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Presidenzialismo all’amatriciana

27 dicembre 2008 alle 13:40
RedPower

L’Italia è pronta per il presidenzialismo?
“Devo dire di si’ e sono convinto che questa sia la formula istituzionale per il miglior risultato per il governo del Paese”
Silvio Berlusconi

Cosa significa presidenzialismo? Il presidenzialismo è una forma di governo, diversa da quella parlamentare (vigente attualmente in Italia). Le differenze sono essenzialmente queste:

PARLAMENTARISMO:

– il governo è visto come l’emanazione permanente del Parlamento: è presente quindi un rapporto di fiducia. Il governo non può governare senza la fiducia del Parlamento.
– distinzione tra Capo dello Stato (che attualmente è Napolitano) e Capo del Governo (che attualmente è B.)
– il Capo dello Stato può sciogliere le camere per risolvere le crisi e per indire nuove elezioni

PRESIDENZIALISMO

– più rigida separazione di poteri
– il Capo dello Stato coincide con il capo del governo
– manca totalmente un rapporto di fiducia: il Capo dello Stato governa indipendentemente dal Parlamento, anche senza la maggioranza, sono due poteri diversi

La cosa che salta subito all’occhio è che il Capo dello Stato nel presidenzialismo ha molto più potere.

Il presidenzialismo in Italia è la peggiore scelta che si possa fare. Abbiamo oggi la concentrazione del potere politico, economico e mediatico nelle mani di un solo soggetto: il Presidente del Consiglio. Il presidenzialismo finirebbe per dare il colpo di grazia alla nostra democrazia malata.

Il nostro è un Paese in cui lo schieramento di centro-destra ha una visione dittatoriale della maggioranza democratica.
Con la propria elezione, il Presidente del Consiglio (e la maggioranza che lo sostiene) si riserva il diritto di non rispettare più i limiti della Costituzione, ma di cambiarla a proprio piacimento a colpi di maggioranza.

In questo Paese già registriamo lo sviluppo di una dittatura della maggioranza parlamentare che uccide ogni forma di garanzia e di controllo:

– il Parlamento: scegliendosi la propria opposizione ed uccidendo mediaticamente le altre. Con il presidenzialismo avrà ancora meno potere;
– la magistratura: costantemente delegittimata in ogni sua decisione che contrasta con la linea della maggioranza definendola politicizzata, o non permettendogli di svolgere il proprio dovere tramite trasferimenti di magistrati o tramite un’interpretazione assolutistica dell’immunità parlamentare che crea una Casta di intoccabili;
– la Corte Costituzionale: uno degli organi più importanti della democrazia che viene costantemente delegittimato per la propria presunta politicizzazione tendente a sinistra. E’ ormai diventato un organo politico di compravendita istituzionale;
– i media: straordinariamente accusati di essere ostili al governo nonostante sia palese il conflitto di interessi che riguarda proprio il Presidente del Consiglio.

Come poter dare tanto potere in mano a chi non mostra alcun rispetto per la nostra Costituzione?

Pubblicato in Politica da RedPower | 79 Commenti »(Letto 13612 volte)

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79 commenti a “Presidenzialismo all’amatriciana

  1. […] Presidenzialismo all’amatriciana L’Italia è pronta per il presidenzialismo? “Devo dire di si’ e sono convinto che questa sia la formula istituzionale per il miglior risultato per il governo del Paese” Silvio Berlusconi Cosa significa presidenzialismo? Il presidenzialismo è una forma di governo, diversa da quella parlamentare (vigente attualmente in Italia). blog: terrorpilots | leggi l’articolo […]

  2. ezio scrive:

    @lele
    he, bella domanda(72)

  3. ezio scrive:

    @er mahico
    non ho detto di aver sentito che ventola vada con baffo, ho detto che rifondazione piange l’uscita di ventola dal partito.(che cazzo ci faceva boh)

  4. ezio scrive:

    @flor
    tranquillo, anche se da buon comunista………………..si porta addosso 120kili, ugualmente la rischiamo insieme.

  5. flor scrive:

    Si tratta di un tipo di pasta fatta in casa, che corrisponderebbe ai “cavatelli”, una specie di gnocchetti che però invece di essere sardi sono pugliesi. La sostanza però non cambia:alla fine il sardo e il pugliese si confondono e diventano l’uno uguale all’altro: il motivo per cui Diliberto è stato mangiato.

  6. lele scrive:

    flor un chiarimento i”strasc’nate”che c…sono?i…de rape penso di saperlo e mi fanno un pò schifo,puramente personale.no comment sul pugliese “nuovo”sono distante dalla sua regione e non posso giudicare.

  7. flor scrive:

    @ er mahico
    Il motivo può consistere nel fatto, che essendo tutt’e due pugliesi, si vanno a fare insieme delle belle mangiate i “strasc’nate e ccim’ de repe”.

  8. lele scrive:

    ezio
    in questo paese i partiti si fondano e si rifondano!c’è chi li fonda per “convenienza personale”,chi per provare a recuperare il consenso popolare,chi per sogni di grandezza razzista,chi per imporre schiavismo e chi perchè si è alzato un mattino con una brillante idea!
    Ma c’è qualcuno che non fonda partiti ma insegna il concetto di coscienza sociale?

  9. er mahico scrive:

    Ventola è un vincente, se andrà cn Baffo un motivo c sarà.

  10. flor scrive:

    Ma la funivia vi regge a tutt’e due, cioè a te e all’amico sfegatato? Fossi in voi, mi preoccuperei :mrgreen:

  11. ezio scrive:

    @lele
    hai per caso sentito il dalema, che vuole formare un nuovo partito, sganciandosi dai veltroniani? Vuol formare il partito socialdemocratico, magari con rutelli, che s’e’ fatto scappare( forse nemmeno scappare) che il Pd sa molto di Pci. Cagata sovrumana. Questa sarebbe la sx del xx secolo. Povera italia. Ora rifondazione piange, per il possibile esilio di ventola. Ci sarebbe piu’ da piangere, vedere, un ventola in rifondazione.
    Meno male che non l’ho sapute prima , queste notizie, altrimenti sai che discussioni sulle risalite in funivia, con l’amico comunista sfegatato ?(l’unico che non s’e’ staccato dal branco, che tralaltro non simpatizza assolutamente, per ventola e affini.

  12. lele scrive:

    dalle palle non si toglierà nessuno!
    caro ezio manca la consapevolezza dell’uno + uno+…………..,dove tutti pensano di contare solo “uno”per cui di essere l’unico “fesso”!meglio rimanere nella massa dei…..”fessi”.

  13. ezio scrive:

    @flor
    pensi che si toglieranno dalle palle verdi e………………….,magari fosse.
    Ps, t’assicuro che non e’ mia intenzione, prendere in giro, non solo te, ma nessun’altro che mi rivolga parola. Il rispetto, anche se non sono meridionale, lo sento come una cosa sacra.
    serwoss.(ciao)

  14. flor scrive:

    Caro Ezio,
    sicuramente straccerai la tessera. Però e un peccato, perchè un voto è sempre un voto, fa numero, a prescindere .
    Potresti perciò darglielo a quegli altri che forse nel frattempo hanno imparato la lezione.

  15. ezio scrive:

    @flord
    avessi la bacchetta magica, l’averi fatto molto tempo fa..
    Come sento, abbiamo avuto tutt’eddue una gioventu’ di merda. Hai ragionissima, quando dici dei figli dei contadini fascisti. Pensa che qui da noi, gli stessi che dici, ora sono lingua in bocca con la sx, rifondazione inclusa. Per stare al potere chiaramente. Purtroppo, ogn’uno vive la propria storia nel proprio paese. Questa e’ la mia. Giudica tu, se non ti viene voglia di passare, anche coi frati, pur di all’ontanarti da una realta’ tanto marcia e alla quale, Un tempo, avevi dato te stesso e t’ eri fidato cecamente. Illusione purtroppo. Ecco perche ribadisco che, si forse uno e’ colpevole piu’ dell’altro, ma in definitiva lo sono tutti. E noi siamo la pallina con cui loro giocano. No cazzo.
    Ti diro’, aspetto con fiducia l’esito di questo governo(non me ne volere) detto questo se le cose rimarranno piatte, stracceremo la tessera elettorale, e sono in ottima compagnia.
    ciao

  16. lele scrive:

    e,certo,un bel “presidenzialismo”di sentore dittatoriale è sicuramente il benvenuto in una società che conosce molto bene “l’arte di arrangiarsi”!Con amicizie “che contano”si fà molta strada e si ottengono favori insperati!,con la corruzione,poi,i soldi arrivano e si diventa “potenti”!…e con tutto il resto si diventa….”presidente”!
    http://blog.terrorpilot.com/wp-includes/images/smilies/v omit.gif

  17. flor scrive:

    Hai colto, tranne il fatto che in napoletano la cosa che ho detto non significa come tu hai scritto. Ma semplicemente “non prendermi in giro, perchè io non ti voglio male e perciò non me la merito, la presa in giro”.
    Ho capito che ti sei fatto il culo.
    Me lo son fatto anch’io. Non con i tori, che in fondo sono povere bestie. Ma con altri cornuti, che non mi hanno mai regalato nulla, che mi hanno fatto pagare persino l’aria che respiravo, che hanno cercato di sbarrarmi il passo in ogni occasione,che hanno tentato di sbattermi fuori dalla scuola che pur frequentavo con profitto perchè argomentavo, sulla base di ciò che ogni giorno apprendevo, che dio non esiste e la proprietà è un furto.Lo studio, a me figlio di gente di assai modesta condizione, m’è costato lacrime e sangue, a centinaia di chilometri da casa, abitando in bettole squallide eufemisticamente chiamate pensioni mentre si trattava di autentici lupanari dove accanto alla camera fittata allo studente c’era quella che si pagava a ore per le “sveltine”. Mentre i miei compaesani, gli stessi del paesello da cui provenivo, se la spassavano a non fare un cazzo nelle “Case dello Studente”, gratis, perchè figli di agrari e notabili fascisti collusi con il sistema che risultavano nullatenenti. Mentre a me il posto non veniva dato con la motivazione, che mai dimenticherò, di “reddito eccedente”: quello di mio padre, operaio di una industria chimica in cui è stato a respirar veleni fin quasi alla fine dei suoi giorni.
    Ci siamo presentati. Adesso veniamo al sodo. Se fossi al posto tuo, non butterei alle ortiche un passato fatto di militanza e di coraggiose rivendicazioni solo perchè un’organizzazione, che si chiama sindacato , si è venduta al padrone. L’esistenza di sindacalisti corrotti cosa dimostra? Semplicemente che nel nostro Belpaese è possibile tutto e il contrario di tutto. Che chi prima stava da una parte, oggi sta da un’altra. Che chi prima era rosso, oggi è nero. Non voglio a questo punto ripetermi. Io la spiegazione me la sono data: è nei post precedenti. Noi non siamo una nazione. Non abbiamo una cultura del collettivo: perchè il sistema nel quale viviamo tende ad automantenersi nel tempo, cambiando se necessario, ma per mantenersi uguale.
    Questo è il cerchio che dobbiamo spezzare. Io mi sento di farlo. Vuoi farlo anche tu, Ezio?

  18. ezio scrive:

    @flor
    in napoletano sarebbe”tu sei stronzo” o giu’ dili’. Ma hai ragione, quando”a volte” mi rileggo, me lo do’ da solo dello stronzo. Perche’ capisco quanto sia difficile capirmi, scrivendo poi, da imbecille. Ma se pur me lo confermano figli e moglie, io continuo ne mio modo. Chi m’intende ok, il rimanente, puo’ anche scivolarmi a fianco, non mi scanno di certo.
    Vedi,flor, la mia prima televisione, l’ho comperata nel 76. Da quel momento ho scoperto che c’e’ vita anche oltre brennero e salorno. Scherzo. All’eta’ di 14anni ho cominciato a lavorare nel periodo estivo. Rigorosamente dall’8 giugno al 2 ottobre, fine ed inizio scuola. Poi in collegio, dove la tv era tabu’. A 18anni da buon studente elettronico, ho svoltato verso i tori, scaricarli dai vagoni pesarli ed abbeverarli, per 18 ore al giorno. Non mi sono mai spostato oltre brunico e bolzano, per manifestare. E quando lo facevamo, era perche’ il padrone doveva pagare un po’ di piu’, le ore straordinarie e le ore fatte in festivita’. E scendevamo in campo per tutti, e si marciava con le bandiere rosse”noi” e i sindacalisti con le loro classiche tute da” lavoro”. Perche’ finite le due ore di sciopero, s’andava a lavorare. Il giovedi’, sacro al sindacato, ci s’incontrava dopo il lavoro e si decideva se tornare in strada o se avevamo ottenuto il dovuto. Allora, il rappresentante sindacale, aveva il permesso di parlare con il datore dalle 9 alle 9e1/2. E malgrado il poco tempo, si riusciva a parlare di tutto. Oggi ti fai giornate intere, il sindacalista viene pagato e a te ti viene trattenuto. Poi ,sempre il sindacato, tratta con il padrone e vede cos’e’ piu’ conveniente (a lui). E tu mi chiedi se sogno oppure ho sognato. No amico, io la mia realta’ lo vissuta qui tra le montagne, dove il lavoro(fortunatamente) non mancava anzi. Ma i nostri diritti e DOVERI li conoscevamo alla perfezzione. Forse eravamo ignoranti, e forse lo saremo ancora, ma combattevamo per i diritti,chiamiamoli pure umani, anche noi. Anche se di de gaulle, delle barricate dei katanga, di lama e della scala non conoscevamo un tubo. E qui sta il dito che intendevo. Non indichevamo la Dc o gl’msi o i psi o quant’altro, come responsabili delle nostre lamentele. S’andava direttamente da chi doveva risolvere le problematiche rilevate da noi”operai” stessi. Non c’era preavviso, non parlava prima il sindacato per giorni, col datore, e in un secondo tempo il sindacato ci chiamava a scendere in piazza senza sapere cosa si fossero detti, no. La cosa era diretta e coinvolgeva tutti in quella mezz’ora che il nostro sindacalista parlava col”paron”.
    Non so la tua eta’, ma il 68 l’abbiamo provato anche noi delle montagne, te l’assicuro. Come dite voi studiati “forse s’e’ svelato l’arcano” (sempre in forma ironica)
    ciao Spezzl (amico) Ps, non rileggo quindi se ho colto bene altrimenti……….va bene ugualmente.

  19. flor scrive:

    Ineffabile Ezio, amico mio e non della ventura, ma a quale passato politico ti riferisci? Forse siamo coetanei, ma francamente non mi ricordo, del passato che abbiamo condiviso almeno sotto il profilo anagrafico, un’epoca felice in cui si andava in strada a”chiedere” o “lamentarsi” senza indicare nessuno col dito accusatore. A meno che non ti riferisca ai”filoni” scolastici fatti giusto per godersi una giornata di sole (aridagglie) improvvisando manifestazioni del tipo “Nò ai baroni della scuola nello stato dell’Angola”. Il sessantotto non ti dice niente? Le barricate a Parigi? E la fine di De Gaulle, spazzato via dalla protesta studentesca e giovanile al grido “Ce n’est q’un debout, continuons le combat”? E il sessantanove? E il movimento studentesco e i Katanga di Capanna? E i lanci di pomodori e uova marce alle prime della Scala? E lo Statuto dei lavoratori a valle dell’autunno caldo? E Autonomia operaia? E la cacciata di Lama dall’Università?
    Ezio, come si dice a Napoli, ti voglio bene.

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