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dotArchivio della Categoria 'L’ora di religione'

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Ripassiamo insieme il sermone

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starGiovanni Paolo II mi ha salvato

1 maggio 2011 alle 09:27
calogero

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Io, come credo tutti voi, ho ricevuto un’educazione cattolica. Devo dire che ho trovato la cosa sempre molto noiosa. Comunque fino ad una certa età non mi sono posto troppe domande e ho ritenuto normale essere credente. Quando però iniziavo ad essere maturo e a pormi i primi quesiti, ecco che è apparso lui e mi ha salvato. È stata infatti la sua sfrenata sessuofobia mentre io facevo le mie prime esperienze e mi dicevo “che figata” a farmi capire che quelli la, i preti, erano una banda di suonati. La battaglia contro il preservativo, il sesso prematrimoniale, il suo trovarsi così bene col fascismi presenti in America Latina, mi ha fatto capire che dalla chiesa era meglio stare alla larga.
Ecco, non voglio dire che non ci sarei arrivato comunque, ma il caro Karol, ha dato un impulso decisivo al mio ateismo, mi ha definitivamente orientato verso altri orizzonti. In una parola mi ha salvato. E io gliene sono grato. Grazie Karol!

Pubblicato in L'ora di religione da calogero | 30 Commenti »

starDue paternostri senz’avemmaria

23 gennaio 2011 alle 00:22
Spartaco

Quando ci vuole ci vuole: la Chiesa è scesa in campo sulla questione morale.

Benedetto ha condiviso il “turbamento” di Napolitano; è come se a tutti e due li avessero rinchiusi in una sala cinematografica a guardarsi “Gola profonda”. Ne sono usciti profondamente “turbati”. Al punto che lunedì si riunirà il Consiglio permanente della Cei, per entrare nel merito del turbamento.

Sicuramente l’assemblea sarà a porte chiuse. Molto probabilmente saranno proiettate alcune pellicole “hard” giusto per scaldare i muscoli in attesa della discussione finale e rinvigorire la pulsione censoria ultimamente affievolita dal dilagare dell’edonismo relativistico. Uno stretto riserbo è mantenuto sul titolo delle proiezioni, sulla cui scelta pare ci siano state divergenze di vedute tra la corrente tradizionalista e quella modernista in seno alla Cei.

Alla fine ha prevalso l’equilibrio per cui la scelta è caduta, almeno come pellicola d’apertura, su “Quel gran pezzo della Ubalda, tutta nuda e tutta calda”, anche per via di una recensione di Walter Veltroni che vede nel film l’indizio sicuro del cambiamento epocale nella  sessualità degli italiani. La questione è delicata, come al solito per la Chiesa: da un lato c’è il pericolo sempre maggiore dello scavalcamento a sinistra di Famiglia Cristiana; dall’altro la volontà di non scontentare i benefattori di sempre, che notoriamente stanno a destra.

Le prime minacce sono arrivate: infatti uno che si chiama Nucara, che fa il segretario del Pri ed è promotore del “Gruppo dei volenterosi” (di sostegno a Berlusconi) ha detto che il Vaticano farebbe bene a occuparsi dei preti pedofili e a pagare puntualmente l’ICI invece che insolentire a Berlusconi. Staremo a vedere. Sicuramente prevarrà ancora una volta l’equilibrio. Se la pecorella si smarrisce, non abbandona dunque il pastore il suo gregge per mettersi alla sua ricerca? I peccati che si confessano comunque si assolvono.

Con la penitenza di turno, che  consisterà nello stare alla larga dalle donne. A Berlusconi perciò saranno comminati due paternostri senza nemmeno un’ avemmaria.

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starSan Marchione da Cracovia

14 gennaio 2011 alle 23:28
Spartaco

E’ fatta!

Dice che Wojtyla sarà beatificato il primo maggio prossimo venturo.

L’ha stabilito Benedetto, con un provvedimento nel quale sta scritto che Wojtyla ha fatto il miracolo. Una suora che teneva il Parkinson, dopo che ha pregato, il Parkinson le è passato. E siccome la scienza, che sarebbero i medici interpellati dal Vaticano,  la cosa non se la sanno spiegare , allora vuol dire che è un miracolo.

Sarà anche l’effetto Marchione. Con i tempi che corrono e per la guerra epocale contro l’assenteismo, il fatto che un medico fiscale dica che un malato non è malato dobbiamo salutarlo con gioia. Si dà il caso però che nella vicenda specifica il malato è una suora. Che notoriamente non è una lavoratrice, nel senso sindacale, intendo.

Perciò Marchione sembrerebbe non c’entrare.

Ma ecco che il Marchione, appena uscito per la porta, rientra dalla finestra. Mettendo a segno un colpo da maestro, con la complicità del Vaticano, che notoriamente è sempre stato dalla parte dei padroni, non fosse perché li confessa e gli dà l’assoluzione: l’abolizione del primo maggio come festa dei lavoratori. Una festa di chiara ascendenza socialista, che con la Chiesa ha poco a che spartire.

Già un tentativo di “scippo” del primo maggio la Chiesa l’aveva fatto spostando in quella data il san Giuseppe, ribattezzato “lavoratore” per l’occasione. Cogliendo il doppio risultato di smorzare l’ascendenza anarchica e mettere in secondo piano i santi di quel giorno, un po’ scomodi almeno dal punto di vista lessicale, se si considera che sono: Aldebrando, Amatore,  Aldeolo, Arigio, Brioco, Gistaldo, Gundebado, Ipolisto, Marculfo, Orenzio, Pazienza, Petronilla, Teodardo e Vivaldo. Piazzando san Wojtyla il primo maggio la missione è compiuta, con il plauso  di Marchione che ci dobbiamo tenere buono sennò si porta la Fiat.

L’unico a non prendere bene la cosa è Berlusconi.

Che festeggia proprio il primo maggio il suo onomastico e non gli piace vedere il suo nome , che ha già dovuto far posto a san Giuseppe, dover lasciare  spazio ad altri, seppur del suo partito. Ma Silvio non è il primo maggio, direte voi.

Silvio no, ma Amatore sì.

Pubblicato in Il nano piduista e porco, L'ora di religione, Politica da Spartaco | 7 Commenti »

starSe Berlusconi bestemmia, perché non si dovrebbe bestemmiare sulle reti di Berlusconi?

9 gennaio 2011 alle 11:23
calogero

Allora succede che al Grande Fratello, uno dei più inetti programmi della storia della tele, interamente visto da un pubblico di gente che andrebbe interdetta, a un concorrente scappa una bestemmia. Ovviamente, il concorrente in questione andrebbe radiato ma ciò non accade, siamo in Italia Paese catto-non-osservante, e quindi ipocrita. Cala su di lui una sorta di indulgenza, e seguendo il consiglio di Fisichella (il mio cardinale preferito) si contestualizza: bestemmia involontaria. Tolto il divieto i ragazzi si scatenano e sbracano allegramente. Ma questo a noi già non frega. A me poi che bazzico la bassa friulana dove si cresce a pane, vino e bestemmie, una “crosta” in più non fa differenza. Quel che sciocca è che fino a ieri il “porcone” alla tele era tabù. Nessuno lo avrebbe mai sdoganato. Ma da quando il nano è stato colto in flagranza e assolto, ecco che non si può condannare il popolo se fa esattamente ciò che fa il sovrano. E’ vero o no?

Pubblicato in Il nano piduista, L'ora di religione da calogero | 67 Commenti »

starIl bombarolo universale

6 gennaio 2011 alle 22:59
Spartaco

Ratzinger l’ha detto, nella messa di oggi per celebrare l’Epifania: dietro al Big Bang c’è Dio.

E’ vero che da quel grande botto si è creato l’universo, ma pur sempre un botto è stato. Ancora una volta Ratzinger ha voluto dare il suo personale tributo all’Italia.

Ebbene sì, nei botti di fine anno, così indecentemente pagani nella loro sguaiatezza profana, così impietosamente rappresentativi della pochezza di un popolo, si cela in realtà il ricordo  di un momento solenne: il Big Bang, il grande botto da cui in fondo anche noi siamo nati. Operato dalla mano di Dio, che dunque è il bombarolo per eccellenza.

Anni di storia si riscattano; la Chiesa giustamente si riappropria di quanto la propaganda atea e populista le ha sempre strappato: la forza generatrice e purificatrice della bomba, che sì, è vero, armò la mano di anarchici e tirannicidi, ma il primato spetta al Padreterno, che da un unico grande botto creò il mondo.

Potentemente simbolica è anche la circostanza scelta dal Papa per riaffermare “ex-cathedra”, dal soglio di Pietro, questa grande verità: la circostanza dell’Epifania.

Se a Natale i cristiani ricordano che il Messia Gesù è nato a Betlemme in una condizione di povertà e che solo poveri pastori lo hanno riconosciuto, l’Epifania  ci ricorda che anche uomini che non avevano la fede nel Dio di Israele, uomini sapienti, forse potenti, ma sicuramente di buona volontà, sono stati coinvolti dall’evento della nascita di Gesù.

I Magi , che appartenevano alle genti e alle culture d’oriente, estranei al popolo eletto, senz’altro diversi per lingua e per religione, si ritrovano accomunati sul percorso di una speranza che abita tutta la storia umana e si mettono in cammino da lontane contrade per omaggiare questa speranza. L’Epifania dunque come festa della cultura, se per cultura si intendono i valori universali dell’uomo, basati sul sapere e sulla conoscenza, che rompono ogni barriera e predispongono alla ricerca del bene comune.

Ratzinger l’ha celebrata da par suo: con un sano richiamo all’oscurantismo, al ciarpame tomistico-aristotelico, all’arroganza dell’integralismo chiesastico, che rappresenta lo stalinismo culturale della storia.

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starBasta messe del Papa sulla Rai pagata da tutti. Da oggi ad ogni messa trasmessa, altrettanto tempo alle associazioni laiche per lo sbattezzo e per il testamento biologico

25 novembre 2010 alle 19:50
swampthing

Rai 1, una qualsiasi domenica.
Ore 10.55: A sua immagine, programma a cura della Conferenza Episcopale Italiana.
Ore 12.00: La Santa Messa e l’Angelus del Santo Padre.

Con i nostri soldi e senza contraddittorio.
E poi vengono a fare le pulci a Fazio e Mina Welby, maledetti ipocriti! :antix: :prete:
Aderite al gruppo su Facebook: http://www.facebook.com/home.php?sk=group_16392901364354 5

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starCattolici che giocano a chi ce l’ha più lungo

22 novembre 2010 alle 07:38
swampthing

“Non sono mai stato così felice prima d’ora. E’ il coronamento della mia vita sacerdotale. mi sento ispirato dal Signore, e oggi lo ringrazio per avermi permesso di fare la sua volontà”.
Che avrà fatto il reverendo Zawadzki di così importante? avrà aperto un centro per i poveri? avrà aiutato i bambini del terzo mondo che muoiono di fame? avrà fatto un centro per aiutare i tossicodipendenti?

Nah. Troppo facile. Il reverendo è contento perché il suo nome sarà legato alla statua di Cristo più alta del mondo (36 metri di altezza, costo 1,2 milioni di euro). :vescul:

statua-cristo-300×200.jpg

Già pronti i gadget con la statua in minatura per i fedeli che, siamo sicuri, accorreranno a frotte. :banana:

papa.gif

C’avevano visto giusto, alla resa dei conti, quegli attivisti italiani che negli anni 80 fecero questo poster.

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starNon sei peccatore se fai l’agricoltore

15 novembre 2010 alle 02:31
Spartaco

                       Meglio si te ‘mparavo zappatore

                      ca ‘o zappatore nun  s’a scorda a mamma

                                    (da ‘O Zappatore di Libero Bovio)

All’Angelus di oggi il Papa si è cimentato con un tema di cui la Chiesa, immediatamente dopo la preservazione della verginità pre-matrimoniale e la pratica del digiuno pasquale, avverte la drammatica urgenza. Si tratta della crisi economica mondiale. La questione è seria non tanto per il fatto che esistono i poveri.  Anzi. La povertà costituisce una specie di salvacondotto per il regno dei cieli. Succede però che i ricchi diventando sempre più ricchi si incrementano nelle loro abitudini peccaminose e diminuisce la probabilità della loro salvazione.

Ha detto il Papa: “ …malgrado la crisi, consta ancora che in Paesi di antica industrializzazione si incentivino stili di vita improntati ad un consumo insostenibile…”. Chissà se l’italia fa parte di questi Paesi. A vedere Berlusconi, sembrerebbe di sì. A vedere le fabbriche come chiudono e come i lavoratori vanno in miseria, sembrerebbe di no. In ogni caso, si tratta di un sintomo, nel senso che si aggiunge ad altri che sono anche più gravi e che il Papa ha già ampiamente individuato e che sono:

  1. il perdurare dello squilibrio fra ricchezza e povertà.  Ricchezza e povertà dovrebbero essere più equilibrate: il Papa però non ci dà la formula dell’equilibrio. Ci dice implicitamente che deve esistere il ricco e il povero, ma non ci dice per esempio se a un ricco debbono corrispondere dieci, cento o mille poveri perché la cosa sia equa;
  2. lo scandalo della fame. Bisogna riconoscere che qui il papa ha usato una parola (scandalo) molto forte, che la chiesa non ha tirato in ballo nemmeno a proposito dei preti pedofili. La fame è scandalosa perché chi ha fame protesta. Chi invece si è almeno riempito lo stomaco non protesta o comunque ci mette meno folclore. Vedano dunque i potenti di trarne il debito suggerimento;
  3. l’emergenza ecologica; l’argomento serve al papa per rafforzare il concetto di un mondo verde, che, in nome dei sani principi della terra e del lavoro contadino, rappresenti l’occasione di riscatto dell’uomo, finalmente affrancato  dalle sue pene;
  4. il problema della disoccupazione che, ha detto il Papa, è generale. Come a dire non riguarda più questo o quel Paese, ma li comprende tutti, in nome di una generale mancanza di occasione di impiego delle braccia.

Ed ecco dunque la medicina papale, il rimedio indicato dalla Chiesa per superare e sconfiggere la crisi globalizzata: il ritorno alla terra. Nella terra l’uomo ritrova i suoi antichi valori, il piacere della dimensione fisica del lavoro, la vita all’aria aperta, la scomparsa delle occasioni per peccare. Ratzinger non ha perso l’occasione per confermare la dottrina oscurantista che la Chiesa, a cominciare dalla Rerum novarum, ha tentato di superare. Con lui si ritorna a Gregorio XVI, che definì il treno  “Satana su rotaia”.

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starLettera aperta di un non credente a S.E. Monsignor Bagnasco

25 marzo 2010 alle 15:52
Spartaco

Eminenza,

chi le scrive è un non credente, ai suoi occhi comunque colpevole per la mancata appartenenza alla comunità terrena di Santa Romana Chiesa. La qual cosa, per quanto riprovevole sul piano della sua dottrina, di per sè potrebbe costituire circostanza non pregiudizievole sotto il profilo dei comportamenti pratici. Perché, Eminenza, Ella converrà sicuramente sul fatto che il Cristianesimo, corroborato da una solida base dottrinale, incentra sulla qualità della condotta etica il giudizio dell’essere buoni cristiani. Al punto di poter dire che il Cristianesimo professato ma non sostanziato da comportamenti adeguati è parvenza ingannevole. Cosa sarebbe infatti il Cristianesimo senza l’Evangelo?

Alla luce di tali considerazioni, mi risulta comprensibile la sua esortazione pastorale a perseguire il rispetto della vita come valore cristiano cui informare ogni nostro atto quotidiano. Similmente mi risulta non comprensibile il fatto che Le possa far eco un astratto richiamo alle radici cristiane di una determinata formazione politica o partitica: richiamo che non può costituire “ipso facto” testimonianza fattiva del rispetto della vita. Non costituisce novità che in nome del Cristianesimo sedicenti cristiani si siano macchiati di colpe gravi, come risulta altrettanto palese che tali nequizie siano state smascherate e assoggettate al giudizio della storia. Cionondimeno la pratica scellerata continua: utilizzando indebitamente il Suo pastorale richiamo al rispetto di un precetto di ineludibile valenza pratica, il Capo del Governo, svuotandolo dei contenuti, ne fa strumento di meschina propaganda di parte.

Se è vero, come è vero, che l’Evangelo è testimonianza cristiana nelle opere prima che nella parole, siamo di fronte a una doppia impostura: semantica e comportamentale. Semantica perchè non basta il richiamo al nome di Cristo perché necessariamente ne scaturisca la provata ottemperanza ai relativi precetti; comportamentale, perché nel caso specifico, per quella persona, si assiste al quotidiano sovvertimento dei valori cristiani.

A cominciare dal comportamento irriguardoso della persona umana, principalmente femminile, costantemente avvilita da richiami estetici assurti a pretesto di licenziose esternazioni se non addirittura a criterio selettivo e promozionale dell’altrui persona. Al punto da suonare offesa insostenibile per chi ne ha condiviso il tetto coniugale, costringendo al relativo abbandono.

Eminenza,

sono sicuro che Ella comprenderà e condividerà questa mia esternazione. Non sono altrettanto sicuro che, pur condividendola, possa scaturirne un qualche effetto sui suoi comportamenti pratici. Convinto, come sono, che Ella non ascolta alcun altra voce: a cominciare da quella della sua coscienza.

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starCredere, obbedire, insabbiare!

25 marzo 2010 alle 14:45
calogero

“Il cadavere di Elisa Claps fu scoperto nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità di Potenza alcuni mesi prima del ritrovamento ufficiale avvenuto il 17 marzo. La notizia, anticipata dal quotidiano La Provincia Pavese, ha trovato conferme in ambienti giudiziari. La scoperta fu fatta da alcune donne delle pulizie, che comunicarono la notizia ai sacerdoti della chiesa” [corriere.it]. Che hanno pensato bene di occultare la cosa, o meglio il cadavere. Cosa possa essere successo e’ semplice da ipotizzare. Paura dello scandalo, di perdere il buon nome (si fa per dire) travolti dalle chiacchiere del paese, gia’ mi vedo i preti che ricattano quelle povere disgraziate delle pulizie minacciando scomuniche e le fiamme dell’inferno.
Ma non e’ colpa dei preti se succede quello che succede nella misera e barcollante chiesa cattolica apostolica romana. I metodi e i comportamenti sono cose che vengono dall’alto. Insabbiare gli scandali, gli abusi sessuali, e’ la prassi, come dimostra l’altra notiza che campeggia sui siti internet di oggi.

I vertici del Vaticano, tra cui il futuro Papa Benedetto XVI, occultarono gli abusi di un prete americano, sospettato di aver violentato circa 200 bambini sordi di una scuola del Wisconsin. Lo scrive il New York Times, sulla base di alcuni documenti ecclesiastici di cui è venuto in possesso. La corrispondenza interna tra vescovi del Wisconsin e l’allora cardinale Joseph Ratzinger, scrive il New York Times, mostra che la priorità era, a quel tempo, quella di proteggere la Chiesa dallo scandalo“. [repubblica.it]
Una storia questa arcinota a quelle persone che vogliono sapere e si documentano senza pregiudizi. Non e’ una novita’ che la chiesa del potere si faccia beffe degli insegnamenti cristiani di misericordia, carita’ e compassione. Quelle tre cose che i preti pedofili, e chi li difende, non hanno nei riguardi delle loro vittime e i preti non hanno avuto nei riguardi di una ragazza. Nemmeno dopo morta.

Pubblicato in L'ora di religione, Ratzinger da calogero | 4 Commenti »