Signore e signori: Romano Prodi, un grande!
30 Agosto 2008 alle 11:42

Panorama pubblica le telefonate di Prodi; Berlusconi si dichiara solidale con l’ex premier chiedendo leggi per evitare “abusi che incidono sulle libertà fondamentali”, ma il Professore si smarca e replica secco, evidenziando il rischio che si voglia creare un caso per “limitare i poteri di indagine attribuiti ai magistrati”.
[repubblica.it]
La storia fa quasi ridere tanto è ridicola e maldestra. Un periodico del nano pubblica delle telefonate intercettate a Romano Prodi. Sono quelle stesse telefonate che il nano stesso lotta per non far intercettare e perciò nemmeno pubblicare. Quindi tenta goffamente di trascinare l’ex premier dalla sua parte esprimendogli la sua solidarietà- che però puzza di falso lontano un miglio- sperando stupidamente in un gesto di gratitudine. La risposta di Prodi è ineccepibile: “Vista la grande enfasi e, nello stesso tempo, l’inconsistenza dei fatti a me attribuiti da Panorama - non vorrei che l’artificiale creazione di questo caso politico alimentasse il tentativo o la tentazione di dare vita, nel tempo più breve possibile ad una legge sulle intercettazioni telefoniche che possa sottrarre alla magistratura uno strumento che in molti casi si è dimostrato indispensabile per portare in luce azioni o accadimenti utili allo svolgimento delle funzioni che le sono proprie”. “Da parte mia - conclude - non ho alcuna contrarietà al fatto che tutte le mie telefonate siano rese pubbliche”. Mitico!
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Panorama pubblica le telefonate di Prodi; Berlusconi si dichiara solidale con l’ex premier chiedendo leggi per evitare “abusi che incidono sulle libertà fondamentali”, ma il Professore si smarca e replica secco, evidenziando il rischio che si voglia creare un caso per “limitare i poteri di indagine attribuiti ai magistrati”.
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La storia fa quasi ridere tanto è ridicola e maldestra. Un periodico del nano pubblica delle telefonate intercettate a Romano Prodi. Sono quelle stesse telefonate che il nano stesso lotta per non far intercettare e perciò nemmeno pubblicare. Quindi tenta goffamente di trascinare l’ex premier dalla sua parte esprimendogli la sua solidarietà- che però puzza di falso lontano un miglio- sperando stupidamente in un gesto di gratitudine. La risposta di Prodi è ineccepibile: “Vista la grande enfasi e, nello stesso tempo, l’inconsistenza dei fatti a me attribuiti da Panorama - non vorrei che l’artificiale creazione di questo caso politico alimentasse il tentativo o la tentazione di dare vita, nel tempo più breve possibile ad una legge sulle intercettazioni telefoniche che possa sottrarre alla magistratura uno strumento che in molti casi si è dimostrato indispensabile per portare in luce azioni o accadimenti utili allo svolgimento delle funzioni che le sono proprie”. “Da parte mia - conclude - non ho alcuna contrarietà al fatto che tutte le mie telefonate siano rese pubbliche”. Mitico!

