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La newsletter del PD il giorno della disfatta abruzzese…

16 dicembre 2008 alle 21:35
swampthing

Non ricordo quando mi sono iscritto alla newsletter del Partito Democratico, però arriva puntualmente nella mia mailbox.

Ecco la profonda autocritica all’indomani dell’ennesima disfatta elettorale:

“In Abruzzo il voto è segnato dall’astensionismo. C’è un malessere dei cittadini verso la politica che ci colpisce perché siamo nati per rinnovare il rapporto tra politica e cittadini, e il risultato ci chiede di premere sull’acceleratore dell’innovazione.”

Non avete capito nulla, tanto per cambiare. Il malessere è verso di voi, incapaci e disonesti. Dimettetevi in massa,  lasciate il partito, lasciate ogni incarico, con i veltroni e i rutelli non si va da nessuna parte. Avete rotto il cazzo. Davvero.

Pubblicato in pessimismo da swampthing | 55 Commenti »(Letto 13055 volte)

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55 commenti a “La newsletter del PD il giorno della disfatta abruzzese…

  1. ezio scrive:

    @flor
    se il comm. e’ rivolto a me, ti posso solo dire, che i miei figli s’incazzano spesso con me per l’insegnamento che ho dato loro. E nello specifico, rispetto per gl’altri ,in ogni caso, e particolarmente per quelli con piu’ anni di loro. Questo comprende anche il non giudicare nessuno. Ma sono altrettanto contenti di essere e di avere avuto un’educazione buona. Sei contento?

  2. flor scrive:

    E intanto tu, a tuo figlio, che gli stai insegnando?

  3. ezio scrive:

    @@
    di pietro dovrebbe dimettersi e fare solo il padre, ed insegnare al figlio che tutti possono sbagliare(anche il papa’) “(ora ti passo mio padre………….che ridere fioi)”

  4. lele scrive:

    condivido flor
    si vota per avere qualcuno che amministri onestamente e giustamente “la cosa comune”,ma non è cosi:si vota quello che ti assomiglia di più (intellettualmente),che fà i tuoi interessi,che ti ha convinto,che è più presente sui media,che ti è simpatico….
    E’ vero quello che dice maxi:i prodotti sono quelli che vogliono vendere,ma la disposizione è in generale quella che piace a noi,studiata per farti comprare determinati prodotti.
    Le “armi”della convinzione sono affilate tanto in politica che nel commercio e il non farsi plagiare dipende solo da noi!

  5. flor scrive:

    La questione è se il sistema in cui viviamo è o no una democrazia.
    Delle due l’una: o è una democrazia, per cui quelli che governano sono nostra diretta emanazione e il discorso è chiuso. O non è una democrazia, per cui ci si può tranquillamente dissociare da ciò che sta succedendo perchè tanto non è colpa nostra, ma di quelli che “occupano” lo Stato.
    Se però così fosse, verrebbe immediatamente da dire che se noi non siamo una democrazia, è perchè in realtà la democrazia non esiste. Nel senso che ciò che il popolo esprime non è esattamente quello che esprimerebbe se non ci fossero condizionamenti, forzature, prevaricazioni, raggiri e soprusi. E’ francamente difficile pensare che in un sistema dove ciò che vale è il denaro, dove, per dirla con un grande latino, “tantum vales quantum habes” il poveraccio riesca a decidere del suo futuro, in senso politico, alla stessa maniera del pescecane. Sarebbe come credere a Babbonatale o alla Befana, con tutto il rispetto per entrambi, visto il periodo. La conclusione è dunque che la condizione esistente è una condizione subita.
    Orbene, c’è chi subisce di più e chi subisce di meno. Chi si ribella e chi tace. Chi muore, come Gramsci in un carcere fascista e chi si adegua. Chi ha le palle e chi no.

  6. maxi scrive:

    no flor, non condivido.
    gli eletti si sono autoproclamati, la preferenza non c’è più.

    al supermercato (in generale nel “Mercato”) i prodotti vengono messi in mostra come piace a “loro”, non a “noi”.
    e i prodotti sono quelli che a “loro” fa comodo vendere, non quelli di cui “noi” abbiamo bisogno.

  7. flor scrive:

    Forse il problema non è per chi si vota, ma chi vota. Ci fa comodo scaricare sugli altri le nostre inefficienze, senza pensare che in fondo, quelli che abbiamo votato o non votato, fanno parte di un campionario che noi ci siamo scelti, la cui composizione, in termini di peso e di valore, abbiamo noi determinato. E’ come al supermercato: facciamo finta di andarci per trovare i prodotti che un qualcun altro ha deciso di metterci, ma in realtà gli scaffali li abbiamo riempiti noi, perchè quel qualcuno non ha fatto altro che apparecchiarli nella maniera che a noi fa più comodo e più piacere. Meditate gente, meditate!

  8. red float scrive:

    @ Udine Europa:

    Infatti Veltroni&Company non lo faranno,perchè hanno le mani inzuppate nel miele,come molti parlamentari che militano nel PD dopotutto.
    Reset,ecco quello che ci vuole,ma questi fanno finta di non capire e vorrebbero adattare le loro esigenze proficue ai votanti,ma questi si sono rotti veramente i coglioni,indi percio’ se vogliono VERAMENTE rinnovare il partito dovrebbero dimettersi in massa.
    Credi che lo faranno? :cipisciosopra: :mastella: :shootme:

  9. flor scrive:

    Ammettiamo per un attimo che non esistano nè la destra nè la sinistra, nè il rosso nè il nero, nè questo nè quello. E che ciascuna di queste categorie sia rappresentata da uno scomparto, da un contenitore dove uno può deporre la sua pallina, qui piuttosto che lì. Che succede? La pallina resta in mano. Dove metterla? Da qualche parte bisogna pur ficcarla, mica possiamo ingoiarla o buttarla, perchè la pallina è il simbolo della nostra importanza: ci fa comodo metterla dove vogliamo e magari sogghignare nel vedere gli stupidi che le palline vanno a contarle e si accapigliano per quelle che son restate in bilico, quasi si fossero rifiutate, loro, entità senza anima e senza cervello, di prestarsi a questo gioco scriteriato. Forse con la pallina in mano, nell’attesa che qualcuno ripristini il meccanismo, si ritrova il tempo per guardare se stessi nello specchio. Parte la pallina, verso lo specchio e chi ci è dentro: la vendetta delle pallina, che nel frattempo à diventata uno sputo.

  10. Udine, Europa scrive:

    “Il voto ci consegna un risultato particolarmente negativo che va guardato in faccia nella sua dimensione reale e non spiegato con un malefico sguardo politicista”. E (sentendo) “la responsabilità di non aver reso evidente e chiara ciò che il Pd può essere di nuovo. Ogni volta che il vecchio si aggrappa ai nostri piedi, noi paghiamo un prezzo. Quando invece il Pd è il Pd, i risultati sono venuti”.

    Questa l’analisi fornita da Veltroni. Politichese al meglio.

    Più chiari opposizione e settori non marginali del partito: la colpa è di Di Pietro che fagocita il PD.

    Ma no.

    Un po’ di realismo: non si può chiedere al derubato di votare per il ladro, se non si ha il controllo pressoché totale delle reti televisive. Quindi: pulizia etica all’interno del partito, senza guardare in faccia a nessuno.

    E approfittare di un infallibile navigatore automatico nelle scelte future del partito: se Mediaset & co. diffonde l’idea che colpa del crollo sia l’alleanza con Di Pietro, non importa se seguita a ruota da pezzi del PD, significa che non è vero. Significa che proprio quell’alleanza può mettere in difficoltà il Capo di Gabinetto. Significa che bisogna fare l’opposizione dura, davvero, sempre. Martellare l’idea che un governo serio deve occuparsi dei problemi dei cittadini, non di quelli del premier. E questo in ogni intervento, in ogni intervista. Perché è questo che la gente vuole, a fronte di un Gabinetto che si occupa delle leggi salva-Berlusconi quando i soldi finiscono al 20 del mese.

    Ma certo, ci vuole la forza di fare pulizia davvero. Mettere da parte pezzi importanti di partito. Personaggi come Del Turco non sono ammissibili. E lasciare il politichese per la realtà. Non è da tutti. Forse non sarà da Veltroni.

  11. Silvio scrive:

    Penultime elezioni regionali in Sicilia: da una parte Cuffaro (pochi anni dopo condannato in primo grado per mafia) dall’altra la Borsellino… I siciliani votano in massa Cuffaro… Io avrei una proposta per Obama: bombardare la Sicilia, così in un colpo eliminiamo la mafia e la roccaforte elettorale di Berlusconi (che sono poi la stessa cosa più o meno).
    La mia personale visione del risultato elettorale in abruzzo è questa (dopo lunghi calcoli): considerando gli abruzzesi nella loro totalità, tenendo quindi conto anche delle opinioni contrarie sia al centrosinistra che al centrodestra degli astenuti, si avrà un 25% a favore del PDL, un 21% a favore del candidato IDV e il 4% per i restanti (considerando anche le schede nulle bianche ecc) (se non ci credete fatevi i calcoli come ho fatto io). Di conseguenza, il 25% degli elettori del centrodestra è contrario al centrosinistra, tratto in comune con il 47% degli astenuti, dunque il 72% degli abruzzesi è contro la coalizione di centrosinistra. Dall’altro lato, il 21% dell’elettorato di sinistra sarà contrario alla coalizione del PDL, quindi sommandosi al doppio ‘no’ dei non votanti equivale al 68% della popolazione abruzzese contraria al centrodestra…. So che 68 + 72 fa più di cento, ma bisogna capire che il non-voto degli astenuti è in realtà un voto negativo per entrambi gli schieramenti, mentre votando ci si esprime a favore dell’una e contro l’altra. Perchè in effetti l’eletto avrà a che fare con un 68% di cittadini (votanti e non) che gli sono contrari. Questo è quello che io vedo con questi risultati, è inutile che Berlusconi esulti e Veltroni si disperi (si fa per dire…), qui l’unico che ha tratto un minimo di guadagno reale è Di Pietro punto. Resta il fatto che comunque metà dell’Abruzzo non ha votato, e che quindi la maggioranza e l’opposizione sono fittizie, è tutto basato sul meccanismo delle percentuali del sistema proporzionale. In sostanza quel che si vede in Abruzzo è quel che si vede in giro per tutta Italia: un disprezzo/disinteresse per la politica sempre crescente. E siccome non mi pare che i nostri governanti danno segno di voler migliorare il campo in cui operano, mi sa che l’astensionismo aumenterà, e aumenteranno così i malcontenti verso chi è stato eletto con una maggioranza puramente percentuale… L’astensionismo non è superficialità, l’astensionismo è sinonimo di malcontento. Non c’è un cazzo da gioire per nessuno. Se continua così si prospettano solo due soluzioni, o sti cazzo di magnacci in giacca e cravatta la smettono e mettono la testa a posto, e magari tentano di rimediare alle porcate fatte, e allora forse guadagneranno veramente sia in stima che in voti, oppure prima o poi la massa si stancherà e a quel punto saranno cazzi. Ma non credo che il sistema Veltrusconiano (non si può chiamare altrimenti, ci sono scandali scandalosi tanto a destra quanto a sinistra) abbia intenzione di migliorare sé stesso, se non monetariamente…. Quindi preparatevi cari signori in Parlamento, al massimo fra qualche anno se siete fortunati vi ritroverete in ospedale con la testa spaccata.

  12. maxi scrive:

    ma si, giulio, la penso come te.

    di pietro può essere il mezzo per scardinare il sistema politico-affaristico-clientelare.

    poi però bisognerà tornare a parlare di politica, no?

    certo, all’accoppiata fini-di pietro non avevo pensato, ma a ragionarci su non è poi fantapolitica.

    è un incubo.

  13. giulios scrive:

    maxi,
    avevi già risposto anche per me nello stesso momento dicendo le stesse cose
    ciao

  14. giulios scrive:

    lele,
    assolutamente no, potrei votarlo finchè serve da stimolo per fare un po’ di opposizione alla parte del pd rimasto ancora di sinistra e finchè rimane nell’ambito del centro sinistra, comunque quello che prospetti non è certamente fantapolitica, se esce di scena il suo avversario principale tutto è possibile.

  15. maxi scrive:

    occazzo! di pietro (ora come ora) si.
    fini-di pietro mai nella vita. ma nemmeno a dirle certe cose!!!!!

    scusa lele, so che non lo chiedevi a me ma le parole mi sono uscite da sole dalle mani…..

  16. lele scrive:

    le poche volte che sono andato alle urne ho espresso il voto a sinistra,quella che in parlamento si è vista talmente poco da essere insignificante o addirittura inesistente,ma a di pietro il voto non lo darei mai!Lui,ora,sta con il pd?perchè dall’altra parte c’è berlusconi e banda. Qualcuno sta già preparando il “dopo”(berlusconi) ed è ex fascista,trasformista e assetato di potere e attirerà inevitabilmente il buon di pietro!
    giulios:voteresti l’accoppiata fini-di pietro?

  17. giulios scrive:

    flor,
    personalmente non ho mai votato a destra e mai li voterò, se per votare a destra intendi di pietro allora indicami dove si trova la sinistra, rifondazione non è più in parlamento, nel partito democratico non la vedo quindi se uno vuole votare deve rivolgersi all’unico che dice cose di sinistra anche se non viene da questa area, è triste ma è così.
    a proposito, complimenti per il tuo modo di scrivere.

  18. maxi scrive:

    allora flor, nella mia testa la destra e la sinistra sono ben distinte e credo che questo valga un po’ per tutti noi. in parlamento distinguerle è molto più difficile, nel senso che non vedo dove sia la sinistra.

    comunque si, hanno rotto il cazzo anche a me.

    però scusa, cosa intendi per votare a destra? guarda che non è una domanda provocatoria. credo che la destra stia come la sinistra, fintamente rappresentata da 4 buffoni.

  19. er mahico scrive:

    Ridatemi il PCI !

  20. flor scrive:

    @ swamp
    😉 …gli amici, pardon, i compagni non si abbandonano mai.
    :star:
    P.S. Quando la fai la emoticon del pugno levato?

  21. swampthing scrive:

    @red float

    non è tutta destra, è tutta democrazia cristiana, che è peggio.

    @flor

    era tanto che non ti facevi sentire, cmq anche io ho poca voglia di parlare. 😉

  22. red float scrive:

    E’ tutta destra in italia,i pochi veri di sinistra non fanno testo.

  23. flor scrive:

    Restiamo al tema: a swamp gli hanno rotto il cazzo. E a voi? Da come parlate è difficile distinguere la destra dalla sinistra. Chissà che non bisognerebbe mettervi una fascia al braccio, per insegnarvi a distinguere dove sta la destra e dove sta la sinistra come si faceva una volta sotto il militare. Condivido che bisogna tenere a bada i pecorari: che sono i lontani responsabili del fatto che siete costretti a prendere il lattuccio la mattina. In più con l’aggravante che sono solo buoni, i pecorari, a conoscere il codice civile e penale e rovinarvi la festa del poter dire che i i mafiosi (o comunque gente che ruba) si trovano un po’ in tutti gli schieramenti.
    Il che autorizzerebbe, nel libero quanto osceno sfogo delle proprie preferenze, quasi si fosse in una pasticceria o in un supermercato, a votare a destra. Povera destra! Non vi merita.

  24. giulios scrive:

    maxi,
    è scontato che anch’io, se la prossima volta deciderò di votare ( come del resto
    ho sempre fatto ), voterò per Di Pietro, non vedo altre alternative.
    Ciao

  25. maxi scrive:

    invece, odino, nonostante io sia di sinistra, se continua così alla prossima voterò per di pietro, che è ovviamente di destra.

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