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dotArchivio della Categoria 'Capitalismo all’italiana'

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Il peggio del capitalismo unito al peggio dello statalismo

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starIl sistema

15 luglio 2009 alle 07:44
Spartaco

Il sistema è svegliarsi la mattina e pregare che oggi non  sia peggio di ieri.

E’ guardare i tuoi figli  dormire e pensare che anche per  loro nulla può cambiare.

E’ soffermarti sulla tua vecchiaia e scoprirla più povera della tua giovinezza.

E’ spiare la cassetta delle lettere per vederla vuota e così respirare.

E’ sentirti dire chi te lo fa fare per convincerti a farti rinunciare.

E’ vivere aspettando che per ciò che hai detto o hai fatto si verranno a vendicare.

E’ la certezza che se cadi nessuno ti verrà a rialzare.

E se mai sarai processato nessuno ti verrà a scagionare.

E’ constatare con rabbia che chi ha  comandato continuerà a comandare.

E’ vedere morire quelli che volevi riscattare e che invece sei andato a seppellire.

Ma la tua idea non ti abbandona, perché non può finire.

E ti consoli accarezzando un fucile.

Pubblicato in Capitalismo all'italiana da Spartaco | 22 Commenti »

starLa giustizia di campa cavallo

13 luglio 2009 alle 07:38
Spartaco

Stavo preparando un post sulla questione del clima affrontata, si fa per dire, al G8. Mi stava venendo anche bene, perché nelle emissioni di gas da controllare ero riuscito a farci entrare le flatulenze dei Grandi della Terra. Anche loro emettono gas, non fosse che per l’effetto delle frequenti “colazioni di lavoro” cui si devono assoggettare, “first ladies” comprese.

La cosa non è nuova. Già i Romani, passati alla storia come fattivi e pragmatici, si erano posti il problema dell’emissione del gaz.  L’imperatore Claudio, scosso per il malore di un suo commensale che si era “trattenuto” durante un convivio, voleva pubblicare un editto di “libera emissione”, a tavola, del “flatum crepitumque ventris” (Svetonio, Vita dei Cesari, libro 32).

Mentre mi apprestavo alla botta finale, che faceva riferimento , nel carico di inquinamento, alle polluzioni dei gorilla del seguito e ai miasmi delle Signore, ho visto con la coda dell’occhio i commenti di quelli della Ixfin che sul blog si affollavano nel rapporto di 10 a 1, rispetto agli altri. Siccome da quando hanno buttato giù il muro di Berlino sono diventato democratico, ho pensato che il problema di quelli della Ixfin, almeno numericamente cioè democraticamente, vale 10 volte gli altri problemi.

Va bene il clima, ma se io a domani mattina non ci arrivo che mi importa se farà caldo o farà freddo? Si potrebbe entrare di più nel merito per dire che anche il clima, in termini di problema, è una sovrastruttura del sistema capitalistico, fondato sul profitto.

Come la giustizia, che resta quella del più forte. Per cui ancora una volta giustizia non è fatta.

Per le malversazioni  alla  ex Texas di Aversa e alla ex Olivetti di Marcianise il gup ha deciso che la cosa compete a Roma. Così i tempi si allungano, in nome di una precisa strategia difensiva che i grandi principi del foro hanno messo a punto per i loro assistiti,  in un procedimento che vede come parte offesa il Ministero delle attività produttive, che all’udienza dove si è deciso il rinvio non si è nemmeno presentato. E’ questa la giustizia di campa cavallo.

Masaniello è morto,  Masaniello vive!

Mi rivolgo a tutti quanti voi, compagni di questa comunità virtuale. A voi , che siete normali.  Agli animalisti e ai vegetariani, ai radicali d’annata,  ai tranquilli, agli incazzati, a quelli di questa sponda e a quelli di quell’altra,  a quelli per i quali la crociera da 500 euro è una cosa normale mentre un cassintegrato non arriva a prenderne 800. A quelli che ritengono normale  il sorbetto alla  Caffarella e il montalcino 2004.

A me del G8 non me ne fotte un cazzo.

Sbattuto fuori da una fabbrica che poteva essere normale, e che non c’è più, mi considero anormale . Ma sono in buona compagnia. Gli anormali sono più dei normali nel rapporto 10 a 1.

Pubblicato in Capitalismo all'italiana da Spartaco | 4 Commenti »

starLa caserma del Vescovo

2 luglio 2009 alle 07:35
Spartaco

Il successore di don Raffaele si insedierà ufficialmente come Vescovo di Caserta il prossimo 5 luglio. La cerimonia avverrà  nel piazzale delle Bandiere della Scuola  Sottufficiali dell’Aeronautica: che è un pezzo della magnifica Reggia Vanvitelliana occupata dai militari, secondo una tradizione di continuità che parte dai Borbone passando attraverso i Savoia per arrivare ai giorni nostri.  Siamo e rimaniamo ciò che eravamo.

Splendida cornice. Ci è andato lo scorso ottobre il ministro  La Russa, a festeggiare i 500 paracadutisti della Folgore che si sarebbero coperti di onore nella sanguinosa guerra contro la camorra. Come a El Alamein. Con la differenza che a El Alamein eravamo alleati della Volpe, il generale Rommel.  A chi gliel’ha fatto notare, La Russa ha risposto che non ci possiamo lamentare, perché oggi abbiamo il Gatto: Berluscone.

Però questa cosa del Vescovo che va a celebrare la prima messa da Vescovo nel piazzale di una caserma mi lascia un po’ di amaro in bocca.  Forse l’ha fatto per una questione di spazio. Il Pastore deve poter accogliere tutte le sue pecore, non fosse perché le deve contare.  Ma sarebbe potuto venire alla Ixfin:  nel suo piazzale le pecore ci sarebbero entrate lo stesso. E lui non avrebbe perso l’occasione di distinguersi da La Russa, non per le pecore, che nessuno gli avrebbe toccato, ma per il contesto. La fabbrica può anche somigliare a una caserma. Ma la differenza c’è. Le fabbriche vengono fatte fallire, sbattendo  fuori chi ci lavora. Le caserme no.

:mastella: :ixfin: :massimo: :vescul: :berluska: :prete:  

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starL’Avvocato e Margherita

19 giugno 2009 alle 07:12
Spartaco

MILANO, 18 giugno (Reuters) – Margherita Agnelli, unica figlia di Gianni Agnelli, ha ricevuto nel 2004 in eredità 1,166 miliardi di euro. La rivelazione è del settimanale Il Mondo nel numero di domani, di cui è stata diffusa un’anticipazione.

Lo sapete che gli anglosassoni usano la virgola al posto del punto e il punto al posto della virgola, quando si tratta di numeri. Per cui, vista la fonte della notizia (Reuters) mi sono scervellato a pensare se l’eredità ammonta a 1,166 miliardi di euro (secondo la notazione europea) o a 1.166 miliardi di euro (secondo la notazione americana). Siccome nella seconda ipotesi ho visto che la calcolatrice mi andava in tilt, mi sono ispirato al principio della prudenza che si usa nei bilanci d’azienda e mi sono mantenuto basso. Ho optato per la virgola come virgola. Ho pensato che di fortunati come Margherita ce ne saranno almeno altri nove nella galassia degli Agnelli. E non è detto che la Margherita non si ripeta lei stessa tra i dieci.Infatti ha dichiarato  che secondo lei c’è in giro un tesoro nascosto di almeno altri 1,4 miliardi di euro.  Gli avvocati di Margherita (stessa fonte) hanno preso da lei 25 milioni di euro: siccome gli Agnelli sono taccagni e tirano sul prezzo, è probabile che in origine dovesse trattarsi di 250 milioni di euro, che equiparati a una parcella del 10% del valore dell’affare, portano a 2,5 miliardi di euro .Sia come sia, dobbiamo ragionevolmente pensare che il lascito assommi almeno a 10 miliardi di euro. Se allora ammettiamo che l’ammontare citato sia stato ottenuto semplicemente come plusvalore, ossia sfruttamento, delle prestazioni lavorative di quelli che hanno lavorato in Fiat, ammettendo che il suddetto plusvalore sia pari ad almeno il 10% della prestazione remunerata, ne deriva che la base imponibile (dal punto di vista del prelievo del capitalista) è pari a 100 miliardi di euro.  Se ammettiamo per il capitalista l’oblazione mensile media, altrimenti nota come salario, di 2.500 euro, vengono 100.000.000.000 : 2.500 = 40.000.000 di mesi. Considerando che mediamente un lavoratore, tra licenziamenti, cigs, malattie professionali, mobbing e sciagure varie, se è fortunato, passa in azienda  trent’anni della sua vita,  ne viene che per ogni prestatore d’opera  sono 30 x 12 = 360 mesi. Risulta allora che i lavoratori coinvolti nella vicenda di Margherita e famiglia, cioè gli sfruttati, sono 40.000.000 : 360 = 111.111 periodico. I conti tornano. Anche se approssimati per difetto.

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starL’ultima dei nano: lo sciopero virtuale

26 febbraio 2009 alle 19:24
calogero

Recita l’articolo 40 della Costituzione: Il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano. Il diritto è quindi sancito dalla Costituzione ma il suo esercizio viene, ovviamente, regolato dalla legge ordinaria. Quindi basta modificare le leggi a piacimento per svuotare il significato e l’efficacia dello sciopero, unica arma di molte categorie per far valere uno straccio di diritto del lavoratore di fronte all’azienda. La trovata per conseguire lo scopo e levarsi per sempre dai piedi i lavoratori che contestano e rivendicano è lo sciopero virtuale, cioè come trasformare lo sciopero in un’arma dalla potenza pari ad una pistola ad acqua.

Si prevede, nella bozza di legge «l’istituto dello sciopero virtuale che potrà può essere reso obbligatorio per determinate categorie professionali le quali, per le peculiarità della prestazione lavorativa e delle specifiche mansioni, determinino o possano determinare, in caso di astensione dal lavoro, la concreta impossibilità di erogare il servizio principale ed essenziale». In sostanza lo sciopero virtuale prevede che un lavoratore dichiari l’astensione dal lavoro ma in realtà presti comunque la sua attività, perdendo però la retribuzione. Questa, insieme alla somma che deve erogare l’azienda, viene poi destinata a fini sociali. In questo modo – nelle intenzioni del governo – non si danneggiano i cittadini e si fa comunque una pressione sull’azienda. [L’Unità.it]

L’azienda cosi’ si trova con i lavoratori al loro posto che lavorano e i soldi li regalano ai bisognosi. Per l’azienda non c’è nessun danno e quindi nessuna pressione. E se non c’è pressione lo sciopero non serve. Qualcuno potrebbe chiedersi se il Governo ci fa o ci è. Io non ho dubbi, ci fa. Piuttosto inizio a chiedermi se chi li ha votati ci è in parte o completamente.

PS. una cosa è cercare di evitare gli scioperi selvaggi, un’altra è svuotare di significato e forza lo sciopero.

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starLa questione morale secondo Berlusconi: salvare i truffatori dalla temutissima class action

19 dicembre 2008 alle 16:19
calogero

Ancora una sospensione per l’operativita’ della class action. Nel decreto Milleproroghe è infatti stata inserita una proroga al 30 giugno 2009 per l’entrata in vigore del ricorso collettivo risarcitorio. La class action, introdotta con la finanziaria per il 2008, sarebbe dovuta entrare in vigore a giugno di quest’anno, poi con il decreto estivo sulla manovra il nuovo strumento era stato sospeso fino al 31 dicembre 2008. Con il decreto di oggi è arrivato un ulteriore slittamento di sei mesi.
[repubblica.it]

In questi giorni turbolenti, col PD campano assediato, incriminato e accusato, il governo Berlusconi ci ricorda che loro, non hanno bisogno di nascondersi per fare le loro porcate. Loro le fanno alla luce del sole, e il popolo bue li osanna ugualmente. Perché per loro, la questione morale semplicemente non esiste.
Il vituperato Prodi aveva introdotto la class action con la sua ultima finanziaria. Berlusconi, forte dell’appoggio plebiscitario-pecoreccio dei cittadini italiani, la sposta per la seconda volta. Di più: pone un limite temporale fissato al primo luglio 2008 per i casi a cui si potrà fare ricorso con questo prezioso strumento, eliminando di fatto la retroattività. Quindi per i casi Parmalat e Cirio, la class action non potrà più essere utilizzata.
E allora ditemi, alla destra frega qualcosa del cittadino truffato, che magari ha perso i risparmi di una vita e vedeva nella class action una speranza per ottenere un briciolo di giustizia? Ovviamente no, tanto gli scemi hanno già votato e il governo Berlusconi resterà in sella per altri 4 anni e mezzo. E di letame, cari amici, ce ne arriverà in faccia ancora parecchio.

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starVertice europeo sul clima: l’Italia allineata con la… Polonia

11 dicembre 2008 alle 21:36
calogero

La Polonia è pronta ad usare tutti i mezzi, incluso il veto, per ottenere le modifiche richieste al pacchetto clima ed energia. Lo ha detto il ministro polacco per gli affari europei Mikolaj Dowgielewicz. ”Se necessario ricorreremo anche al veto”, ha detto prevedendo ”un Vertice molto lungo”.

“Se non riusciremo ad ottenere quello che abbiamo chiesto con grande chiarezza sin dall’inizio, siamo pronti a mettere il veto” sulla questione clima. Lo ha affermato il premier Silvio Berlusconi. [ansa.it]

La Polonia è decisamente il paese più arretrato dell’Unione Europea. E’ quel paese che, siccome un nano populista non basta, ne ha eletti due, i gemelli Kazzinskyj. Paese catto-destro, con radio marie che diffondono proclami razzisti e omofobi. E poco, poco sole.
L’Italia dovrebbe guardare la Polonia con commiserazione. L’Italia dovrebbe avere uno scatto d’orgoglio e impegnarsi sul clima, cogliere il momento per rivoluzionare i consumi energetici, domestici innanzi tutto. Ogni tetto della penisola dovrebbe avere pannelli solari e fotovoltaici. Non siamo forse noi che abitiamo il paese del sole? Invece, il nano, prima parla a vanvera di nucleare, poi sega con la flex gli incentivi sul fotovoltaico, poi va a piangere in Europa che così non ce la possiamo fare, che costa troppo e che quindi porrà il veto. Siamo un paese in declino che non fa nulla per risalire la china. Però del resto abbiamo eletto un vecchio con idee vecchie che risponde ad altri interessi, che non sono mai i nostri e quelli dell’Italia.

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starPorno tax e aumento dell’IVA. Per far fuori la concorrenza, quale momento migliore?

29 novembre 2008 alle 20:33
calogero

Nel pacchetto anticrisi varato ieri dal governo c’è anche la sorpresa pay-tv. Vale a dire il raddoppio dell’Iva sugli abbonati. Decisione che da infuriare la tv di Murdoch, leader in Italia nel settore. Con tanto di nota ufficiale dell’amministratore delegato di Sky Italia Tom Mockridge.

I toni sono durissimi. “In una fase di crisi economica i governi lavorano per trovare una soluzione che aumenti la capacità di spesa dei cittadini e sostenga la crescita delle imprese con l’obiettivo di generare sviluppo e nuovi posti di lavoro. Ad esempio, questa settimana, il primo ministro inglese Gordon Brown ha annunciato una riduzione dell’Iva dal 17,5% al 15%. Ieri invece il governo italiano ha annunciato invece una misura che va nella direzione opposta: il raddoppio dell’Iva sugli abbonamenti alla pay-tv dal 10 al 20%“. [repubblica.it]

Sky inizia a far paura. 4 milioni e mezzo di abbonati equivalgono a 4 milioni e mezzo di persone che non guarderanno mai più merdaset e i suoi patetici programmi! Non voglio fare uno spottone per Sky (loro ne fanno già abbastanza), ma la loro offerta seppellisce di cacca la vomitevole tv tradizionale del nano.
Quindi mentre il mondo si ritrova di nuovo a fare i conti con l’incubo del terrorismo e si dibatte nella crisi mondiale, il nano malefico approfitta per fare cassa. Quale momento migliore per colpire una concorrenza che sta diventando pericolosa? Così Silvio Berlusconi si dimostra un autentico liberista ponto a sostenere il consumo delle famiglie italiane. Mette una bella tassa sulla masturbazione e sega il concorrente unico e pericolosissimo del suo impero mediatico. Se non è conflitto d’interessi questo…

:vomit: :berluska:

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starLo schiaffo di Nicolas Sarkozy

21 ottobre 2008 alle 16:52
calogero

Berlusconi va in giro per il mondo a dare pacche sulle spalle ai grandi della terra, dispensa sorrisoni e fa complimentoni a tutti. Un simpaticone. La sua politica estera è sempre stata caratterizzata dall’adulazione nei confronti dell’interlocutore. Nella Russia di Putin si ammazzano giornalisti? Vacanza insieme a Vladimir. Bush bombarda stati senza motivo? Sei nella storia caro George.
Racconta balle clamorose quando va all’estero, come quando al congresso USA raccontò di suo padre che gli fece giurare eterna gratitudine agli Stati uniti in un cimitero militare americano. E tutti applaudivano.
Abbraccia tutti, capi di stato, ministri, segretarie e operaie. Fa le corna, racconta barzellette, canta, si traveste. Spettacolarizza la scena con le sue trovate. Ma poi?
Già, poi c’è la politica. Ci sono le scelte per il futuro, i problemi epocali, sfide cruciali per l’esistenza del pianeta. Mica il palinsesto di canale5.
E soprattutto non c’è la claque plaudente di servi, cortigiani e confindustriali.

Succede così che: Il presidente francese Nicolas Sarkozy alza il tono dello scontro con l’Italia sulla lotta ai cambiamenti climatici. “Abbandonare il pacchetto dell’Unione Europea è irresponsabile e drammatico“, ha detto Sarkozy, presidente di turno dell’Unione europea. “La situazione ambientale del mondo – ha aggiunto il capo dell’Eliseo – non è migliorata in conseguenza della crisi finanziaria. Il pacchetto è fondato sulla convinzione che il mondo va incontro alla catastrofe se continua a produrre nelle stesse condizioni. Non vedo alcuna argomentazione che mi dica che il mondo va meglio dal punto di vista ambientale solo perché c’è la crisi economica”. [repubblica.it]

Ciapa e porta a casa. :berluska:

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starL’ultima porcheria governativa: la salva bancarottieri. Per capire (se ce ne fosse ancora bisogno) chi è davvero Silvio Berlusconi e che interessi difende

9 ottobre 2008 alle 09:56
calogero

Leggete questo articolo su Repubblica. E’ una cosa strettamente necessaria.
Io sono rimasto semplicemente allibito. Si perché, anche se da Berluconi mi aspetto ormai di tutto, comunque ogni volta rimango stupito dal nuovo passo verso la depenalizzazione di reati che invece meriterebbero 20 anni di galera. Perché questa gente ha fottuto i risparmi agli investitori gettandoli sul lastrico, perché ha messo in pericolo posti di lavoro, perché ha giocato con la vita e il destino delle persone.

In questa drammatica vicenda emergono poi due cose fondamentali per la vita democratica del Paese: primo l’importanza della libertà di stampa, perché è la signora Gabbanelli che si è accorta del misfatto con una sua inchiesta giornalistica. Secondo la necessità  di un’opposizione forte che eserciti un controllo serrato su questo disgraziato governo. Perché nessun parlamentare dell’opposizione si era accorto dell’inghippo. Quindi il signor Veltroni sarebbe il caso che iniziasse a battere qualche colpo e a fare il suo mestiere come si conviene. Altrimenti davvero qua non si sa come va a finire.

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