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Il satrapo

4 marzo 2011 alle 00:29
Spartaco

La parola è stata usata a proposito di Berlusconi. Oggi la usa Fini parlando di Gheddafi, per dire che i due sono fatti della stessa pasta.  Fini li ha messi sullo stesso piano quando ha detto che Berlusconi gli ha baciato la mano, al “satrapo sanguinario”, neanche fosse un’eminenza della Chiesa cattolica offrendogli tappeti “rossi” (Adnkronos). 

Per cui si possono arguire tre cose:

a) che per Fini baciare la mano alle eminenze della Chiesa cattolica è normale, se non doveroso; però solo a loro;

b) che le eminenze della Chiesa cattolica per quanto satrapesche vanno implicitamente scagionate  perché non  “sanguinarie”, come si evince dagli ultimi vent’anni di storia;

c) che i tappeti possono pure tollerarsi, ma non di colore rosso.

Fini ha pure detto che lui a Gheddafi gli ha chiuso in faccia le porte di Montecitorio, che ci tiene uguale a Montecarlo. Infatti Fini fa il portinaio di mestiere e le chiavi le sa custodire.  E’ vero che ogni tanto dalla guardiola qualche mazzo glielo rubano. Ma sono gli amici e i parenti che vanno in giro per il mondo ad aprire le case, giusto per fargli prendere aria. E perciò fargli un piacere

Le vicende dell’Italia, a 150 anni dall’unità nazionale, sono dunque  vicende di satrapi e case chiuse. Che hanno un comune denominatore. Le case chiuse fanno pensare alle meretrici e le meretrici ai  protettori.

 Pure i satrapi erano  protettori, pare che il nome significhi quello. Alla fine abbiamo quadrato.

Due satrapi e un portinaio equivalgono  a tre protettori.

Pubblicato in Vita quotidiana da Spartaco | 8 Commenti »

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8 commenti a “Il satrapo

  1. lele ha detto:

    darlene
    le porcate del nano sono a conoscenza di tutti ma in troppi fanno lo gnorri!

  2. darlene66 ha detto:

    I politici stranieri,essendo provvisti di dignità,se sbagliano si dimettono,i nostri,non conoscendo quella parola,restano incollati alle loro poltrone.
    Fini non consegnerà mai Berlusconi nelle mani dei magistrati,sicuramente è a conoscenza di qualche porcata del nano,ma anche lui,avrà i suoi scheletri nell’armadio,e Berlusconi,a differenza di Fini,ha i mezzi per divulgarli e per distruggerlo!

  3. @Porto:
    Hai fatto un “giro del mondo” per poi dire che Berlusconi vincerà ancora?

  4. Porto ha detto:

    Correva l’anno 1994 e Bettino Craxi fuggiva a Hammamet. Era diventato imbarazzante, un personaggio impresentabile per i poteri che lo sostenevano. Che si erano già riorganizzati per tempo, da almeno un anno, con la creazione di Forza Italia. Nel Paese apparivano infatti da alcuni mesi misteriosi cartelloni pubblicitari con un bambino che gridava: “Foooza Italia!”. Craxi venne sostituito dal suo compare, amico, beneficiario, Silvio Berlusconi. Un tizio ricattabile, pieno di debiti, così vicino a Bottino da essere presente nella sua stanza di albergo di Roma, il Raphael, prima del lancio delle monetine all’uscita. Craxi si prese gli insulti, Berlusconi il governo presentandosi come uomo nuovo. Tutto cambiò perché nulla cambiasse. Lo psicoporcello imbarcò nel governo i craxiani e continuò la politica precedente.
    I finanziamenti ai partiti aumentarono, le leggi ad hoc si moltiplicarono, i regali alla Confindustria sotto forme di concessioni statali pure, il debito pubblico continuò la sua corsa e la mafia rimase come sempre al suo posto di comando insieme alla massoneria. L’italiano andò a votare il delfino di Craxi convinto di voltare pagina. L’opposizione non si oppose, creò una gioiosa macchina da guerra e lanciò il suo ruggito del topo con la controcontrofigura di Berlinguer, un uomo chiamato Occhetto. Proporre come alternativa un comunista dopo il fallimento mondiale del comunismo, ripudiato persino da Gorbaciov, e il crollo del muro di Berlino fu una mossa di facciata. Il neocraxismo doveva vincere e vinse. La struttura di potere che lo sostenne fu, come sempre, salva.
    Corre l’anno 2010 e Berlusconi non è ancora fuggito ad Antigua. E’ diventato imbarazzante per le sue frequentazioni femminili, un personaggio impresentabile per i poteri che lo sostengono. Che si sono già riorganizzati da almeno un anno con la creazione di un nuovo leader, Gianfranco Fini. Un uomo nuovo, un ex fascista sdoganato da Berlusconi nel 1993, quando lo propose come sindaco di Roma. Da allora suo alleato, esecutore dei suoi ordini, sostenitore delle sue leggi ad personam, silenzioso sui suoi processi, solidale nello smantellamento piduista della democrazia come nel caso della legge elettorale porcata di Calderoli sulla quale non emise un fiato, complice nella sua occupazione dei media. Insomma, l’alter ego politico di Emilio Fede.

    I giornali di sinistra lo hanno accolto come Cesare nel trionfo romano dopo la conquista delle Gallie. L’opposizione lo ha salutato come il cavaliere bianco in fez e ha messo in campo anch’essa un uomo nuovo, Nicola Vendola, parte della nomenklatura dei partiti dal 1985, quando entrò nella segreteria nazionale della FGCI, un signore che non ha alcuna speranza di vincere e per questo può essere il prescelto e ottenere le copertine sia dell’Espresso che di Chi. La somma dei voti dei partiti del cartellone del centrodestra dopo l’apparente uscita di Fini aumenterà, cresceranno la Lega e FLI che catturerà i voti di chi vuole il rinnovamento morale del Paese. Il PDL rimarrà stabile. Dopo la parentesi di un governo tecnico, indispensabile per evitare il default, si tornerà alle elezioni. Il neoberlusconismo deve vincere e rivincerà e la struttura che sosteneva Berlusconi e oggi lo scarica, sarà come sempre, salva.

  5. suslov ha detto:

    Pure un paese dove i politici sono eterni come il Giappone, ha visto il ministro degli esteri dimettersi per un fondo nero di 440, dicasi 440, euro.
    E noi dobbiamo sopportare un escremento a palazzo chigi che si appresta ad andare tutti i lunedì in tribunale ad alzare il ditino ed accusare i pubblici ministeri.
    Fossimo un altro paese non dico dove sarebbe finito sennò mi arrestano, e dobbiamo pure sopportare uno come Fini che dopo avergli fatto da complice per 16 anni dice che la sinistra è conservatrice come berlusca.
    Ammettiamo che a sinistra non ci sono delle cime, però avere fatto da stampella a quella macchietta per tre lustri non è che gli fa fare bella figura.
    Purtroppo l’Italia è un paese che vive in un passato fatto da elettori anziani che si preoccupano di vedere rete quattro pure all’ospedale (mi è capitato ascoltando un’anziana ricoverata a fianco ad una mia parente), oppure di una beghina che parlando con una suora messicana in metro a Roma, criticava il Risorgimento e rimpiangeva addirittura il potere temporale dei Papi.
    Purtroppo l’Italia pur essendo il secondo paese d’Europa dopo la Germania per volume del settore manifatturiero, si è industrializzato tardi e a causa delle crisi degli anni settanta ed ottanta ha visto la prima generazione in molte zone del paese ad entrare in fabbrica uscirne non molto dopo, per cui non si è radicata quella cultura industriale e manifatturiera che crea una classe lavoratrice matura in grado di tenere in piedi una democrazia, come in Germania, Francia o Gran Bretagna, e quelli che lavorano oggi in fabbrica sopratutto al nordest sono tutt’uno con la proprietà (al sud al massimo lavorano in nero o sono ricattati).
    Abbiamo saltato pure la fase postindustriale per vivere in un eterno limbo culturale analfabeta fatto da un cattolicesimo generico e comunque acritico
    mescolato ad un consumismo straccione figlio dell’analfabetismo di massa.
    Prova ne è che abbiamo un governo che non esiste tranne che per il ministro di Mediaset Romani, un parlamento che fa solo le leggi proposte dal collegio difensivo dell’escremento, mentre la scuola, la ricerca, l’università, l’ambiente e la cultura in generale vengono combattute con la ferocia tipica delle retroguardie culturali che hanno perso tutte le battaglie e che cercano solo di vendicarsi ammazzando qualche nemico prima di ritirarsi.
    Mi ricorda i giorni della Liberazione a Milano nell’Aprile 1945, quando Mussolini stava per essere fucilato ed appeso per i piedi e c’era ancora qualche nazifascista che sparava ad esempio sui giornalisti del Corriere della Sera.
    Dopo l’uscita di Fini dal centrodestra berlusca è sostenuto da due raggruppamenti di analfabeti provinciali, i secessionisti della Lega al nord e i sanfedisti mafiosi del sud, che prima erano uniti sopratutto dalla volontà di eliminare il nazionalista unitario e legalitario che però era l’unico che aveva la faccia presentabile e gli faceva un pò da sintesi, adesso devono fare qualcosa insieme senza avere niente in comune, e difficilmente dureranno.
    Le amministrazioni locali di destra al centrosud sono andate in crisi subito dopo avere vinto le elezioni, tipo Roma, Lazio e Campania, quindi difficilmente questa aggregazione di pittoreschi residuati storici può essere all’altezza della globalizzazione e delle turbolenze politiche ed economiche internazionali, mentre la sinistra almeno, anche se i vecchi e superati tromboni degli anni novanta sono da rottamare, almeno a livello locale ha ancora una buona classe dirigente, come Chiamparino e Vendola.
    Fini ormai difficilmente può ricostruire una destra decente, però può aiutare il paese rottamando quella attuale.
    Possibile che in tre lustri di alleanza non ha saputo niente che possa consegnare Silvio nelle amorevoli mani dei magistrati?

  6. lele ha detto:

    zerb
    visto che cuuulturaa!!!!!!!!!!!
    wiki!!!!!!!!!

  7. Zerb ha detto:

    Mo soccia, Lele!!
    Fai impallidire il Devoto Oli.

  8. lele ha detto:

    “Satrapo (persiano: ساتراپ) era il nome dato ai governatori delle province degli antichi imperi medi e persiani, incluso l’impero achemenide, quello dei Sasanidi ed alcuni imperi ellenistici.

    Il termine deriva dall’antico persiano xšaθrapāvā (“protettore della provincia”), da xšaθra (“reame” o “provincia”) e pāvā (“protettore”). In greco la parola fu resa come σατράπης, satrápēs.”(wikipedia)
    potremmo definire satrapi anche i legaioli!

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