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dotArchivio della Categoria 'Fascismo arretrato'

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Ancora fascisti in giro?

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starMi vergogno dei miei concittadini. Quelli autoctoni!

1 dicembre 2009 alle 12:42
calogero

Ci sono due pagine che si fronteggiano sul noto social Facebook. La prima nasce contro la presenza in città dei cittadini del Bangladesh. Si chiama: Monfalcone pulita, piazza vecchia e senza bangla!!!!!!!!!. L’altra, nata in risposta Monfalcone pulita….nei cervelli è su Facebook.

Il caso della mia città (Monfalcone) è un caso molto interessante, perché dimostra inequivocabilmente come la forma mentis del razzista sia attiva indipendentemente da quello che combina il discriminato di turno. Se, ad esempio, molti si lamentano della presenza dei romeni, additandoli come criminali specializzati in stupri e rapine, lo fanno perché si rifanno a fatti di cronaca e poi compiono la generalizzazione, che è l’atteggiamento principale del razzista. Questa operazione mentale è tipica dello stupido o delle persone di scarsa cultura. Il ragionamento è assente, la capacità di comprensione di cose minimamente complesse impossibile. Si procede in maniera manichea e per categorie semplici e nette. Al ragionamento vengono sostituiti gli slogan che parlano alla pancia (generalmente piena) e non toccano il cervello (generalmente vuoto). Il massimo del godimento per il razzista è gridare: padroni a casa nostra, come se gli altri abitassero altrove.

Il razzista si fa portatore di verità assolute e incontrovertibili, e poco importa che il loro modo di agire abbia generato orrori come il KKK, lo sterminio degli ebrei, l’apartheid e altre porcherie. Oggi il razzista difende le tradizioni, la libertà e la bandiera.

Nel caso della mia città, Monfalcone, nonostante la comunità bengalese sia lavoratrice, in regola con i documenti (non sono clandestini) e non dedita ad attività criminali, l’ondata di livoroso fastidio si è levata ugualmente. La colpa è quella di esistere, essere presenti nelle strade e ben visibili con i loro abiti colorati. Aver “colonizzato” la piazza, peraltro snobbata dai monfalconesi indigeni schifati dalla ristrutturazione, e forse sputare per terra, cosa che i monfalconesi, notoriamente affezionati al “bicer“, hanno sempre fatto.

Ecco, questo secondo me è quello che succede, quando ci sono ondate migratorie in percentuale rilevante sulla popolazione preesistente: i razzisti si attivano indipendentemente da quello che accade.

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starLe strane associazioni mentali dell’onorevole porcata

21 novembre 2009 alle 21:01
calogero

«Chi dice che gli stranieri sono diversi è uno stronzo…». Secco il giudizio del Presidente della Camera, Gianfranco Fini, riferito a chi sostiene che le persone che vengono da altri Paesi siano diverse. E poi: «C’è qualche stronzo che dice qualche parola di troppo? – ha detto – Se qualcuno pensa che siete diversi, qualche parolaccia se la merita. Voi la pensate e io la dico»

Ma al presidente della Camera replica immediatamente il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, interpellato dall’Ansa: «Fini ha perfettamente ragione a dire che è stronzo chi dice che lo straniero è diverso. Ma è altrettanto stronzo chi illude gli immigrati». «È infatti una stronzata, per usare il linguaggio di Fini – spiega Calderoli -, illudere gli extracomunitari che il nostro è il Paese di “Bengodi” e che c’è lavoro per tutti, visto che il lavoro manca in primo luogo ai nostri cittadini.
[corriere.it]

La frase pronunciata da Gianfranco Fini è ovviamente condivisibile e rispecchia il modo di pensare che ha una persona non razzista che considera uguali le persone e non accetta le discriminazioni fondate su colore della pelle, religione, etnia, lingua, tradizioni eccetera. In sostanza riflette fedelmente quello che direbbe un qualsiasi politico di destra europeo. In Italia però questo tipo di uomo di destra quasi non esiste. Noi abbiamo il berlusconismo -sul quale adesso non ci dilunghiamo- e i nazisti verdi, alleati insieme per far danni. La destra italiana è rappresentata da questi due tipi politici mentre latita il tipo assimilabile alla destra liberale europea.

Quindi ecco che una semplice frase largamente condivisibile che esprime un concetto di uguaglianza, fa scattare il nervo scoperto di mister porcata: uguaglianza uguale illusione. Guai a far credere agli stranieri che da noi gli esseri umani sono considerati uguali e non sono discriminati. Per Calderoli ci sono già abbastanza leggende metropolitane che circolano nel terzo mondo sul benessere del primo mondo. Figuriamoci se sentissero pure che sono degli uguali tra loro pari.

E guai a dare il voto agli immigrati: vi immaginate i leghisti che vanno a chiedere il voto ai tre milioni di immigrati che vivono stabilmente e regolarmente in Italia? :mrgreen:

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starCari amici della destra che votate per Berlusconi pensando che sia democratico: non è forse il caso che cominciate a preoccuparvi pure voi?

13 giugno 2009 alle 21:05
calogero

Arrivano le ronde nere. Ovviamente quei segaioli dei leghisti non potevano che essere sorpassati a destra da gente dall’aspetto meno bucolico. Altro che scampagnata in Brianza con salsicce e fiumi di birra. Qui c’è gente che fa sul serio.

E a tutta le persone che votano a destra in buona fede, credendo nella democrazia come noi ci crediamo, rivolgo una domanda: non è il caso che cominciate a preoccuparvi come noi sul futuro democratico dell’Italia?

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starLegge sul testamento biologico: una legge catto-fascista

25 marzo 2009 alle 22:37
calogero

Resta nel testo sul testamento biologico, l’obbligo di idratazione e alimentazione forzata per i pazienti a fine vita. Chiamato a votare gli articoli del ddl sul testamento biologico, il Senato ha negato la possibilità che il paziente, “in condizione estrema di fine vita”, possa esprimersi sull’idratazione e l’alimentazione artificiale.
[repubblica.it]

Per capire a che punto siamo arrivati nel degrado del parlamento, dobbiamo leggere l’articolo 32 della Costituzione della Repubblica, discussa nel 1947 ed entrata in vigore il 1 gennaio 1948.
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Nel 1947, i costituenti erano molto più avanti ed illuminati dei parlamentari odierni. Forse, anche per il tragico periodo storico appena conclusosi, la parola libertà aveva un significato più completo di oggi, e i costituenti ne diedero prova in molti altri articoli, redigendo un testo costituzionale di grande spessore e ancor oggi attuale.

Il parlamento di oggi invece, proprio oggi, ha dato ulteriore prova di inadeguatezza, impreparazione e -ancora più grave- di non servire gli interessi del popolo, bensì quelli della chiesa.
L’articolo di legge di cui sopra, si può definire senza ombra di dubbio catto-fascista. Catto, perché scritto per leccare le terga della gerarchia ecclesiastica, che se in Europa prende sberle (vedi caso preservativi in Africa) e si lecca le ferite, in Italia trova una classe politica a lei asservita e priva di autonomia intellettuale. Questa legge post Eluana sembra una vendetta contro chi ha osato sfidare, vincendo, l’autorità vaticana. Sembrano voler dire “pagherete caro questo affronto, vi schiacceremo, voi e le vostre pretese di ergervi al di sopra di Dio”.
Fascista perché la violazione della Costituzione è talmente grossolana e palese che solo dei parlamentari completamente privi del concetto di democrazia liberale, come lo erano i fascisti, possono votare leggi scempio di questo genere.

Ultima speranza per non vedere promulgata quest’altra legge porcata, il Presidente della Repubblica Napolitano.

Pubblicato in Fascismo arretrato, L'ora di religione da calogero | 32 Commenti »

starThe latest fashio

6 marzo 2009 alle 19:48
Nemesis

La categoria di questo blog è “fascismo arretrato”, ma penso che “fascismo futuro” renderebbe meglio l’idea.
La notizia sta facendo il giro di internet, ed è mio compito continuare a farla girare, come minuscolo cane da guardia della nostra fragile democrazia.

Come si forma la gioventù al fascismo? La si forma non solo e non necessariamente con squadracce armate, manganelli, e curve da stadio trasformate in gehenne nere, ma anche tramite mezzi subdoli, scintillanti. I grandi fratelli, i discorsi qualunquisti in tv sempre più squallide (per farvi comprare sky), le ronde sono mezzi subdoli ed altrettanto efficaci. Appiattiamo, rasiamo, cancelliamo: il metodo Salazar funziona.

Non fa eccezione, pare, il mensile femminile Top Girl, dedicato alla fascia (mi si perdoni l’umorismo involontario) comunemente nota come “Sbarbine”: ragazzine che si vorrebbe cre-teen, perse tra il post-winks e il pre-velina, tra un battito di ciglia appena spuntate e un ancheggiamento assolutamente troppo precoce e forzato, a Tatangelizzare fanciulline appena tumescenti.
Salvo smentite e clamorosi retromarcia, che attendo e spero per non stigmatizzare troppo il tutto, il mensile si lancia un un bell’articolone compiaciuto che si chiama “la carica dei neofascisti”, con una bella discussione sulla “tendenza del momento” su una nuova “tribù urbana” (sic!).

Vi invito a leggere l’articolo di Andrea Pomini in merito; certo che pensare che l’editore è Mondadori, verrebbe da pensar male.

Lo sdoganamento dell’iconografia fascista è solo l’ennesimo passo, in questo momento, verso lo sdoganamento del fascismo col suo antico nome. Simboli littori compaiono in giro con sempre più naturalezza, come se avere il calendario del duce in un bar fosse come avere un crocifisso appeso.

Chiosa: sono in un locale dalle parti di Padova, per lavoro. La barista ha appeso dietro il banco una serie di tanga. E mentre sorrido della pacchianaggine dell’arredamento, noto che uno dei tanga ha l’effigie di Benito Mussolini. Un tanga con Benito Mussolini: la meningite non è stata debellata del tutto, evidentemente.
La incalzo: “ah, interessante quel tanga”
Lei sorride: “vero?”
“Sono uno di quei tanga che si indossano al contrario, con il duce nel culo, vero?”

Non ha gradito.
Strano.
Forse le nuove tribù urbane non hanno grande senso dell’umorismo.
Mannaggia.

Pubblicato in Fascismo arretrato da Nemesis | 23 Commenti »

starLa sicurezza dei cittadini ai tempi del nano: inseguire i delinquenti a piedi

16 febbraio 2009 alle 21:46
calogero

Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma dichiara all’Unità: “Alla violenza non si risponde con la violenza: non per essere buoni, semplicemente perché non serve. Per costruire una società più sicura bisogna dare a polizia e carabinieri: uomini, mezzi, fondi. E bisogna mettere i tribunali in condizione di funzionare: con fondi e personale. Non c’è altra strada”.
Infatti, come dimostra l’inchiesta di Repubblica, il governo del nano non muove un dito in questa direzione. Tra Roma e Napoli ci sono 500 (cinquecento) mezzi delle forze dell’ordine ferme per mancanza di manutenzione: sono senza fondi.

La destra sa fare solo proclami, proclami e proclami. Sulla pelle del cittadino. Purtroppo anche sulla pelle del cittadino che non se l’è bevuta e non li ha votati.

Pubblicato in Fascismo arretrato, Il nano piduista da calogero | 43 Commenti »

starI dubbi del giovane Gianfranco Fini

3 febbraio 2009 alle 16:13
swampthing

gasparri vegetale

“E’ iniziato l’omicidio di Eluana”

piagnucola Gasparri.

“Ho solo dubbi, uno su tutti: qual è e dov’è il confine tra un essere vivente e un vegetale?”

dichiara Fini.

Guarda la foto sopra Gianfranco, guarda la foto sopra…  :mrgreen:

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starLa storia condivisa alla maniera della destra triestina: intitolare una via ad un fascista

9 dicembre 2008 alle 21:55
calogero

Dal Diario di guerra di Mario Granbassi.
La sento tanto profondamente come una guerra fascista questa che sono venuto a combattere, sacrificando i miei affetti più cari e abbandonando il mio posto di lavoro! Gridare il nome del Duce, in faccia a questa trincea comunista, in questa notte di guerra, tanto lontano dalla Patria, è per me una soddisfazione che mi dà un’emozione profonda. Con quanto maggior diritto, con quanto orgoglio e fierezza, potrò gridarlo ora il nome del Duce, nelle piazze d’Italia se il destino mi farà tornare ai miei dopo aver compiuto anche con le armi il mio dovere di fascista.

A Trieste la polemica infuria sull’intitolazione di una scalinata a questo “celebre” personaggio triestino. I suoi meriti sono indubbi. Giornalista e pioniere della radiofonia, interpretava nel 1931 tale Mastro Remo, che in una striscia quotidiana di 20 minuti chiamata “Balilla a noi” raccontava storielle e favolette per bambini. Il successo era enorme e nella Venezia-Giulia tutti ne parlavano. Granbassi morì in Spagna nel 1939, mentre combatteva a fianco delle truppe fasciste di Francisco Franco e contro la repubblica democratica. Ebbe dal regime fascista in cambio della vita una bella medaglia tutta d’oro, con la seguente motivazione: Comandante del plotone arditi di battaglione, si lanciava audacemente contro una munitissima posizione nemica che, con nutrito fuoco, causava forti perdite al suo battaglione, riuscendo, dopo aspro combattimento a corpo a corpo, a scacciarne l’avversario. Ferito, si faceva medicare sommariamente. Ripreso il comando dei suoi arditi, si gettava ancora, con suprema audacia, nella lotta finché, investito da una raffica di mitragliatrice, cadeva colpito a morte. Prima di spirare inneggiava all’Italia, incitando i suoi uomini a continuare la lotta e a non preoccuparsi della sua persona.

In questo modo la destra, a Trieste, da il suo contributo alla storia condivisa, che serve a formare la coscienza e lo spirito unitario di una nazione. E siccome Granbassi era un intellettuale e i politici triestini non sono da meno, davanti alle critiche il sindaco forzista Roberto Dipiazza risponde con un articolato “me ne frego” e il suo vice Paris Lippi con un “non me ne può fregare di meno”.

PS La nipote di Mario Granbassi, Margherita, fiorettista medagliata alle olimpiadi e interprete di Annozero, dichiara -chiamandosi fuori- che della guerra di Spagna non sa poi molto. E poi dicono che gli ignoranti sono i calciatori…

PS2 Per chi volesse, l’incomparabile articolo di Claudio Magris, apparso sul Corriere del 26 ottobre.

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starIl Vaticano mi fa schifo

1 dicembre 2008 alle 20:52
calogero

Il Vaticano si oppone alla proposta di depenalizzazione universale dell’omosessualità, presentata all’Onu dalla Francia. L’osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, monsignor Celestino Migliore, ha spiegato che l’Onu non deve depenalizzare l’omosessualità perché ciò porterebbe a nuove discriminazioni, in quanto gli Stati che non riconoscono le unioni gay verranno “mesi alla gogna”.

“Tutto ciò che va in favore del rispetto e della tutela delle persone – ha affermato l’arcivescovo – fa parte del nostro patrimonio umano e spirituale. Il Catechismo della Chiesa cattolica, dice, e non da oggi, che nei confronti delle persone omosessuali si deve evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione”.

“Ma qui – ha aggiunto Migliore, in riferimento alla proposta che la Francia ha intenzione di presentare all’Onu in favore della depenalizzazione dell’omosessualità nel mondo intero – la questione è un’altra. Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di paesi, si chiede agli Stati ed ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni”.

“Per esempio – ha detto l’arcivescovo all’agenzia cattolica I-Media – gli Stati che non riconoscono l’unione tra persone dello stesso sesso come “matrimonio” verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni“. [repubblica.it]

Il Vaticano mi fa letteralmente schifo. Si nascondono dietro i loro pseudoragionamenti. Fanno gli intellettuali. Predicano carita’ e perdono. Ma sono solo degli schifosi fascisti razzisti. A questo punto ho piu’ stima di un neonazista. Almeno lui ha le sue idee del cazzo e le dichiara a viso aperto, magari esponendosi alla stigmatizzazione e a condanne penali, ma dimostrando -per quel che vale in questo caso- coerenza. In Vaticano invece si spaventano perche’ il riconoscimento all’ONU metterebbe in difficolta’ prima di tutto loro e la loro religione! Fanculo! A Roma la misericordia e l’accettazione dell’altro stanno a ZERO!

Posto ancora dall’articolo la reazione di Arcigay, e poi scusate ma vado in cesso a vomitare.

Durissima la replica dell’associazione Arcigay: “È di una gravità inaudita che il Vaticano, e quindi, la Chiesa cattolica tutta, si adoperi affinché questa richiesta non passi e, si prefigura come un vero e proprio atto di condanna a morte contro i milioni di gay e di lesbiche che hanno la sfortuna di abitare in paesi sanguinari”.

L’Arcigay ricorda che in 91 Paesi del mondo sono previste sanzioni, torture, pene e persino l’esecuzione capitale (10 paesi islamici) contro le persone omosessuali. “La scusa per cui la richiesta francese non dovrebbe passare perché da quel momento gli stati che non riconoscono le unioni gay sarebbero messi all’indice, – conclude l’Arcigay – non solo non ha alcun senso, ma è una studiata e cinica bugia per nascondere ciò che realmente il Vaticano vuole: mantenere la pena di morte e il carcere per le persone omosessuali”.

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starL’Isola dei famosi, Radio Padania, il transgender e le erezioni dei giovani padani

26 novembre 2008 alle 21:19
calogero

Un «fenomeno da baraccone» in una «trasmissione schifosa» che «veicola messaggi subliminali ai giovani» inducendoli ad una «insana trasgressione»: questo il commento con cui Marco Pellegrini, Luca Talice (capogruppo leghista al consiglio comunale di Seregno, Milano), e Roberto Maggi, conduttori del martedì sera di Radio Padania Libera, hanno salutato la vittoria di Vladimir Luxuria all’ultima edizione dell’Isola dei Famosi. [L’Unita’.it]

Avesse vinto una bella gnocca, a Radio Padania avrebbero festeggiato, magari nella speranza che al capo si smuovesse qualcosa, finalmente. E invece no. Ha vinto Vladimir Luxuria, transgender. Che schifo. Ha vinto un mezzo uomo-mezza donna. La gioventù leghista è in pericolo. Il trans era meglio restasse in parlamento che tanto la non contava nulla. Invece sull’Isola dei Famosi (programma ributtante, ma per altri motivi) ha avuto successo e ampia eco. Sicuramente i giovani leghisti, poco brillanti in quanto tali, erano davanti alla televisione. Si saranno accorti che Vladimiro Guadagno, anche se non è più come mamma l’ha fatto, rimane una persona intelligente e arguta. Un rischio inaccettabile per ragazzi cresciuti a pane e pregiudizio.

Era meglio restassero davanti alle reti fatte per la famiglia di Berlusconi, convinti che programmi come Striscia siano libera informazione in libera televisione, e che le inchiestone delle Iene attacchino il potere (in Parlamento gira droga, che scoperta).
I giovani padani, devono crescere nella convinzione che maschio è bello, che il maschio va a figa, che il maschio ha sempre un’erezione per tutti. Come il capo, forse, una volta.

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