Fini si “dimentica” di citare l’antifascismo. Bossi nega il tricolore. Andiamo bene…
30 Aprile 2008 alle 15:53

“L’Italia ha il tricolore, la Padania ha la sua bandiera che è bianco-verde”. Così Umberto Bossi, leader della Lega, ha risposto ai cronisti che a Montecitorio gli chiedevano un commento alle parole del neo-presidente della Camera, Gianfranco Fini sulla bandiera tricolore simbolo dell’Italia.
[repubblica.it]
Fini ha appena finito il suo discorso d’insediamento a Presidente della Camera dei Deputati. Se persino il Presidente Napolitano lo ha apprezzato, forse possiamo perdonargli il non aver citato l’antifascismo nel passaggio che ricordava il contrasto contro tutti i totalitarismi. O forse no. E io propendo per il no.
Piuttosto mi chiedo come sarà possibile fare delle riforme costituzionali condivise con gente che non riconosce nemmeno la bandiera e continua a minacciare progetti eversivi: l’insurrezione armata a mezzo trecentomila fucili, (anche se nessuno lo caga a riprova che è considerato un bauscia dai suoi stessi alleati).
Il tempo dei discorsi istituzionali e dei reciproci apprezzamenti sta per terminare. Tra un po’ la lega passerà a ritirare la cambiale in bianco firmata da berlusca e rafforzata dall’esito elettorale. E io temo per un’altra riforma costituzionale babbea come l’ultima bocciata dagli elettori. Altro tempo perso e sensazione di Italia-titanic sempre più forte. Spero proprio di sbagliarmi.
Pubblicato in Politica da calogero | 39 Commenti »

“L’Italia ha il tricolore, la Padania ha la sua bandiera che è bianco-verde”. Così Umberto Bossi, leader della Lega, ha risposto ai cronisti che a Montecitorio gli chiedevano un commento alle parole del neo-presidente della Camera, Gianfranco Fini sulla bandiera tricolore simbolo dell’Italia.
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Fini ha appena finito il suo discorso d’insediamento a Presidente della Camera dei Deputati. Se persino il Presidente Napolitano lo ha apprezzato, forse possiamo perdonargli il non aver citato l’antifascismo nel passaggio che ricordava il contrasto contro tutti i totalitarismi. O forse no. E io propendo per il no.
Piuttosto mi chiedo come sarà possibile fare delle riforme costituzionali condivise con gente che non riconosce nemmeno la bandiera e continua a minacciare progetti eversivi: l’insurrezione armata a mezzo trecentomila fucili, (anche se nessuno lo caga a riprova che è considerato un bauscia dai suoi stessi alleati).
Il tempo dei discorsi istituzionali e dei reciproci apprezzamenti sta per terminare. Tra un po’ la lega passerà a ritirare la cambiale in bianco firmata da berlusca e rafforzata dall’esito elettorale. E io temo per un’altra riforma costituzionale babbea come l’ultima bocciata dagli elettori. Altro tempo perso e sensazione di Italia-titanic sempre più forte. Spero proprio di sbagliarmi.









