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dotArchivio del 6 Gennaio 2011

starIl bombarolo universale

6 Gennaio 2011 alle 22:59
Spartaco

Ratzinger l’ha detto, nella messa di oggi per celebrare l’Epifania: dietro al Big Bang c’è Dio.

E’ vero che da quel grande botto si è creato l’universo, ma pur sempre un botto è stato. Ancora una volta Ratzinger ha voluto dare il suo personale tributo all’Italia.

Ebbene sì, nei botti di fine anno, così indecentemente pagani nella loro sguaiatezza profana, così impietosamente rappresentativi della pochezza di un popolo, si cela in realtà il ricordo  di un momento solenne: il Big Bang, il grande botto da cui in fondo anche noi siamo nati. Operato dalla mano di Dio, che dunque è il bombarolo per eccellenza.

Anni di storia si riscattano; la Chiesa giustamente si riappropria di quanto la propaganda atea e populista le ha sempre strappato: la forza generatrice e purificatrice della bomba, che sì, è vero, armò la mano di anarchici e tirannicidi, ma il primato spetta al Padreterno, che da un unico grande botto creò il mondo.

Potentemente simbolica è anche la circostanza scelta dal Papa per riaffermare “ex-cathedra”, dal soglio di Pietro, questa grande verità: la circostanza dell’Epifania.

Se a Natale i cristiani ricordano che il Messia Gesù è nato a Betlemme in una condizione di povertà e che solo poveri pastori lo hanno riconosciuto, l’Epifania  ci ricorda che anche uomini che non avevano la fede nel Dio di Israele, uomini sapienti, forse potenti, ma sicuramente di buona volontà, sono stati coinvolti dall’evento della nascita di Gesù.

I Magi , che appartenevano alle genti e alle culture d’oriente, estranei al popolo eletto, senz’altro diversi per lingua e per religione, si ritrovano accomunati sul percorso di una speranza che abita tutta la storia umana e si mettono in cammino da lontane contrade per omaggiare questa speranza. L’Epifania dunque come festa della cultura, se per cultura si intendono i valori universali dell’uomo, basati sul sapere e sulla conoscenza, che rompono ogni barriera e predispongono alla ricerca del bene comune.

Ratzinger l’ha celebrata da par suo: con un sano richiamo all’oscurantismo, al ciarpame tomistico-aristotelico, all’arroganza dell’integralismo chiesastico, che rappresenta lo stalinismo culturale della storia.

Pubblicato in L'ora di religione da Spartaco | 18 Commenti »