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È morto Joe Zawinul

13 settembre 2007 alle 08:45
Kahless

Alle 4:55 di stamane Josef “Joe” Zawinul ci ha lasciati per sempre causa un inguaribile male che dal 5 agosto scorso ha combattuto presso il Wilhmine Hospital di Vienna.
(La Stampa)

Quando stamattina mia mamma me l’ha detto, ho stentato a crederle, e quando l’ho detto a mio padre anche lui è rimasto con la bocca aperta, ma in casa mia nessuno poteva credere che davvero Joe Zawinul sia morto.
Se non conoscete Joe Zawinul (alquanto improbabile se avete più di trent’anni) conoscerete almeno il nome dei Weather Report o di Jaco Pastorius, il più grande bassista di tutti i tempi. I Weather Report sono stata la band più rivoluzionaria della musica insieme ai Nirvana, sono coloro che hanno rivoluzionato il jazz, rendendolo elettronico e aggiungendoci (merito da attribuire specialmente a Pastorius) spruzzate di funky. Hanno creato un sound nuovo che ha cambiato la vita a molte persone. È grazie a Jaco Pastorius se oggi migliaia di ragazzi suonano il basso e dei grandi talenti sono usciti fuori. È grazie a Zawinul se altrettanti ragazzi hanno fatto lo stesso con le tastiere. Mio padre mi racconta che all’epoca dei Weather Report a Napoli i ragazzini facevano a botte per accaparrarsi un loro disco e che vendevano molto più di certi gruppi commerciali. Si può dire che siano stati i Nirvana del jazz.
Anche se questo non mi sembra il luogo adatto, vorrei fare a Zawinul (e a Pastorius, di cui il 21 cade il ventennale della morte) un doveroso omaggio.

Pubblicato in Musica, Off Topic da Kahless | 9 Commenti »

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9 commenti a “È morto Joe Zawinul

  1. Patuelli Paolo ha detto:

    Mi dispiace che molti non abbiano conosciuto la grandezza dei musicisti qui nominati. Jaco e Jo famosi sia per il loro genio che per le loro intemperanze hanno segnato un passaggio fondamentale nella musica che oggi ascoltiamo. Quando alla fine degli anni 70 si passava per il viale a Lugo dagli stereo delle auto parcheggiate tuonava l’attacco di “Birdland”….faceva venire i peli dritti.
    Oggi per il viale a Lugo non c’è più nessuno ma voglio pensare che il suono sia rimasto nelle vecchie panchine.
    Non ho visto concerti degli weather al completo dell’albun 8:30 ma nel 1982 ho visto Pastorius, scoppiato duro dall’alcol, ma da peli dritti nel vederlo suonare a 10 metri da me. Poi vidi gli weather senza di lui a Ravenna: grande concerto ma …mi mancava jaco.
    Poi ho visto Shorter a Bologna, poi Jo a Imola. Jo…che ha saputo creare la musica senza confini senza un colore di pelle, una musica che quando la ascolti trovi tutto il suono del mondo….forse esagerò…ma provate a chiudere gli occhi….e ascoltate.
    Non voglio dimenticare Miles Davis a Terni nel concerto gratis. Nel mio cuore per sempre. Sono un semplice appassionato di musica e forse ho scritto un cumulo di cazzate…scusatemi …ma le ho scritte col cuore.
    A proposito del ventennale della morte di jaco…credo che Joni Mitchell nonostante la sua acidità verso tutti…abbia speso parole di ricordo…per chi ha accompagnato la sua voce nella bellissima esperienza della musica jazz. Ascolate il suo album “mingus”!
    Ciao a tutti e soprattutto ciao a Josef e a tutti i grandi che lo hanno preceduto nell’andarsene.

  2. Genny ha detto:

    Anch’io non l’ho mai ascoltato ma conosco di nome e cognome… sembra il Pavarotti austriaco, mi dispiace per lui.

  3. Fabio ha detto:

    Ricordo lo spettacolare concerto alla Palma a Roma qualche mese fa. Incredibile. La musica perde un mostro sacro. Peccato-

  4. Dario Salvelli ha detto:

    Grazie per il post e per averlo ricordato. 🙂

  5. Ultime Notizie ha detto:

    Peccato non averlo mai ascoltato ma adesso che lo hai ricordato corro a sentire qualcosa

  6. DottorTroy ha detto:

    Sebbene non sia mai stato un grande del jazz fusion, ho sempre apprezzato la musica dei Weather Report. Una delle tante meravigliose gemme dell’albero di Miles Davis…

  7. Kahless ha detto:

    scusa, piccolo lapsus

  8. Fritz ha detto:

    Improbabile se avete MENO di tren’anni.

  9. Giuseppe Parascandolo ha detto:

    Ho avuto il piacere di risentirlo a Minori sulla Costa d’Amalfi per la seconda volta i questi ultimi anni. Una formaziome multietnica e che ha dato spesso
    sprono e vivacita’ al Maestro che era gia’ visibilmente acciaccato.
    Il concerto è stato sincreticamente valido e si leggeva un grande messaggio d’amore universale.

    Grazie Zawinul

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