Silvio Berlusconi: La questione morale? c’è assolutamente nel PD!
8 Dicembre 2008 alle 16:55
Prima lo scandalo in Abruzzo con l’arresto di Ottaviano Del Turco, ora le inchieste napoletane e fiorentine sui legami spericolati tra amministratori locali e affaristi. Nel partito democratico si accende la questione morale, che dilania il partito e lo fa finire sotto attacco dell’opposizione.
Sivio Berlusconi: “La questione morale? E’ innegabile che ci sia, c’è assolutamente nel Pd” [repubblica.it]
Silvio Berlusconi è un genio. Cercherà di far credere agli italiani che far eleggere in parlamento politici pregiudicati nel suo partito è un nonnulla, mentre i casi sopracitati sono la vera questione di cui discutere. E vista l’arguzia degli italiani non dubito che ce la farà. Una parte di connazionali -istruita per anni a TG5 e striscia- pensa già che Tangentopoli fu solo l’invenzione delle toghe rosse. Una gigantesca operazione creata per demolire DC e PSI e salvare il PDS, consegnando agli ex comunisti le chiavi del Paese. I cattivi erano i magistrati che perseguivano i corrotti.
Lo predica da tempo. Il nostro geniale nanetto, negli anni in cui è stato al timone dell’Italia, non si è per nulla prodigato per dotare l’Italia di una giustizia efficiente, accorciando i tempi dei processi penali e potenziando forze dell’ordine e magistratura. Perché lui è uno che alla questione morale ci tiene, ma il problema sono i magistrati disturbati mentali. E quindi non se ne viene fuori.
Posto la lista di pregiudicati che gli italiani di centrodestra (ma non solo) hanno pecoronamente votato senza fiatare. Poi decidete voi in che parte della politica risieda maggiormente la questione morale (da cui comunque nessuno è immune).
Da beppegrillo.it
Berruti Massimo Maria (FI): condannato in via definitiva a 8 mesi per favoreggiamento.
Bonsignore Vito (europarlamentare FI): condannato definitivamente a 2 anni per tentata concussione nello scandalo delletangenti per il nuovo ospedale di Asti.
Mario Borghezio (europarlamentare Lega Nord): condannato in via definitiva per incendio aggravato da “finalità didiscriminazione”, per aver dato fuoco ai pagliericci di alcuni immigrati che dormivano sotto un ponte di Torino, a 2 mesi e 20 giorni di reclusione commutati in 3.040 euro di multa.
Bossi Umberto (Lega Nord): condannato in via definitiva a 8 mesi di reclusione per 200 milioni di finanziamento illecito dalla maxitangente Enimont.
Cantoni Giampiero (FI): ha patteggiato 2 anni di reclusione per corruzione e concorso in bancarotta e risarcito 800 milioni di lire.
Carra Enzo (PD): una condanna in via definitiva per false dichiarazioni al pubblico ministero. Per i giudici, Carra è un falso testimone che, con il suo «comportamento omertoso» e la sua «grave condotta antigiuridica», ha tentato di «assicurare l’impunità a colpevoli di corruzione, falso in bilancio e finanziamento illecito» nel caso Enimont. Parola del Tribunale e della Corte d’Appello di Milano, nonché della Cassazione, che l’hanno condannato prima a 2 anni e poi a 1 anno e 4 mesi (grazie allo sconto del rito abbreviato) di carcere.
Ciarrapico Giuseppe (PDL): è stato condannato a 3 anni definitivi per il crack da 70 miliardi della Casina Valadier
(ricettazione fallimentare) e ad altri 4 e mezzo per il crack Ambrosiano (bancarotta fraudolenta).
De Angelis Marcello (AN): condannato in via definitiva a 5 anni di carcere per banda armata e associazione sovversiva come dirigente e portavoce del gruppo neofascista Terza Posizione.
Dell’Utri Marcello (FI): condannato definitivamente a Torino a 2 anni e 3 mesi per false fatture e frodi fiscali nella gestione di Publitalia (reato per cui fu arrestato per 18 giorni nel maggio 1995 e poi patteggiò la pena in Cassazione).
Farina Renato (FI): Farina patteggia una pena di 6 mesi di reclusione per favoreggiamento nel sequestro di Abu Omar, l’imam egiziano rifugiato in Italia, sequestrato a Milano il 17 febbraio 2003 dalla Cia con l’aiuto del Sismi, trasportato nella base americana di Aviano e di lì deportato in Egitto, dove fu torturato per sette mesi.
La Malfa Giorgio (FI): condannato definitivamente a 6 mesi per il finanziamento illecito della maxitangente Enimont.
Maroni Roberto (Lega Nord): condannato definitivamente a 4 mesi e 20 giorni per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale durante la perquisizione della polizia nella sede di via Bellerio a Milano.
Nania Domenico (AN): arrestato per 10 giorni e poi condannato in via definitiva a 7 mesi per lesioni personali legate ad attività violente nei gruppi giovanili di estrema destra (fatti dell’ottobre ’69, sentenza emessa nel 1977 e divenuta definitiva nel 1980).
Naro Giuseppe (UDC): condannato in primo grado a 3 anni e in Cassazione a 6 mesi definitivi di reclusione (erano 3 anni in primo grado) per abuso d’ufficio nel processo per l’acquisto con denaro pubblico di 462 ingrandimenti fotografici, alla modica cifra di 800 milioni di lire.
Papania Antonio (PD): il 24 gennaio 2002 ha patteggiato davanti al gip di Palermo una pena di 2 mesi e 20 giorni di reclusione per abuso d’ufficio.
Sciascia Salvatore (FI): condannato definitivamente a 2 anni e 6 mesi per aver corrotto alcuni ufficiali e sottufficiali della Guardia di finanza.
Tomassini Antonio (FI): medico chirurgo, è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione a 3 anni di reclusione per falso.




