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Non sei peccatore se fai l’agricoltore

15 novembre 2010 alle 02:31
Spartaco

                       Meglio si te ‘mparavo zappatore

                      ca ‘o zappatore nun  s’a scorda a mamma

                                    (da ‘O Zappatore di Libero Bovio)

All’Angelus di oggi il Papa si è cimentato con un tema di cui la Chiesa, immediatamente dopo la preservazione della verginità pre-matrimoniale e la pratica del digiuno pasquale, avverte la drammatica urgenza. Si tratta della crisi economica mondiale. La questione è seria non tanto per il fatto che esistono i poveri.  Anzi. La povertà costituisce una specie di salvacondotto per il regno dei cieli. Succede però che i ricchi diventando sempre più ricchi si incrementano nelle loro abitudini peccaminose e diminuisce la probabilità della loro salvazione.

Ha detto il Papa: “ …malgrado la crisi, consta ancora che in Paesi di antica industrializzazione si incentivino stili di vita improntati ad un consumo insostenibile…”. Chissà se l’italia fa parte di questi Paesi. A vedere Berlusconi, sembrerebbe di sì. A vedere le fabbriche come chiudono e come i lavoratori vanno in miseria, sembrerebbe di no. In ogni caso, si tratta di un sintomo, nel senso che si aggiunge ad altri che sono anche più gravi e che il Papa ha già ampiamente individuato e che sono:

  1. il perdurare dello squilibrio fra ricchezza e povertà.  Ricchezza e povertà dovrebbero essere più equilibrate: il Papa però non ci dà la formula dell’equilibrio. Ci dice implicitamente che deve esistere il ricco e il povero, ma non ci dice per esempio se a un ricco debbono corrispondere dieci, cento o mille poveri perché la cosa sia equa;
  2. lo scandalo della fame. Bisogna riconoscere che qui il papa ha usato una parola (scandalo) molto forte, che la chiesa non ha tirato in ballo nemmeno a proposito dei preti pedofili. La fame è scandalosa perché chi ha fame protesta. Chi invece si è almeno riempito lo stomaco non protesta o comunque ci mette meno folclore. Vedano dunque i potenti di trarne il debito suggerimento;
  3. l’emergenza ecologica; l’argomento serve al papa per rafforzare il concetto di un mondo verde, che, in nome dei sani principi della terra e del lavoro contadino, rappresenti l’occasione di riscatto dell’uomo, finalmente affrancato  dalle sue pene;
  4. il problema della disoccupazione che, ha detto il Papa, è generale. Come a dire non riguarda più questo o quel Paese, ma li comprende tutti, in nome di una generale mancanza di occasione di impiego delle braccia.

Ed ecco dunque la medicina papale, il rimedio indicato dalla Chiesa per superare e sconfiggere la crisi globalizzata: il ritorno alla terra. Nella terra l’uomo ritrova i suoi antichi valori, il piacere della dimensione fisica del lavoro, la vita all’aria aperta, la scomparsa delle occasioni per peccare. Ratzinger non ha perso l’occasione per confermare la dottrina oscurantista che la Chiesa, a cominciare dalla Rerum novarum, ha tentato di superare. Con lui si ritorna a Gregorio XVI, che definì il treno  “Satana su rotaia”.

Pubblicato in L'ora di religione, Politica da Spartaco | 7 Commenti »

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7 commenti a “Non sei peccatore se fai l’agricoltore

  1. lele ha detto:

    “è più facile conquistare e comandare chi non crede in niente”.
    er mahico
    infatti berlusconidi e legaioli chi li conquista?

  2. er mahico ha detto:

    il progresso giusto definisce la via per la solidarietà e la pace, quello sbagliato è quasi sempre una calamità.
    armi più moderne, più morti ammazzati e più vigliacchi a fare da sciacalli.
    mezzi di comunicazione più moderni? un’occasione per ampliare la propria conoscenza e non sentirsi secondo a nessuno.
    la chiesa? obsoleta come pensiero, materialmente deleteria quando invade campi di conoscenza NON suoi.
    La fede? qualcosa di cui abbiamo bisogno tutti, poichè impone un continuo ricercare un’equilibrio in movimento vivo.
    come disse il lupo nella storia infinita “è più facile conquistare e comandare chi non crede in niente”.

  3. ezio ha detto:

    era un belumat come me, quindi un grande :mrgreen:

  4. suslov ha detto:

    I preti prendono per il sedere, decantano la società bucolica (ed intanto i prezzi dei prodotti agricoli non sono mai stati così bassi, le centrali d’aquisto della grande distribuzione strangolano i contadini assieme alle banche che poi pignorano le aziende e magari le rivendono agli speculatori edilizi oppure alle mafie ambientali che poi ci interrano i rifiuti tossici), mentre il vaticano attraverso lo Ior pratica il riciclaggio di soldi sporchi verso le Cayman.
    Ormai i corvi neri non hanno nessuna credibilità, il volto migliore della Chiesa era la teologia della liberazione oppure preti come Camilo Torres, lui si un sant’uomo.
    Questi sono succubi dei capitalisti protestanti anglosassoni che fanno affari con la curia integralista ratzingheriana, e nel frattempo con la denigrazione antipedofilia della chiesa, il saccheggio finanziario del pianeta concordato con i liquidissimi emiri integralisti del Golfo e il finanziamento alle sette analfabete, sataniste e capitaliste dei pentecostali distruggono la chiesa cattolica nel mondo.
    Ratzingher, levati dalle scatole assieme al pedofilo Ruini, amico del puttaniere berlusca che sta per andare in cella grazie a Fini e Napolitano (non certo grazie a d’alema, che a Milano lo ha preso nel culo per la seconda volta da Vendola).

  5. giulios ha detto:

    il lavoro del contadino poi è duro, ci si alza presto e si va a letto presto, non c’è tempo per fare niente tantomeno per leggere o informarsi neanche per quel poco che siamo abituati in questo paese, vita e lavoro all’aria aperta e ignoranza totale, sarebbe il massimo.
    Per quanto riguarda ricchezza e povertà comincino loro a dare il buon esempio rinunciando ai finanziamenti alle loro scuole “paritarie”,all’8 per mille e a tutti gli altri privilegi tipo esenzione ICI ecc , in questo modo anche loro potrebbero cambiare un po’ stile di vita, riavvicinandosi alla terra e scoprire i valori della vita semplice e sana magari insieme a colui che hanno sempre appoggiato e continuano ad appoggiare nonostante la vita dissoluta ( per la morale di un buon cattolico ) e che, in quanto a ricchezza non ha eguali.

  6. Zerb ha detto:

    …..Con lui si ritorna a Gregorio XVI, che definì ……..

    Che sia una questione del numero 16, da Gregorio XVI a Benito XVI ?????

    Portiamo pazienza, Spartaco, prima la chiesa e poi le religioni, spariranno in questi 2-3 decenni e la finiranno di governare le nostre coscienze.
    E prima l’uomo si libererà del senso di colpa che ci imprimono nelle ns menti e prima la Giustizia trionferà.
    Qual’è l’unica ed efficace arma che abbiamo?
    La Cultura.

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