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starEd il Ciarra rispose: Me ne frego! Anzi me ne fotto. Fini è uno sguattero!

12 marzo 2008 alle 21:12
Audrey

E’ lui… Il Ciarra… un mito!
Il giorno dopo la bufera politica seguita alla sua cadidatura nelle fila del PdL, declama il suo
programma politico e le sue finissime strategie ideologiche/operative:

1° punto:
“Mi hanno trattato come se fossi il comandante del campo di Auschwitz. Una follia. Ma io me ne frego. Anzi, me ne fotto! Completamente”

2° punto:
Ho un rapporto stretto col Cavaliere, che ieri (lunedì, il giorno della bufera dopo l’intervista a “Repubblica, ndr) mi ha chiamato quattro volte“.

3° punto:
“Gianfranco Fini? Ma cosa vuole, ormai lo trattano come uno sguattero!”

4° punto:
“E poi, in pubblico mi dà del fascista, in privato mi invita a pranzo. Anzi, a volerla dire tutta, anche Gianni Alemanno e Altero Matteoli mi hanno invitato a pranzo”.

Il punto programmatico saliente? io me ne frego..anzi me ne fotto! Che aggiungere? Viva l’Italia!

www.repubblica.it//ciarra-parla.html

ps. aggiungo solo una piccola postilla, un mio desiderio personale: vorrei tanto che mi rispondesse 1 elettore di dx… anche solo uno… e mi rispondesse come si fa a votare sti qua. Giuro non è una domanda provocatoria, ma solo voglia di capire… Sarò tarda ma io non ci arrivo proprio.

Pubblicato in Fascismo arretrato, Politica da Audrey | 26 Commenti »

starCompagno, quanto guadagni?

10 marzo 2008 alle 16:06
Audrey

Sinceramente non ho mai stimato Giovanni Russo Spena, ma leggendo stamattina questo pezzo su “Liberazione” l’ho apprezzato.

www.liberazione.it/giornale_articolo.php? id_pagina=40433

Perché con semplicità e chiarezza è andato al cuore di quello che è oggi, forse, per gli italiani, il punto più critico dei rapporti tra loro e la “politica”.

La sproporzione, l’ingiustizia economica tra il costo della “politica” e il mondo normale, delle persone che lavorano e fanno fatica ad arrivare alla terza settimana (ormai la deadline non è più la quarta).

Alla fine di queste sudate discussioni, immancabilmente, ti viene posta la domanda:
«Ma i parlamentari quanto guadagnano? Perché il tuo stipendio è tanto più alto del mio?»

E come sottolinea bene Russo Spena, non è populismo né demagogia, è vita reale, perché “la questione morale” di Enrico Berliguer oggi è tutta qua, in questa domanda.

Pubblicato in comunismo, Politica da Audrey | 19 Commenti »

starMontezemolo: l’Italia è come Cuba anni ’70! Il problema è che lui vuole essere il nostro lider maximo

7 marzo 2008 alle 17:28
Audrey

Da Confindustria all’Ania, dalla Cia alla Coldiretti, da Confapi a Confartigianato, da Confcommercio a Lega delle cooperative, le imprese hanno bocciato il testo del nuovo Decreto sulla Sicurezza varato dal Consiglio dei Ministri, perché, nonostante il «tentativo operato dal governo di graduare meglio l’entità delle sanzioni, continua a rappresentare un intervento di natura punitiva che nulla ha a che vedere con le logiche della prevenzione».
[www.liberazione.it]

Montezemolo per chiarire meglio ogni eventuale dubbio, ha dichiarato:

“il decreto è l’ultimo atto di una sinistra anti-industriale e demagogica che se la piglia con gli imprenditori che piangono con la pancia piena, una espressione che non si sentiva nemmeno nella Cuba degli anni ’70”.

E questo nonostante il Governo abbia accolto, in parte, le richieste provenienti dal mondo padronale, a cominciare da quella che prevede la possibilità per l’imprenditore, che rischia l’arresto fino a 18 mesi, di chiedere, durante lo svolgimento del processo, di commutare la pena in un’ammenda (da 8mila a 24mila euro).

Parliamoci chiaro, questa è la realtà politica che ci attende, chiunque vincerà, rispetto al problema del lavoro.
Una parte padronale aggressiva, decisa a far valere le proprie ragioni ed i propri interessi, che vadano dalla detassazione degli straordinari al mantenimento di un’effettiva impunità sulle morti bianche.

Montezemolo ieri, ha anche esposto i 10 punti che il paese (il paese? diciamo Confindustria) si aspetta dal futuro governo, tenendo a precisare:
«Confindustria è dentro la politica, ma fuori dai partiti».
[ilgiornale.it]

Come dire… Non importa chi vincerà, l’importante sono le nostre direttive.
Stesso sistema che a Cuba negli anni ’70… che tristezza avere Montezemolo come Lider Maximo.

Pubblicato in Capitalismo all'italiana da Audrey | 22 Commenti »

starEcco il rinnovamento del PD. Candidare Serra, ex capo della Digos ed ex deputato di Forza Italia

26 febbraio 2008 alle 14:45
Audrey

Il prefetto Achille Serra sarà candidato nelle liste del Partito Democratico alle prossime elezioni del 13 e 14 aprile.

www.ansa.it/opencms//14318148.html

Per chi avesse memoria corta ricordo che Achille Serra ha diretto la Digos, è stato questore di Milano e Prefetto di Roma. Oltre ad essere stato deputato di Forza Italia (sì avete letto bene FORZA ITALIA) dal ’96 al ’98.
Veltroni ha presentato la candidatura di Serra dichiarando che: “risponde allo sforzo di un grande rinnovamento delle liste e del Parlamento”.

Capo della Digos, questore e ex deputato di F.I. equivale a rinnovamento?

A quando la candidatura di Licio Gelli nel PD? Almeno non è stato deputato con Forza Italia né questurino.

Pubblicato in Politica da Audrey | 19 Commenti »

starRutelli si candida a sindaco di Roma e la sua prima citazione è di Wojtyla

18 febbraio 2008 alle 19:24
Audrey

E’ ufficiale: Francesco RUTELLI si candida a sindaco della capitale.
www.corriere.it//rutelli_sindaco

Lo slogan appositamente coniato del Barak Obama “de noantri”:
«Roma merita ascolto».

La prima citazione:
«Buon lavoro. Mi verrebbe da dire “damose da fà”»,
facendo sua la frase utilizzata da papa Giovanni Paolo II° il 26 febbraio del 2004 durante l’udienza ai parroci romani.

Giusto per indicare che l’abbraccio tra Roma ed il Vaticano è più stretto che mai, casomai qualche elettore ingenuotto di sx se lo fosse dimenticato.

Pubblicato in Politica da Audrey | 45 Commenti »

starNapoli/Salem andata e ritorno. Che la caccia alle streghe e la santa inquisizione abbiano inizio!

14 febbraio 2008 alle 10:39
Audrey

Avrei voluto scrivere un pezzo di quelli ironici/taglienti, un pezzo in cui da donna tiri fuori le unghie smaltate perlate, e fai uscire sangue al destinatario di queste parole (l’anonimo telefonista di Napoli).
Un pezzo di quelli in cui il tuo unico obiettivo è far sentire una merda il sempre succitato destinatario… perché sei fermamente convinta che una merda sia.
Un pezzo dove ogni parola deve giungere a bersaglio e ferire, come lui ha fatto con una donna in difficoltà.
Ma non ce la faccio. Confesso che non ce la faccio.

Per essere ironici, taglienti e ficcanti devi essere forte, sicura e decisa, ed io non lo sono più.

Perché quando in un paese, il MIO paese, basta una telefonata anonima, partita da chi (non si sa), da dove (non si sa), per quale motivo (non si sa) e IMMEDIATAMENTE partono 7 (LEGGASI SETTE) poliziotti dalla QUESTURA, di gran carriera ad interrogare brutalmente una donna appena uscita da una sala operatoria, appena ripresasi dall’anestesia, ed appena ritornata alla coscienza di aver rinunciato ad uno dei doni più belli che una donna possa avere, un figlio…
Bè, quando in un paese accade questo…
Io, come donna, cittadina di questo paese, che dovrebbe essere il MIO PAESE NON mi sento più né forte, né sicura né decisa.

Quei 7 poliziotti e chi li ha mandati in quell’oscena operazione hanno calpestato la dignità di una donna in difficoltà, una donna che nelle ultime settimane era passata dalla gioia di aspettare un figlio, allo scoprire la sua malformazione genetica, alla dolorosa decisione di rinunciarvi.
Ma soprattutto è stato l’ANONIMO AUTORE di quella telefonata a calpestare ogni dignità, con un atto vile, senza possedere nemmeno il coraggio della propria azione e della propria posizione.

Ho già scritto su OKNO, che in questo paese è in atto ormai da qualche tempo, una campagna per usurpare le donne di alcuni diritti così faticosamente conquistati negli ultimi 30 anni.
Il diritto alla 194;
Le limitazioni introdotte alla fecondazione assistita;
L’aver reso innefficaci (non finanziandole) leggi a sostegno dell’imprenditoria e dell’occupazione femminile;
L’esistenza di cause di separazione e divorzio lunghe e dispendiose in cui il soggetto più debole (al 95% la donna) non viene in pratica tutelato in caso di inadempienza da parte dell’ex coniuge;
Una totale assenza di erogazione di servizi di supporto ed assistenza alle donne che vogliono diventare mamme;
Una percentuale ridicola (rispetto al resto dei paesi U.E.) dell’occupazione femminile.

E di fronte a questa situazione, qual’è l’unico SERVIZIO che il nostro stato eroga prontamente e sollecitamente ad una donna in difficoltà?
Un interrogatorio brutale da parte di 7 poliziotti.
Azione suffragata da una semplice telefonata anonima di accusa.
A Salem (Massachusetts) nel 1691 ebbe inizio uno dei più terribili episodi di “caccia alle streghe” che si ricordi
www.homolaicus.com//streghe/salem.htm

Attente donne. Per qualcuno siamo ancora streghe… che la caccia e la santa inquisizione abbiano inizio.

Pubblicato in Povera Italia da Audrey | 25 Commenti »

starQuando l’aguzzino ha la faccia del soldato yankee

12 febbraio 2008 alle 18:58
Audrey

A BERLINO LE FOTO CHOC DI ABU GHRAIB
BERLINO – Arriva alla Berlinale l’orrore della tortura. E, quello che fa ancora più male, l’orrore della stupidità di alcuni di questi torturatori, soldati americani pieni di vuoto assoluto. Gente che non sa neppure perché l’ha fatto.

Facce buffe di gente nata povera, di stupidi, di gente cresciuta con i soli valori della tv trash e dei suoi spot.

E’ lo spettacolo delle sconvolgenti foto e video, come delle interviste, del lungo documentario di Errol Morris ‘Standard Operating Procedure’ dedicato al carcere di Abu Ghraib in Iraq che passa in concorso alla Berlinale….

www.ansa.it//visualizza_new.html_12498851.html

Sia lodato il Potere che ci ha reso e ci ha preservato come Nazione.
Poi dobbiamo conquistare, è giusto per la nostra causa,
E questo sia il nostro motto “In Dio è la nostra Fede”
E la bandiera coperta di stelle sventolerà per sempre
Sopra la terra della libertà e la casa del coraggio!

Questa è l’ultima strofa dell’Inno americano.
E’ chiaro che “terra di libertà” non riguarda il resto del mondo…

Pubblicato in America, Guerra Globale da Audrey | 9 Commenti »

starIl presidente del Turkmenistan ha deciso: solo canali TV di svago e intrattenimento. Oddio, come mai tutto questo mi ricorda qualcosa?

1 febbraio 2008 alle 16:40
Audrey

In un ridente paese dell’Asia centrale (ex repubblica dell’Unione Sovietica), il Turkmenistan, governa tale Gurbanguly Berdymukhamedov.
Recentemente il leader turkmeno ha deciso che TUTTE le antenne paraboliche del paese vanno rimosse dai tetti di case, abitazioni ed uffici.
Motivo? Sono antiestetiche.
D’ora in poi, per i cittadini turkmeni vietata CNN, BBC, EURONEWS, perfino le trasmissioni russe.
Potranno vedere SOLO 20 canali turkmeni di intrattenimento e di svago, dove sarà dato ampio spazio a soap opera e varietà (nella cui produzione notoriamente il Turkmenistan eccelle dal punto di vista qualitativo).
Quando ieri ho ascoltato questa notizia, data al TG3 delle 19 all’interno di un servizio dedicato alle prossime elezioni in Russia, non so perchè ma mi sono improvvisamente sentita accumunata ai cittadini di quel lontano e misterioso paese…
Cmq ho controllato…
Gurbanguly Berdymukhamedov è alto più di 1 metro e 65, non porta la bandana, non è presidente della squadra di calcio campione d’asia, non possiede la più grande casa editrice del Turkmenistan, non possiede svariate testate giornalistiche, non ha mai ospitato a casa sua stallieri legati alla mafia turkmena, non ha interessi nei quartieri
residenziali di Asgabat 2, 3, 4, 5.

Quasi quasi chiedo asilo politico in Turkmenistan…

Vi segnalo il link della news, è in inglese e ho fatto una fatica pazzesca a trovarlo:
www.eurasianet.org//eav011708.shtml
Anche al Turkmenistan, come all’Italia, ormai viene dato poco spazio sui giornali stranieri… è dato per perso.

Pubblicato in Televisione da Audrey | 11 Commenti »

starEra il 1920 e Lenin scriveva…

28 gennaio 2008 alle 22:02
Audrey

Era il 1920 e Lenin scriveva:
“I comunisti di sinistra dicono un gran bene di noi bolscevichi. A volte vien voglia di esclamare: lodateci di meno, e cercate di capire meglio la tattica dei bolscevichi, studiatela di più!”.
Vengono in mente questa parole, leggendo l’articolo che troneggia oggi nella prima pagina del quotidiano di Rifondazione “Liberazione”, intitolato “Giordano: unità subito con chi è disponibile. Basta rinvii”.

Annunciata a gran voce all’Assemblea dell’8 e 9 dicembre come pronta ad essere partorita, in realtà la cosiddetta “Cosa Rossa” sembra, allo stato attuale, nemmeno in fase di concepimento.

I dissidi tra Rifondazione, PDCI e Verdi, al di là di parole e proclami, appaiono ancora profondi e soprattutto incentrati su punti davvero critici e fondamentali.
La soglia di sbarramento ed un cosiddetto problema sulla definizione della “propria identità”, hanno di fatto bloccato ogni passo avanti nel processo unitario.
Ieri Giordano, davanti alla direzione del partito di Rifondazione, riunita in vista delle consultazioni in Quirinale, ha messo in chiaro che “L’Unione non esiste più” e, seppure non indicandolo esplicitamente, ha criticato Verdi e PDCI che perseverano nel chiedere elezioni subito, sperando poi in un rifugio sotto l’ala protettiva dei maggiorenti della sinistra (sia Prodi o Veltroni).

L’unità a sinistra deve avere il coraggio dei propri numeri e delle proprie posizioni.
Se Veltroni vuole correre da solo, non ci spaventiamo”, ha aggiunto il segretario di Rifondazione.
E affondando il coltello nelle incertezze dei possibili alleati, rincara:
Non si può avere una visione generale alla Ferrando e poi fare un proposta politica alla Parisi”.

La strategia di Rifondazione ormai è chiara: l’unità a sinistra. Chi ci sta ci sta.
E le incertezze e le faide interne, appaiono come il male peggiore, sia in vista di una tornata elettorale sia nell’ipotesi della realizzazione di un governo istituzionale per varare le riforme. In ognuna di queste 2 opzioni la sinistra ha l’obbligo davanti a se stessa e davanti ai suoi elettori di chiarire COME vuole presentarsi.

Unita o no.

E qui ritorno alla citazione di Lenin in apertura , parole che nacquero dalla necessità di opporsi alla frantumazione in atto nei partiti socialisti di mezza Europa all’indomani della Rivoluzione russa, divisi, come erano, tra un’area socialdemocratica incerta sul da farsi di fronte ad i primi segnali della reazione padronale e conservatrice (che sfocerà poi nella nascita dei fascismi) e la cristallizzazione su posizioni astratte e inconcludenti della parte più estremista.

Pare assurdo, a distanza di quasi un secolo, stare ancora qui a “rammentare” Lenin e la necessità di avere le idee chiare e una strategia politica costruttiva, ma evidentemente gli errori nella sinistra tendono inesorabilmente a perpetuarsi.

 

Pubblicato in comunismo da Audrey | 14 Commenti »

starColpo di scena nella telenovela. Dini: non voterò la fiducia

24 gennaio 2008 alle 10:41
Audrey

merdoso

Pensavate che la soap opera dei partiti con l’0,0000005% avesse dato il suo momento topico (tipo la puntata in cui Ridge scopre che Brook, sposata 43 volte e da cui ha divorziato 44 volte, in realtà è un uomo, ma, a causa di una cataratta mai diagnosticata ad entrambi gli occhi, lui non se ne era mai accorto), insomma stavo dicendo, credevate che l’addio di Clemente Mastella da Ceppaloni al governo Prodi fosse l’acme narrativo e drammatico della nota telenovela “Anche i ricchi piangono, ma il governo Prodi di più”?
Avevate sbagliato TUTTO e avete dimostrato di non aver mai seguito una telenovelas o soap opera in vita vostra.

Perché ieri alle 17.22 è spuntato dalle tenebre Dini.

Tutti a chiedersi… e chi è costui?

Diciamoci la verità, il buon Lamberto al confronto di Clemente, fa un po’ la figura che ognuna di noi, povera donna comune, farebbe messa di fianco ad Adriana Lima: essere considerata in pratica uguale a zero.
Insomma, passato il primo momento di affannoso scavo nella memoria sul “ma chi è sto Dini?”, e risolto alla bellemeglio il mistero, andando a rileggersi in fretta e furia il sunto delle puntate precedenti delle vicende di sto governo su Sorrisi e canzoni TV, tutti finalmente si sono resi conto cosa stava dicendo l’ometto.

Io ed i miei 3 deputati sto governo non lo votiamo.

Ora chissenefrega della Camera dove i deputati di Dini, pesano quanto Kate Moss in piena crisi anoressica da coca, ma …azzz… al senato, con il governo che si regge sui voti dei senatori a vita, il cui più giovane condivise con Annibale i famosi ozi di Capua, anche i tre senatori liberldemocratici capitanati da Lamberto Dini assumono un valore simile a quello del Santo Graal.
Ed ora? “Che fare?” disse Lenin, ma ora lo dice (con meno nobiltà) Prodi…
Accattarsi sti qua o alzare bandiera bianca definitiva?
Tutti stanno attendendo la prossima puntata… titolo: Salita al Quirinale (to be continued).

Pubblicato in Politica da Audrey | 11 Commenti »