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Silvio Berlusconi e la mistificazione della realtà: il 25 aprile è un caso da manuale

21 aprile 2009 alle 21:42
calogero

“Ho preso la decisione di celebrare il 25 aprile, anche se dove sarò lo comunicherò più avanti. Credo che ci sia bisogno di dire qualcosa, perchè di questa festa non se ne appropri soltanto una parte“. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, lasciando la sede del Pdl di via dell’Umiltà dove si è svolto un vertice sulle Elezioni europee. [repubblica.it]

Il nano non ha mai celebrato il 25 aprile. Questo ha sempre suscitato critiche e polemiche in quanto chi ricopre una carica pubblica dovrebbe rispecchiarsi limpidamente nei valori dell’antifascismo e della costituzione, celebrando con convinzione la Liberazione dal nazifascismo.
Ora perché il nano non abbia mai partecipato pubblicamente è un mistero (si fa per dire), anche se la verità secondo me è che sotto sotto lui è un fascistello e vede tutto ciò che gli impedisce di fare il dittatore una rottura di palle. Quindi perché mai festeggiare il 25 aprile se da quella memorabile giornata scaturisce la nostra libertà (quella vera non quella del PdL)?
Il fatto è che il nano studia da Presidente della Repubblica e deve iniziare a ricostruire la sua verginità democratica, ed essere democratici -in Italia per lo meno- vuol dire essere antifascisti fino al midollo.

In effetti a ben vedere nessuno ha mai impedito al nano di partecipare alle celebrazioni del 25 aprile. Semplicemente lui, per suo comodo e convenienza, lo ha evitato. Oggi dire che non vuole lasciare che una parte si appropri di questo momento suona veramente falso e ipocrita. Una vera mistificazione della realtà, una delle innumerevoli, che non troverà nessun giornalista pronto a dirgli: “ma che cazzo dici?“.

Pubblicato in Il nano piduista da calogero | 77 Commenti »

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77 commenti a “Silvio Berlusconi e la mistificazione della realtà: il 25 aprile è un caso da manuale

  1. ezio ha detto:

    @maxi
    Scusa, non volevo inserirti nel pd, se l’ho fatto o l’ho fatto intendere, ritiro tutto.
    E comunque, c’e’ da dire, che molti dei “tuoi” hanno votato pd, per dare contro al pdl. E’ sensato per te? Se si, allora nemmeno io mi sento in colpa di nulla, votando a dx.
    buona giornata
    (dai ragazzi, che swamp. non c’e’, e possiamo fare casino.” scherzo chiaramente”)

  2. maxi ha detto:

    ezio, io non sto col pd, non lo avevo mai detto? non si era capito finora?
    comunque coerenza ne vedo veramente poca e non faccio esempi sennò finisco dopodomani.
    ma se, all’improvviso, diventassimo coerenti noi elettori e di punto in bianco decidessimo di votare persone che ci piacciono? se smettessimo di turarci il naso e votare gente di malaffare che però sta dalla nostra parte? se fossimo noi a cambiare parte e votare gente nuova?
    sai che rivoluzione!

    è per questo che insisto col mio slogan: nè pd nè pdl !!!

    ciao

  3. ezio ha detto:

    @maxi
    certo che puoi intrometterti. Si maxi, nel pdl ci sono centristi democristiani fascisti socialisti e comunisti e chi piu’ ne ha ne metta. Come nel pd daltronde, quanto al “misto”, non sono secondi a nessuno. Tu stai di la’, io di qua delle barricate. Siamo liberi e dobbiamo esserlo, per rimanere uomini. Coerenza? tu vedi coerenza in giro per le politiche?
    ciao

  4. ezio ha detto:

    @maxi
    nel pdl ci sono centristi fascisti comunisti democristiani socialisti e chi piu’ ne ha ne metta. Cio’ non toglie che a sx non sia uguale punto. Percio’ che ora, nella politica conta piu’ il numero della qualita’. Ripercio’, che il pd, vuole ritrovare il consenso di numeri e non di qualita’. Non sara’ certo il pd, a dare una svolta al paese, dimentichiamolo. Tutti sono a caccia di potere e basta.
    Tu voti loro io no pur navigando sulle stesse barche di merda. E’ una scelta, lo sai benissimo, ma piuttosto di stare con chi “rinnega” me ne sto volentieri dove sono.
    Queta non sara’ coerenza, ma posso guardare tutti negl’occhi senza timore.
    ciao

  5. maxi ha detto:

    scusa se mi intrometto ezio. ma i democristiani ed i fascisti di cui è pieno zeppo il pdl ne hai mai sentito parlare?
    noi quelli del pd non li votiamo.
    tu quelli del pdl si.

    e decisamente squallidi ed insignificanti.

    suvvia, un po’ di coerenza!!!!!

  6. ezio ha detto:

    @zerb
    non mi dire che l’hai capito. Ce ne sono tanti democristiani( con padri o nonni fascisti) nel pd, ma squallidi e insignificanti come lui, e’ difficile trovarne.

  7. Zerb ha detto:

    @Ezio
    non ho capito. Ma per caso, Franceschini ti sta sul cazzo?

  8. ezio ha detto:

    @marco
    anche zapatero e’ leghista. O forse di piu’, visto che ha dato ORDINE di sparare ai clandestini, ancora in mare. Mentre quelli che riescono a sbarcare, dietro front(senza mangiare e visite mediche) immediatamente. Quello si ch’e’ un uomo tutt’un pezzo, pero’ di sx e anche molt’ apprezzato, dalla nostra sx. Alla fine della novella, chi avra’ ragione, berlusca la lega ZAPATERO, o quella testa riciclata dai rifiuti organici, di franceschini.

  9. marco ha detto:

    Berlusca prova a farsi passare per partigiano, eppoi strilla che noi non siamo una società multietnica, come se oggi fosse possibile non esserlo..
    Piuttosto il problema è che Tunisia e Libia sono due dittature dure ma allo stesso tempo instabili, praticamente non controllano il territorio, da lì possono passare non solo i clandestini, ma anche terroristi, armi convenzionali, chimiche, batteriologiche, nucleari sporche ecc.
    Forse come dice Di Pietro l’Europa si dovrebbe preoccupare, e stabilire una presenza Nato sul territorio nordafricano.
    Oddio, parlo come un leghista, però è un fatto che la natura plurimillenaria del proletario italico, estremista sul piano sociale (individualista ed anarchico, odia
    sempre chi è più ricco di lui) è però tradizionalista sul piano culturale e politico,
    quindi sensiblile alle prese per i fondelli dei demagoghi come Berlusconi, mentre l’attuale gruppo dirigente della sinistra, radicale sul piano politico-culturale, sesso droga e rock’nroll, è conservatore sul piano sociale; basta vedere come Veltroni piazzava i suoi amichetti della roma bene con la puzza sotto il naso, che schifo questi operai puzzolenti!

  10. Alieno ha detto:

    Maxi, non ti fare ingannare dal mio nick, “Alieno”..
    Sono terra-terra anche io eh!
    La prova provata probabilmente sta anche nel fatto che è il primo mio messaggio del quale comprendi il senso..
    la dice lunga sul mio livello effettivo, ehehe.
    :-))
    Alieno

  11. maxi ha detto:

    essendo io, ripeto, terra-terra comprendo per la prima volta un post di alieno in occasione del suo # 66

    e condivido.

  12. Alieno ha detto:

    Zerb: ma io non “pretendo” proprio nulla. Anzi, quello che dico è proprio che una “riconciliazione” autentica è una pretesa impraticabile. Si possono, a mio avviso, avere “compromessi” o “superamento” della fase storica, ma non riconciliazione.
    Io per esempio, mi considero convinto antifascista e non comprendo come diamine “riconciliare” questo mio valore con un fascista, per cui il fascismo è un valore legittimo se lui od io non rinunciamo a quell’elemento che fa parte della nostra rispettiva identità, ma ci divide necessariamente. Per me è accettabile, naturalmente, solo la sua rinuncia identitaria: una riconciliazione non mi è possibile e non la desidero neppure.
    Posso accettare un superamento di una fase storica che considero conclusa e storicamente effettivamente superata solidamente (gli anni di Repubblica Democratica anti-fascista che dicevo, appunto), ma perchè una riconciliazione?
    Mi sembra praticabile l’idea che non si possa pretendere di tenere in ostaggio ogni nuova generazione, all’infinito, su quest’aspetto, avendo i giovani, credo, altre priorità, altra fase storica di cui occuparsi, cioè non mi scandalizzo se la questione del fascismo non li coinvolge emotivamente o retoricamente come i “vecchi” che il fascismo hanno combattuto. Quei vecchi, quando eran giovani hanno vissuto il loro tempo, il fascismo era cosa devastante di cui occuparsi prioritariamente. Ma lasciamo che anche i giovani d’oggi, così la penso, siano in grado di vivere il loro tempo, dove le priorità sono altre. Quelle che vuoi, ma altre: disoccupazione, precariato, sicurezza sul lavoro, globalizzazione, quel che ti pare, ma i vecchi non possono imporre un autoconservatorismo che finisce per apparire reazionario nell’esser nostalgico, impedendo ai giovani cresciuti in democrazia, senza fascismo, di essere più coinvolti in altro. Insomma, sarebbe come impedirgli di essere giovani, perchè siano eterni giovani i vecchi. Sarebbe come pretendere che i giovani di oggi o di domani, siano vecchi vivendo un tempo che non è il loro. Sarebbe come se ai giovani di allora, che combatterono il fascismo, fosse stato imposto di occuparsi delle priorità del risorgimento, della fine dell’ottocento, della storia della Grande Guerra nel conflitto austro-ungarico, quando invece è stato giusto che fossero giovani nel loro tempo, ad occuparsi di fascismo, contro o pro che sia, il loro tempo. Mi pare che oggi si fatichi ad accettare di buon grado che i giovani possano esser giovani nel loro tempo, diciamo così.
    In ogni caso, la pretesa della “riconciliazione” non la comprendo, mi pare che possa raggiungere obiettivi formali (istituzionali se si vuole), ma non sostanziali. Ma non pretendo un bel nulla. Nè comprendo perchè dovrei “riconciliarmi” con un fascista che intende conservare quell’identità oggi, essendo cresciuto ed avendo cultura democratica che mi pare incompatibile senza discussione altra; semplifico ma per me la questione non è così complicata: o fascista o democratico. In quanto democratico, un fascista inaccettabile per tutela dei miei valori, altro che riconciliazione.
    Naturalmente parlando in termini politici, sul piano umano, si possono fare speculazioni diverse per quanto mi riguarda, visto che non comprendo nella mia cultura, comodi tentativi di “disumanizzazione” delle parti avverse.
    Ciao.
    Alieno

  13. flor ha detto:

    ” Ora vi darò un saggio del mio ingegno:
    Se l’ipotiposi del sentimento personale,
    prostergando i prolegomeni della mia subcoscienza,
    fosse capace di reintegrare il proprio subiettivismo
    alla genesi delle concomitanze,
    allora io rappresenterei l’autofrasi della sintomatica contemporanea
    che non sarebbe altro che la trasmificazione esopolomaniaca…
    Che ve ne pare? ”
    (Ettore Petrolini, parafrasando Benedetto Croce).
    Raga, non avete di meglio da fare?
    Ebbene, anch’io come voi :mrgreen:

  14. ZERB ha detto:

    Ma insomma Alieno,
    cosa pretendi da quel qualche milione di italiani che ci ha lasciato la libertà, la famiglia intera od in parte, hanno sofferto la fame per 30 anni ( almeno fino agli anni 50), che anche una parola di scuse gli basti ? sarebbe solamente un piccolo ma importante segno.
    Mi metto nei panni del fascista quando si parla dei morti del triangolo rosso, e quì in Emilia non c’è comune od amministrazione pubblica ( comunista da sempre ) che non abbia fatto il mea culpa e non commemori, da decenni ormai, anche le vittime dei comunisti giustizialisti.
    Se i fascisti oggi si comportassero come i comuni del bolognese e dintorni, probabilmente si potrebbe vedere la questione con altri occhi
    In casa mia si dice che ne hanno fatto fuori pochi, per una questione di rancore personale, ma sappiamo che se fosse stata fatta Giustizia da chi doveva farla, si sarebbe evitato anche questo scempio.

  15. Alieno ha detto:

    Tra l’altro, nemmen la comprendo bene questa esigenza della “riconciliazione”. Le esigenze d’un compromesso posso comprenderle, aldilà della mia condivisione o meno, ma di una riconciliazione che per me è impossibile (se non al costo della rinuncia alla continuità identitaria) mia tanto bene.
    Se mi metto nei panni d’un comunista, io una riconciliazione non la voglio di certo.
    Figurati se mi metto in quelli d’un fascista.
    Se non sono né l’uno, né l’altro (magari professandomi valorialmente antifacista ed anticomunista ugualmente per far esempio), tendo a “superare” quella fase storica, non a riconciliare, potendo anche sedimentare il tutto nella “storicizzazione”, occupandomi di altro che riguarda il momento attuale (in cui conservare pure i valori che dicevo, ma probabilmente destinando le priorità ad altro).
    A me pare, l’idea della riconciliazione, un’esigenza istituzionale e nient’altro.
    Dire che un fascista debba dire di aver sbagliato senza alcuna minimizzazione o attenuante, mi pare che sia pretesa di resa incondizionata, non di “riconciliazione” no?
    Giusto o non giusto – non è questo il punto – la pretesa della riconciliazione continuo a non comprenderla, ma non sono certo alieno in questo, mi pare.
    Alieno

  16. Alieno ha detto:

    Zerb, Ermahico: il commento di “Maxi”, disagio manifesto o sfogo che sia riguardo alla “riconciliazione”, secondo me è la miglior sintesi di quello che intendevo.
    Non avevo certo pretesa di venir proprio qui a dire che si deve rinunciare a qualcosa: mi limitavo nel tentativo di osservazione distaccata dicendo che una vera riconciliazione non può esserci! Ognun resti quel che vuole, ma pretendere riconciliazione autentica mi pare esclusa dalle possibilità e dalla narrazione della nostra storia a ben vedere, che sembra dirci proprio questo: dove non si rinuncia alla propria origine e matrice identitaria, alla continuità, la riconciliazione non può esserci. Tradotto, significa che se uno resta comunista od uno resta fascista, è una pretesa impraticabile. La riconciliazione sarà possibile per un Pd (anche senza eccessi tipo quelli di Veltroni che ci racconta che comunista non lo è mai stato), per An (con la necessarietà d’un Fini che si smarca dalla continuità in modo piuttosto chiaro ed istituzionale), altrimenti non capisco come potrebbe mai aversi.
    Dunque, ErMahico, io non ti stavo dicendo “devi rinunciare a..”, mi limitavo ad osservare che una riconciliazione autentica non può esserci e tu, mi pare, rappresenti bene ciò che dico. Piuttosto si parli di “compromesso”, non di “riconciliazione” se il significato di questi termini ha ancora un senso che conosco io, poi vabbè, ciascuno può pensarla come vuole anche sul significato dei termini..
    Poi, se vuoi, ti dico anche come la penso a proposito di quella celebrazione, ma non è quello che volevo evidenziare che voleva solo essere una mia constatazione, un’osservazione non dico oggettiva, ma nel tentativo di farla emotivamente distaccato aldilà delle mie idee.
    Alieno

  17. er mahico ha detto:

    @Alieno
    dovrei rinnegare la parte della mia famiglia che ha combattuto due guerre mondiali in prima linea, e che come ricompensa ha avuto le torture dei faxisti?
    dovrei dire che un pò di torto lo aveva mio nonno ospite d’onore del letto dicemento e delle manganellate? o magari scusa se mio zio è sopravissuto alla fucilazione per PURO miracolo? ho già scritto queste storie e tu le sai non me le fare ripetere.
    per me l’unica riconciliazione è una pallottola nel cranio in ogni fascista. rinnego solo che i miei nonni ne hanno fatti secchi troppo pochi.

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