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dotArchivio della Categoria 'Fascismo arretrato'

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Ancora fascisti in giro?

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starSe Berlusconi se ne va, per festeggiare chiudo il blog

8 novembre 2011 alle 10:31
swampthing

berlusconi-brindisi-alla-faccia-del-piduista.jpg

Un fioretto per la liberazione dell’Italia!

Pubblicato in Autocelebrazioni, Fascismo arretrato, Fiction, garaglò-booorble-burp, Gossip, Guerra Globale, Il nano piduista, Relax, terrorpilots da swampthing | 8 Commenti »

starBuffoni

8 giugno 2011 alle 19:13
swampthing

«Siamo sempre l’Italia di piazzale Loreto, basta un nome in prima pagina e tutto viene infangato, quando il fatto per ora non è chiaro».

A piazzale Loreto c’erano dei fascisti di merda a testa in giù, non dei poveracci con un nome in prima pagina da infangare, coglione!

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starMessaggio di Bossi ai leghisti a lobi unificati: “Immigrati? Föra da i ball”

29 marzo 2011 alle 19:36
calogero

Ribadisce i concetti già espressi più volte – e ieri per l’ennesima volta dal ministro dell’Interno Roberto Maroni. Ma lo fa alla sua maniera. Con tanto di fischio e gesto della mano. “Immigrati? Föra da i ball”, dice Umberto Bossi parlando della crisi a Lampedusa, ovvero i clandestini vanno rimpatriati, l’Europa deve condividere il peso dell’emergenza con l’Italia, le partenze vanno bloccate all’origine con la collaborazione dei governi nordafricani.
[repubblica.it]

Inutile riderci sopra. Questo qua ci governa. E parla questa lingua qua, non per comunicare con noi, ma per comunicare con loro, la sua base, quella che capisce solo che le-nostre-tradizioni-non-ce-le-tocca-nessuno. Infatti dall’ictus in poi  ha acquisito popolarità: era da tempo che Bossi non si esprimeva con tanta chiarezza. Frasi semplici e brevi, di facile assimilazione, tanto per far capire al leghista medio (che è il top) che il senatur è vivo e ha ancora una linea politica coerente. L’avete votato, cazzi nostri!

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starDonna cornuta e nonno puttaniere

16 gennaio 2011 alle 22:47
calogero

Ho visto qualche sera fa un bel film: Vincere . Narra della storia di Ida Irene Dalser, internata al manicomio, durante il regime fascista, per aver sostenuto di essere la moglie di Benito Mussolini e la madre di suo figlio Benito Albino.
Questo film, mi ha fatto venire in mente che ci sono alcune verità storiche inconfutabili sulla vita del dittatore e cioè che essendo stato, sostanzialmente, un grande puttaniere, sua moglie Rachele era, sostanzialmente, una gran cornuta. Al che mi chiedevo se non fosse per questo che, l’onorevole Alessandra guarda con indulgenza alle feste con troie del nano, e non per un secondo fine eminentemente ed inconfessabilmente politico, ma ricordando, sicuramente con sincero affetto, le figure del nonno puttaniere e della nonna cornuta.

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starLa faccia come uno stronzo fumante

18 novembre 2010 alle 16:58
swampthing

“Questo governo si è qualificato sull’ antimafia, con la grande lotta alle mafie, coronata da grandissimi risultati. Non vorremmo che la caduta di questo governo significasse anche l’interruzione di questo circuito magico di leggi contro le mafie”.

Il ministro della Giustizia, Alfano.

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starIl Re è morto, viva il Re

12 novembre 2010 alle 16:29
Spartaco

Così veniva annunciata in Francia diversi anni fa la morte del re, che sì era morto, ma il suo posto veniva preso in tutto e per tutto dal suo successore, nel segno di una continuità che ne comportava l’immediato riconoscimento.

Chi oggi seppellisce il re lo fa per garantirgli la successione, nell’ottica della perpetuazione del potere e della salvaguardia del regime. Il Re non è stato abbattuto dal popolo. Il palazzo non è stato messo a ferro e fuoco. Semmai è l’esatto contrario. Contano, è vero, gli eccessi del defunto. Non è trascurabile il fatto che fosse un puttaniere, che non perdesse occasione per coprirsi di ridicolo, che amasse circondarsi della più turpe canaglia, che fosse uno spudorato mentitore, che anteponesse sempre e comunque il suo personale interesse all’interesse dello Stato.

Ma era il Re.

Non per grazia di un Dio nel quale forse non credeva, ma per volontà della nazione o, come era solito dire, per “mandato degli elettori”. Un re può morire in due modi: di morte violenta o di morte naturale. La morte violenta è quella che avviene per mano altrui nel tentativo di cancellare il sistema che il re rappresenta. La morte naturale è quella che avviene per cause naturali, come per un’indigestione, un’ubriacatura, un eccesso, insomma.

Di orgia, così è morto Berlusconi.

Diceva bene ieri sera Bocchino che l’ultimo dei problemi è chi prenderà il posto di Berlusconi. Può essere uno qualunque, una nullità qualsiasi, che proprio in forza della nullità che rappresenta, è il contrario degli eccessi. Uno come Fini, insomma.

Perché gli eccessi di Berlusconi, secondo il pensiero bocchinaro, non sono gli eccessi del sistema. In altri termini non è il sistema, nel suo modo di essere, nella sua morale, nella sua ispirazione, nei suoi presupposti ideologici, responsabile della generazione del “mostro” Berlusconi. Semmai il sistema, secondo la visione bocchinara, ne è la vittima: Berlusconi, per stare appresso alle mignotte e raccontare barzellette, “trascurava” di servire degnamente uno Stato che aspetta solo di essere servito.

Non c’è nessun marasma. La questione di Berlusconi si chiude con Berlusconi. La destra rimane la destra e la sinistra rimane la sinistra. Perciò Bocchino, a fronte di una domanda insinuante, ha ripetuto forte e chiaro che lui, con il suo giro, è la destra. E che la destra ha i valori che sono i valori di destra.

Per esempio la legalità.

La legalità cui si riferiva Bocchino è legalità della destra, che sarà onorata facendo fuori Berlusconi. Perché per il resto funziona benissimo.

Bastava guardare l’amore e il senso dello Stato con cui i poliziotti manganellavano e picchiavano in modo “pesante” quelli che erano andati sotto la gru, responsabili con quelli che stanno sopra la gru di fermare i lavori della metropolitana “leggera” di Brescia.

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starSconosciuto mena Daniele Capezzone

26 ottobre 2010 alle 18:53
calogero

Daniele Capezzone, portavoce nazionale del Pdl, è stato aggredito a pochi metri dalla sede di via dell’Umiltà da uno sconosciuto, che gli ha sferrato un pugno al viso e poi si è dileguato. corriere.it

Condannando fermamente l’accaduto, mi resta insistente in testa la domanda su chi possa mai voler menare, in Italia, Daniele Capezzone.

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starFini getta la maschera: è ancora servo del nano offshore

19 ottobre 2010 alle 21:57
calogero

Approvato l’emendamento Vizzini che sospende i procedimenti contro le alte cariche dello Stato anche per i fatti precedenti l’elezione. Il via libera all’emendamento al Lodo Alfano è arrivato dalla commissione Affari costituzionali del Senato con 15 voti a favore e 7 contrari. Hanno votato a favore 13 senatori del Pdl e Lega più il senatore finiano Maurizio Saia e il senatore dell’Mpa. In base ad esso, “i processi nei confronti del presidente della Repubblica o del presidente del Consiglio, anche relativi a fatti antecedenti l’assunzione della carica, possono essere sospesi con deliberazione parlamentare”. repubblica.it

Fini mi sta dando il voltastomaco. :vomit:

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starIl Corriere della Sera si autocensura. Paura del nano o inspiegabile pudore?

18 marzo 2010 alle 13:35
calogero

Questa immagine del pupazzo che raffigura Berlusconi a Las Fallas di Valencia, rende bene l’idea di come il nostro Premier P2 venga percepito e sbeffeggiato all’estero: immerso in una vasca con tre ragazze, una gli sta probabimente praticando una fellatio subacquea. Bello, vero?
Cosa che non si capisce minimamente nella foto pubblicata oggi sul sito internet del Corriere della sera. Curioso, no? Io la trovo una pessima e patetica forma di autocensura.

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starLoro risolvono le emergenze. O le creano?

7 marzo 2010 alle 22:01
calogero

Hanno mandato a depositare le carte per il PdL a un tipo a cui, io, dopo aver visto il filmato dell’intervista dove spiegava quello che è successo, non chiederei nemmeno se mi va a comprare le sigarette.
Evidentemente nel popolo della Libertà laziale era il massimo che si potesse esprimere. Sono votabili?

Non ho ancora sentito una sola parola di scuse rivolte al popolo italiano per il casino creato. Non ho ancora sentito un minimo mea culpa, un qualche senso di colpa, nemmeno un imbarazzo. Anzi, nel solco della tradizione berlusconiana, la linea è sempre la stessa, negare l’evidenza e attaccare, insultare e mistificare. Il livello intellettuale più elevato l’ha raggiunto quella sciagura nazionale che porta il nome di Larussa: “gli piace vincere facile”, citando una nota pubblicità. Ignorando che se consegno la schedina fuori tempo massimo, non viene accettata.

Riscrivere le regole in corsa, anche se a livello di interpretazione, rimane un sovvertimento delle regole a partita iniziata. Una cosa inaccettabile degna di un regime fascista. Forse Napolitano non doveva firmare. Forse ha scelto il male minore. Rimane la speranza che questa gentaccia prenda una sonora bastonata nelle urne. Se non ora quando?

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