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dotArchivio di Settembre 2008

starChi è fascista non ama la Patria, caro Abbiati

27 Settembre 2008 alle 12:33
calogero

E’ un discorso che si sente fare spesso. Questa volta è toccato al portiere Christian Abbiati deliziarci con le sue esternazioni sul ventennio e sono sempre quelle considerazioni trite e ritrite: il fascismo ha commesso degli errori (le leggi razziali, la guerra, l’alleanza con Hitler eccetera) però ha fatto anche cose buone e non è stato il male assoluto.
Ora, al giocatore del Milan, potremmo anche concedere delle attenuanti generiche. Si sa che i calciatori in genere, salvo alcune eccezioni, non sono dei tipi particolarmente brillanti. Abbiati poi fa il portiere, mestiere basato sul riflesso più che sulla riflessione. Sta a stretto contatto con la curva, luogo in cui il QI medio si abbassa notevolmente. E non escluderei che abbia preso in passato qualche palo con la testa, ma tant’è che certi discorsi li fanno in molti.

Ad Abbiati piace invece del fascismo “La capacità di assicurare l’ordine garantendo la sicurezza dei cittadini”. Non so perché per quale oscuro motivo gli estimatori del fascio sono capaci di rinunciare alla libertà pur di avere l’ordine. E’ una cosa piuttosto stupida. Primo perché libertà e ordine non sono in antitesi. Poi per il modo in cui questo supposto ordine veniva garantito: manganello e olio di ricino, cioè tramite la repressione. Come se fosse auspicabile vivere in una società, nella quale le persone seguono le regole non perché condivise e facenti parte di un patto sociale, di un idea di stato e di società, ma perché se non le segui sono botte. Probabilmente Abbiati applica lo stesso metodo educativo con i figli (se ne ha).

L’amore per la patria del fascismo poi è un’altra minchiata che solo i meno attenti si bevono. Il fascismo non è stata un’ideologia patriottica ma l’ottusa esaltazione della nazione. Mussolini giocava a fare l’imperatore romano. Sognava i fasti di un epoca remota in cui gli italiani erano un popolo guerriero e dominatore, avendo invece a che fare con una popolazione indisciplinata e già difficile da governare. Una popolazione residente su un territorio in cui nei secoli erano passati praticamente tutti e i cui geni, dell’antico romano non avevano (e non hanno) forse più nulla.
Radere al suolo l’Italia in una guerra dissennata fu l’idea meno patriottica che si potesse avere.

E allora diciamolo chiaro: chi è fascista non ama la patria.

Pubblicato in Fascismo arretrato da calogero | 70 Commenti »

starItalia a tolleranza zero: cronaca di un arresto

24 Settembre 2008 alle 09:34
calogero

arresto1.jpg

Pisa. Piazza dei miracoli. Sono appena sceso dalla torre pendente e sto camminando con la mia compagna tra la folla di turisti. Ci sono davvero tante persone e c’è pure un bel sole. Ci sono anche tanti extracomunitari che vendono occhiali  camminando con la loro mercanzia tra la gente. Ogni tanto spunta qualche agente della polizia municipale pisana e loro si dileguano veloci. Ci sono pure i cartelli che mettono in guardia i turisti dall’acquisto di merce contraffatta: penalty 1000 euros.

arresto2.jpg

All’improvviso sento un trambusto a pochi passi di distanza. Ci sono due agenti della municipale che stanno arrestando un vucumprà. E’ nero, abbozza una reazione, ne nasce una leggera colluttazione. La poliziotta gli grida qualcosa che non capisco, gli altri venditori di colore sono a due passi quasi si mettono a discutere con gli agenti. E’ chiaro che stanno violando la legge come l’altro tra le braccia degli agenti, hanno la merce in mano ma stavolta, evidentemente, è toccato al loro amico. Poi arrivano i rinforzi su una macchina sirene spiegate, ma il massimo è un agente che arriva piombando sulla scena in moto: un incrocio tra i chips e Schwarzenegger.
Portano via il malcapitato tra gli sguardi increduli e sbigottiti dei turisti, qualcuno grida “lasciateli stare, non fanno male a nessuno“, e anche “stiamo diventando un paese fascista“. Io scatto qualche foto e penso che per quest’azione hanno impiegato sei uomini. Se questi sono i problemi di Pisa, allora Pisa è un’isola felice. Beati loro.

arresto3.jpg

Restano sul selciato decine di occhiali che presumo contraffatti. L’arrestato paga per tutti e se la vedrà con la legge. D&G, Giorgio e Valentino possono dormire tranquilli, il loro business miliardario è stato difeso dallo stato. La tolleranza zero trionfa, mentre gli altri venditori abusivi di merce falsa riprendono il lavoro indisturbati.

Pubblicato in Cronaca nera, Povera Italia da calogero | 222 Commenti »

starLa chiesa può parlare, la Guzzanti no, ma la salviamo perché siamo buoni

22 Settembre 2008 alle 13:37
evileyes

Il primo accordo vero, reciprocamente soddisfacente, fra la chiesa cattolica e lo Stato italiano, fu quello fra il cardinale Gasparri e Mussolini a San Giovanni in Laterano. Il secondo round fu combattuto a Villa Madama, fra il cardinale Casaroli e Craxi.
Ovviamente non c’è alcuna possibilità, o almeno non è prevista dal nostro ordinamento, che il popolo possa in alcun modo intervenire per rivedere i patti - che in questo caso - ricadono nella sfera dei rapporti internazionali.
Non è neanche pensabile che Silvio Berlusconi si accordi con il cardinale Tarcisio Bertone per rivedere l’assurda normativa stabilita dal Codice Penale e dai patti lateranensi, che accomuna il Presidente della Repubblica Italiana e il papa, e che tutela entrambi contro il reato di “offesa” o, se vogliamo, “vilipendio”.
Ma come spesso o quasi sempre accade, quando una legge è palesemente assurda, è prevista una scappatoia legale, una “backdoor” legislativa, che nel caso del procedimento (peraltro autorizzato dal guardasigilli) contro Sabina Guzzanti, si chiama “autorizzazione a procedere“, concessa o meno a discrezionalità del Ministro della Giustizia (nel caso specifico Angelino Alfano).
Non intendo entrare nel merito delle motivazioni che hanno spinto il suddetto ministro a non concedere l’autorizzazione, perché le parole di Alfano, in occasione del discorso tenuto all’università Cattolica di Milano, sono di per se stesse ampiamente chiarificanti e palesemente coerenti con quel gergo politico-religioso, che da sempre accomuna la casta dei politici al clero.
Quello che invece mi preme sottolineare, è che mi sembra assurdo tutelare il “presidente” di un paese straniero (il Vaticano) contro una satira di stile quasi dantesco che, di fatto, non ne lede in alcun modo la figura, sotto il profilo meramente politico. Se se ne fa invece una questione di sacralità religiosa, che senso ha parlare di leggi o di Codice Penale? Parliamo di inferno per la Guzzanti, piuttosto, sarebbe assai più coerente, e per Sabina immagino anche più divertente.
Ultimamente Berlusconi si è espresso in difesa della libertà di parola (e di intervento) della chiesa cattolica in settori in cui non è o non dovrebbe essere legittimata a trovare alcuna difesa in campo normativo. Non comprendo quindi il motivo per cui Sabina Guzzanti non dovrebbe godere della medesima “impunibilità”, dato che si è messa a giocare sullo stesso campo da gioco, come - per una volta giustamente - rileva anche il di lei padre.
Ambedue, fra l’altro, hanno utilizzato il linguaggio che li contraddistingue: il pontefice ha pontificato, la Guzzanti ha satireggiato.

Pubblicato in Politica, L'ora di religione da evileyes | 6 Commenti »

starImmunità parlamentare: il ritorno

20 Settembre 2008 alle 13:51
RedPower

Gira voce, e purtroppo non è solo una voce, che il Ministro della giustizia Alfano voglia ripristinare l’immunità parlamentare nascondendola nella riforma giudiziaria che sarà varata prima della fine di quest’anno.

Cos’è l’immunità parlamentare?

L’art. 68 2° comma della Costituzione attualmente recita:

“Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell’atto di commettere un delitto per il quale è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza.”

Significa che i magistrati possono indagare e porre sotto processo penale qualsiasi parlamentare, però, alla fine del processo quando è stata dichiarata la condanna, i magistrati devono chiedere l’autorizzazione alle Camere per applicare pene detentive. Quindi si può indagare, si può fare il processo, ma quando si va a toccare la libertà personale del deputato o del senatore si deve chiedere l’autorizzazione alle camere.

E ora entra in gioco lui, il grande Renato Farina.

Vorrei intanto aprire una parentesi per spiegarvi chi è questo sporco personaggio. Renato Farina è stato vicedirettore di Libero nel 2006 sotto la direzione di Feltri.

Si è scoperto solo dopo che Farina veniva pagato dal SISMI (i servizi segreti) per scrivere articoli con notizie false che infamavano Prodi.

L’Ordine Dei Giornalisti (che è una cosa inutile) lo ha sospeso per appena 1 anno!!!!! Cioè uno prende i soldi dai servizi segreti per scrivere notizie infamanti su Prodi e lo sospendi per 1 anno??? Ma porco d mandalo via a calci nel culo dall’Ordine dei Giornalisti!

Ok…chiusa la parentesi su Renato Farina per spiegarvi chi è….questo Renato Farina che ha fatto? Innanzitutto è stato promosso…eccome se è stato promosso. Da giornalista corrotto è diventato addirittura DEPUTATO ALLA CAMERA ELETTO COL POPOLO DELLE LIBERTA’. Come a dire: grazie di averci aiutato infamando Prodi.

Come deputato si sta dando da fare. Infatti, tornando all’immunità parlamentare, è sua una proposta di legge costituzionale che vuole modificare l’articolo 68 2° comma che vi ho riportato sopra.

Lo vuole modificare così:

Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a procedimento penale, né può essere arrestato, o altrimenti privato della libertà personale, o sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, salvo che sia colto nell’atto di commettere un delitto per il quale è obbligatorio il mandato o l’ordine di cattura.
Eguale autorizzazione è richiesta per trarre in arresto o per mantenere in detenzione un membro del Parlamento in esecuzione di una sentenza anche irrevocabile”

Questo significherebbe l’immunità assoluta della casta parlamentare. Infatti non si potrebbe più indagare per porre sotto processo un parlamentare senza l’autorizzazione della Camera a cui appartiene. Se anche la Camera dasse l’autorizzazione (e la vedo durissima) servirebbe una seconda autorizzazione a fine processo per arrestare il colpevole.

Insomma, si torna alla situazione che avevamo prima di Mani Pulite. Infatti prima del ‘93 non si poteva sottoporre in un processo i parlamentari, ed è stato modificato proprio l’art 68 per permettere alla magistratura di fare il proprio dovere senza rallentamenti da parte delle Camere.

Sta accadendo perfino peggio di quanto mi aspettavo da questo governo.

Pubblicato in Povera Italia da RedPower | 24 Commenti »

starDel proibizionismo e della coerenza

20 Settembre 2008 alle 12:52
Nemesis

Preparatevi.
Se siete Friulani, preparatevi: nei prossimi giorni ci saranno due diverse ondate contrapposte di polemiche su quella manifestazione che si chiama Friuli Doc.

Per i non Friulani, un breve cappello introduttivo: Friuli Doc, nominalmente una manifestazione rappresentativa di tutta la provincia di Udine (con una spruzzatina di mitteleuropa che fa chic e non impegna - cosa vuoi che sia un pò di odore di wienerschnitzel che impregna il cappotto di fronte al fascino di una parola altisonante come “mitteleuropa”?), è in realtà una specie di baldanzosa “sagrona di Udine”. Per quattro giorni viene chiuso il centro al traffico e l’intera zona del “quadrilatero centrale” viene trasformata in una festosa baldoria di formaggi, vini e musica tra il buono e il dozzinale.

Oddio, festosa.
Già un mese prima, la neoeletta destra (in provincia e regione) ha deciso di far suonare forte i tamburi della moralità, battendoli con la mazza vigorosa dell’arroganza. “TOGLIEREMO I PUNTI ANCHE A CHI VERRA’ TROVATO UBRIACO A GIRARE IN BICI!” tuonavano i soloni della pedemontana. In bici? diranno i miei piccoli lettori. Si, in bici. La cosa divertente è che se chiedete ad un avvocato - cosa che io ho fatto per pura curiosità personale - vi risponderà che la cosa non è possibile. O meglio, si: possono farlo, ma un semplice giro da un giudice di pace renderà i punti PARO PARO.
Risultato: nei due giorni precedenti ho girato per Friuli Doc, dove l’affluenza è stata nettamente minore degli anni precedenti. Le feste erano quiete, un pò da parrocchietta: solo in qualche raro punto ostinatamente ed irredimibilmente ggiovane il volume si alzava da standard da festino acli fino a qualcosa da far considerare alla prospiciente vecchietta se chiamare istantaneamente la polizia.
A differenza degli anni scorsi, dove si era sfiorato il milione di visitatori e dove per le strade si camminava con un disagio all’altezza di una metropoli decente, solo in pochi punti si avvertiva un minimo di emozione, di divertimento. Per essere proprio tassonomici, sembrava di essere nelle ore conclusive di una sagra, ma straight edge.

Ovviamente tanta gente, di fronte a tale bombardamento di moralismo mediatico, ha pensato: si ma che ci vado a fare, ad Udine, che mi sequestrano la patente se bevo due birre, che ci sono sempre le stesse cose, che fa freddo? Sto a casa e mi guardo Bonolis, altro che.
Conclusione: la campagna pubblicitaria della destra a base di “sicurezza e posti di blocco e moralità” è stata un successone. In termini di dissuasione, naturalmente, e di danno economico alla manifestazione.
Perchè i posti di blocco c’erano, eccome: tornando da Gorizia un mio amico ha trovato QUATTRO (no, dico: QUATTRO) posti di blocco. Nemmeno avessero resuscitato Aldo Moro e gli avessero sparato di nuovo.

Questo fa parte di quella bella ottica “metto una donna nuda dinanzi ad un ergastolano impedendogli di toccarla” che tanto amo di certa destra moralista. La stessa destra che in privato trascina pischelle nei bagni simili a farmacie dei bar fighetti del centro e che poi attacca il Sunsplash per la droga, quando è sotto il naso di tutti la vera ragione per cui certa destra attacchi il Sunsplash: perchè è un modello economico e culturale ALTRO, antiproibizionista ed alternativo, che però FUNZIONA, con un ritorno economico e di immagine internazionale oltraggioso per chi fa dell’economia e del moralismo la propria spina dorsale, da colpire al cuore con la scusa dei tanto conclamati “disordini sociali” che - purtroppo per loro - non si sono visti nemmeno col binocolo. Ahiahi…

Stasera ci sarà il sabato sera di Friuli Doc. Ed il centro sarà pieno, sicuramente, ci mancherebbe altro.
Una parte dei giornali titolerà falsamente “battuto il record dell’anno scorso” mentre altri polemizzeranno per un’edizione indubbiamente sottotono.
La verità? La verità è che il freddo è arrivato e si sente. E non dipende dal clima.

Pubblicato in Rosiconi, Relax, Povera Italia da Nemesis | 6 Commenti »

starIl governo Berlusconi aumenta il consenso

16 Settembre 2008 alle 16:00
calogero

Decreto antiprostituzione, giro di vite sulla sicurezza e riforma scolastica: sono questi i temi che spingono in alto la popolarità della maggioranza. [repubblica.it]

I dati diffusi da Repubblica sono abbastanza chiari. Berlusconi è al 60% nel gradimento dei cittadini italiani. Maroni al 62%. Mara Carfagna passa dal 38 al 42%. In positivo anche il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini che sale dal 35 al 38%. Eppure l’Italia presenta un quadro economico stagnante, con una contrazione dei consumi che non fa certo felici i commercianti, con i prezzi che salgono, cosa che non fa certo felici i consumatori (cioè tutti noi) e l’autunno che si prospetta tutt’altro che tranquillo.
Però gli italiani sembrano soddisfatti di come il cavaliere regge il timone dell’Italia. E del perché io mi sono fatto un’idea.
Prendiamo le due ministre Carfagna e Gelmini. Per la prima rimango basito ogni volta che profferisce parola. Eppure è riuscita a fare una legge sulla prostituzione che seppur impossibile da applicare (voglio vedere come fai a provare davanti a un giudice che una prostituta e un cliente stavano effettivamente contrattando una prestazione sessuale), ha fatto aumentare il suo gradimento: la prostituzione in strada ha stufato tutti, finalmente un provvedimento contro.
La Gelmini sta facendo una riforma delle elementari che riporta la scuola indietro di venti anni e che si riassume in: maestro unico e grembiulino. Di questa legge pare siano tutti scontenti a partire dagli 87mila insegnanti che a riforma attuata andranno a spasso.
Allora ho pensato una cosa semplice semplice ricollegandomi alla recente esperienza governativa di centro-sinistra. Sebbene questo governo non stia facendo nulla di buono, sta facendo qualcosa, indifferente cosa. Tra l’altro dimostrando una litigiosità di coalizione nettamente minore a quella del precedente governo Prodi. Il che permette al governo stesso di vendere meglio il prodotto del suo operato e di apparire piuttosto compatto davanti alla pubblica opinione. Che apprezza.
Non mi meraviglierei di un ulteriore passo avanti nei sondaggi del governo con la chiusura della questione Alitalia, anche se questa dovesse costare quattrini allo stato (a noi) ed esuberi maggiori dell’originario piano Air France, proposto sotto il governo Prodi. Berlusconi ci leverebbe dai coglioni una telenovela che ha strarotto. Non importa a che prezzo. Lui ci è riuscito. Viva Berusconi!

Pubblicato in Politica da calogero | 92 Commenti »

star“Crolla la borsa ma che fa…”

15 Settembre 2008 alle 12:59
Nemesis

Per tanto tempo, ultimamente, siamo stati convinti che ECONOMIA e POLITICA fossero sinonimi. Come un padre che pensasse che la maniera migliore per allevare suo figlio fosse avere sempre il portafogli pieno per fargli regali, invece che passare il tempo ad insegnargli i nomi delle stelle o giocarci nel prato, come è giusto.

Ma l’economia non è la politica, ed una multinazionale non è una famiglia.
Crollano le borse e la gente si sorprende; alitalia fallisce e la gente si sorprende; se in america alla Lehmann si svuotano gli uffici, DI CORSA, in Italia si tentano truffòtte di bassa economia commercialistica per parare il culo alla compagnia di bandiera, dandole un nome da ventennio. Ma non funzionerà.

Il modello oligarchico economico sta per scricchiolare pesantemente: se le compagnie di reinsurance, come pare, non copriranno le banche americane, oltre duecento di loro crolleranno di schianto, portando nella bara il capitalismo americano, e dando - involontariamente - una mano, una grossa mano nera a Barack Obama. Perchè, si, sarà nero e progressista, ma la gente si ricorderà di chi c’è ora al potere, quando i subprime gli hanno fregato la casa. La gente è stupida, si, ma non stupidissima.

Crolla la borsa e va giù Milano; sugli scranni italiani si siedono soubrettes, nani e ballerine perchè la politica oligarchica va in automatico: mettere il cavallo di Caligola al posto della Carfagna non farebbe differenza, e allora ben venga miss italia al posto di un equino.

Ma questo non solo non durerà per sempre. Sta già finendo. E mentre immagino un Chavez ridere della grossa, temo per il mio paese.

Pubblicato in Capitalismo all'italiana da Nemesis | 54 Commenti »

starAnalisi del TG5

15 Settembre 2008 alle 10:00
RedPower

Io credo che per capire la posizione e le tattiche politiche di Berlusconi sia indispensabile guardare il TG5. Da questo stupendo telegiornale  si capiscono molte cose.
Ad esempio durante il governo Prodi questo TG era pieno di omicidi, risse, massacri: tutto per dirci che il governo era incapace per la difesa della sicurezza dei cittadini.
Poi era pieno di manifestazioni, di scioperi, di contestazioni: tutto per dirci che il governo era diviso ed incapace di decidere.
Oggi il TG5 è cambiato molto. Non c’è più una guerra con l’opposizione, ma c’è un venirsi incontro. Un dialogo. Ovviamente solo con il Partito Democratico.
Ogni giorno c’è un servizio sul PD e su Veltroni per dirci quanto è bravo e quanto è bello e quanto è furbo e quanto duramente contesta il governo. Da questo si capisce che Berlusconi desidera con tutto il cuore un PD forte, un PD che possa togliere i pochi voti rimasti alla sinistra estrema ma soprattutto all’Italia dei Valori (Kriptonite).
Ogni giorno c’è anche un servizio sulla Lega, fedele alleato che continua a crescere ed è meglio tenersi stretto altrimenti finisce male per il governo.
Ogni giorno c’è un servizio sul Papa, perché si sa che più cattolici ci sono in Italia, più il centro (PDL-PD) prende voti.
Non ci sono mai servizi sull’UDC, gli italiani devono dimenticare questo partito al più presto, ovviamente i suoi voti confluiranno verso il centro (PDL-PD).
Non ci sono mai servizi sull’Italia dei Valori che come ho già detto è kriptonite da tenere lontana perché se prende potere sono cazzi amari per tutti.
Ogni giorno c’è inoltre un servizio sul calcio: perché lo sappiamo, che anche se siamo in piena crisi economica non c’è da preoccuparsi con la nostra nazionale campione del mondo e un premier che è il Presidente della squadra che ha vinto di più al mondo.

Pubblicato in Televisione, Povera Italia da RedPower | 24 Commenti »

starBossi critica aspramente la Gelmini. Prove governative di unità, stima e reciproco rispetto

8 Settembre 2008 alle 21:41
calogero

A dar fuoco alle polveri ci pensa Bossi che, intervenendo a un comizio a Torino, prima esprime la sua idea sul maestro unico: “E’ facile, se è un cattivo insegnante, che rovini il bambino“. Poi parla del ruolo del ministro dell’istruzione: “Per capire che cosa serve alla scuola devi averci vissuto dentro, essere stato insegnante, aver sentito l’odore della polvere“. Cosa che la Gelmini non ha fatto. Infine boccia la novità introdotta dalla Gelmini: “Quando non ci sono i soldi bisogna aguzzare l’ingegno. Costa un sacco di soldi in meno, onestamente, e in un momento in cui non ci sono soldi è normale che salti fuori anche (la proposta, ndr) l’insegnante unico. Ma se c’è un solo insegnante è facile che si rovini il bambino”. Poi conclude tra gli applausi: “La scuola la prossima volta, magari, la chiederà la Lega”.
[repubblica.it]

La sensazione nettissima, appena ho letto le dichiarazioni di Bossi, è che ci fosse qualcosa di malinconicamente autobiografico. Essendo chiaro a tutti, che siamo di fronte a uno scherzo della natura, in questo caso se non ha sbagliato Dio, non hanno sbagliato i genitori, sicuramente è mancato il ruolo educativo della maestra elementare. Che tragedia.
Colpisce anche il candore con cui Bossi rivela che il piano di riforma del maestro unico, cela solamente la necessità di tagliare la spesa pubblica, senza minimamente preoccuparsi, in realtà, delle conseguenze che potrebbero avere certi cambiamenti sulla formazione dei bambini italiani.
L’Umberto svela le ragioni di un cambiamento tanto radicale con la certezza che la cosa non avrà conseguenze. “Seghiamo l’istruzione dei vostri figli per fare cassa, tanto di loro non ce ne frega un cazzo“. Avesse detto così sarebbe stato lo stesso. Ma noi sappiamo che, di fronte a certe dichiarazioni, l’elettorato dodicenne del centro destra non fa una piega e che ormai Bossi non lo caga nessuno. Se ne sta li a fare lo spaventapasseri, gli danno una pacca sulla spalla e un buffetto ogni tanto per farlo contento, e non mi stupirei se, alle cene a casa di silvio mangiasse nell’angolo, col cucchiaio di legno e una ciotola infrangibile.

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starTutti fuori, anzi no tutti dentro. Le illogiche (e ipocrite) politiche del centrodestra

7 Settembre 2008 alle 11:13
calogero

Le carceri sono di nuovo piene. Anche se Berlusconi ha votato l’indulto (lui fa finta di no, ma i criminali li ha fatti uscire anche lui), il sistema carcerario italiano è tornato rapidamente al collasso.
La soluzione, proposta nell’immediato, fa ovviamente a pugni con le politiche di sicurezza blaterate dalla destra nella perenne campagna elettorale italiana. Facciamo uscire settemila carcerati. Tremila sono stranieri da espellere -e sono presumibilmente quelli che escono dalla porta e rientrano dalla finestra- altri quattromila gli mettiamo il bracciale elettronico e vanno ai domiciliari. Per le carceri una bella boccata d’ossigeno.
Poi siccome a destra sono bravi e devono mostrare ai propri elettori come si occupano della sicurezza, ecco che si parte con un’altra iniziativa dove devono averci lavorato alacremente le menti più brillanti della coalizione. Pronto un bel ddl antiprostituzione che prevede l’arresto per il sesso praticato in strada (il reato scatterebbe già a partire dalla contrattazione) con pene dai 5 ai 15 giorni e relative ammende. Punita quindi anche la prostituta, contrariamente a quanto avviene oggi con la legge Merlin, a meno che non sia costretta dal racket a battere il marciapiede.
Certo che i catto-bigotti, categoria numerosa nelle file della destra, saranno contenti ma, se applicato veramente, il ddl riempirebbe le carceri fino a farle scoppiare in circa 30 minuti, e lo dico con ottimismo considerato il volume del mercato. E allora? A cosa serve mandare fuori i carcerati se si trasformano in reati comportamenti diffusissimi che andrebbero altrimenti disciplinati?

PS
Può stare però tranquillo l’esponente di livello nazionale di Forza Italia coinvolto nel recente scandalo di prostituzione a Udine, in cui un avvocato, un imprenditore e un albergatore gli procuravano prostitute per i dopocena nella località friulana. La prostituzione al chiuso rimane legale anche se non disciplinata.

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