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dotArchivio della Categoria 'comunismo'

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starMonfalcone e Milano non deludono

30 maggio 2011 alle 16:16
swampthing

Avanti Popolo! che manca poco alla Liberazione. :star:

Pubblicato in Autocelebrazioni, comunismo da swampthing | 24 Commenti »

starAlle volte gli amici ti capiscono anche se non dici niente

1 febbraio 2010 alle 18:17
swampthing

cmq la scarsità di commenti è semplicemente dovuta al fatto che la realtà di oggi è INCOMMENTABILE!!!
mafiosi al governo,
ladri mai pentiti santificati,
escort nei palazzi del potere,
escort come ministri,
la lega che manda all’ospizio un vero Governatore di regione meritevole di onore e rispetto (Galan, PDL lo so) per metterci il mago equino Zaia.
il PD che fa l’opposizione alla vera opposizione.
Prodi che dalla China ha il solo rimorso di non aver avviato più incentivi alle energie alternative, in particolar modo alle biomasse ,sarebbe stato un successone considerando la quantità di materia anfibia organica comunemente detta M3rd4 in cui ci ritroviamo.
Incommentabile persino Cuffaro, dopo i cannoli per la condanna ora stà ordinando lo Sfincione per l’appello con relativa RICondanna.
che skifo, ma che c’è da commentare?? ormai anche la santache è un cesso….
preferisco fare altro, come tanti altri.

blog.terrorpilot.com/archives/3192/comment-page-10/#comm ent-198100

saluti Er Mahico! :cccp:

Pubblicato in comunismo da swampthing | 5 Commenti »

starDiscorso di insediamento a Kilombo

17 novembre 2009 alle 09:46
swampthing

Kilombisti,

Il lavoro che ci aspetta per ridare fiducia e slancio a Kilombo richiede ottimismo e spirito di abnegazione. Il popolo di  Kilombo ha scelto con nettezza un redattore. Il voto è stato un messaggio univoco a tutta la community, è stato il primo grande segnale che tante altre cose sono necessarie per la sopravvivenza dell’aggregatore stesso.

I kilombisti hanno preso la parola. Hanno costretto al silenzio con la loro voce sovrana il pessimismo di chi non ama il nostro meta blog e non crede nel suo futuro. Hanno respinto infami campagne di sfiducia astensionista e di delegittimazione dei singoli e hanno partecipato generosamente al momento più alto della vita di Kilombo: il voto. E hanno detto: noi ti mettiamo in grado di risollevare Kilombo, sta a te non deluderci!

Non ostacolatevi slealmente, hanno detto. Combattetevi anche, ma non in nome di interessi di parte. Prendete democraticamente le decisioni necessarie a risalire la china, rispettate il dissenso e tutelate le minoranze, che si esprimono dentro e fuori Kilombo.

Fate uno sforzo comune perché chi scrive e chi esercita il controllo sui meta post possano fare, ciascuno nel suo ambito, il proprio mestiere. Fate funzionare le istituzioni preposte, ci hanno ordinato gli elettori, riducete l’area della vanità e della cosiddetta visibilità dei blog, realizzate quanto avete promesso di realizzare, e realizzatelo in fretta. Perché una cosa è sicura: Kilombo sta morendo nel disinteresse generale.

Oggi si respira un nuovo clima. L’aspirazione generale è che un confronto di idee e di posizioni anche severo, anche rigoroso, non generi nuove risse tra disturbatori ma una consultazione alla luce del sole, un dialogo concreto e trasparente, delle idee che possano funzionare anche per la sinistra, quella reale, non solo quella virtuale.

Tutte le condizioni sono riunite perché Kilombo recuperi per intero la fiducia dei suoi utenti, lavorando seriamente e a pieno ritmo.

Non vogliamo compromessi al ribasso, confabulazioni segrete o complotti, dobbiamo assumere ciascuno la nostra parte di responsabilità con un metodo e una cultura che mettano il rispetto al posto della faziosità, che mettano una polemica vivace al posto della guerriglia paralizzante, che mettano la bellezza della politica capace di cambiare le cose e di migliorarle al posto del populismo, della demagogia, del teatrino e dell’inganno.

Farò la parte che un forte consenso democratico mi ha assegnato. Non ho promesso miracoli, ma intendo realizzare grandi e piccole cose.

Lo scandalo delle blogwars tra compagni deve finire e finirà.
Kilombo non può convivere a lungo con una  ferita come il FULK al suo interno. Ne viene meno il prestigio della sua immagine dentro e fuori la community.

La sicurezza della piattaforma deve essere pienamente ristabilita con upgrade del software e vigilando sui comportamenti illeciti; la redazione deve avere più potere per riaffermare la sovranità della Carta e del Collettivo.

Con forte responsabilità e con grande gioia per il compito che i kilombisti mi hanno affidato, auguro sinceramente buon lavoro a tutta la redazione, nessuno escluso.

E auguro a chi ci legge fuori da Kilombo di ritrovare l’orgoglio di sentirsi di sinistra, la fiducia nella partecipazione e l’amore per questi ideali.

Vi ringrazio, viva Kilombo!

Swampthing

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Pubblicato in comunismo da swampthing | 2 Commenti »

starGrande vittoria di Swampthing alle elezioni di Kilombo

16 novembre 2009 alle 07:19
swampthing

Gli exit poll mi danno saldamente in prima posizione. Risultati definitivi e commenti in giornata.

11.35: Ancora tutto tace, si temono dei brogli.

14.15: Ancora niente. Le segreterie dei vari partiti sono prese dal nervosismo. Qualcuno sente odore di sconfitta.

14.20: Risultati ufficiali

Entrano in redazione:
Swampthing con voti 36 (42,86%)
Korvo Rosso con voti 20 (23,81%)
Jean Lafitte  con voti 19 (22,62%)

Ha vinto la serietà e qualcuno che ha fatto campagna kontro ne esce con le ossa rotte.

14.32: Vorrei ringraziare i 36 compagni che mi hanno votato. Siete fantastici! e non vi pentirete di avermi dato la vostra fiducia! :celebrate:

:cccp: :ok:

Pubblicato in comunismo da swampthing | 15 Commenti »

starDie Berliner Mauer

9 novembre 2009 alle 20:43
qirex

Oggi, venti anni fa, cadeva il muro di Berlino. Ricordo ancora in televisione le immagini dei tedeschi che a colpi di martello e scalpello buttavano giù il muro. Tanta gente è morta nel vano tentativo di fuga ad ovest. Tanti altri ce l’hanno fatta.
Vorrei ricordare che Berlino non fu divisa in due dall’oggi al domani. Subito dopo la fine della guerra, la città venne divisa in tre parti le due dell’ovest sotto l’influenza statunitense e britannica, e la parte est sotto l’influenza sovietica. All’inizio c’erano i check point, poi man mano che la gente dall’est fuggiva all’ovest verso la libertà, i dirigenti pseudo-comunisti della DDR decisero di erigere un muro per fermare l’emorragia. Coprendosi di vergogna e coprendo di vergogna chi ci credeva davvero nel sogno socialista.
I miei sentimenti verso il muro, sono chiaramente i più negativi possibili.
I muri come tutte le barriere, cortine e chi più ne ha più ne metta, non servono a nulla. Servono solo a far incazzare la gente che vive nell’oppressione.
I muri servono a far sognare una società alternativa, un altro futuro possibile.
I muri vengono eretti per essere abbattuti.
Ma a vent’anni dalla caduta del muro, che cosa è cambiato veramente nel mondo?
Il mondo è davvero cambiato?

Pubblicato in comunismo, Storia da qirex | 17 Commenti »

starElezioni a Kilombo. Chi è swampthing?

6 novembre 2009 alle 19:57
swampthing

Chi sei tu con quella kefiah? Perché non ti presenti con nome e cognome?

Semplice: per proteggere la mia privacy di semplice cittadino. A differenza di altri, che appena la discussione si accende ci tengono a farti notare che hanno il gratuito patrocinio dell’avvocato di Rifondazione e che se non stai attento potresti passare dei guai, preferisco non presentare le mie generalità. Che non sono un segreto per tutti: gli amici sanno come mi chiamo, e tanto basta e non rischio di trovarmi la querela di qualche ex industriale avellinese.

Ma cosa ho fatto per il popolo io?
Nulla.:-)
Di sicuro non ho importanti vittorie da esporre, come quella di aver preso con Rifondazione gli stessi voti del partito della Nuova Sinistra Ciociara, alle ultime elezioni provinciali.

Anche io ho fatto l’operaio. Ma è una storia lunga. Ora faccio il webdesigner e lo faccio bene. Tanto che posso godere del privilegio di lavorare 4 giorni invece di 5, a parità di salario. Ovvero le famose 35 ore promesse da Rifondazione me le sono dovute dare da solo.

Non ho tessere politiche, ma ho la tessera dell’ARCI da più di 10 anni. La maggior parte dei miei amici è di sinistra, ma nessuno metterebbe la mano sul fuoco per alcun partito. Probabilmente essere di sinistra ed essere comunisti è una cosa diversa.

Non chiamo le forze dell’ordine “sbirri”, e sono convinto che abbiano un importante ruolo sociale a difesa dei più deboli. Spesso, troppo spesso, le forze dell’ordine vengono usate per altri scopi, come la repressione delle nostre proteste, ma trovo stupido prendersela con chi esegue gli ordini, tranne quando ci mettono un impegno sospetto. Buono sì, ma mica fesso.

Quando penso alla Polizia penso anche alle scorte ai magistrati, a chi rischia la vita in prima linea nella repressione della mafia e della malavita. Certo, essendo l’Italia un paese del terzo mondo, è facile che chi ha potere ne abusi. Succede sempre, ad ogni livello, pensiamo a chi vuole fare lo sbirro su Kilombo e non fa altro che segnalare alla redazione i compagni da bannare. E, cosa più grave, identifica il nemico da combattere non per le sue idee sul mondo, ma solo e soltanto per antipatia congenita o perché hanno litigato nel 1913 per chi portava il pallone il giorno della scampagnata. Sono comportamenti umani ben definiti, pensate all’esperimento della prigione di Stanford.

Per questo, se ci tenete a Kilombo, evitate di votare per squilibrati che si fanno il sangue cattivo per delle scemenze, burocrati di partito incattiviti dalle continue sconfitte politiche e nella vita.

:cccp: Un’altra Sinistra è possibile, un altro Kilombo è possibile. :cccp:

Pubblicato in Attivismo, comunismo da swampthing | 9 Commenti »

starIl mio programma per un Kilombo migliore. Sì, mi sono candidato

4 novembre 2009 alle 14:25
swampthing

Amici, elettori,

la maggior parte di voi non mi conosce, anche se ultimamente, dopo più di un anno di assenza, sono tornato alla ribalta grazie alla goliardia di un noto disturbatore (un vero politico, mi hanno raccontato, mica un blogger in cerca di fama), che l’unica cosa che ha fatto nella sua vita, è stata far perdere le elezioni al centro sinistra nel suo comune di appartenenza. La destra ancora lo ringrazia e gli sorride quando passa facendo ciao ciao con la manina.

MENO TROLL E DISTURBATORI – Ma questo ci importa poco. Ne abbiamo le tasche piene, io e voi che mi voterete, di troll e disturbatori. Abbiamo le tasche piene pure di intimidazioni, minacce, fregnacce, guerre e guerricciole che non finiscono mai, tutte condotte con metodi infantili e soltanto per una voglia di supremazia, che somiglia a quella del bambino che vuole portarsi a casa il pallone perché non lo fanno giocare centravanti. Siamo adulti, o per lo meno lo è la maggior parte di noi. Gli altri possono accomodarsi all’asilo.

RECUPERARE L’ENTUSIASMO DEGLI ESORDI – Kilombo e i blog di sinistra erano partiti bene, anni orsono, c’era partecipazione, entusiasmo, voglia di discutere e di mettersi in gioco, ricordo. Ricordo con rispetto e con ammirazione blogger come Meslier, Supramonte, Kamau, Capemaster, Tisbe, Munchhausen. Poi è arrivata anche nei blog la politica urlata, quella degli slogan, quella di chi non sa far altro che ABBAIARE, per tentare di uscire dalla melma digitale non per i contenuti, ma per gli estremismi e le trovate.
Noi diciamo no a questo modo di intendere la politica, che ad urlare siano i vari berluscani, o i larussi, o i precariopoli. A noi interessano i contenuti. Noi dobbiamo provare a essere meglio di quello schifo che ci propina la televisione: abbiamo una nazione disastrata da rimettere in piedi, una sinistra da ricostruire e possiamo farlo, nel nostro piccolo, proprio partendo da Kilombo.

FARE POLITICA ATTIVA, PER IL BENE DI KILOMBO – Per quello la mia candidatura non sarà solo per fare il redattore. E non ho alcuna voglia di andarmi a impelagare in annose discussioni per decidere chi censurare e chi bannare dall’aggregatore: lascio fare lo sbirro a chi piace, io sono per le regole certe e la Carta di Kilombo ha bisogno di avere dei punti più chiari, che non possano essere manipolati a piacimento dal troll di turno. Mi impegno a trovare le convergenze necessarie ad emendare i punti più deboli della carta, e avere un regolamento condiviso dalla maggior parte degli iscritti che ci permetta di fare delle scelte senza infilarsi in polemiche mensili che rimbalzano di blog in blog.

LA DEMOCRAZIA, KILOMBO E’ DIVERSO PER STATUTO – Del Kilombo di una volta mi piaceva l’idea di fondo, che si potesse governare un aggregatore in maniera democratica, con una Carta ispirata alla nostra Costituzione, con dei valori condivisi. Spesso ho pensato che delle soluzioni forti, ma dittatoriali potessero essere la soluzione ai problemini di percorso. Ma Jaco è riuscito negli anni a convincermi del contrario. Voglio riportare Kilombo nei binari della politica, quella pensata, quella che vuole il bene della gente. Una politica che sappia dialogare anche con la destra, senza per questo apparire debole, anzi facendosi forza delle proprie idee e non avendo paura del confronto aperto ed onesto.

METTERE KILOMBO IN SICUREZZA, IN OGNI SENSO – Quindi un Kilombo meno vetrina per blogger a caccia di adsense o di fama, perché non basta essere di sinistra per poter aggregare qualsiasi cosa scriviamo. Un Kilombo più sicuro, perché ci vuole un aggiornamento software e qualcuno che si prenda la resposabilità della sicurezza. Un Kilombo dove chi aggrega non deve aver paura di essere attaccato per le sue idee o perché non abbastanza o troppo di sinistra. Queste discussioni lasciamole ai ragazzini delle medie, chi viene accettato in Kilombo è perché ha condiviso i nostri valori e questo deve bastare.

Un’ultima raccomandazione: non lasciamo che Kilombo venga snaturato. Molti altri aggregatori di sinistra vorrebbero vederci chiudere, non faccio nomi, ma sapete benissimo chi ne trarrebbe giovamento. I più anziani si ricorderanno di Bloggoverno, ecco non vorrei finisse così a causa di troll e ripicche.

Grazie dell’attenzione e votate!

Pubblicato in Attivismo, comunismo da swampthing | 8 Commenti »

starGiorgio

20 luglio 2009 alle 08:56
Spartaco

Si tratta del quinto episodio di Amarcord… Rosso. E’ dedicato ai compagni  che, combattendo la grande battaglia della giustizia e del riscatto sociale,  all’ombra del Partito, si sono portati l’acqua al proprio mulino.

I contadini erano  schierati in prima fila, sotto il palco, nella piazza del paese. Gli operai invece stavano ai lati e controllavano che tutto  andasse  per il meglio.  Noi giovani  del complesso “I ragazzi del Sud” avevamo messo a disposizione l’amplificatore e le casse piantate  giusto davanti alla sezione della Democrazia Cristiana, che quel giorno era rimasta chiusa perché così gli avevano consigliato dalla Questura.

Veniva Giorgio.

Una grande soddisfazione. Mentre i fascisti ostentavano il loro Giorgio, il fucilatore repubblichino che ha tenuto in braccio la Terza Alta Carica Dello Stato, noi avevamo il nostro, che faceva parte del Comitato Centrale. Io li sapevo tutti  a memoria ed ero emozionato: con la scusa di smanettare sull’amplificatore messo proprio dietro al palco lo avrei visto da vicino.

Faceva  caldo, era  giugno. Finalmente Giorgio arrivò, in doppio petto marrone con la cravatta stretta intorno al collo.  Quando scese dalla macchina barcollò, noi pensammo per via della statura. Invece secondo i contadini erano state le giravolte del paese, che  lui non aveva sopportato perché era fatto di un’altra pasta.  Perciò ai contadini  risultò immediatamente antipatico.
Ma intervennero gli operai, che, in quanto egemoni nel partito, fecero ricorso all’argomentazione della presenza del Comitato Centrale nella piazza del paese: così, anche quella volta, il centralismo democratico ebbe il sopravvento.
I contadini decisero di pazientare, come gli aveva insegnato Togliatti,  felici che almeno loro non vomitavano lungo le giravolte del paese. Forse perché le facevano a piedi o perché nello stomaco non avevano più niente.
Sia come sia, Giorgio salì sul palco e incominciò a parlare. Mi accorsi che dalle casse non usciva nulla. Giorgio muoveva la bocca, ma in realtà non si sentiva nulla. Perché non diceva assolutamente nulla. Portai al massimo l’amplificatore ma senza risultato.

A m’arcord… una cravatta stretta intorno al collo sotto il sole di giugno, un gessato marrone  e una smorfia di disgusto, perennemente stampata sul volto, il marchio indelebile dell’appartenenza alla sua casta.

Pubblicato in comunismo da Spartaco | 9 Commenti »

starIl suicidio della sinistra comunista. Una storia lunga costellata di errori marchiani.

16 aprile 2008 alle 13:30
calogero

Quando un progetto fallisce miseramente come quello della sinistra arcobaleno, un qualche straccio di conclusione bisognerà pur trarlo. La conseguenza della débacle elettorale è la scomparsa della sinistra comunista dal parlamento. Nel paese che ebbe il partito comunista più forte, strutturato e articolato dell’occidente, oggi in quel paese di quel partito non rimane traccia.
Sinceramente non pensavo di vedere scomparire di botto l’arcobaleno, anche se la scelta di Veltroni di correre senza i cugini comunisti, data questa legge elettorale con i suoi sbarramenti, doveva essere un campanello d’allarme chiaro. Infatti Bertinotti, politico garbato e sopravvalutato un po’ da tutti, ha esordito nella campagna sottolineando il bisogno di un ritorno alla lotta di classe. E perché no all’abolizione della proprietà privata? Come suggeriva candidamente la signora candidata di Sinistra Critica D’angeli? La lotta di classe, un bel messaggio rassicurante in un’Italia stanca e con le tasche vuote.

In un paese destrorso come l’Italia sono accaduti due eventi politici che possiamo definire miracolosi: la doppia vittoria di Romano Prodi, unico in grado nella seconda repubblica degli scontri diretti di battere due volte su due Berlusconi. Due vittorie risicate, sofferte ma foriere di una qualche forma di speranza per tutta la gente stufa del berlusconismo. I due governi Prodi erano creature fragili e delicate, e per questo ancor più preziosi e meritevoli di essere salvaguardati e protetti come bimbi in fasce.
Il primo lo fece cadere Bertinotti ad entrata area Euro acquisita, senza una scusa plausibile che non fosse la difesa della visibilità del partito di fronte alla base, la paura di essere fagocitati da una sinistra di governo che palesava nella sua azione l’inutilità di un partito comunista antagonista.
Il secondo Prodi, è storia recentissima, è stato fatto fuori fisicamente da Mastella e Dini. Ma loro hanno trovato un terreno arato e concimato per bene da Bertinotti e compagnia. Il governo Prodi è stato indebolito davanti all’opinione pubblica da un continuo stillicidio di dichiarazioni contro l’azione dell’esecutivo. Un esecutivo debole non per sua incapacità o colpa, ma per l’intrinseca debolezza della maggioranza al senato che dava potere ricattatorio a tutte le componenti. L’idea messa in pratica in questi mesi di poter dire e contraddire il Presidente del Consiglio senza soluzione di continuità, ha consegnato l’Italia a Berlusconi in maniera così netta. Le ragioni della sonora e cocente sconfitta risiedono in questo logorio, in questa immagine più da armata Brancaleone che da coalizione di governo unita e responsabile di fronte al paese. L’idea follemente stupida di ministri che scendono in piazza contro se stessi (adesso ne avranno di tempo per le piazze!), i verdi anti-infrastrutture e antitutto, completamente incapaci di dare un’impronta ecologica all’azione di governo che non fosse demagogica.
Tutto questo e una campagna elettorale più improntata contro il PD (in onore alla tradizione comunista che vuole prima il regolamento di conti interno), e poi verso la destra clericale, reazionaria, razzista e berlusconiana hanno cancellato dal parlamento una forza storica, di cui inizio a chiedermi se sentirò la mancanza.

Pubblicato in comunismo, Politica da calogero | 37 Commenti »

starCompagno, quanto guadagni?

10 marzo 2008 alle 16:06
Audrey

Sinceramente non ho mai stimato Giovanni Russo Spena, ma leggendo stamattina questo pezzo su “Liberazione” l’ho apprezzato.

www.liberazione.it/giornale_articolo.php? id_pagina=40433

Perché con semplicità e chiarezza è andato al cuore di quello che è oggi, forse, per gli italiani, il punto più critico dei rapporti tra loro e la “politica”.

La sproporzione, l’ingiustizia economica tra il costo della “politica” e il mondo normale, delle persone che lavorano e fanno fatica ad arrivare alla terza settimana (ormai la deadline non è più la quarta).

Alla fine di queste sudate discussioni, immancabilmente, ti viene posta la domanda:
«Ma i parlamentari quanto guadagnano? Perché il tuo stipendio è tanto più alto del mio?»

E come sottolinea bene Russo Spena, non è populismo né demagogia, è vita reale, perché “la questione morale” di Enrico Berliguer oggi è tutta qua, in questa domanda.

Pubblicato in comunismo, Politica da Audrey | 19 Commenti »