eXTReMe Tracker

dotArchivio Autore

starPerché il Pd non può essere nelle mani della coscienza di Bassolino

3 marzo 2008 alle 10:57
makia

Ci sono momenti in cui, in politica, le decisioni non possono essere rimesse alla sensibilità dell’individuo. Uno di questi momenti è già arrivato e il Pd non poteva non averlo previsto. Tanto più se per garantire gli equilibri nazionali fu chiesto a Bassolino di ricandidarsi perché ritenuto l’unico in grado di mediare con le tante anime che affollavano il governo della regione e che sarebbero diventate coalizione di governo del Paese. E questo potrebbe spiegare perché, a parte il pressing di Veltroni, il silenzio degli altri leader si sta facendo assordante. L’uscita di scena adesso, nel pieno di una emergenza non ancora assorbita, potrebbe equivalere al suo tramonto politico, anche nell’ipotesi di un suo proscioglimento. Questo è quello che gli suggerisce la sua sensibilità di individuo. Allora, se è vero che in questa vicenda esiste solo una responsabilità politica e che dal punto di vista giudiziario dichiara di avere le mani pulite, per quella responsabilità politica, il partito tutto, dovrebbe assumere un’autorevole decisione. Poi è chiaro che nessun partito può obbligare alle dimissioni nessuno, però si possono creare le condizioni per non sostenere più il Governo della Regione. I vari dirigenti delle forze politiche che hanno governato nel disastro, quelli che sono, e diciamolo chiaramente, corresponsabili del disastro invece di dichiarare che si è conclusa una fase politica (che è solo fumo negli occhi) abbiano il coraggio di ritirare i propri assessori e consiglieri, sfiduciando di fatto la Giunta Regionale.

Pubblicato in Politica da makia | 3 Commenti »