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Piccola storia del capitalismo italiano: la “faccenda” di Aversa attraverso le e-mail di Ludovico N. (2)

22 novembre 2005 alle 01:07
swampthing

Ricevo e pubblico. Con beneficio di inventario, come si suol dire. Se qualcuno ha versioni diverse da questa, è garantito il diritto a postare la propria su questo blog.

SECONDA PUNTATA
Il 4 gennaio 1998 le operaie, mentre lavorano, vedono cambiare il cartello fuori la fabbrica da Texas Instruments a Telital, si alzano spontaneamente dai loro posti e tentano di scioperare, e io sono con loro; ma la RSU, nella persona di V. B., le ricaccia in malo modo sul posto di lavoro. Tento di far riprendere la protesta in modo spontaneo ma vengo aggredito da due operai amici delle RSU, P.C. e D. T. Grazie solo alle operaie che li mantengono non vengo aggredito, ma nel frattempo la rivolta viene soffocata. Questo è l’inizio della breve meteora Zanzi ad Aversa. La consegna rigidissima che hanno i sindacati è che noi dobbiamo passare da dipendenti Texas (una delle più ricche multinazionali al mondo) a dipendenti Telital di Massimo Zanzi. Senza che nemmeno una foglia si muova. E così sarà. Non è mai stata dichiarata nemmeno mezzora di sciopero nel passaggio da Texas a Telital, ma solo inculcato nei lavoratori il terrore di perdere il posto di lavoro perchè non c’era alternativa: la Texas ci avrebbe lasciato senza stipendio (la cosa più impossibile da accadere sulla faccia della terra). Parole testuali di Raffaele Gravino RSU: “o viene la Telital o la Texas non ci paga più, non c’è niente da fare!”. Nonostante la Gazzetta Ufficiale n.58 come già detto.
I primi mesi del 99 passano sotto lo sguardo vigile del sindacato che controlla che la fuoriscita delle produzioni Texas (prodotti progettati e realizzati ad Aversa con mercato mondiale) avvenga nel modo più liscio possibile, nel frattempo però non entra niente.
Il Mattino di Napoli ed. di Caserta nel frattempo narra mirabilie del “POLO DELLE TELECOMUNICAZIONI” che dovrà sorgere ad Aversa grazie a potenti nuovi industrie nazionali. Non si riesce a fare breccia nella comunicazione ufficiale perché questa è blindata da un paladino dei forti, il caporedattore della redazione di Caserta de “Il Mattino”. I sindacati in piena armonia con tutti i poteri forti sullo stesso giornale rendono dichiarazioni di fiducia nei riguardi della nuova proprietà.
Veniamo al cuore della seconda puntata con tre date fondamentali:
15 marzo 1999. (dalla Relazione sulla gestione al Bilancio Consolidato al 30 aprile 2000. Archivio ufficiale camera di commercio di Trieste). La Telital compra (compra si fa per dire) la ex Olivetti di Marcianise da Carlo De Benedetti. Si chiamava Modinform; un carrozzone decotto con 1000 dipendenti. “Compra” solo i dipendenti perché De Benedetti nel frattempo aveva già provveduto a far sparire l’immobile verso lidi sicuri. Prodotti là non ne esistono già più da tempo. Là si fa solo lavoro conto terzi. Assembleggio di schede elettroniche conto terzi e spesso anche conto conto terzi! Questo enorme sito di Marcianise serve solo come raccolta di lavoratori da rottamare in mille modi e in mille stati di crisi. La delibera dell’acquisto della Modinform di Marcianise è del Presidente Telital, tale Marcello Biagioni, 81 anni! Un prestanome che non può andare in galera per raggiunti limiti di età. All’epoca era presidente di decine di aziende di Zanzi.
16 Marzo 1999, (il giorno dopo dell’acquisto della Modinform) avviene l’accordo solenne, sottoscritto da tutte le parti sociali che la grandezza di un Dio Maggiore ci ha mandato nell’era delle concertazioni a tavolino e dei lavoratori a rimorchio, da abbandonare al momento opportuno. Sono presenti al Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali, tra gli altri, il sottosegr. di stato sen. Luigi Viviani, l’amm. del. della Telital Renzo Polesel, e un numero impressionante di rr. ss. Ognuno con la sua bella firma in calce. L’accordo dice che ad Aversa, con i soldi dello stato, nascerà il nuovo POLO DELLE TELECOMUNICAZIONI. Tutti già sanno che i lavoratori invece saranno deportati nel più grande inceneritore di lavoratori scomodi del centro sud: Marcianise appunto, ex Olivetti. Una enorme caldaia che, una volta bruciato tutto e tutti, andrà nella disponibilità delle speculazioni degli immobiliaristi che ne hanno avuto la proprietà, per senza niente; un enorme immobile pagato dallo stato per lo sviluppo dell’occupazione. Comunque, grazie a questo accordo, Ciampi firma la delibera CIPE del 21.04.1999, con la quale si stabilisce che il contratto di programma di 159 miliardi passa dalla WOW SpA (mai esistita!) al gruppo Telital per far grande lo stabilimento di Aversa, dotandolo del massimo delle tecnologie nel campo delle telecomunicazioni e per aumentare di 140 unità gli addetti.
11 maggio 1999. L’on. Ilario Ferruccio Floresta di F.I., (presidente della Uni.com SpA del gruppo Telital, società alla quale la Texas Instruments aveva intestato lo stabilimento prima di fuggire indisturbata dall’Italia il 30 dicembre 1998), VENDE alla Yorik srl di Bologna detto immobile con annesso terreno, per un totale di 60.000 (sessantamila) mq, sito in zona edificabile e pregiatissima di Aversa, con a soli 30 metri di distanza dai cancelli la fermata, in costruzione, della linea collinare della metropolitana di Napoli!!
Ma Ferruccio Ilario Floresta è anche presidente della Yorik srl di Bologna! La Yorik ha sede in Via Castiglione 21 presso lo studio del famoso commercialista Gnudi. E’ sorta ad hoc per la bisogna il 29 settembre 1998 come società immobiliare, e l’unico affare che ha fatto è stato questo. Gli interessati non ne sanno niente della conduzione, provvede a tutto il commercialista. I clienti devono solo firmare gli atti. Ciliegina inevitabile: la Yorik ha un unico proprietario ed è una società anonima del Lussemburgo! L’atto di compravendita dello stabilimento, in mio possesso, (è un atto pubblico che può avere chiunque) è redatto dal notaio di fiducia di Zanzi, Camillo Giordano, atto dell’ 11.05.1999 rep. Nr.87724.
La Uni.com SpA è una delle società nate dal solito spezzatino che inevitabilmente la Telital aveva fatto appena messo piede ad Aversa. La società, secondo il contratto di programma, era operativa nel ramo della progettazione di nuovi prodotti da sviluppare ad Aversa. Il presidente era l’on. Ilario Floresta. Ma il 12 maggio 1999, il giorno dopo essersi venduto lo stabilimento a se stesso, l’onorevole ha dato le dimissioni e non si è visto mai più. Per curiosità, Floresta è presidente della commissione parlamentare sulle telecomunicazioni e avrebbe fatto il Ministro se le telecomunicazioni fossero spettate a Forza Italia, ma toccarono ad Alleanza Nazionale e il ministro fu un altro.
FINE SECONDA PUNTATA.

Pubblicato in Capitalismo all'italiana da swampthing | 6 Commenti »

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6 commenti a “Piccola storia del capitalismo italiano: la “faccenda” di Aversa attraverso le e-mail di Ludovico N. (2)

  1. […] della Sera” del 1999, ma citato anche in numerosi documenti relativi alla vicenda della Texas Instruments di Aversa […]

  2. […] della Sera” del 1999, ma citato anche in numerosi documenti relativi alla vicenda della Texas Instruments di Aversa […]

  3. swampthing ha detto:

    ogniuno ha il suo prezzo… trust no one…:cccp:

  4. Les Banlieues ha detto:

    Purtroppo, e sottolineo purtroppo, nei grandi movimenti ci devono essere per forza grandi coinvolgimenti. C’è chi si pappa la torta e chi si accontenta di poco meno delle briciole. La vera lotta dovrebbe essere quella dei lavoratori; invece sono sempre gli unici che ci rimettono,:cccp: anche se, potenzialmente, sono i più forti.

  5. Daniele ha detto:

    Non mi aiuta molto vedere come può comportarsi una RSU, io che lo sono…
    Poi ha ragione chi si lamenta del Sindacato.
    :bigballs:

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