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dotArchivio di Marzo 2010

starPiccoli motivi di soddisfazione in una serata triste

30 Marzo 2010 alle 19:45
calogero

Brunetta trombato a Venezia. Giorgio Orsoni, candidato del centrosinistra, diventa sindaco di Venezia al primo turno. Sono ben 9 i punti di distacco che il ministro “faso tuto mi” si becca candidato del centrosinistra. Un risultato a sorpresa. perché il ministro, il cui più grosso merito è essere più basso del nano, si diceva sicuro di vincere. Nel Veneto poi, travolto dall’ondata leghista, Venezia resta a sinistra. sarà colpa delle “elite di merda“?

Castelli trombato a Lecco. Sembra il titolo di un film porno. Invece è il risultato delle elezioni a Lecco. Strano, come per Brunetta nel Veneto, nella superdestrorsa Lombardia, Castelli viene malmenato in una provincia del Nord. E lui è pure leghista. Sicuri di voler candidare Bossi a sindaco di Milano?

Berlusconi trombato dagli italiani. Il PdL è il primo partito. Il centro destra conquista un mucchio di regioni, alcune sono conferme altre sono strappate al centro sinistra. Ma il nano può sorridere? A mio avviso no. Per due motivi. Primo il PdL ha perso in due anni qualcosa come una decina di punti, cioè milioni di voti. Considerando che il PdL si basa esclusivamente sulla sua figura del premier e tutti gli altri fanno i maggiordomi nella migliore delle ipotesi, questo è un vero fallimento politico personale. Fallimento del nano meravigliosamente testimoniato dal nervosismo isterico del maggiordomo capo Bondi ieri sera a Porta a Porta (sublimamente provocato da Donadi).
Secondo. Considerato dove sono finiti i voti persi dal PdL, cioè alla Lega, quest’ultima alzerà di brutto il livello delle sue pretese in termini di poltrone, cariche e potere decisionale. Non è che loro siano delle merde più degli altri. E’ che la politica funziona così. Anche se ieri sera, tutto il PdL compatto faceva finta di non saperlo.

PS guardatevi il link Porta a Porta. Esilarante. :sifone:

Pubblicato in Politica da calogero | 83 Commenti »

starGrillo consegna il Piemonte alla destra! Grazie Beppe, la prossima volta resta a casa

29 Marzo 2010 alle 21:56
calogero

Che ovviamente non farà la TAV, non costruirà centrali atomiche, perseguirà con caparbietà le politiche ecologiste tanto care al comico che non fa più ridere: fa solo girare i coglioni. Certo, partecipare alle elezioni passivamente e attivamente è un diritto sacrosanto, ci mancherebbe, ma quando la tua partecipazione consegna il governo al peggio del peggio, beh allora che sei venuto a fare? Non basta un centro sinistra disunito e litigioso, con l’ala più a sinistra ridicolmente disunita in mille rivoli? Ci voleva pure lui con la sua lista cinque stelle. Grazie Beppe ma la prossima volta resta a casa a scrivere il tuo blog.

Pubblicato in Politica da calogero | 74 Commenti »

starVota Antonio! Vota Antonio! Vota Antonio!

26 Marzo 2010 alle 22:48
Spartaco

Siamo alle ultime battute della campagna elettorale e ognuno si spara le sue  cartucce come può. Berlusconi, per esempio, questa sera si è fatto “intervistare” dal TG1 del servo Minchiolini per approfittare fino all’estremo di quanto lo sfruttamento del sistema a lui prostituito gli consente di fare. Senza pudore, come si conviene ai lenoni, ricottari e magnaccia della sua fatta. Così, di fianco alla bandiera italiana e a quella europea del suo “gabinetto” di Capo del Governo della Repubblica Italiana, faceva bella mostra di sé quel ciarpame orrendo che è il simbolo del suo partito.

 Dove suo non sta a significare l’appartenenza, ma la proprietà: il partito della cosa “nostra”, dove il plurale è nel senso della maestà. Perché se la mafia è ancora un’entità consortile, dove presumibilmente valgono regole di tipo societario, non così per Berlusconi. La “cupola” della mafia è il campanile di Berlusconi. C’è lui e basta. Basta vedere la fine che hanno fatto quelli di Avanguardia Nazionale, pardon, Alleanza Nazionale, che lui tratta come sergenti neri, a cominciare dall’ex pupillo del fucilatore repubblichino Almirante

Un motivo in più per scaricargli contro tutta l’avversione di cui siamo capaci. Politicamente, si intende. Ed elettoralmente. Non possiamo contare su un servo come Minchiolini? Poco importa. Quel che conta è la determinazione di cui siamo capaci.

 Che non viene dalla giustezza della nostra idea. Ma dall’abominio di quell’altra. 

 E gridarlo ai quattro venti.  A costo di affacciarsi dalla finestra , come Totò nel film, e urlare fino a perdere il fiato: “Vota Antonio! Vota Antonio! Vota Antonio!”.

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starLettera aperta di un non credente a S.E. Monsignor Bagnasco

25 Marzo 2010 alle 15:52
Spartaco

Eminenza,

chi le scrive è un non credente, ai suoi occhi comunque colpevole per la mancata appartenenza alla comunità terrena di Santa Romana Chiesa. La qual cosa, per quanto riprovevole sul piano della sua dottrina, di per sè potrebbe costituire circostanza non pregiudizievole sotto il profilo dei comportamenti pratici. Perché, Eminenza, Ella converrà sicuramente sul fatto che il Cristianesimo, corroborato da una solida base dottrinale, incentra sulla qualità della condotta etica il giudizio dell’essere buoni cristiani. Al punto di poter dire che il Cristianesimo professato ma non sostanziato da comportamenti adeguati è parvenza ingannevole. Cosa sarebbe infatti il Cristianesimo senza l’Evangelo?

Alla luce di tali considerazioni, mi risulta comprensibile la sua esortazione pastorale a perseguire il rispetto della vita come valore cristiano cui informare ogni nostro atto quotidiano. Similmente mi risulta non comprensibile il fatto che Le possa far eco un astratto richiamo alle radici cristiane di una determinata formazione politica o partitica: richiamo che non può costituire “ipso facto” testimonianza fattiva del rispetto della vita. Non costituisce novità che in nome del Cristianesimo sedicenti cristiani si siano macchiati di colpe gravi, come risulta altrettanto palese che tali nequizie siano state smascherate e assoggettate al giudizio della storia. Cionondimeno la pratica scellerata continua: utilizzando indebitamente il Suo pastorale richiamo al rispetto di un precetto di ineludibile valenza pratica, il Capo del Governo, svuotandolo dei contenuti, ne fa strumento di meschina propaganda di parte.

Se è vero, come è vero, che l’Evangelo è testimonianza cristiana nelle opere prima che nella parole, siamo di fronte a una doppia impostura: semantica e comportamentale. Semantica perchè non basta il richiamo al nome di Cristo perché necessariamente ne scaturisca la provata ottemperanza ai relativi precetti; comportamentale, perché nel caso specifico, per quella persona, si assiste al quotidiano sovvertimento dei valori cristiani.

A cominciare dal comportamento irriguardoso della persona umana, principalmente femminile, costantemente avvilita da richiami estetici assurti a pretesto di licenziose esternazioni se non addirittura a criterio selettivo e promozionale dell’altrui persona. Al punto da suonare offesa insostenibile per chi ne ha condiviso il tetto coniugale, costringendo al relativo abbandono.

Eminenza,

sono sicuro che Ella comprenderà e condividerà questa mia esternazione. Non sono altrettanto sicuro che, pur condividendola, possa scaturirne un qualche effetto sui suoi comportamenti pratici. Convinto, come sono, che Ella non ascolta alcun altra voce: a cominciare da quella della sua coscienza.

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starCredere, obbedire, insabbiare!

25 Marzo 2010 alle 14:45
calogero

“Il cadavere di Elisa Claps fu scoperto nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità di Potenza alcuni mesi prima del ritrovamento ufficiale avvenuto il 17 marzo. La notizia, anticipata dal quotidiano La Provincia Pavese, ha trovato conferme in ambienti giudiziari. La scoperta fu fatta da alcune donne delle pulizie, che comunicarono la notizia ai sacerdoti della chiesa” [corriere.it]. Che hanno pensato bene di occultare la cosa, o meglio il cadavere. Cosa possa essere successo e’ semplice da ipotizzare. Paura dello scandalo, di perdere il buon nome (si fa per dire) travolti dalle chiacchiere del paese, gia’ mi vedo i preti che ricattano quelle povere disgraziate delle pulizie minacciando scomuniche e le fiamme dell’inferno.
Ma non e’ colpa dei preti se succede quello che succede nella misera e barcollante chiesa cattolica apostolica romana. I metodi e i comportamenti sono cose che vengono dall’alto. Insabbiare gli scandali, gli abusi sessuali, e’ la prassi, come dimostra l’altra notiza che campeggia sui siti internet di oggi.

I vertici del Vaticano, tra cui il futuro Papa Benedetto XVI, occultarono gli abusi di un prete americano, sospettato di aver violentato circa 200 bambini sordi di una scuola del Wisconsin. Lo scrive il New York Times, sulla base di alcuni documenti ecclesiastici di cui è venuto in possesso. La corrispondenza interna tra vescovi del Wisconsin e l’allora cardinale Joseph Ratzinger, scrive il New York Times, mostra che la priorità era, a quel tempo, quella di proteggere la Chiesa dallo scandalo“. [repubblica.it]
Una storia questa arcinota a quelle persone che vogliono sapere e si documentano senza pregiudizi. Non e’ una novita’ che la chiesa del potere si faccia beffe degli insegnamenti cristiani di misericordia, carita’ e compassione. Quelle tre cose che i preti pedofili, e chi li difende, non hanno nei riguardi delle loro vittime e i preti non hanno avuto nei riguardi di una ragazza. Nemmeno dopo morta.

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starLo Stato? Ieri era ubriaco, oggi è sobrio

23 Marzo 2010 alle 00:19
Spartaco

Chiappe d’oro non si è smentito. Forse per vendicarsi di quella volta che l’hanno beccato in mutande, ha detto ieri che il Questore di Roma era in piena crisi etilica. Gli ha fatto eco il collega illustre dell’armata brancaleone berlusconiana, a dire che la questura non è credibile. Chissà, forse pure lui si è fatto pescare in atteggiamenti licenziosi dai soliti questurini impiccioni e si vuole sdebitare: non è escluso che tra poco sentiremo parlare di “culetto d’argento”.

Comunque, in pasto a mezze chiappe e mezzi buchi, lo Stato ne è uscito in frantumi. Di fronte al silenzio colpevole del ministro internista leghista, è dovuto intervenire il sindacato di polizia a stigmatizzare senza mezzi termini la condotta irresponsabile di questo governo “farsa di se stesso” e del suo Presidente, artefice del “coma etilico” in cui sta mandando il Paese “ubriacandolo di un vino di ultima scelta”.

Come succede agli etilisti, la notte ha fatto smaltire la sbornia. Così stamattina lo Stato era sobrio e, per la grandezza di Berlusconi, ha assicurato alle patrie galere un pericoloso delinquente siciliano.

 Il merito è del Governo, dice Berlusconi. Volendo dire che è suo personale. Un altro punto a suo favore. Mi viene d’impronta il motto che più s’attaglia alla sua persona: “Sconfiggeremo!”. Che cosa? Tutto quello che c’è da sconfiggere: la mafia, il cancro e gli avversari alla partita di scopone.Un motto che assomiglia a “Vinceremo!”. Detto da un uomo che assomiglia a Mussolini.  

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starIl Paladino a Roma

20 Marzo 2010 alle 17:58
Spartaco

Dopo il “Visconte dimezzato” e il “Cavaliere inesistente”, nati dal genio di Italo Calvino, ecco il ”Paladino a Roma”. Che, per nostra sventura, non è fantasia, ma realtà. Il Paladino ovviamente è ser Berlusca, partito lancia in resta alla conquista di Roma ladrona, con Bossi che manco a dirlo gli fa da scudiero.

Veramente nell’immaginario collettivo il Paladino è figura solitaria, che si accompagna al più con gli altri prodi, paladini come lui, alla perenne ricerca del torto da riparare o del ribaldo da piegare.

Berlusconi invece è un Paladino particolare, che ama la compagnia. Così a Roma si presenta con il suo esercito, quello dei “benisti”. E’ vero che tanti anni fa un altro esercito marciò sulla città fatale, ma quelli si chiamavano “squadristi”. Comunque, benisti o squadristi, in comune hanno la figura del Capo carismatico, che alla prima occasione mostra i muscoli: quando ci vuole ci vuole.

Certo che Roma è la meta agognata di tutti gli esaltati. Forse perché “capoccia d’er monno infame”, chissà. Mussolini ci andò come degno preludio a tutte le fanfaronate che poi sarebbero venute, del tipo della “riapparizione dell’impero sui colli fatali di Roma”. Anzi, in quella occasione, in un comizio di stampo berlusconiano, il Duce parlò di “impero di pace”. Uguale a Berlusconi, che parla di “esercito del bene”.

Già stamattina, quando forse di Roma cominciava a sentire l’odore,  Silvio il prode  è entrato in pieno invasamento mistico: dalle pagine del Tempo ha attaccato la Bonino dicendo che la sua candidatura “nella città cuore della cristianità” appare “una sciocca provocazione”. Perché la Bonino sarebbe “esponente di una vecchia cultura anticlericale, anticristiana”.

Da quale pulpito viene la predica: un filisteo senza pudore che ha fatto della sua condotta iraconda e lussuriosa la negazione dell’evangelo sulla terra. Basterebbe la sua sfacciata ricchezza a invocare la punizione divina.

E chissà che non venga, travestita da malasorte.

La religione e la superstizione si assomigliano; il presupposto c’è: i candidati governatori del centrodestra che dal palco faranno la messinscena de “il patto  simbolico” saranno tredici.

Speriamo bene! 

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starIl Corriere della Sera si autocensura. Paura del nano o inspiegabile pudore?

18 Marzo 2010 alle 13:35
calogero

Questa immagine del pupazzo che raffigura Berlusconi a Las Fallas di Valencia, rende bene l’idea di come il nostro Premier P2 venga percepito e sbeffeggiato all’estero: immerso in una vasca con tre ragazze, una gli sta probabimente praticando una fellatio subacquea. Bello, vero?
Cosa che non si capisce minimamente nella foto pubblicata oggi sul sito internet del Corriere della sera. Curioso, no? Io la trovo una pessima e patetica forma di autocensura.

Pubblicato in Fascismo arretrato, Povera Italia da calogero | 73 Commenti »

starAl Berluscone, Al Capone

18 Marzo 2010 alle 12:40
Spartaco

Secondo la rivista americana Forbes, specializzata a classificare i ricconi, il patrimonio netto di Berlusconi ammonta a 9 miliardi di dollari. Spicciolo più, spicciolo meno, sono 7 miliardi di euro.

Sappiamo che il Cavaliere è un capitalista convinto e supporta con una solida base comportamentale il suo anticomunismo. Che dunque non ha le origini ideologiche, simil-storiche o astrattamente etiche dei tanti ingenui, pur poveri, che ci sono in giro, ma squisitamente pratiche: la preservazione della cosa propria, il suo capitale, e la relativa moltiplicazione.

Il capitale è come il sangue: muore se non circola. La circolazione del capitale è l’investimento.

Orbene, l’economia borghese si è affannata nella ricerca di parametri, come direbbe Prodi, o di indici, come direbbe Tremonti, che misurano la “bontà” di un investimento.

Ma, o parametri o indici, nemmeno uno, nemmeno quello di Prodi, fa riferimento alle occasioni di lavoro che eventualmente si creano, al miglioramento della condizioni generali degli individui e delle loro famiglie, all’incremento della scolarità, alla salvaguardia dell’ambiente, alla diffusione della pace tra gli uomini, alla diminuzione della mortalità per fame, carestie, pandemie, cataclismi più o meno naturali.

 Il confronto viene fatto con il rendimento che il capitale, altrimenti “investito” in una operazione puramente finanziaria, sarebbe in grado di offrire, con il “risparmiatore”, come direbbero Prodi e Tremonti, il capitalista, come diremmo noi, che aspetta il “ritorno”, magari comodamente seduto. Berlusconi non appartiene a questa categoria. Lui i soldi li fa fruttare perchè le rogne se le va a cercare e così può degnamente remunerare il suo rischio imprenditoriale.

Ma, giusto per far due conti, ammettiamo che Berlusconi se ne stia in poltrona e aspetti il ritorno del suo, diciamo, 3%. Fanno 200 milioni di euro. Altro che ispettori a Trani. Gli ispettori, della Agenzia delle entrate, bisognerebbe mandarli ad Arcore. D’altra parte la ex-moglie gli ha chiesto per “gli alimenti” 43 milioni di euro annui. E lui se ne lamenta, in una intercettazione telefonica, perché la richiesta, nella sua credibilità patrimoniale, potrebbe passare, con l’avallo del solito giudice maldisposto nei suoi riguardi.

Ci sovviene allora di un precedente illustre, Al Capone. Che finì in galera grazie al fisco. A Berlusconi ci somiglia: era un nano pure lui.

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starZero Zero Cinquantasette: il Cavaliere colpisce ancora

16 Marzo 2010 alle 01:26
Spartaco

Si sa che Berlusconi si sente spiato. Ci mancava solo la faccenda di Trani perché la misura fosse colma.

E’ dunque comprensibile che da parte sua si renda pan per focaccia. Così allo spionaggio lui risponde con il controspionaggio. Veramente tra i due sistemi non c’è molta differenza: i metodi sono gli stessi e persino i protagonisti, vale a dire gli spioni e i loro corrispondenti che stanno dall’altra parte, si somigliano per cui è difficile in realtà distinguere lo spione dal controspione.

 Prendete per esempio Angelino Alfano: può interpretare allo stesso modo il ruolo di procacciatore di scoop compromettenti sul conto dei rivali del suo padrone come quello di smascheratore di temerari che ne attentano al potere. Un’altra occasione nella quale il Cavaliere , da cui tutto discende, offre la prova della sua smisurata perizia. Perciò ci sovviene di un precedente illustre, James Bond.

Che, come sapete, ha il codice 007. Ebbene, anche il Cavaliere si qualifica per una serie numerica, leggermente differente ma comunque affascinante se non altro per la relativa assonanza: 0057. Sono i numeri che rappresentano il “dispari” del suo imponibile. Hanno reso noto che ha denunciato un reddito di 23,057 milioni di euro. Una volta si sarebbe detto che ha denunciato 23 milioni e “rotti”. I “rotti” ammontano appunto a 0,057 milioni di euro, cioè 57.000 euro.

Che è quanto si ritrovano come imponibile sette/otto cassintegrati, messi insieme. Con le relative famiglie. E i relativi individui che le compongono. Se, mettiamo, sono quattro individui per famiglia, fa mediamente trenta individui complessivi.

I conti tornano: sono i “rotti” che quadrano il reddito del Cavaliere.

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