuta pochissimo. I due si danno cortesemente del lei, si interrompono spesso, non alzano mai la voce ma se le cantano chiare. Si danno spesso dei bugiardi, tirano fuori un mucchio di dati, statistiche, dichiarazioni tratte da quotidiani. Zapatero appare tranquillo, parla piano e rivendica il suo lavoro e i risultati ottenuti (dice anche che la Spagna ha superato l’Italia nel reddito pro-capite :cry: ). Rajoy dipinge un paese in grave difficoltà, con i prezzi del cibo, delle case in aumento e il potere d’acquisto dei salari che via via si riduce. Accusa Zapatero di non aver fatto una politica economica e infrastrutturale (qui davvero non ci posso credere perché in Spagna realizzano infrastrutture e una velocità che in Italia ce la sogniamo) ma di aver perso tempo con la legge sulla memoria storica (rimozione dei simboli franchisti dal paese) e di aver trattato con l’Eta. Zapatero ricorda che nella sua legislatura i morti per terrorismo sono stati “solo” quattro.
La tattica di Rajoy è chiara e smascherata chiaramente da Zapatero: getti discredito mentendo sul lavoro svolto dal governo e crei ansia e divisioni negli spagnoli. Mi ricorda qualcuno. :berluska:

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