eXTReMe Tracker

dotArchivio Autore

starThe latest fashio

6 marzo 2009 alle 19:48
Nemesis

La categoria di questo blog è “fascismo arretrato”, ma penso che “fascismo futuro” renderebbe meglio l’idea.
La notizia sta facendo il giro di internet, ed è mio compito continuare a farla girare, come minuscolo cane da guardia della nostra fragile democrazia.

Come si forma la gioventù al fascismo? La si forma non solo e non necessariamente con squadracce armate, manganelli, e curve da stadio trasformate in gehenne nere, ma anche tramite mezzi subdoli, scintillanti. I grandi fratelli, i discorsi qualunquisti in tv sempre più squallide (per farvi comprare sky), le ronde sono mezzi subdoli ed altrettanto efficaci. Appiattiamo, rasiamo, cancelliamo: il metodo Salazar funziona.

Non fa eccezione, pare, il mensile femminile Top Girl, dedicato alla fascia (mi si perdoni l’umorismo involontario) comunemente nota come “Sbarbine”: ragazzine che si vorrebbe cre-teen, perse tra il post-winks e il pre-velina, tra un battito di ciglia appena spuntate e un ancheggiamento assolutamente troppo precoce e forzato, a Tatangelizzare fanciulline appena tumescenti.
Salvo smentite e clamorosi retromarcia, che attendo e spero per non stigmatizzare troppo il tutto, il mensile si lancia un un bell’articolone compiaciuto che si chiama “la carica dei neofascisti”, con una bella discussione sulla “tendenza del momento” su una nuova “tribù urbana” (sic!).

Vi invito a leggere l’articolo di Andrea Pomini in merito; certo che pensare che l’editore è Mondadori, verrebbe da pensar male.

Lo sdoganamento dell’iconografia fascista è solo l’ennesimo passo, in questo momento, verso lo sdoganamento del fascismo col suo antico nome. Simboli littori compaiono in giro con sempre più naturalezza, come se avere il calendario del duce in un bar fosse come avere un crocifisso appeso.

Chiosa: sono in un locale dalle parti di Padova, per lavoro. La barista ha appeso dietro il banco una serie di tanga. E mentre sorrido della pacchianaggine dell’arredamento, noto che uno dei tanga ha l’effigie di Benito Mussolini. Un tanga con Benito Mussolini: la meningite non è stata debellata del tutto, evidentemente.
La incalzo: “ah, interessante quel tanga”
Lei sorride: “vero?”
“Sono uno di quei tanga che si indossano al contrario, con il duce nel culo, vero?”

Non ha gradito.
Strano.
Forse le nuove tribù urbane non hanno grande senso dell’umorismo.
Mannaggia.

Pubblicato in Fascismo arretrato da Nemesis | 23 Commenti »

starUna storia piccola, in tempo reale

9 febbraio 2009 alle 21:24
Nemesis

Mentre aspetto che l’acqua per la pasta bollisca scrivo queste righe.

Vengo da davanti alla Quiete, a Udine, ma lo sapete, lo state guardando in tv.
Ho male alla schiena perchè ho preso freddo, ed avevo molto da fare, ma ho deciso che per una volta non avevo voglia di fare il “ma tanto” e di andare a manifestare io stesso. Fa freddo, arrivo alle sei, sei e un quarto, c’è poca gente.
I manifestanti “anti Beppino” (non saprei come altro chiamarli) sono uno sparuto manipolo di gente che urla a noi dall’altra parte della strada cose come “assassini”, “vergogna”. I manifestanti “pro beppino”, cioè noi, per brevità, sono molto più numerosi, e continuano ad arrivare. Vedo molte facce a me familiari, anche bipartisan, anche cattolici.

Una signora accanto a me, che ha sbagliato evidentemente lato della strada, comincia a sbraitare cose tipo “io ho lavorato in un ospizio, che viva,”. Qualcuno le fa giustamente notare che quello di cui lei sta parlando non ha senso, che dovrebbe immaginare le piaghe da decubito che ha la “povera ragazza”, che oramai è quarantenne, e che quel Dio che lei invano prega voglia che non sia cosciente e immobilizzata da diciassette anni.
La cosa più violenta tra di “loro”, è un ragazzo disabile al quale è stato messo addosso un cartello “allora uccidete anche me”. Il padre viene dal nostro lato della strada a gridare “io gli pulisco il culo ogni giorno da trent’anni”, a favore di telecamera.
Il poverino ha freddo, e ogni tanto, da rattrappito, tira qualche urlaccio.
Conto “loro”. Sono diciotto. Noi saremo cinquecento. Loro provocano. “Siete contenti se muore? Siete degl assassini”. Si alza qualche strillo, ma l’intesa è di non reagire alle provocazioni. Ci si limita a grossi cori di “ssssh” verso i provocatori.
Arrivano le tv, puntuali come avvoltoi in pausa pranzo. Mentre loro riprendono le provocazioni si intensificano leggermente: qualcuno cerca evidentemente lo scontro per ragioni facili da immaginare.
Il ragazzo con il cartello ha freddo; il padre, nonostante io non condivida affatto il modo in cui lo ha strumentalizzato, dimostra di avere un cuore, e lo porta via, sper per lui al caldo. Ancora una volta il confine tra “buoni” e “cattivi” è sottile, impalpabile.
Il prime time sta finendo ed arriva una notizia incontrollata: Eluana è morta. La folla vòcia, la notizia viene confermata da internet.
“Loro” cominciano a gridare “sarete contenti! Luii! l’ho sentito applaudire”.
Non so se qualcuno abbia applaudito, ma si vuole evitare ogni altra provocazione. Io e un mio amico ce ne andiamo, senza ulteriore indugio.

Da qualche parte, lontano da noi, sta suonando una campana a morto.
Oggi più che mai mi sembra una netta presa di posizione politica.

Pubblicato in Storia da Nemesis | 48 Commenti »

starSerendipity, ovvero cose trovate per caso ma che ci stanno

7 febbraio 2009 alle 12:57
Nemesis

Così ci facciamo una risata in un momento difficile.
Bill Hicks, monologo, 1993, show censurato del David Letterman Show.

“Sapete mi dà davvero fastidio in questi giorni? questi pro-lifers…”
(appluso)
“Li avete mai guardati in faccia? sono “PRO VITA”
(Strabuzza e incrocia gli occhi, fa la bocca a culo di gallina)
“Sono pro vita! Mamma mia, sembra il contrario, no? Sembrano escludere la gioia di vivere. Ti viene voglia di stare con loro a giocare a Trivial Pursuit tutta la notte”.
“Sapete cosa mi fa ridere di loro? Se siete così pro-life, non incrociate le braccia e bloccate le cliniche, se siete davvero pro-life incrociate le braccia e bloccate i cimiteri. Vediamo se vi sentite a vostro agio con l’idea”
(mima il tipo di prima a culo di gallina con le braccia incrociate; imitandolo dice)
“LEI NON PUO’ ENTRARE”
(il pubblico ride)
(imitando un confuso partecipante del funerale) “aveva 98 anni. E’ stata investita da un bus!”
(pro-lifer) “Ci sono SCELTE POSSIBILI!”
(membro del funerale): “Tipo cosa, cazzo? IMPAGLIARLA?”
(di nuovo come se stesso): “cazzo, voglio vederli coi piedi di porco ai funerali ad aprire le bare e le urne cinerarie gridando “vieni fuori”. ALLORA sì sarei davvero impressionato dalla loro missione”.

Pubblicato in A caso, Relax da Nemesis | 1 Commento »

starPer piacere, basta. Davvero.

5 febbraio 2009 alle 12:59
Nemesis

“I giudici intendono verificare la volontà della donna di non accettare una vita vegetativa.” (repubblica)

“Eluana, lei vuole vivere?” chiede l’impaludato funzionario pontificio.
(Eluana tace. E’ cerebralmente morta da 17 anni)
“Eluana, ripeto, lei vuole vivere?”
(silenzio)
“chi tace acconsente. Non staccate le macchine”.

Provo grande vergogna. Grande. Sto facendo richiesta per la cittadinanza della mauritania o del tagikistan. Provo imbarazzo all’idea di condividere il mio amato paese con una serie di MADORNALI IDIOTI che avrebbero bisogno di PATERNI SCHIAFFONI IN FACCIA.

“ma il papa ha detto”
(SBERLA FORTE)
“zitto”
“ma ruini”
(CINGHIATA)
“TI HO DETTO DI STARE ZITTO”
“ma il premier berlusconi…”
(CINGHIATA IN FACCIA)
“senti bene, perchè non mi ripeterò. Un padre che accudisca da 17 anni con infinito amore quello che resta di una figlia per la cui pace combatte NON VA CONTESTATO IN NESSUNA MANIERA. E tutti questi soloni che pontificano graziosamente sul culo altrui, nel terrore di creare un precedente che delegittimi le loro CAGATE BIGOTTE devono solo stare zitti e tornare nel loro buco da baciapile. You play the game, you make the rules, you don’t play the game, you don’t make the motherfucking rules. E ora torna in camera tua. Ti ho tolto la televisione. Per sempre. E’ ora che tu ti accorga che i libri sono scritti anche dentro. E ora vai o ne prendi ancora.”

Pubblicato in Politica, Povera Italia da Nemesis | 18 Commenti »

starUna breve considerazione sull’elezione di Obama

22 gennaio 2009 alle 03:44
Nemesis

Ci ho messo un pò per capirlo.
E non tanto per me, ma tanto più per gli americani il sospiro di sollievo è stato generato dal sentire che con l’elezione di Obama finiva un periodo difficile e buio iniziato con l’11 settembre.

La guerra è finita, questo è quello che nessun giornale ha potuto intitolare. Anche perchè quello che sta mostrando – che sia propaganda o meno, e lui sa usare i media e i new media come NESSUN ALTRO MAI – Obama in questi giorni è qualcosa di più di un alternanza politica velleitaria, dove cambiano i suonatori ma il minuetto resta lo stesso.
Mr. Barack è salito al potere dicendo cose mind-boggling, sconvolgenti, impensabili fino al suo arrivo. Chiusura di GUANTANAMO? Apertura ai paesi musulmani? Controlli severi sulle banche? ridimensionamento drastico delle lobbies?
Fino a due giorni fa il solo PENSIERO di queste iniziative, che un presidente americano potesse dire queste iniziative, sarebbe sembrato un tentativo molto molto ingenuo e buonista di fan-fiction del nostro pianeta, al massimo confinato nei pensieri più utopici di qualche loony leftist.
“E ora arriva il buono e ci salva”
“bon dai, qualcosa di più credibile…”.

Invece arriva il primo presidente NERO degli stati uniti (no, non so se mi spiego) e dice delle cose che apparentemente sono DOGMI, ma sono provvedimenti . Un pò come se in Italia salisse al potere qualcuno e dicesse: “ok, facciamo SUBITO la legge sul conflitto di interesse, sulla impossibilità di candidarsi se pregiudicati, e sull’assegnazione degli appalti nel sud”. Si, fantascienza, diranno i nostri piccoli lettori, visto che il pur (buon, dite quello che vi pare) governo Prodi non ha avuto le palle di fare.

E arriva “l’abbronzato” (grazie silvio, sei un image maker incredibile per il nostro paese. Hitler in confronto era il visagista delle dive) e dice l’impensabile.

La sensazione diffusa è questa, appunto: non esistono dogmi, la storia siamo noi, per fare una citazione cara, ognuno è faber suae quisque fortunae.
No, dico, se vi pare poca cosa.

Pubblicato in America da Nemesis | 21 Commenti »

starAridatece Bananas

18 dicembre 2008 alle 19:44
Nemesis

Un pupazzo con le sembianze di Superman e la faccia del nonno, attaccato a un elicottero che vola in cielo. E’ questo il dono natalizio di Silvio Berlusconi ai nipotini, già consegnato e scartato dagli eredi del premier. L’ha raccontato lo stesso Berlusconi nel corso del brindisi natalizio con i dipendenti di Palazzo Chigi: “I miei nipoti si sono sentiti eredi di un supereroe”, ha aggiunto. Per i piccoli, davvero un supernonno!

Sento già i miei piccoli lettori dirmi: “Nemesis, smettila di farti di crack come una spogliarellista diciannovenne di Detroit e torna a scrivere poemetti”.
Magari, bimbi miei, magari. E’ tutto vero.

Kriptonite, anyone? :)

Pubblicato in Il nano piduista da Nemesis | 7 Commenti »

starNon è un paese per niente

16 dicembre 2008 alle 17:36
Nemesis

Cenere, portata dalla pioggia e dal vento.
La cenere ricopre tutti in un manto grigio, rende tutti uguali nel grigio in questo inverno senza parole, e nessuno ricorda il sole.
Non è un paese per niente. Non è un insieme di comuni, di famiglie, di case, di gente che si incontra in piazza, di bambini che ridono sull’altalena, spingendo i piedi più in alto, per prendere a calci il cielo. Non è un linguaggio comune, una squadra di calcio, una scuola per imparare. Il calcio è noioso, tutto uguale, un copione senza onore che si ripete nelle mani tese di teste rasate fuori e dentro dal campo. Niente più figurine: busti, come quelli del duce.
Cenere, questo è quello che resta, e gente che rovista nella cenere con le mani cercando gli ultimi diamanti prima che il nulla sopraggiunga.
Le facce nella televisione sono tutte uguali. Cambi canale e le facce sono tutte uguali. Ogni sorriso pare più aggressivo, ogni culo più siliconato, ogni delitto più efferato. I telegiornali sono un film dell’orrore, sono CSI ma senza buoni. Viene mostrato il delitto, mai il castigo. Le facce di chi vince sono livide, tronfie, paonazze, gonfie. Hai vinto cenere, amico, hai vinto il ricordo di uno stato, l’idea di una regione, la presunzione di un paese, la supposizione di un sistema scolastico. Ma la gente è chiusa in casa, mentre qualcuno gli mangia il cuore, e nessuno ricorda il sole.
Non è un paese per niente: i centri culturali, i festival chiudono. I locali chiudono. La musica si riduce a uno sterile pum pum di sottofondo per gli aperitivincentro, salvoritiropatente. Qualcuno ha visto un bambino giocare per strada? No. Ha paura: non lui, i bambini non hanno mai paura, sfidano per natura. La mamma ha paura, lo barrica in casa attaccato alla tetta acida di una xbox. Instant gratification, idiot proof. Spara ammazza, ammazza spara, questo insegnamo ai bambini.
Piove da nove giorni, i fiumi straripano dal cemento dei letti artificiali al cemento delle case, e nessuno si ricorda più il sole.

Pubblicato in Politica, Vita quotidiana da Nemesis | 17 Commenti »

starHistory in the making

5 novembre 2008 alle 10:26
Nemesis

obama

Sono le due del mattino quando sto andando a dormire, in stato di putrefazione avanzata: troppa birra, bevuta con malagrazia, senza sentimento. Accendo la tv, è da tutto il giorno che ho in background le elezioni americane con la loro affluenza elevatissima. L’ultima volta, in Italia, l’affluenza elevatissima ha rieletto Berlusconi. Fosco presagio.
Accendo la tv, e il mio ospite berlinese guarda lo spiegel su internet. I primi voti danno McCain in testa. Si, sono exit poll, contano quello che contano (hello, elezioni italiane?) ma il nome dell’uomo-con-un-criceto-nella-guancia risuona dappertutto.
Collasso.

Sono le cinque e quarantasei del mattino quando la birra mi riporta alla realtà. Mi trascino in bagno, indeciso se accendere la tv e rovinarmi quanto resta del mio poco sonno prima di andare a lavorare. Massì, dai, chi se ne frega, penso: sono sopravvissuto a Bush, sarà mica mr.Caino a farmi paura.
Accendo la tv, e per circa due ore non riesco a smettere di sorridere.

Il sonno è un ricordo: mi sento in diretta il discorso di Obama: il suo speech writer è TANTO, TANTO bravo.
Tra i vari ringraziamenti quello più bello, e più retorico sicuramente, ma non per questo meno sentito, è a una donna afroamericana di 105 anni che è andata a votarlo; “è dell’ultima generazione che ha visto la schiavitù, ha passato due guerre mondiali, l’uomo sulla luna, la caduta del muro di Berlino ed oggi è un altro momento importante per lei”. Lo confesso, un luccicone mi scivola giù dalla faccia.

E’ una vittoria straordinaria per mille ragioni: è la dimostrazione che un nero alla casa bianca può entrarci, e dalla porta principale; è il primo presidente non eletto da stormi di lobbisti famelici ma dal SOLO. CONTRIBUTO. POPOLARE, qualcosa su cui la nostra pastorizzata sinistra dovrebbe riflettere; è riuscito a portare al voto circa il DOPPIO dell’usuale elettorato americano; è riuscito a conciliare minoranze diverse tra di loro come anche solamente i macrogruppi afroamericani ed ispanici, ed il primo vero e proprio internet president, per le mille ragioni che tutti sappiamo.

Le televisioni italiane sono un solo coro di peana ad Obama, chi più sereno e sorridente (su raitre, per esempio) e chi un tantinello “saltiamo sul carro del vincitore” (retequattro, anyone?). Mentre mi preparo ad andare a fare colazione al bar, mi viene in mente questa canzone di Ludacris (il video non c’entra niente, btw), mentre la pioggia dei giorni precedenti, fuori, è scomparsa, lasciando il posto in cielo ad un bel sole insolitamente caldo per questo novembre. E, come gli antichi aruspici, lo prendo come un buon presagio per i giorni a venire.

Pubblicato in America, Politica da Nemesis | 40 Commenti »

starChiamatemi Cassandra.

29 ottobre 2008 alle 18:11
Nemesis

La prossima settimana John Mc Cain vincerà le elezioni americane.
Con il 54% dei voti (o il corrispondente in elettori, perdonatemi se non conosco così bene il meccanismo elettorale americano) John Mc Cain diventerà il successore di Bush, continuandone le politiche Friedmanite.
Si parlerà dell’inesperienza di Obama che è “unappealing” per l’elettorato.
Si parlerà della paura di un presidente nero.
Si parlerà di sondaggi che non servono a nulla.
Si parlerà di consenso al “maverick”, del neoconservatorismo da “hockey mom” alla Palin.
Si parlerà dell’intervento armato in Iran e Siria come imminenti.

Nel momento in cui questo succederà, sapremo con certezza che avranno usato negli stati uniti gli stessi metodi che sono stati usati in Italia.
E che la democrazia è morta, sotto i colpi del sopruso.

—————————————————

“La macchina del «Clarion» di Spoon River venne distrutta,
e io incatramato e impiumato,
per aver pubblicato questo, il giorno che gli Anarchici furono impiccati a Chicago:
«Io vidi una donna bellissima, con gli occhi bendati
ritta sui gradini di un tempio marmoreo.
Una gran folla le passava dinanzi,
alxzando al suo volto il volto implorante.

Nella sinistra impugnava una spada.
Brandiva questa spada,
colpendo ora un bimbo, ora un operaio,
ora una donna che tentava di ritrarsi, ora un folle.
Nella desta teneva una bilancia;
nella bilancia venivano gettate monete d’oro
da coloro che schivavano i colpi di spada.
Un uomo in toga nera lesse da un manoscritto:
“Non guarda in faccia a nessuno”.
Poi un giovane col berretto rosso
balzò al suo fianco e le strappò la benda.
Ed ecco, le ciglia erano tutte corose
sulle palpebre marce;
le pupille buciate da un muco latteo;
la follia di un’anima morente
le era scritta sul volto.
Ma la folla vide perché portava la benda».

Edgar Lee Masters, Spoon River

Pubblicato in America, Politica da Nemesis | 47 Commenti »

starDel proibizionismo e della coerenza

20 settembre 2008 alle 12:52
Nemesis

Preparatevi.
Se siete Friulani, preparatevi: nei prossimi giorni ci saranno due diverse ondate contrapposte di polemiche su quella manifestazione che si chiama Friuli Doc.

Per i non Friulani, un breve cappello introduttivo: Friuli Doc, nominalmente una manifestazione rappresentativa di tutta la provincia di Udine (con una spruzzatina di mitteleuropa che fa chic e non impegna – cosa vuoi che sia un pò di odore di wienerschnitzel che impregna il cappotto di fronte al fascino di una parola altisonante come “mitteleuropa”?), è in realtà una specie di baldanzosa “sagrona di Udine”. Per quattro giorni viene chiuso il centro al traffico e l’intera zona del “quadrilatero centrale” viene trasformata in una festosa baldoria di formaggi, vini e musica tra il buono e il dozzinale.

Oddio, festosa.
Già un mese prima, la neoeletta destra (in provincia e regione) ha deciso di far suonare forte i tamburi della moralità, battendoli con la mazza vigorosa dell’arroganza. “TOGLIEREMO I PUNTI ANCHE A CHI VERRA’ TROVATO UBRIACO A GIRARE IN BICI!” tuonavano i soloni della pedemontana. In bici? diranno i miei piccoli lettori. Si, in bici. La cosa divertente è che se chiedete ad un avvocato – cosa che io ho fatto per pura curiosità personale – vi risponderà che la cosa non è possibile. O meglio, si: possono farlo, ma un semplice giro da un giudice di pace renderà i punti PARO PARO.
Risultato: nei due giorni precedenti ho girato per Friuli Doc, dove l’affluenza è stata nettamente minore degli anni precedenti. Le feste erano quiete, un pò da parrocchietta: solo in qualche raro punto ostinatamente ed irredimibilmente ggiovane il volume si alzava da standard da festino acli fino a qualcosa da far considerare alla prospiciente vecchietta se chiamare istantaneamente la polizia.
A differenza degli anni scorsi, dove si era sfiorato il milione di visitatori e dove per le strade si camminava con un disagio all’altezza di una metropoli decente, solo in pochi punti si avvertiva un minimo di emozione, di divertimento. Per essere proprio tassonomici, sembrava di essere nelle ore conclusive di una sagra, ma straight edge.

Ovviamente tanta gente, di fronte a tale bombardamento di moralismo mediatico, ha pensato: si ma che ci vado a fare, ad Udine, che mi sequestrano la patente se bevo due birre, che ci sono sempre le stesse cose, che fa freddo? Sto a casa e mi guardo Bonolis, altro che.
Conclusione: la campagna pubblicitaria della destra a base di “sicurezza e posti di blocco e moralità” è stata un successone. In termini di dissuasione, naturalmente, e di danno economico alla manifestazione.
Perchè i posti di blocco c’erano, eccome: tornando da Gorizia un mio amico ha trovato QUATTRO (no, dico: QUATTRO) posti di blocco. Nemmeno avessero resuscitato Aldo Moro e gli avessero sparato di nuovo.

Questo fa parte di quella bella ottica “metto una donna nuda dinanzi ad un ergastolano impedendogli di toccarla” che tanto amo di certa destra moralista. La stessa destra che in privato trascina pischelle nei bagni simili a farmacie dei bar fighetti del centro e che poi attacca il Sunsplash per la droga, quando è sotto il naso di tutti la vera ragione per cui certa destra attacchi il Sunsplash: perchè è un modello economico e culturale ALTRO, antiproibizionista ed alternativo, che però FUNZIONA, con un ritorno economico e di immagine internazionale oltraggioso per chi fa dell’economia e del moralismo la propria spina dorsale, da colpire al cuore con la scusa dei tanto conclamati “disordini sociali” che – purtroppo per loro – non si sono visti nemmeno col binocolo. Ahiahi…

Stasera ci sarà il sabato sera di Friuli Doc. Ed il centro sarà pieno, sicuramente, ci mancherebbe altro.
Una parte dei giornali titolerà falsamente “battuto il record dell’anno scorso” mentre altri polemizzeranno per un’edizione indubbiamente sottotono.
La verità? La verità è che il freddo è arrivato e si sente. E non dipende dal clima.

Pubblicato in Povera Italia, Relax, Rosiconi da Nemesis | 6 Commenti »