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Lettera aperta di un non credente a S.E. Monsignor Bagnasco

25 marzo 2010 alle 15:52
Spartaco

Eminenza,

chi le scrive è un non credente, ai suoi occhi comunque colpevole per la mancata appartenenza alla comunità terrena di Santa Romana Chiesa. La qual cosa, per quanto riprovevole sul piano della sua dottrina, di per sè potrebbe costituire circostanza non pregiudizievole sotto il profilo dei comportamenti pratici. Perché, Eminenza, Ella converrà sicuramente sul fatto che il Cristianesimo, corroborato da una solida base dottrinale, incentra sulla qualità della condotta etica il giudizio dell’essere buoni cristiani. Al punto di poter dire che il Cristianesimo professato ma non sostanziato da comportamenti adeguati è parvenza ingannevole. Cosa sarebbe infatti il Cristianesimo senza l’Evangelo?

Alla luce di tali considerazioni, mi risulta comprensibile la sua esortazione pastorale a perseguire il rispetto della vita come valore cristiano cui informare ogni nostro atto quotidiano. Similmente mi risulta non comprensibile il fatto che Le possa far eco un astratto richiamo alle radici cristiane di una determinata formazione politica o partitica: richiamo che non può costituire “ipso facto” testimonianza fattiva del rispetto della vita. Non costituisce novità che in nome del Cristianesimo sedicenti cristiani si siano macchiati di colpe gravi, come risulta altrettanto palese che tali nequizie siano state smascherate e assoggettate al giudizio della storia. Cionondimeno la pratica scellerata continua: utilizzando indebitamente il Suo pastorale richiamo al rispetto di un precetto di ineludibile valenza pratica, il Capo del Governo, svuotandolo dei contenuti, ne fa strumento di meschina propaganda di parte.

Se è vero, come è vero, che l’Evangelo è testimonianza cristiana nelle opere prima che nella parole, siamo di fronte a una doppia impostura: semantica e comportamentale. Semantica perchè non basta il richiamo al nome di Cristo perché necessariamente ne scaturisca la provata ottemperanza ai relativi precetti; comportamentale, perché nel caso specifico, per quella persona, si assiste al quotidiano sovvertimento dei valori cristiani.

A cominciare dal comportamento irriguardoso della persona umana, principalmente femminile, costantemente avvilita da richiami estetici assurti a pretesto di licenziose esternazioni se non addirittura a criterio selettivo e promozionale dell’altrui persona. Al punto da suonare offesa insostenibile per chi ne ha condiviso il tetto coniugale, costringendo al relativo abbandono.

Eminenza,

sono sicuro che Ella comprenderà e condividerà questa mia esternazione. Non sono altrettanto sicuro che, pur condividendola, possa scaturirne un qualche effetto sui suoi comportamenti pratici. Convinto, come sono, che Ella non ascolta alcun altra voce: a cominciare da quella della sua coscienza.

Pubblicato in L'ora di religione da Spartaco | 5 Commenti »(Letto 19002 volte)

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5 commenti a “Lettera aperta di un non credente a S.E. Monsignor Bagnasco

  1. lele scrive:

    ezio
    cristiano lo sei diventato quando eri in grado di decidere da solo?o te lo ha hanno imposto con il battesimo pochi giorni dopo la nascita?il catechismo o le varie storie cristiane con pradiso e inferno te le hanno raccontate nella piena maturità?
    o in età prepuberale?Tutti questi atti simbolici, racconti e paure pensi non lascino un segno che si protrae per tutta la vita?Scrollarti del plagio subito in tenera età non è facile,richiede forza e ragionamento.La chiesa,plagiatrice,costituita da preti e suore che non solo vivono nel plagio costante ma sono stati costretti dalla follia immorale,poiché contro natura,alla castità già in età puberale o post-puberale,quando gli ormoni girano vorticosamente!E’ normale che la gente dia voce ed ascolto,quindi potere,a personaggi che,a dir poco,hanno dei problemi?come se non bastassero quelli giudiziari di qualcuno!

  2. Zerb scrive:

    Il punto di vista è un altro, Ezio.
    Un prete che sbaglia deve essere condannato dalla società in cui opera e non dal Vaticano come voleva la Curia.
    Poi, se permetti, l’ingerenza della chiesa nella politica interna al nostro Stato non deve esistere.
    Invece ci troviamo costantemente preti che fanno la politica di chi fa i loro interessi.
    Trovi giusto che si schierino politicamente nel nostro Stato?
    Bene, allora devono contribuire a tutti gli effetti, pagando tasse e contributi previdenziali.

  3. ezio scrive:

    @@
    negl’anni 60(se non sbaglio) la dc voleva imporre il voto sottoforma di legge. Pci e psi e altri, contrari assolutamente, perche’ temevano nel voto compatto dei fedeli. Quel timore c’e’ tutt’ora. Il condannare la chiesa non vi aiuta sicuramente, anche se molte colpe di essa, le ammettono gli stessi fedeli. Non tutti i cristiani hanno studiato da preti vangelo e cristianesimo, anzi, quasi nessuno. Ma loro si basano sul simbolo della croce, e a quel “uomo in miniatura, a detta di un coglione che manderei al patibolo” e in lui ne vedono una storia. Condivisa o no da tutti, non importa, loro ci credono. Il cristianesimo non viene imposto, il credo, non viene obbligato. Siamo tutti liberi di pensare credere e fare cio’ che meglio crediamo.
    Il problema sta nella sodomizzazione? o violenza s’e’ per le donne? Perche’ nei collegi ci sono anche suore sapete?
    Questa e’ cosa da condannare sicuramente, ma per voi, semba a me, fa piu’ scalpore il prete o suora, che il civile cittadino, o padre madre zio fratello cugino o parente che sia. Non serve andare a ricercare negl’istituti, basta andare nelle case dei nostri vicini, magari. Ma il prete non deve sbagliare, non e’ un uomo, e’ un alieno della chiesa.

  4. Zerb scrive:

    Queste persone che hanno rifiutato la responsabilità di una famiglia, che non hanno nemmeno tentata di farsela, sono in prima linea a dettarci l parametri comportamentali.
    Nulla di più detestabile, quando l’arroganza della loro cultura viene imposta subdolamente alle persone meno colte.
    E questo non c’entra per niente con la Fede, dono divino ai credenti a cui lascio piena libertà di usufruirne, purchè non pretendano di impormela.
    Ed il ricatto vile di un omuncolo ed i suoi seguaci che coercizza una Chiesa servile per pochi danari, non giustifica la bassezza di schierarglisi a favore, sbandierando principii opinabili.
    Poi consideriamo l’ingerenza politica nei nostri affari interni.
    Morale:
    da qualsiasi lato la si guardi, una me.da resta tale.

  5. lele scrive:

    cosa vuoi che ascolti e tanto meno condivida?
    Ti stai rivolgendo a chi sodomizza,che,a sua volta,è stato sodomizzato!
    La pratica della sodomia,purtroppo non solo in senso metaforico,inizia in età prepuberale e prosegue per tutta la vita dividendosi in sodomizzati,i gonzi che credono,e sodomizzatori,ad esempio il cardinale e tutta la cricca!

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