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dotArchivio di Aprile 2008

starQuannu se squagghia la nie se itunu li strunzi.

18 Aprile 2008 alle 13:25
qirex

L’articolo completo lo trovate su Repubblica.

Ebbene si! Pare che la nuova maggioranza stia approntando con alcune banche un piano per la ricapitalizzazione di Alitalia. La cifra che i finanzieri creativi avrebbero intenzione di chiedere si aggira tra 1 o 2 miliardi di euro. Tale cifra, oltre a permettere di saldare il famoso prestito ponte, che il governo uscente si appresta a elargire, serve anche a dare circa un anno di respiro al nuovo governo, che in questo modo ha tutta la calma e la tranquillità per continuare a tirare la corda con Air France – KLM. A garanzia di questo prestito, c’è la promessa dei sindacati ad accettare alcuni tagli che l’azienda dovrebbe operare. Il piano di questi tagli è sulla falsariga di quello presentato dai francesi (!!!).
Nel frattempo, per non deludere i suoi elettori, Silviolo il nano funambolo ha dato mandato a Letta e un tale Ermolli di verificare la possibilità di un’eventuale cordata italiana.

Allora cari elettori destri e neodestri, cosa abbiamo imparato oggi?
1. che alla fine, tutti sanno fare i capitalisti con i soldi degli altri…
2. che invece di consegnare Alitalia ai francesi, che l’avrebbero rimessa in sesto, continuiamo a tenercela noi sul groppone, continuando a buttarci dentro i nostri soldi.
3. che alla fine il piano di risanamento di Air France non era poi tanto male, se ora sono costretti ad attuarlo.
4. che la fantastica Cordata Italiana (“fanno a gara per esserci dentro”) alla fine NON ESISTE.

Che dire? Dalle mie parti si dice:
QUANNU SE SQUAGGHIA LA NIE SE ITUNU LI STRUNZI. Ovvero, allo sciogliersi della neve gli stronzi vengono allo scoperto.

Pubblicato in Capitalismo all'italiana, Povera Italia da qirex | 32 Commenti »

starSurfing [39]

18 Aprile 2008 alle 12:58
remix

Trentanovesima puntata di “Surfing”, rubrica di segnalazioni più o meno curiose e più o meno utili.

Encyclopedia Pictura - Sito molto strano… Non ci ho capito granché ma mi ha colpito.

Foam City - Uno spot della Sony ambientato a Miami, dove la città è stata riempita di schiuma dal cannone schiumogeno più grande del mondo. Lo spot ha filmato la reazione della gente. [via scattodesign]

Monochrome - Dominique A & Yann Tiersen - A me questi video, realizzati con pochi mezzi ma curatissimi, piacciono molto [via Webgolr]

Superuse - Where recycling meets design

How to Blog Design Style Guide - Una guida al design dei vari elementi strutturali e di contenuto di un blog. Ben curata.

(>’.')>=O____l_*__O=<(’.'<) - Un video di Oliver Laric, realizzato con gli emoticons di Skype [via Valentina Tanni]

Pubblicato in Design, Sito della settimana, Arte, Relax, Web design da remix | 2 Commenti »

starVenti minuti del vostro tempo.

18 Aprile 2008 alle 10:21
Nemesis

story

Sono cose delle quali siete già presumibilmente consapevoli. Ma un richiamino ogni tanto non fa mai male, anzi. http://www.storyofstuff.com/

Pubblicato in Vita quotidiana da Nemesis | 1 Commento »

starIl brusco risveglio dei “vincenti”

17 Aprile 2008 alle 16:23
calogero

Berlusconi non si è ancora insediato e l’Italia è già ripiombata nel berlusconismo. Ha già fatto una gaffe niente male con il governo Zapatero. Troppe donne tra i ministri, avrà problemi a governare, ma del resto se l’è voluta lui. Poi una è pure incinta. Capito donne italiane incinte? Siete d’impiccio. Se non siete fiche e carfagne non servite a nulla. Nel mondo di Berlusconi la donna è un accessorio che serve ad alimentare l’autostima machista del capo. Non è una novità.

La cordata per Alitalia è sparita, o forse no. Fatto sta che ne riparlerà con Sarkozy, tra nani si capiranno, uno coi tacchi, l’altro in punta di piedi a far gara chi più alto o meno basso davanti ai fotografi. Che matte risate. Chissà che delusione a Coldiretti adesso che non si possono più comprare l’aeroplano.

Lista dei ministri work in progress. Sinceramente ci sono rimasto male. Ero curioso. Mi aspettavo che il nuovo leader dell’Italia avesse la lista dei ministri già bell’e pronta, così in modo da presentarla subito ai giornalisti e al popolo plaudente e non ancora ripresosi dalla sbornia della vittoria. Invece niente. Sicuramente Bossi sta alzando la posta visti i risultati. E meno male che sono solo in due a discutere.

Eppoi ciliegina sulla torta il nanetto burlone annuncia misure impopolari. Ma come? E il taglio delle tasse? L’ICI cancellato? Il bollo che non si paga? Tutte cazzate? Si, ma io lo sapevo già. Non sono sicuro che chi ha barrato PdL sulla scheda e i leghisti con il loro normografo ne fossero del tutto consci.
Tutto sommato, per aver appena vinto, un brusco risveglio.

Pubblicato in Povera Italia da calogero | 102 Commenti »

starNote antropologiche sui risultati elettorali

16 Aprile 2008 alle 23:03
Nemesis

Perdonatemi anticipatamente la seriosità e l’eventuale prolissità di questo post, come i suoi schematismi, scritti solo come semplificazione, non come sottovalutazione di una realtà molto più complessa: ragionare in bianco e nero è puerile e presuntuoso in un mondo complesso come il nostro. Traccio qui una serie di riflessioni antropologiche su destra e sinistra, per trarne un dibattito con voi.

La mezzanotte è già scoccata mentre sono nella sede di un partito, in attesa degli ultimi, catastrofici esiti elettorali. Uno dei presenti si lancia in voli pindarici (quanto leggermente fastidiosi) sulla “Vittoria di Veltroni”, ovvero sulla capacità del nostro di aggregare a sè quasi il 35% dell’elettorato italiano in pochi mesi. “E’ un peccato che non sia riuscito a coinvolgere più gente”, dice.
La parola “coinvolgere” genera in me un ragionamento che, per una volta, cerca di essere obiettivo, per quanto portato al paradosso, sulla natura della destra e della sinistra, e su come la gente vi si rapporti.
In soldoni: è vero. Veltroni ha COINVOLTO il 35% (o quant’è) dell’elettorato italiano in un progetto propositivo, aperto, apparentemente “open source” si direbbe adesso, ma la maggior parte della gente NON VUOLE essere coinvolta.
Mi spiego: un denominatore comune a tanta destra è lo SPAZIO VITALE, e l’ossessiva, parossistica urgenza di tali persone al mantenimento feroce di questo spazio stesso, n’emporte pas quoi. La sicurezza, in un momento in cui l’italia è sicura come non mai nonostante gli strilli striduli dei telegiornali, diventa un’ossessione centrale a tante campagne elettorali: quando vedevo i manifesti della lega pensavo “ma davvero qualcuno si preoccupa ancora degli immigrati, nel 2008, con la crisi economica che c’è?” Ebbene si, evidentemente. Come lo diventa l’economia vista come forma non di collettivismo ma di individualismo: il bene comune, inteso in senso “comunista” del termine, passa in secondo piano rispetto al bene individuale, ed è normale: è l’economia dello “spazio vitale”.
Definire lo spazio vitale in questi due soli ambiti sarebbe riduttivo, ancora. E’ un concetto territoriale molto più antico di tutti noi.
Continua »

Pubblicato in Politica da Nemesis | 35 Commenti »

starIl suicidio della sinistra comunista. Una storia lunga costellata di errori marchiani.

16 Aprile 2008 alle 13:30
calogero

Quando un progetto fallisce miseramente come quello della sinistra arcobaleno, un qualche straccio di conclusione bisognerà pur trarlo. La conseguenza della débacle elettorale è la scomparsa della sinistra comunista dal parlamento. Nel paese che ebbe il partito comunista più forte, strutturato e articolato dell’occidente, oggi in quel paese di quel partito non rimane traccia.
Sinceramente non pensavo di vedere scomparire di botto l’arcobaleno, anche se la scelta di Veltroni di correre senza i cugini comunisti, data questa legge elettorale con i suoi sbarramenti, doveva essere un campanello d’allarme chiaro. Infatti Bertinotti, politico garbato e sopravvalutato un po’ da tutti, ha esordito nella campagna sottolineando il bisogno di un ritorno alla lotta di classe. E perché no all’abolizione della proprietà privata? Come suggeriva candidamente la signora candidata di Sinistra Critica D’angeli? La lotta di classe, un bel messaggio rassicurante in un’Italia stanca e con le tasche vuote.

In un paese destrorso come l’Italia sono accaduti due eventi politici che possiamo definire miracolosi: la doppia vittoria di Romano Prodi, unico in grado nella seconda repubblica degli scontri diretti di battere due volte su due Berlusconi. Due vittorie risicate, sofferte ma foriere di una qualche forma di speranza per tutta la gente stufa del berlusconismo. I due governi Prodi erano creature fragili e delicate, e per questo ancor più preziosi e meritevoli di essere salvaguardati e protetti come bimbi in fasce.
Il primo lo fece cadere Bertinotti ad entrata area Euro acquisita, senza una scusa plausibile che non fosse la difesa della visibilità del partito di fronte alla base, la paura di essere fagocitati da una sinistra di governo che palesava nella sua azione l’inutilità di un partito comunista antagonista.
Il secondo Prodi, è storia recentissima, è stato fatto fuori fisicamente da Mastella e Dini. Ma loro hanno trovato un terreno arato e concimato per bene da Bertinotti e compagnia. Il governo Prodi è stato indebolito davanti all’opinione pubblica da un continuo stillicidio di dichiarazioni contro l’azione dell’esecutivo. Un esecutivo debole non per sua incapacità o colpa, ma per l’intrinseca debolezza della maggioranza al senato che dava potere ricattatorio a tutte le componenti. L’idea messa in pratica in questi mesi di poter dire e contraddire il Presidente del Consiglio senza soluzione di continuità, ha consegnato l’Italia a Berlusconi in maniera così netta. Le ragioni della sonora e cocente sconfitta risiedono in questo logorio, in questa immagine più da armata Brancaleone che da coalizione di governo unita e responsabile di fronte al paese. L’idea follemente stupida di ministri che scendono in piazza contro se stessi (adesso ne avranno di tempo per le piazze!), i verdi anti-infrastrutture e antitutto, completamente incapaci di dare un’impronta ecologica all’azione di governo che non fosse demagogica.
Tutto questo e una campagna elettorale più improntata contro il PD (in onore alla tradizione comunista che vuole prima il regolamento di conti interno), e poi verso la destra clericale, reazionaria, razzista e berlusconiana hanno cancellato dal parlamento una forza storica, di cui inizio a chiedermi se sentirò la mancanza.

Pubblicato in comunismo, Politica da calogero | 37 Commenti »

starNon ci resta che piangere? o ricominciamo da tre?

15 Aprile 2008 alle 22:36
primlug

Una sola cosa è certa: un parlamento senza una sinistra vera genera una democrazia zoppa. Molti non saranno più rappresentati, e non sono certo i più forti. Molti credono, operai compresi, di essere degnamente rappresentati dalla lega. E questo è un dramma nel dramma. La sconfitta, purtroppo, non è solo sul piano elettorale. E’ una crisi di identità, una identità evanescente, un essere non essere. Come biasimare coloro che hanno votato pd. Quale sinistra votavano? Quella elitaria di coloro che hanno condiviso lo sfacelo del governo Prodi? Di coloro che hanno avallato scelte lontane dal sentimento comune? Di coloro che non hanno saputo coinvolgere la base? Forse i perché di questa catastrofe sono anche altri. Forse, ma questi bastano per riportarci alla realtà. Siamo lontani dai problemi della gente, non abbiamo risposte, non abbiamo più rabbia. E la gente è veramente incazzata, e chi vota? La lega. La borghesia, quella piccola borghesia che ambisce non ad eliminare le furbizie, non vuole legalizzarle. Quel movimento partito apolitico, razzista e qualunquista che mira al federalismo per non pagare le tasse. E al popolo, in parte anche a quello di sinistra, non interessano più le parole o i programmi, ne ha veramente piene le palle. Ricordo, è triste dirlo sembriamo vecchi che vivono nell’oblio, ricordo Berlinguer e le folle che applaudivano, ma allora noi eravamo la questione morale, noi eravamo i diversi i non collusi con l’apparato. Oggi, dopo aver chinato il capo al governo Prodi, senza avere inciso senza essere riusciti a comunicare con le masse, senza avere preteso regole chiare sul lavoro, senza avere abolito le leggi ad personam, senza aver preteso un salario adeguato e dignitoso, senza aver voluto colpire i veri ricchi ma avallato le scelte dettate dai tecnocrati tese solo a rientrare nei parametri. Scelte infelici in quanto tutti ma proprio tutti hanno pensato ad incapacità o peggio a inculate. E ora, si ora, non ci resta che piangere o ricominciamo da tre? Ricominciamo, perché la sinistra ha fatto questo paese e non può scomparire per mano di un Walter qualsiasi. Ricominciamo perché c’è bisogno di noi oggi più che mai. Ricominciamo perché è la base che lo chiede. Ricominciamo perché non possiamo sparire come il psi dei ladri. E da dove ricominciamo? Dalle fabbriche, dai quartieri, dal sindacato, dalle piazze. Riprendiamoci i voti dati al pd e a Di Pietro. Rendiamo i compagni orgogliosi di riconoscersi in una sinistra moderna ma decisa, ferma e se necessario, ed è necessario, incazzata nelle piazze. Elaboriamo programmi con la gente ed ora, che in parlamento non ci siederemo, avremo tanto tempo per stare nelle strade.

In questi momenti non servono le masturbazioni cerebrali, serve senso di autocritica e riflessione. Serve ricordarsi chi siamo, solo quello.

Pubblicato in Politica da primlug | 26 Commenti »

starLa Sinistra è morta! Viva il Comunismo!

15 Aprile 2008 alle 15:33
qirex

Pensieri liberi dopo la batosta elettorale.

La sinistra in Italia è morta, e senza la Sinistra in parlamento, in Italia è morta anche la democrazia. Ci stiamo addentrando in una specie di regime che nulla ha a che vedere con il quinquennio 2001-2006. Abbiamo toccato il fondo del barile e ora stiamo grattando per andare ancora più giù. A contrastare le manovre destre del nano non c’è nessuno. C’è il partito democratico che come disse una volta Veltroni: “noi non siamo di sinistra”.
Frequento questo blog da un paio d’anni, ma mi sembra di conoscerci da una vita. Certo non tutti sperano nella Rivoluzione, ma almeno condividiamo tutti le stesse idee e le stesse paure. Magari possiamo partire proprio dal blog. Potremmo farne una piattaforma da dove far partire idee, organizzare qualcosa. Ora che non c’è nessuno che siede per noi nel parlamento, l’unico modo per far sentire la nostra voce, urlare la nostra rabbia, il nostro odio per questo schifo, è la Rete o la piazza.
Ci hanno escluso, ci hanno bollato come komunisti mangiabambini. Con la loro retorica anticomunista hanno infarcito le teste dei “poveri di spirito”, delle pecore. Il lavaggio del cervello mediatico ha dato i suoi frutti, e ora Berlusconi e i suoi si godranno i prossimi cinque anni sfasciando l’Italia o quel che ne resta, senza che più nessuno che gli vada contro.
Ma ste quattro merde non hanno fatto i conti con noi. Non hanno tenuto conto della voglia di cambiamento della società che solo noi abbiamo in testa. Non hanno tenuto conto della nostra rabbia.
Noi siamo qui, a testa alta. Controbatteremo colpo su colpo.

Pubblicato in Politica, Ottimismo da qirex | 59 Commenti »

starQualcuno deve dirlo, quindi lo dirò io

14 Aprile 2008 alle 22:42
Nemesis

E mi va benissimo di beccarmi strali e contumelie, e vaffanculi a pioggia. Come ci sta anche che i miei amici tedeschi mi dicano “seems Italians are stupid like Germans in 1933“. Non importa. Veleggio lentamente verso i quaranta, e ho le spalle larghe, e, per citare Leonard Cohen “vedrai su di me le ferite della vita ma mai le cicatrici del cinismo”. E quello che devo dire, in soldoni, è:

CONTINUONS LE COMBAT

Siamo nel punto più basso della storia della sinistra dal dopoguerra in qua. Inutile nascondersi dietro un dito, scuse o litigi intestini: abbiamo preso una legnata tonitruante. La possibile (e malaugurata) esclusione della SA dall’arco parlamentare è di una gravità storica, ed ora metterci a fare il conto della serva su cosa sia colpa di chi sarebbe un puro esercizio di masturbazione, che finirebbe - una volta di più a frammentarci - invece che a unirci.

Perché, avrete già sentito dire, il comunismo è morto, ma non sono morte le ragioni che hanno portato al comunismo.
E penso che nessuno dei lettori di terrorpilot, passata la sbornia della suonata, ci tenga a tenere la testa bassa, a guardare con indifferenza soprusi, angherie, camarille e violenze di chi oramai è un dittatore a vita al pari di Franco e Peron. Ad accettare supinamente una incultura fatta di apparenze e sorrisi ritoccati, la riscrittura di una storia, e di una società, ad uso e consumo del consumo, e la svendita di beni affetti e valori in un odioso mercato dell’ipocrisia. Penso, spero, credo, che molti di noi torneranno con pazienza e con umiltà in quella trincea che ci ha visto piangere come vincere.

No.

No ragazzi, se la vostra intenzione è deporre le armi, e rintanarvi in un idealismo astratto e lontano dalla vita di tutti i giorni per i prossimi anni, chiamatemi fuori.
Per le mie limitate energie, per il mio limitato intelletto e per i miei mezzi di semplice peones di provincia, come Sisifo, ricomincio eternamente da capo, con la consapevolezza che a questo punto non ho più padri, nè protettori, nè santi nè padrini o padroni a cui dare la colpa o sulle cui spalle versare lacrime.

A questo punto raccolgo la sfida io, personalmente.
Ho un cuore malandato e un corpo fragile, ma ho una volontà da far abbassare gli occhi a una montagna e tenacia e ingegno sufficienti a smuoverla, anche se mi distruggerò le mani per farlo.
E ho la consapevolezza, la CERTEZZA che i valori di UGUAGLIANZA, DEMOCRAZIA, LIBERTA’, FRATELLANZA, GIUSTIZIA, ONESTA’ con cui la mia Famiglia mi ha cresciuto, valori che sono miei quanto vostri, non sono concime per le telepromozioni ma la spina dorsale che sorregge la mia vita e quello del mondo che mi orbita attorno.

No.
Io tengo la testa alta, e so di non essere solo. So che le mani che ho stretto in questi giorni, so che i sorrisi che ho visto in questi mesi e le parole che ho detto e fatto mie in questi anni sono VIVE, di CARNE e di SANGUE. Esistono, palpitano, collaborano, continuano. Sono VIVE e VERE. E per citare stavolta Bruce Cockburn, “continuerò a prendere a calci il buio finchè non sanguinerà la luce”.

No.
Hai vinto un’elezione. Hai fottuto il cervello di un sacco di miei ingenuamente furbi compatrioti. Ma non è finita. La vita è lunga, e io sono paziente, nella mia piccola, generosa, inutile, bellissima battaglia di ogni giorno contro di te.

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starDiritto di Voto (si fa per dire)

14 Aprile 2008 alle 20:12
er mahico

Exit Poll direttamente dalla “Fazenda Mahica”.
Campione di persone intervistato: 100% (non ne ho lasciato scappare manco uno)
donne: 60%
uomini: 40%
ed ecco i risultati:
la maggioranza di precari sottopagati e lontani millemila km da casa hanno già preso i sudatissimi gg di permesso per pasqua, indi per cui si guardano bene da chiederne altri al principale o direttore di turno, oltremodo il viaggio è in treno per motivi economici, e lo stato aiuta al 60%, aereo manco a parlarne, quindi NISBA VOTO.
molto distaccata ma seconda come preferenza in ordine di grandezza c’è incredibilmente IDV con 2 voti, rispettivamente da un’ex lega padana , e un’ex AN.
Ultimo, ma non meno significativo, un ragazzo che ha preferito un gg di lavoro nella steppa che vedere una scheda senza lo spazio per scrivere il candidato che gli stava più simpatico. Comprensibile, a mettere una X nel quadratino e basta ci riesce persino un leghista (credo).
PD sembra fanalino di coda, ma solo perché 6 persone non possono votare nel posto dove sono COSTRETTI a emigrare per CAMPARE, al contrario dei fascistissimi militari, o dei malati intrasportabili, che hanno il voto a domicilio.
che legge del piffero, se perdono spero notino questo paradosso sul diritto inalienabile sulla carta ma labilissimo nella vita reale di tanti meridionali, come me.
:cccp: Solo il Comunismo ci Può Salvare :cccp:

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