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dotArchivio della Categoria 'Capitalismo all’italiana'

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Il peggio del capitalismo unito al peggio dello statalismo

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starTeletu, una compagnia telefonica di idioti

23 settembre 2011 alle 11:15
swampthing

che posseggono il mio numero di telefono fisso illegalmente e mi tormentano quasi quotidianamente. ma se ieri ti ho mandato a fare in culo, perché oggi dovrei aderire ad una di quelle offerte di merda? niente da fare, gli operatori di call center, ovvero dei poveracci che per sbarcare il lunario rompono i coglioni al prossimo, fanno finta che la legge sulla privacy non esista, parlano di registro delle opposizioni quando il mio numero non è sull’elenco telefonico e non ci è mai stato, quindi teletu Spa detiene questo numero illegalmente. ovviamente loro possono chiamare, ma al loro numero 02269571 non risponde nessuno. fanculo stronzi.

Pubblicato in Capitalismo all'italiana da swampthing | 4 Commenti »

starBoicotta anche tu Teletu!

17 luglio 2011 alle 12:39
swampthing

Dopo l’ennesima telefonata pubblicitaria all’ora di pranzo, mi sono proprio rotto!

Ho un numero telefonico  che, da quando è stato creato, non è mai apparso sull’elenco telefonico. Dal sito Telecom del 187 ne ho la conferma:
Dati esposti in elenco e consensi alla privacy: Riservato Totale
Pubblicità per posta: No
Pubblicità Telecom Italia: No
Pubblicità conto Terzi: No
Profilazione Individuale: No

Le signorine di Teletu danno di volta in volta una spiegazione diversa al fatto che sono in possesso del mio numero telefonico:
– ma questo non è il 0332 xxxxxxx? ah ci scusi abbiamo sbagliato prefisso;
– ma il suo numero telefonico l’abbiamo preso da internet;
– ma lei non è iscritto al Registro Pubblico delle Opposizioni e Telecom ci ha fornito il suo numero;
– ecc. ecc.

Quindi, a quanto pare, Teletu viola la legge sulla privacy e quindi alla prossima scatta la punizione!
Intanto evitate di dare da mangiare a chi non se lo merita.

Pubblicato in Capitalismo all'italiana da swampthing | 7 Commenti »

starIl prezzo del gasolio alla pompa è stabile/2

8 aprile 2011 alle 20:37
calogero

In Slovenia, nonostante il casino, i bombardamenti, gli sbarchi a Lampedusa, le liti Italia-Francia, eccetera, ancora non sanno che un paese produttore di petrolio importante come la Libia è nel caos. Strano perchè ormai la crisi si protrae da un po’ di tempo.

Prezzo del gasolio al litro in gennaio Euro 1,23
Prezzo del gasolio al litro in febbraio Euro 1,24
Prezzo del gasolio al litro in marzo Euro 1,24
Prezzo del gasolio al litro in aprile Euro 1,24

E oggi, in fila per fare il pieno, tutte macchine targate Italia: Udine, Gorizia e Trieste. Il governo Berlusconi ci prende per il culo assieme alle compagnie petrolifere, che a quanto vedo in Italia hanno mano libera e possono fare il bello e il cattivo tempo, anzi fanno solo il cattivo tempo. Mentre il nostro premier benzinaio impegna il parlamento per risolvere i suoi impicci con la giustizia, appuriamo con tristezza che gli italiani sono alla frutta: non riescono a incazzarsi nemmeno quando gli toccano le tasche con tanta strafottenza! E’ la fine!

Pubblicato in Berluscones, Capitalismo all'italiana da calogero | 5 Commenti »

starFaresti costruire una centrale nucleare a B vicino a casa tua?

16 marzo 2011 alle 21:18
calogero

Essenzialmente, essere favorevoli al nucleare vuol dire accettare la costruzione di una centrale o di un impianto di stoccaggio della scorie dietro casa. Difficile che ciò accada in un paese dove sembra impossibile costruire una ferrovia. Siamo o non siamo il paese con la sindrome NIMBY (not in my back yard – non nel mio cortile) più sviluppata del mondo?

Sarebbe un errore congelare il piano per il nucleare in Italia dopo l’emergenza giapponese, ma le Regioni italiane stiano tranquille: le centrali non verranno costruite nel territorio di chi negherà il suo assenso. Così, nella seduta delle commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera svoltasi ieri sera, il sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia cerca di frenare l’allarmismo sul nucleare. [Repubblica.it]

Beh, vorrei vedere il loro governo, in balia di qualsiasi peones o Scajola di turno, con una maggioranza erosa e ballerina, in costante calo di consenso nel paese, tentare di imporre un sito per la costruzione di una centrale nucleare: non ce la farebbero nemmeno con l’uso dell’esercito.

Il fatto è che nel centrodestra, a livello nazionale, tutti si riempiono la bocca col nucleare, ma a livello regionale tutti si tirano indietro. E vorrei vedere un Presidente di una Regione governata dal centrodestra, tipo Formigoni, che annuncia la costruzione di una centrale in Brianza o nel varesotto. Già mi immagino gli elettori del centrodestra tutti contenti che poi gli abbassano la bolletta.

Senza contare poi che in Italia, ogni volta che si costruisce qualcosa di grosso, ci sono infiltrazioni mafiose. E certo che se crolla la casa dello studente perché hanno barato sulla composizione del cemento è un conto, se crolla il tetto della centrale nucleare è un altro.

Il punto alla fine è che di B non si fida nessuno, essenzialmente perché è non è credibile su nulla. Il nucleare non si farà in Italia, non solo perché gli italiani siano tutti così anti nuclearisti, ma perché nessuno si fida della cosiddetta classe dirigente: specialmente di quella attuale.
Davvero poco per passare al nucleare.

Pubblicato in Capitalismo all'italiana, Il nano piduista da calogero | 8 Commenti »

starIl prezzo del gasolio alla pompa è stabile

8 marzo 2011 alle 11:48
calogero

Prezzo del gasolio al litro in gennaio Euro 1,23
Prezzo del gasolio al litro in febbraio Euro 1,24
Prezzo del gasolio al litro in marzo Euro 1,24

Il prezzo del gasolio alla pompa è stabile. In Slovenia. Non farò mai più un litro di gasolio in Italia. :nono: Per quelli che vivono lontani dal confine pazienza. :bigballs:

In Slovenia non sono stati avvisati che in Libia c’è una guerra civile in corso. In Italia invece la notizia è arrivata. E come sempre le compagnie petrolifere lo mettono gioiosamente nel didietro ai sempre più poveri itagliani. Il governo intanto si gratta le palle. :berluska:

Pubblicato in Capitalismo all'italiana da calogero | 11 Commenti »

starAvete sete? Cazzi vostri…

23 novembre 2009 alle 18:31
qirex

Sarà un caso, ma inizio ad avere una certa ripugnanza fisica-mentale verso tutta quella gente che deve per forza difendere a spada tratta l’operato di una massa di merda (il governo), che ormai opera palesemente a discapito di tutti noi e a favore degli amici degli amici. Non vi nascondo che quando leggo o sento commenti di questo tipo mi prude la mano e inizio a immaginare la faccia del mio interlocutore ricoperta da ematomi e lividi vari. Mah.

Ora c’è sta novità della privatizzazione dell’acqua… ma perché? A che serve privatizzare per legge? Perché deve arrivare uno stronzo qualsiasi che decide “per legge” quanto deve costare l’acqua che consumo? Perché devo subire questo ricatto su un diritto?

Il ministro Fitto (e qui mi vergogno di essere pugliese come lui) dice che è per il nostro bene… si come no! Dice che la privatizzazione dell’acqua consentirà di fare tutti quegli interventi sulla rete che lo stato (per incapacità, aggiungo io) non è in grado di fare. Dice che i prezzi non saliranno perché ci sarà un Authority (quindi corrotti) che vigilerà sui prezzi applicati (da altri corrotti).

Come se il privato abbia interesse a rendere il servizio efficiente. Non mi stancherò mai di ripeterlo: al privato interessa il maggior profitto possibile con la minor spesa possibile.

Succederà che i gestori dell’acqua, non si faranno MAI concorrenza l’un l’altro e facendo cartello il prezzo sarà più o meno uguale tra loro. Cosi che i prezzi possano crescere senza che il cittadino possa scegliere, essendo sotto ricatto. E senza scelta non c’è libertà. Altro che popolo delle libertà… Questo è un polpo in libertà.

Possibile che ci sia gente disposta a farsi sodomizzare ulteriormente? Possibile che ci sia gente che si beve tutte le palle raccontate da questa merdaglia politica?

Pubblicato in Capitalismo all'italiana, pessimismo da qirex | 9 Commenti »

starAlle armi!

7 settembre 2009 alle 23:20
Spartaco

Quanti sono i modi per morire?  Tanti.

Ci si può buttare dal tetto di quella che fino a ieri era la tua fabbrica oppure lasciarsi cadere dal braccio della gru dove si è rimasti appollaiati per un’intera notte o più semplicemente darsi fuoco con una latta di benzina.

Come facevano i monaci buddisti nel Vietnam del Sud e qui in Occidente non ci dicevano il perché. O come fece Ian Palach in Cecoslovacchia e qui in Occidente ci raccontavano dalla mattina alla sera il loro perché: la truce invasione comunista.

Oggi che siamo cresciuti non abbiamo più bisogno di nessuno che ci racconti il suo perchè. Il perché lo sappiamo. Lo portiamo sulla nostra pelle.  Fa parte della nostra quotidiana esistenza.

Compagni di Battipaglia,

non date fuoco a quelle taniche. Le sprecate, col rischio di farvi male. Pensate invece a quante molotov si possono ricavare.

Pubblicato in Capitalismo all'italiana da Spartaco | 3 Commenti »

starGli arrampicatori

6 agosto 2009 alle 07:36
Spartaco

La gru era andata per smantellargli lo stabilimento, che mi hanno detto  che sta a Milano. Veramente? Anche i ricchi piangono, nonostante Berlusconi. Ebbene, quando la gru era lì per fare il suo dovere, si sono presentati davanti quattro o cinque operai che le hanno detto:” Tu che fino a ieri sei stata con noi, perché ti metti contro?”

“ Veramente io non lo sapevo che mi avevano comandato per questo. Io sto dalla vostra parte. Se volete, salite sul mio braccio e io vi reggerò”, ha risposto la gru. E così gli operai le sono saliti sul braccio.

Hanno passato già una notte insieme: gli operai e la gru, per difendere il loro destino. Non sappiamo se chiuderanno quella fabbrica. A Marcianise, per esempio, i lavoratori della Ixfin si sono arrampicati dappertutto. Sono saliti sui cornicioni dello stabilimento, minacciando di buttarsi giù, sui cavalcavia dell’autostrada, sulle scale della prefettura, sulle transenne dei palazzi del potere a Roma, persino sui manganelli della polizia che li caricava. Ma non è servito a nulla. Nulla hanno potuto contro quelli che si arrampicano sugli specchi e che da sempre, nel nostro paese, hanno partita vinta.  Così hanno chiuso la nostra fabbrica, mentre i Pugliese, i Conchiglia e tutta la genìa di malversatori che si è prestata a questa immonda operazione è rimasta a piede libero.

Perché interrogarsi sul perché della rivoluzione se la rivoluzione bussa insistentemente alla nostra porta, aspettando soltanto che le spalanchiamo la via?

Quella porta forse resterà chiusa, rinserrata da una Storia che forse ha bisogno di altro tempo per essere completamente scritta.

Nel frattempo,  persa ogni speranza nella giustizia degli uomini, che peste li colga, loro e i loro mandanti: che possano consumarsi a medicine quanto si sono messi in tasca come ricompensa del tradimento cui si sono prestati.

Pubblicato in Capitalismo all'italiana, Povera Italia da Spartaco | 65 Commenti »

starIl prezzo della colpa

28 luglio 2009 alle 07:29
Spartaco

La tecnica è molto semplice.

Fai sentire in colpa il tuo simile e lui non potrà scagliare la prima pietra. E nemmeno la seconda. Il sistema è talmente collaudato che la Chiesa ne ha fatto uno dei suoi strumenti fondamentali. Per la religione l’uomo nasce colpevole. Il che lo mette automaticamente in una condizione di sudditanza.

Quest’approccio barbarico, con tutto il rispetto per i barbari, è figlio dell’autolegittimazione del potere. Il potere è il predominio dell’uomo sull’altro uomo, lo sfruttamento, l’appropriazione delle cose comuni, il profitto, l’arricchimento degli uni a spese dell’impoverimento degli altri, ossia l’insieme di quelle cose che diversamente vanno sotto il nome di economia. Economia e potere si confondono.  Siccome la religione è conseguente all’economia, è questa che le ha infuso il concetto di colpa generalizzata a scopo conservativo.

Grazie al crollo del muro  di Berlino, l’economia è solo quella borghese. Essa può finalmente ribadire il concetto, senza contraddittorio, che vale chi fa la grana. Questa valenza  mette costui nella condizione di poter definire sempre colpevoli gli altri, mentre lui resta innocente.

Come Berlusconi.

Chi non  fa la grana non è buono: è colpevole per definizione. Ma nel sistema liberal-democratico rinvigorito dal crollo del muro di Berlino può sempre ritentare la fortuna e chissà che non gli vada bene, passando da cameriere a Zar di tutte le Russie.

Come Berlusconi.

Tutto questo per dire che se una fabbrica chiude, secondo la logica descritta, vuol dire che i lavoratori non sono buoni. Come disse Renzo Polesel, se un pullman non arriva al capolinea, la colpa non è sempre dell’autista. Anche il bigliettaio ha le sue responsabilità.

Lavoratori delle fabbriche chiuse, voi avete le vostre responsabilità. Ammettete le vostre colpe. Mondatevi dei vostri peccati, piegandovi ai nuovi padroni. Non rifuggite sdegnosi dalla mano caritatevole che vi offre il piatto di minestra, non prendete a calci voi, complici della vostra sciagura, la Provvidenza che, parafrasando Manzoni, vi trasporta pietosa  in “più spirabil aere”.

Cosa sono il livello e lo stipendio di un tempo? O la pretesa di un rapporto a tempo indeterminato, quando la determinazione è la vera forza della nostra realtà? Vorreste tornare alle colonie estive e montane per i vostri rampolli, al fondo interno di solidarietà e ad altre dispendiose opportunità che Olivetti metteva a disposizione?

“Privilegi onerosi”, come Renzo Polesel li ebbe a definire quando incominciò il principio della vostra fine, o meglio, di quella dei vostri padri, ereditata da voi figli. Come il peccato originale.

Pentitevi dunque ed espiate le vostre colpe. Porgete acqua fresca di fonte a chi può finalmente sciacquarsi il volto già immacolato e ora segnato dal non abbandonarvi al vostro triste seppur meritato destino.

In fondo la scarpata nel culo la prendeste solo su una pacca del sedere. Mal che vada, ve ne resta comunque un’altra per ritentare.

Pubblicato in Capitalismo all'italiana, Politica da Spartaco | 557 Commenti »

starIl nucleare, la nostra Stalingrado

15 luglio 2009 alle 10:15
Spartaco

Sulla sua strada gelata la croce uncinata lo sa.
D’ora in poi troverà Stalingrado in ogni città.   (Stormy  Six)

La politica è emanazione dell’economia, cioè della grana.

Possiamo mazzolare Berlusconi quanto vogliamo. Lui è un pesce piccolo, da arrostire sulla prima graticola anche se non di pregio, ma comunque un pesce piccolo.

E’ un servo del sistema.

L’Enel, per esempio, conta molto di più di lui. Perché dietro l’Enel ci sono quelli che ti vengono a tagliare la luce se non paghi la bolletta e hanno un potere enorme, perché girano l’interruttore e mandano la nazione al buio. Come hanno fatto qualche anno fa per dimostrare che il nucleare è necessario e così sono incominciate le prove generali.

Il nucleare è una cosa rischiosa, come tutte le cose tecniche. Non come la matematica che non è tecnica  perciò  due più due fa sempre quattro. O la filosofia, con la quale o senza la quale il mondo resta sempre tale e quale. La tecnica cerca di piegare la realtà a un modello, che è matematico, mentre la realtà è fisica. Per cui c’è sempre una non eliminabile approssimazione del modello rispetto alla realtà, che i tecnici degeneri, asserviti al sistema, chiamano, con riferimento alla possibilità dell’evento “indesiderato” (che generalmente manda in frantumi il manufatto) margine di rischio. Gli imbecilli preferiscono parlare di fatalità.

Come per il massacro di Viareggio.

Che la “failure”  potesse sopravvenire  era purtroppo nell’ordine delle cose, perché su un milione di colate in lingottiera una può riuscire male. Ma quella  è andata avanti nel processo produttivo, chi  se ne doveva accorgere non se ne è accorto, chi  doveva  controllare non ha controllato. E le bare nello stadio si sono affilate.

Allora, seguitemi, se trasferiamo questo stesso ragionamento al nucleare, che è una cosa tecnica, di quanti stadi dovremmo aver bisogno?

Quando ci sarà “l’evento indesiderato ma atteso”, in base a  un semplice ragionamento probabilistico, come faremo? Diceva Henry Ford che il pezzo che non si rompe è il pezzo che non c’è.

Si tratta di una grande responsabilità. Ma siamo fortunati , perché  se la prende Scagliola. Dalle mie parti la scagliola è la forfora dei capelli. Gli ebrei si affidarono  a Sansone, per via dei suoi capelli. Noi a Scagliola, per via della sua forfora. Lui a noi ci pensa. Infatti è andato con l’Enel  in Slovacchia a fare le centrali nucleari, per provarle, sugli slovacchi  che da quando si sono separati dai cechi, grazie al crollo del comunismo, hanno deciso di investire nel nucleare a far da cavie.

Le centrali hanno tempo fino al 2013 per scoppiare, là. Se non scoppieranno, si faranno qua. E se qua scoppieranno, nel 2014, si dirà che è fatalità.

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