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starFacebook e la privacy: perchè è necessaria un’alternativa

22 luglio 2011 alle 12:01
RedPower

Mi sono registrato a Facebook nei primi mesi del 2008, quando ancora era semi-sconosciuto a noi italiani e quando ancora tutti utilizzavamo MSN.
L’idea era veramente innovativa: tutti che si facevano i fatti di tutti proprio come nella vita reale e anzi di più. La possibilità di poter scrivere le nostre cose in quei pochi caratteri ammessi da Facebook con l’illusione che sarebbe importato qualcosa a qualcuno.
Era uno strumento unico nel suo genere che poteva servire ad ogni tipo di persona: a quelli che muoiono dalla voglia di far sapere tutto quello che fanno in ogni istante della giornata, quelli che lo usano per tenersi in contatto con gli amici, quelli che lo usano per giocare, quelli che lo usano per pubblicizzare la propria azienda ecc..ecc.
Fin dal 2008 però sono iniziate le critiche in materia di privacy. Si accusava Facebook di non tenere al diritto di privacy dei suoi iscritti.
All’inizio mi sembravano critiche senza fondamento. Infatti all’interno del social network sono sempre stati presenti e a disposizione dell’utenza tutti gli strumenti per la protezione della privacy. Dalle impostazioni è possibile infatti decidere chi può rintracciarci, chi può leggere cosa condividiamo, chi può vedere le nostre foto. E’ vero però che l’utenza di Facebook è un utenza molto “di massa” che non conosce nemmeno la pagina delle impostazioni, quindi sarebbe stato opportuno che gli sviluppatori non avessero introdotto una pubblicizzazione automatica al momento della creazione di ogni nuovo profilo.
La cosa però che mi ha fatto sorgere dubbi sull’effettiva volontà di Facebook di proteggere i nostri dati personali è stata questa: nel marzo 2011 e’ uscito un nuovo aggiornamento del social network che ha rivoluzionato il sistema della chat interna.
Prima di marzo 2011 come funzionava?
Tizio ti poteva mandare un messaggio personale (simile ad una mail) che ti appariva nella casella dei messaggi, oppure ti poteva contattare in chat.
Per eliminare il messaggio bastava cliccare su elimina, per eliminare la cronologia chat bastava cliccare su CANCELLA CRONOLOGIA CHAT.
Un sistema semplicissimo.
Hanno deciso di modificarlo nel marzo 2011 rendendolo così:
Tizio può decidere di contattarti in chat oppure in messaggio. Sia la chat, sia il messaggio verranno registrati nella casella dei messaggi. Quindi tutta la tua cronologia chat sarà presente nella casella messaggi.
Come eliminare la cronologia delle chat ?
Mentre prima bastava un click, ora devi veramente impazzire per capire come fare.
Probabilmente in molti (soprattutto l’utenza “di massa” di cui parlavo prima) sono andati nella casella di posta e hanno cliccato sulla crocetta accanto al messaggio o alla cronologia chat pensando che bastasse questo per eliminare ogni traccia.
Sappiate che in questo modo non si elimina proprio niente, ma i messaggi vengono solo spostati in un’altra cartella che contiene tutti i messaggi archiviati.
Dopo aver archiviato tutti i messaggi potete andare in quella cartella di messaggi archiviati: a questo punto non c’è una crocetta per eliminare il messaggio ma solo una freccia che sposta di nuovo il messaggio nella prima casella di posta.
Quindi come si eliminano???

Click sul messaggio >
click su azioni >
click su elimina messaggi >
click su elimina tutti >
click su elimina conversazione

Ora…..io che sono registrato dal 2008 ho tipo 200 messaggi e cronologie di chat da eliminare….voi avete idea di quanto tempo ci devo mettere a eliminare tutto? Ma soprattutto non era più semplice un unico tasto “Elimina tutta questa roba che ho già archiviato” ?
Perchè Facebook non vuole farci eliminare i messaggi?
Per poter rispondere a questa domanda dovete prima sapere che sempre più spesso nelle indagini penali italiane, americane e di tutto il mondo si utilizzano proprio come mezzo di ricerca della verità le informazioni che lo Stato richiede a Facebook attraverso rogatorie internazionali.
In un caso di cronaca accaduto pochi giorni fa in Italia è infatti accaduto che Tizio ha ucciso la moglie; è stata richiesto il recupero del profilo di facebook che era stato eliminato da Tizio ed è stato scoperto che egli scambiava messaggi con l’amante. Tizio è stato messo in galera.
E’ tutto molto bello però c’è da capire che qua non si tratta di intercettazioni, ma si tratta di un gruppo di persone che hanno in mano le informazioni di miliardi di utenti.
Anche Assange, il fondatore di Wikileaks ha accusato Facebook:
http://goo.gl/nyhmu
L’uomo che ha fatto tremare i potenti del mondo ieri ha preso di mira proprio Zuckerberg accusando il suo social network di essere una vera e propria spia in mano ai servizi americani.
Le accuse di Assange hanno allarmato moltissimi utenti: l’ideatore di WikiLeaks ha affermato infatti che tutti i tuoi dati personali, link, post, insomma tutta la tua attività che svolgi quotidianamente su Facebook potrebbe essere registrata, spiata e sfruttata contro di te dai servizi di polizia statali.
Assange ha accusato che il processo di passaggio dati da Facebook ai servizi americani sia ormai automatico (in caso di indagine dei servizi su un determinato utente) in modo da tagliare i tempi e i costi dell’operazione.
La reazione di Facebook non si è fatta attendere e ha lasciato qualche dubbio tra gli utenti sulla relativa sicurezza della loro privacy, ecco alcuni passaggi della risposta ufficiale di Zuckerberg e soci:
“Le osservazioni di Assange sono esagerate. E’ vero che le cause civili e le forze dell’ordine si affidano sempre più a social network come Facebook  (come fonte di prova nelle indagini penali e cause legali) ma è la conseguenza delle nostre azioni, mettere a disposizione più informazioni su noi stessi di quante erano facilmente disponibili e individuabili fino a qualche anno fa.

e ancora:

“Noi non forniamo i dati dietro richiesta delle persone e governi, deve esistere un presupposto e una richiesta, legale, durante un processo. Le norme di legge variano da Stato a Stato e rispettiamo la volontà delle Nazioni.

Chiariamo che sono felice se un assassino viene arrestato, però mi solleva non pochi dubbi il fatto che siano i fondatori di Facebook e i soci di Zuckerberg ad avere in mano così tante informazioni. Anche perchè Facebook è un’azienda e l’azienda mira al guadagno. Cosa accadrebbe se invece dello Stato fosse un malavitoso o un mafioso ad offrire soldi in cambio di informazioni ? E se fosse uno dei grandi potenti della Terra a farlo? Facebook sarebbe sempre così disponibile?
E’ per questo che eliminerò il mio profilo ( dopo aver passato almeno 2 giorni ad eliminare tutti i messaggi….). Facebook sta diventando un grande occhio sovrastatale che ha bisogno di una concorrenza nel nome della privacy.

Credo che Google + possa essere una buona alternativa, pero’ saro’ pronto a ricredermi se replicassero le scelte fatte da Facebook.

Pubblicato in America, Internet e tecnologia, Vita quotidiana da RedPower | 4 Commenti »

starNovità?

22 gennaio 2009 alle 21:03
qirex

Ragazzi, sarà che sto attraversando un momento di forte pessimismo e odio “cosmico”, ma non riesco ad essere così estasiato da Obama. Mi spiace ma proprio non ce la faccio.
Obama è sicuramente un personaggio nuovo. Questa è sicuramente la cosa più rilevante. Almeno non ha 70 anni come i nostri giovanotti. E allora? Viva Obama? Non proprio.
Obama come sappiamo ha preso i soldi per la sua campagna elettorale esclusivamente dai privati. Cioè tantissime persone normali che hanno dato un contributo. Il problema è che a dare un contributo sono state anche le tanto famigerate lobbies. L’industria del tabacco, le banche, le case farmaceutiche, l’industria bellica e i giganti dell’elettronica che sfornano prodotti sempre nuovi per lo spionaggio. Con queste premesse, siamo proprio sicuri che Obama rappresenti il cittadino medio americano? O quello povero? È davvero facile immaginare che se ha preso tanto soldi dalle lobbies, deve impegnarsi a dare il meno fastidio possibile ai loro sporchi affari. Ok, ora qualcuno mi potrà dire che effettivamente qualche anno fa in America i neri non potevano nemmeno entrare in un ristorante. È vero, ma io credo che il mondo si divida non in bianchi e neri, ma in ricchi e poveri. Obama non faceva mica l’operaio cassintegrato. Qualcuno mi potrà obiettare che comunque i buoni propositi ci sono, aspettiamo e vediamo che succede. Si aspettiamo, ma nel frattempo ricordiamoci che Obama è Americano. E in quanto Americano la pensa come tutti gli altri americani: l’America prima di tutto e tutti. L’interesse prima di tutto e tutti.
Detto questo, non lo so se Obama avrà la volontà e la forza di divincolarsi dalle lobbies che l’hanno portato fin lì. Non lo so se avrà la capacità di smettere una volte per tutte di andare in giro per il mondo a “portare la democrazia” a chi non la vuole, a chiudere il lager di Guantanamo, a dare assistenza sanitaria a chi non se la può permettere. Insomma: a scendere dal piedistallo.
Spero di essere presto smentito con i fatti.

Pubblicato in America da qirex | 47 Commenti »

starUna breve considerazione sull’elezione di Obama

22 gennaio 2009 alle 03:44
Nemesis

Ci ho messo un pò per capirlo.
E non tanto per me, ma tanto più per gli americani il sospiro di sollievo è stato generato dal sentire che con l’elezione di Obama finiva un periodo difficile e buio iniziato con l’11 settembre.

La guerra è finita, questo è quello che nessun giornale ha potuto intitolare. Anche perchè quello che sta mostrando – che sia propaganda o meno, e lui sa usare i media e i new media come NESSUN ALTRO MAI – Obama in questi giorni è qualcosa di più di un alternanza politica velleitaria, dove cambiano i suonatori ma il minuetto resta lo stesso.
Mr. Barack è salito al potere dicendo cose mind-boggling, sconvolgenti, impensabili fino al suo arrivo. Chiusura di GUANTANAMO? Apertura ai paesi musulmani? Controlli severi sulle banche? ridimensionamento drastico delle lobbies?
Fino a due giorni fa il solo PENSIERO di queste iniziative, che un presidente americano potesse dire queste iniziative, sarebbe sembrato un tentativo molto molto ingenuo e buonista di fan-fiction del nostro pianeta, al massimo confinato nei pensieri più utopici di qualche loony leftist.
“E ora arriva il buono e ci salva”
“bon dai, qualcosa di più credibile…”.

Invece arriva il primo presidente NERO degli stati uniti (no, non so se mi spiego) e dice delle cose che apparentemente sono DOGMI, ma sono provvedimenti . Un pò come se in Italia salisse al potere qualcuno e dicesse: “ok, facciamo SUBITO la legge sul conflitto di interesse, sulla impossibilità di candidarsi se pregiudicati, e sull’assegnazione degli appalti nel sud”. Si, fantascienza, diranno i nostri piccoli lettori, visto che il pur (buon, dite quello che vi pare) governo Prodi non ha avuto le palle di fare.

E arriva “l’abbronzato” (grazie silvio, sei un image maker incredibile per il nostro paese. Hitler in confronto era il visagista delle dive) e dice l’impensabile.

La sensazione diffusa è questa, appunto: non esistono dogmi, la storia siamo noi, per fare una citazione cara, ognuno è faber suae quisque fortunae.
No, dico, se vi pare poca cosa.

Pubblicato in America da Nemesis | 21 Commenti »

starBarack Obama ha giurato. Tanta solennità e nessuna barzelletta

20 gennaio 2009 alle 19:09
calogero

E’ un discorso di grandissimo spessore quello di Barack Obama. C’è molta retorica patriottica come vuole la tradizione, ma va bene così. Forse il momento più bello è quando ricorda che in negli Stati Uniti, sessanta anni fa, i neri non potevano entrare in un ristorante e oggi uno di loro è il Presidente di quella stessa nazione che li discriminava.
C’è un bel sole ma fa freddo a Washington. Uno sole che è di buon auspicio. Obama giura sulla bibbia sulla quale giurò Abram Lincoln. Fa un discorso consapevole sulle difficoltà che aspettano la Nazione. Chiede di unirsi in uno sforzo comune. Chiede ai cittadini di lavorare per il bene comune. Parla ai cittadini che fanno fatica a vivere travolti dalla crisi, cittadini che come da noi non arrivano più a fine mese. Promette riforme economiche ed energetiche (ministro dell’energia è un premio Nobel per la fisica). L’America farà la sua parte.

Per la delusione dei politici di casa nostra, in un clima solenne come pochi altri se ne vedono, nessuna pagliacciata, nessuna barzelletta. Nemmeno sui nani che sono bastardi di sicuro perché hanno il cuore troppo vicino al buco del culo. Per esempio.

Pubblicato in America da calogero | 51 Commenti »

starHistory in the making

5 novembre 2008 alle 10:26
Nemesis

obama

Sono le due del mattino quando sto andando a dormire, in stato di putrefazione avanzata: troppa birra, bevuta con malagrazia, senza sentimento. Accendo la tv, è da tutto il giorno che ho in background le elezioni americane con la loro affluenza elevatissima. L’ultima volta, in Italia, l’affluenza elevatissima ha rieletto Berlusconi. Fosco presagio.
Accendo la tv, e il mio ospite berlinese guarda lo spiegel su internet. I primi voti danno McCain in testa. Si, sono exit poll, contano quello che contano (hello, elezioni italiane?) ma il nome dell’uomo-con-un-criceto-nella-guancia risuona dappertutto.
Collasso.

Sono le cinque e quarantasei del mattino quando la birra mi riporta alla realtà. Mi trascino in bagno, indeciso se accendere la tv e rovinarmi quanto resta del mio poco sonno prima di andare a lavorare. Massì, dai, chi se ne frega, penso: sono sopravvissuto a Bush, sarà mica mr.Caino a farmi paura.
Accendo la tv, e per circa due ore non riesco a smettere di sorridere.

Il sonno è un ricordo: mi sento in diretta il discorso di Obama: il suo speech writer è TANTO, TANTO bravo.
Tra i vari ringraziamenti quello più bello, e più retorico sicuramente, ma non per questo meno sentito, è a una donna afroamericana di 105 anni che è andata a votarlo; “è dell’ultima generazione che ha visto la schiavitù, ha passato due guerre mondiali, l’uomo sulla luna, la caduta del muro di Berlino ed oggi è un altro momento importante per lei”. Lo confesso, un luccicone mi scivola giù dalla faccia.

E’ una vittoria straordinaria per mille ragioni: è la dimostrazione che un nero alla casa bianca può entrarci, e dalla porta principale; è il primo presidente non eletto da stormi di lobbisti famelici ma dal SOLO. CONTRIBUTO. POPOLARE, qualcosa su cui la nostra pastorizzata sinistra dovrebbe riflettere; è riuscito a portare al voto circa il DOPPIO dell’usuale elettorato americano; è riuscito a conciliare minoranze diverse tra di loro come anche solamente i macrogruppi afroamericani ed ispanici, ed il primo vero e proprio internet president, per le mille ragioni che tutti sappiamo.

Le televisioni italiane sono un solo coro di peana ad Obama, chi più sereno e sorridente (su raitre, per esempio) e chi un tantinello “saltiamo sul carro del vincitore” (retequattro, anyone?). Mentre mi preparo ad andare a fare colazione al bar, mi viene in mente questa canzone di Ludacris (il video non c’entra niente, btw), mentre la pioggia dei giorni precedenti, fuori, è scomparsa, lasciando il posto in cielo ad un bel sole insolitamente caldo per questo novembre. E, come gli antichi aruspici, lo prendo come un buon presagio per i giorni a venire.

Pubblicato in America, Politica da Nemesis | 40 Commenti »

starChiamatemi Cassandra.

29 ottobre 2008 alle 18:11
Nemesis

La prossima settimana John Mc Cain vincerà le elezioni americane.
Con il 54% dei voti (o il corrispondente in elettori, perdonatemi se non conosco così bene il meccanismo elettorale americano) John Mc Cain diventerà il successore di Bush, continuandone le politiche Friedmanite.
Si parlerà dell’inesperienza di Obama che è “unappealing” per l’elettorato.
Si parlerà della paura di un presidente nero.
Si parlerà di sondaggi che non servono a nulla.
Si parlerà di consenso al “maverick”, del neoconservatorismo da “hockey mom” alla Palin.
Si parlerà dell’intervento armato in Iran e Siria come imminenti.

Nel momento in cui questo succederà, sapremo con certezza che avranno usato negli stati uniti gli stessi metodi che sono stati usati in Italia.
E che la democrazia è morta, sotto i colpi del sopruso.

—————————————————

“La macchina del «Clarion» di Spoon River venne distrutta,
e io incatramato e impiumato,
per aver pubblicato questo, il giorno che gli Anarchici furono impiccati a Chicago:
«Io vidi una donna bellissima, con gli occhi bendati
ritta sui gradini di un tempio marmoreo.
Una gran folla le passava dinanzi,
alxzando al suo volto il volto implorante.

Nella sinistra impugnava una spada.
Brandiva questa spada,
colpendo ora un bimbo, ora un operaio,
ora una donna che tentava di ritrarsi, ora un folle.
Nella desta teneva una bilancia;
nella bilancia venivano gettate monete d’oro
da coloro che schivavano i colpi di spada.
Un uomo in toga nera lesse da un manoscritto:
“Non guarda in faccia a nessuno”.
Poi un giovane col berretto rosso
balzò al suo fianco e le strappò la benda.
Ed ecco, le ciglia erano tutte corose
sulle palpebre marce;
le pupille buciate da un muco latteo;
la follia di un’anima morente
le era scritta sul volto.
Ma la folla vide perché portava la benda».

Edgar Lee Masters, Spoon River

Pubblicato in America, Politica da Nemesis | 47 Commenti »

starLa lunga mano del grande fratello yankee.

6 marzo 2008 alle 10:25
qirex

Ma che sta succedendo dall’altra parte dell’oceano? Che sta succedendo in America Latina? Succede che ancora una volta il nostro grande alleato americano mette lo zampino in affari che non gli riguardano. O meglio, gli riguardano eccome, dato che c’è in gioco la stabilità del Sudamerica. È notizia di qualche giorno fa che il governo colombiano ha ucciso, in un raid nella foresta ecuadoriana, il numero due delle FARC, Raul Reyes. Più che un’azione militare, appare come un’esecuzione, difatti il governo colombiano ha eliminato il mediatore che trattava con la Francia e il Venezuela la liberazione di Ingrid Betancourt, in cambio di un riconoscimento internazionale. A quanto pare ci stava riuscendo. Per tutta risposta i presidenti di Ecuador e Venezuela stanno spostando truppe verso il confine con la Colombia, accusando il leader colombiano Uribe (filoamericano) di essere un criminale. Addirittura il governo di Quito ha espulso l’ambasciatore Colombiano e rotto i rapporti diplomatici con la Colombia. La vostra domanda d’obbligo è: ma che cosa c’entrano gli americani? Come al solito gli americani della minchia c’entrano eccome, fornendo supporto economico, morale e materiale alla Colombia nella lotta alla guerriglia. In questo caso c’entrano ancora di più, perché hanno intercettato loro il terrorista e consegnato la preda ai colombiani. Ma perché? Perché in America Latina, la Colombia è l’unico governo amico che è rimasto agli americani, dato che tutti gli altri (anche se non apertamente socialisti come Chavez) non vedono di buon occhio la politica imperialista yankee.
Prima che vi esprima come la penso, lasciatemi dire che non so quanto le FARC siano invischiate con i famosi cartelli della droga colombiani, in rete ho trovato molti articoli contrastanti su di loro. Lasciatemi anche dire che il sequestro di persona è un’infamia, e che Ingrid Betancourt come tutti gli altri ostaggi va liberata subito.
Ovviamente credo che anche stavolta gli americani hanno perso una buona occasione di starsene a casa loro, che tanto male non gli faceva. L’intransigenza internazionale dell’impero yankee trasuda paura da tutti i pori. Paura di non essere più i numeri uno. Paura di non avere più petrolio per loro. Paura. È incredibile come Davide batta costantemente Golia.
E Golia ha paura.

Pubblicato in America, Guerra Globale da qirex | 7 Commenti »

star“Ah, ah, ah, che spasso”

5 marzo 2008 alle 15:24
Nemesis

“Oh, che DIVERTENTISSIMI che sono i militari americani: oh, che SPASSO le foto di guantanamo, o quelle con gli irakeni smutandati in pile. Oh, oh oh, le CAZZE risate della nostra gioventù. Suvvia, che sarà mai, solo un pò di goliardia come questo filmato di un militare americano che lancia ridendo un cucciolo in un burrone (anime sensibili tenersi alla larga, nda).
Oh, che spasso! E poi dai, buttiamola tutta in burletta, dicendo “ah non volete gli americani? Vi potevate tenere i nazisti (circa 1400a.c.)” o cose nuove nuove tipo “potevate andare a Cuba/Russia/Cina/Vietnam/Livorno”. Tanto!
Ohohoh cherridere! Me lo fai con un bambino ora?”

Che schifo.

Pubblicato in America, garaglò-booorble-burp, Orrore, Storie da Studio Aperto da Nemesis | 12 Commenti »

starQuando l’aguzzino ha la faccia del soldato yankee

12 febbraio 2008 alle 18:58
Audrey

A BERLINO LE FOTO CHOC DI ABU GHRAIB
BERLINO – Arriva alla Berlinale l’orrore della tortura. E, quello che fa ancora più male, l’orrore della stupidità di alcuni di questi torturatori, soldati americani pieni di vuoto assoluto. Gente che non sa neppure perché l’ha fatto.

Facce buffe di gente nata povera, di stupidi, di gente cresciuta con i soli valori della tv trash e dei suoi spot.

E’ lo spettacolo delle sconvolgenti foto e video, come delle interviste, del lungo documentario di Errol Morris ‘Standard Operating Procedure’ dedicato al carcere di Abu Ghraib in Iraq che passa in concorso alla Berlinale….

www.ansa.it//visualizza_new.html_12498851.html

Sia lodato il Potere che ci ha reso e ci ha preservato come Nazione.
Poi dobbiamo conquistare, è giusto per la nostra causa,
E questo sia il nostro motto “In Dio è la nostra Fede”
E la bandiera coperta di stelle sventolerà per sempre
Sopra la terra della libertà e la casa del coraggio!

Questa è l’ultima strofa dell’Inno americano.
E’ chiaro che “terra di libertà” non riguarda il resto del mondo…

Pubblicato in America, Guerra Globale da Audrey | 9 Commenti »

starLa prima campagna elettorale da 1 miliardo di dollari

21 dicembre 2007 alle 13:39
Audrey

E’ stata presentata come la prima campagna elettorale da un miliardo di dollari, e alla fine forse anche quella frontiera sarà superata. Per avere speranza di diventare presidente degli Stati Uniti, secondo gli addetti ai lavori, al novembre del 2008 i due finalisti dovranno aver raccolto almeno 500 milioni di dollari a testa in contributi personali… Il traguardo sembra ora abbondantemente alla portata dei democratici, mentre i repubblicani sono indietro, anche perché l’assenza di un favorito sta frammentando il finanziamento. All’ultimo conteggio dei soldi in cassa, eseguito il 30 settembre scorso (il prossimo sarà a fine anno), la Fec ha certificato che Hillary Clinton ha raccolto 90,9 milioni di dollari nella propria corsa alla Casa Bianca, mentre il suo diretto inseguitore, Barack Obama, ne ha incassati 80,2 e John Edwards 30,3. Ma Obama ha un numero maggiore di finanziatori. In casa repubblicana, il più ricco a fine settembre era Mitt Romney, con 62,8 milioni di dollari (ma ha già speso 53 milioni ed è a corto di contanti), seguito da Rudy Giuliani (47,3 milioni) e John McCain (32,1 milioni, anche lui li ha già quasi esauriti).
[Ansa.it]

Con 1 miliardo di dollari… Quante campagne di vaccinazione si possono attuare? Quanti quaderni, libri, matite per piccoli scolari di famiglie bisognose si possono comprare? Quanti programmi di assistenza sanitaria gratuita per persone senza Social Security si possono realizzare? Quanti alloggi per homeless si possono costruire? E non venitemi a dire che sono i meccanismi della democrazia, o che queste sono domande retoriche. I bisogni quotidiani delle persone non sono mai retorici.

Pubblicato in America da Audrey | 30 Commenti »