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dotArchivio della Categoria 'Il nano piduista'

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Detto anche il cavaliere

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star10:47: Berlusconi esce dall’aula per fare la cacca

13 dicembre 2010 alle 11:08
swampthing

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Così almeno dicono sulla diretta dal Senato del Corriere.

Per il resto nulla da segnalare, il solito schifo. :vomit:

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starFini molla il nano: governo finito! Ma il nano non molla la poltrona e se ne viene fuori con la vaccata dello scioglimento di una sola camera.

16 novembre 2010 alle 13:17
calogero

Siamo ad un passo dal colpo di stato. Il nano ormai è completamente fuori di senno. I finiani hanno lasciato il governo. Lui vede il suo potere sbriciolarsi e immagina già il cielo a quadretti dal fondo di una cella. E, come sempre, mal consigliato dal suo staff di eminenti costituzionalisti, spara la vaccata dello scioglimento di una sola camera, che ha una sola chiave di lettura: non-me-ne-vado.

La Costituzione parla chiaro: il Governo deve avere la fiducia di entrambe le camere (Art 94 Cost.). Se la perde in un ramo del Parlamento, si va a casa. Prodi docet. Ma Prodi era un signore e un galantuomo. Non stava al governo per evitare i processi. Ci stava per governare il Paese, e cadde due volte: la prima tradito dall’inutile Bertinotti, la seconda da un impresentabile Clemente Mastella. Ma si dimise dopo la sfiducia in Parlamento, dopo il voto e senza drammi. In una parola: da statista. E questo spiega anche il 2-0 rifilato al nano.

Per chiarirsi le idee, consiglio la lettura dell’ottimo Gustavo Zagrbelsky su La Repubblica di oggi.

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starIl nano è un porco?

27 ottobre 2010 alle 14:12
calogero

Me lo chiedo da un po’ di tempo. il fatto quotidiano

Pubblicato in Il nano piduista, Il nano piduista e porco da calogero | 19 Commenti »

starChe amarezza che dolore (speciale mondiali 2010)

24 giugno 2010 alle 19:46
swampthing

Bè, risultato ampiamente previsto, ma non meno deludente. L’Italia esce sconfitta, dalla sfiga che porta il nano malefico.
Ma non basta. Sono incazzato, sono nervoso. Vorrei picchiare quel giuda diversamente abile di Umberto Bossi e dirgli che è un cretino. In quest’Italia allo sbando non ci sono manco i soldi per comprare una partita alla Slovacchia. Ma, visto che  Umberto non è raggiungibile, potremmo sfogarci picchiando un leghista a caso, tanto qui al nord è pieno di queste merde. :violent:

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starIl Paladino a Roma

20 marzo 2010 alle 17:58
Spartaco

Dopo il “Visconte dimezzato” e il “Cavaliere inesistente”, nati dal genio di Italo Calvino, ecco il ”Paladino a Roma”. Che, per nostra sventura, non è fantasia, ma realtà. Il Paladino ovviamente è ser Berlusca, partito lancia in resta alla conquista di Roma ladrona, con Bossi che manco a dirlo gli fa da scudiero.

Veramente nell’immaginario collettivo il Paladino è figura solitaria, che si accompagna al più con gli altri prodi, paladini come lui, alla perenne ricerca del torto da riparare o del ribaldo da piegare.

Berlusconi invece è un Paladino particolare, che ama la compagnia. Così a Roma si presenta con il suo esercito, quello dei “benisti”. E’ vero che tanti anni fa un altro esercito marciò sulla città fatale, ma quelli si chiamavano “squadristi”. Comunque, benisti o squadristi, in comune hanno la figura del Capo carismatico, che alla prima occasione mostra i muscoli: quando ci vuole ci vuole.

Certo che Roma è la meta agognata di tutti gli esaltati. Forse perché “capoccia d’er monno infame”, chissà. Mussolini ci andò come degno preludio a tutte le fanfaronate che poi sarebbero venute, del tipo della “riapparizione dell’impero sui colli fatali di Roma”. Anzi, in quella occasione, in un comizio di stampo berlusconiano, il Duce parlò di “impero di pace”. Uguale a Berlusconi, che parla di “esercito del bene”.

Già stamattina, quando forse di Roma cominciava a sentire l’odore,  Silvio il prode  è entrato in pieno invasamento mistico: dalle pagine del Tempo ha attaccato la Bonino dicendo che la sua candidatura “nella città cuore della cristianità” appare “una sciocca provocazione”. Perché la Bonino sarebbe “esponente di una vecchia cultura anticlericale, anticristiana”.

Da quale pulpito viene la predica: un filisteo senza pudore che ha fatto della sua condotta iraconda e lussuriosa la negazione dell’evangelo sulla terra. Basterebbe la sua sfacciata ricchezza a invocare la punizione divina.

E chissà che non venga, travestita da malasorte.

La religione e la superstizione si assomigliano; il presupposto c’è: i candidati governatori del centrodestra che dal palco faranno la messinscena de “il patto  simbolico” saranno tredici.

Speriamo bene! 

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starLa colpa senza la pena

26 febbraio 2010 alle 01:23
Spartaco

Berlusconi ha sempre detto che le accuse che lo riguardano sono montature di gente che gli vuol male.

All’osservazione per cui, se così è, nulla dovrebbe temere da un eventuale processo, lui risponde che i tribunali sono plotoni di esecuzione.Possiamo perciò dire che la difesa di Berlusconi, dettata chiaramente dalla pulsione umana alla conservazione di se stessi, si incentra su due argomentazioni, egualmente gravi e disonorevoli per la funzione “pubblica” esercitata:

a) la  non sussistenza dei fatti che gli vengono attribuiti, almeno nella loro valenza delinquenziale

b) l’inaffidabilità dell’organo giudicante.

Si tratta di un’ invalidazione del sistema giuridico nel suo complesso,  non solo per quel che riguarda gli attori, che sono i magistrati, ma anche la materia da essi trattata cioè i reati. Se poi si aggiungono i provvedimenti legislativi “ad personam”, quelli già fatti e quelli in dirittura d’arrivo, lo scenario è completo: dai tempi di Craxi non si sferrava alla giustizia un attacco così plateale.

Si dà il caso , però, che quello della giustizia è un corpo separato. Con le sue regole e i suoi cerimoniali. Con le toghe e gli ermellini. Che c’è di tanto diverso tra una cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario , una parata militare e un sinodo di vescovi? Nulla. Anche l’esercito e la chiesa sono corpi separati. Che, condivisibile o non, hanno un proprio sistema di “coerenza” interna, di cui il simbolo è proprio rappresentato dalla toga, dalla divisa  e dalla porpora. L’attacco di Berlusconi è perciò l’attacco a un corpo separato che, in quanto tale, non potrà che fare quadrato contro di lui, ad ogni livello, dalla Procura di Potenza alla Suprema Corte. Frutto di questa logica è il pronunciamento della Cassazione sulla vicenda Mills. C’è il reato di “corruzione giudiziaria susseguente”. C’è il corrotto, che, antecedente o susseguente, sempre corrotto è. Ma allora c’è anche il corruttore. E sapete chi è. Dove sta il “machiavello”? Nel fatto che gli sprovveduti forzaitalioti si sono affrettati a cantare vittoria, mentre i giudici se la ridono sotto i baffi. Spera Verdini,  pesantemente coinvolto nell’imbroglio degli appalti compiacenti, nella maggioranza silenziosa che avrà  riguardo di lui. Lo aspettano al varco.  Il giudizio del reato è chiaro. C’è  la colpa.

Non c’è la pena? Non importa: non siamo giustizialisti.   :mrgreen:

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starCraxi non era in esilio, era in fuga

15 gennaio 2010 alle 23:34
calogero

E’ da un po’ di giorni che si parla di riabilitare Bettino Craxi – o Crassi come lo chiamava con disprezzo Bossi – e di farlo passare alla storia (patria) come grande statista. Così ieri sera su raidue al telegiornale ho “seguito” un interessante servizio in cui parlava un Bettino di repertorio e diceva delle cose interessanti.
Si comincia con una balla colossale, la giornalista che parla nel servizio dice che Craxi è in esilio da cinque anni in Tunisia. Esilio? Ma quale esilio, Craxi era scappato per non farsi processare. Era espatriato in Tunisia accolto da un paese amico con il quale lui da Presidente del Consiglio aveva instaurato ottimi rapporti. Insomma un fuggiasco e non un esiliato scacciato dal suo paese per una qualche colpa. E di colpe ne aveva. Tanto più che i giudici lo cercavano per processarlo, altro che pena dell’esilio, quelli volevano come minimo assicurarlo alle patrie galere, invece…

Ma come mai sul telegiornale si spaccia una fuga con l’esilio? Mistero chiarito subito dopo. Craxi inizia a difendere la sua scomoda posizione dicendo che in Italia non si possono affrontare processi che sono orchestrati da Magistrati politicizzati supportati dal partito dell’informazione. Mi sembra di sentire il nano.
Quindi tutto chiaro. Il TG2 dice agli italiani: guardate cosa hanno fatto i magistrati cattivi ad uno statista come Crassi. E’ la stessa cosa che stanno facendo al nano. A sentire certe cazzate ti passa la voglia di pagare il canone. Anche se questa è una cosa di destra.

Povero Craxi. Se ci penso mi fa una certa pena. Il suo discepolo l’ha di gran lunga superato: leggi ad personam, circondato di servi ha sedotto l’elettorato con l’uso del mezzo televisivo e della sua straordinaria capacità a ripetere balle fino allo stremo. Mentre le inchieste incalzavano Bettino è scappato, il nano è rimasto a giocare in casa attaccando come un forsennato, e pare sia lungi dal perdere la partita. Statisti? Né l’uno né l’altro.

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starOrmai a destra accettano di tutto

10 dicembre 2009 alle 20:47
calogero

“La sovranità in Italia è passata dal Parlamento al partito dei giudici”, ha detto il premier Silvio Berlusconi nel corso del suo intervento al congresso del Ppe a Bonn. “In Italia succede un fatto particolare di transizione a cui dobbiamo rimediare”, ha aggiunto, in cui il Parlamento “fa le leggi, ma se queste non piacciono al partito dei giudici questo si rivolge alla Corte Costituzionale” e la Corte “abroga la legge” in quanto da “organo di garanzia” si è trasformato in “organo politico”. La maggioranza, ha quindi ribadito Berlusconi, “sta lavorando per cambiare situazione anche attraverso una riforma della Costituzione”. Secondo Berlusconi tale composizione della Consulta è determinato anche dal fatto che ci sono stati tre presidenti della Repubblica di sinistra.
[ansa.it]

Nessuno ha tirato i pomodori al nano. Forse tutti nel PPE lo sottovalutano. Eppure le sue parole dovrebbero essere gravi anche per un qualsiasi politico europeo. Non dovrebbero allarmare solo gli italiani. Ma pare che in Europa, salvo la stampa che è ferocemente critica col nostro premier, i politici non vogliano esprimersi.

Comunque nel suo discorso non ne azzecca una. Ma sicuramente poco gliene importa. Gli elettori di destra sono abituati ad essere trattati come degli imbecilli. Nessuno dirà del capo “ma cosa cazzo sta dicendo”? La televisivizzazione delle menti dell’elettore del centro destra li ha ridotti a una capacità mentale di un tredicenne nemmeno tanto sveglio.
Non credo che ci sia qualcuno nel centro destra che conosca la Costituzione e che sappia come una una legge arriva davanti alla Corte Costituzionale. Ormai mi sembra chiedere troppo. Lo sforzo massimo mentale consentito per un destraiolo è dare ragione al capo e gridare “Comunista!!!!”. Magari anche a Scalfaro o a Cossiga.

Razza d’idioti!

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starNon processare nessuno per non processarne uno

14 novembre 2009 alle 12:37
calogero

Da quanti anni la lunghezza del processo in Italia è un problema di tale dimensioni da rendere la certezza della pena un miraggio? Chi oggi ha la sfortuna di incappare nelle maglie della legge e di subire un processo rischia di subire un calvario lunghissimo che si configura come una pena accessoria non prevista. La vera disgrazia a volte non è essere condannati, ma subire un processo infinito. Anche e soprattutto se si viene poi dichiarati innocenti. E’ logico che, in uno stato di diritto che voglia definirsi tale, il processo deve avere dei tempi certi e contenuti. Non si può mettere sotto sequestro la vita di un cittadino per dieci anni, in attesa di un giudizio che tarda ad arrivare.
Su questo siamo d’accordo tutti
.

Per questo andrebbero investite risorse per rimpolpare gli organici. Bisognerebbe fornire alle cancellerie gli strumenti per farle funzionare. Si potrebbero informatizzare i procedimenti eliminando tonnellate di fotocopie, che ne so. Soprattutto bisognerebbe riformare le procedure, magari accorpando il terzo grado fatto dalla cassazione col secondo. Non sono un esperto ma mi pare che solo noi in Italia ci perdiamo in queste procedure ipergarantiste. Forse mi sbaglio. Quello di cui invece sono certo è che la lunghezza della macchina processuale italiana rappresenta un problema che si perde nella notte dei tempi e che per quanto sia urgente risolverlo, è un problema a cui va trovata una soluzione efficiente, efficace e condivisa.
Invece ci sbattono addosso all’improvviso questa roba qua.
Ovvero, visto che l’obiettivo non è dare una giustizia più rapida agli italiani, ma dare l’impunità a un italiano solamente e, visto che i vari tentativi cozzano immancabilmente contro gli argini costituzionali eretti dai padri fondatori, ecco la porcata maxima: non processare nessuno per non processarne uno!

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starLa dura vita di Silvio berlusconi

9 ottobre 2009 alle 20:19
calogero

Silvio Berlusconi se la sta passando veramente male. Sono quasi preoccupato per lui.

E’ esteticamente brutto, piuttosto basso di statura (tanto che i più perfidi lo chiamano nano), ripetutamente plasticato, truccato pesantemente -spesso è di colore arancione- col nerofumo spruzzato in testa per tappare i buchi esistenti nonostante i trapianti. E come se non bastasse il destino si accanisce contro di lui.

L’ultima mazzata ricevuta è stata la bocciatura da parte della Corte Costituzionale del Lodo Alfano, quella legge che serviva a fermare i processi a suo carico durante il periodo in cui è primo ministro. Adesso si ritrova col dover fronteggiare due procedimenti. Avere dei processi in corso non è certo bello per una persona per di più anziana. Anche considerando che l’errore giudiziario è sempre in agguato.
Pochi giorni fa un tribunale civile gli ha detto che deve risarcire un tale con la somma di 750 milioni di euro. Penso che per quanto grande sia il suo porcellino sarà difficile pure per lui trovare tutti quei soldini. Io non ci dormirei la notte.
La vita personale poi. Una tragedia. La moglie chiede il divorzio. Lo sputtana in mondovisione accusandolo di frequentare minorenni e lui non sa dare spiegazioni. Quando ci prova si contraddice goffamente, al punto che ormai può solo frequentare finti giornalisti suoi dipendenti e Bruno Vespa. Ogni domanda rappresenta una mina vagante.
Alcune prostitute -le cosidette escort– raccontano dei festini che organizza nelle sue fastose dimore gettandolo nel ridicolo (dovevano ascoltare gli inni del partito e vedere filmati sulle sue gesta) davanti a tutto il mondo. Si ride di lui perfino in India. La stampa estera lo bracca, lo svergogna e chiede -ingenuamente- le sue dimissioni. Ormai è uno zimbello globale.

Al G20 incontra gli Obamas e la first lady lo tiene a debita distanza. Gli stringe la mano con la gioia di chi sta per infilare un topo morto nella bocca di un caimano.
A livello internazionale gli fanno le feste solo Putin e Gheddafi, il primo non so perché, ma la gioia del leader libico è comprensibile, visto che ogni volta che si vedono gli sgancia favori e promesse a carico nostro.

Il Milan è l’ombra della grande squadra che fu. Gioca un calcio lento e triste. Le prende da tutti e riesce a pareggiare in extremis a Bergamo -con l’Atalanta in 10 da un’ora- con un giocatore pagato milioni, che gioca tra una scappata e l’altra in discoteca, nonostante i divieti.

E poi oggi il colpo di grazia. A Stoccolma una commissione in dubbia buona fede e sicuramente comunista ha preferito dare il Nobel a quel signore abbronzato che fa di nome Barack Obama. Dura davvero!

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