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Così parlò Zarathustra

13 Settembre 2009 alle 00:21
Spartaco

“La crisi economica globale continuerà e i paesi devono fare di più per adottare regole per i mercati finanziari”.

Così ha detto uno che fa il  direttore del fondo monetario internazionale e che si chiama Strauss-Kahn.  Solo a chiamarsi così mette paura: ricorda l’incrocio di un rottweiler con un dobermann, fatto apposta per sbranare i poveri cristi.

Ha detto il mastino che per risolvere la crisi bisogna ridurre lo stipendio ai banchieri. Ho paura. Non so come avrei fatto senza mia moglie dopo che sono fallito.

Cioè quando dalla sera alla mattina è stata  fatta fallire la fabbrica dove lavoravo.

Mia moglie, modesta impiegata di banca, ha avuto compassione di me e così sono sopravvissuto.

E’ vero che quando vuole lei me lo ricorda, prendendosi la sua soddisfazione. Però io, trangugiando il suo tozzo di pane, le ho sempre risposto: “Ricordati che c’è una Ixfin anche per te”.

Annunciato dalle trombe di “Also sprach Zarathustra” arriva Strauss, che si chiama uguale a quello che la musicò. Ve la ricordate? La colonna sonora di “2001: Odissea nello spazio”.

Che se la prende con i banchieri, dicendo che bisogna ridurgli lo stipendio. In realtà intende i bancari, perché la feccia della sua risma incomincia sempre dal basso.

Kahn. Cane.

Mia moglie è in pericolo! Però, mettendoci un pò di fantasia, lei somiglia alla ragazza di copertina, che amoreggia col suo Kalashnikov. Sicuramente la convincerò.

Cani capitalisti! Vi combatteremo. Fino all’ultima goccia di inchiostro nella penna, fino all’ultima battuta sulla tastiera, fino all’ultima pallottola nel fucile.

Pubblicato in Politica da Spartaco | 8 Commenti »

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8 commenti a “Così parlò Zarathustra

  1. Spartaco ha detto:

    @ campano incazzato
    Hai trovato il documento. E’ un filmato, che vale molto di più dello scritto. E’ autentico. Dall’inflessione della voce, dalle pause, dalla parola insomma si capiscono molte più cose di quante riesce a esprimerne lo scritto. Che è sempre un ripiego.
    Come il nostro, caro campano. Avremmo potuto parlarci sul nostro posto di lavoro e condividere chissà quante cose. Invece ci scriviamo a distanza, sotto mentite spoglie.
    Anche questo ci hanno fatto! Maledetti, loro e i loro fiancheggiatori, in buona o cattiva fede che siano.

  2. campano incazzato ha detto:

    Io Invidio Il Cervello Di Quest’Uomo
    http://www.youtube.com/watch?v=H6wRslJmUJ4

  3. lele ha detto:

    arthurzanoni
    l’invidia è un effetto della sottocultura.E’quella su cui il potere si fonda e prospera,è quella di coloro che il capo lo tengono costantemente chinato.
    Quello di spartaco e di campano incazzato è l’odio di chi ha capito su quali bassi scopi si fonda il potere e cerca di combatterlo con l’unica arma che lo può abbattere:l’odio!

  4. campano incazzato ha detto:

    @Spartaco,
    Da quello che ho capito essendo anche io ex dipendente della ixfin siamo compagni di sventura.
    Per quanto riguarda l’anarchia del potere se potrai consigliarmi dove reperire un testo da leggere ti sarò grato ( su internet però mi pare di capire che è un documento filmato, sbaglio? )
    sarà pure eroico abbassare il capo ma fino a quando?
    perchè il potere non deve avere regole?
    le parole meno ascoltate di Giovanni Paolo II sono state proprio quelle contro una globalizzazione senza regole.
    sono rimaste lettera morta.
    io il capo non lo voglio chinare.
    Non lo voglio chinare dinanzi ad un’orda di farabutti che hanno preso il sopravvento.
    E se qualcuno non è daccordo sono solo fatti suoi.
    Cambi canale.

  5. campano incazzato ha detto:

    Ma si!
    Non bisogna invidiare il borghese che non paga le tasse,in fondo lui non le paga perchè ha cercato di migliorarsi.
    Non bisogna invidiare il datore di lavoro che ti fa firmare una busta paga ma in realtà ti dà di meno e poi ha un parco di cinque o sei auto di lusso.
    Lui ti fotte cercando di migliorarsi.
    E l’imprenditore che incassa assegni in nero dai clienti cerca di migliorarsi anche lui quindi non bisogna invidiarlo se abita a posillipo.
    Ma si!
    andiamo tutti in chiesa a pregare di andare in paradiso così ci miglioriamo anche noi.
    Ma vafan…

  6. arthurzanoni ha detto:

    l’uomo antipatico è l’uomo che si invidia,
    si invidia se non si conoscono i propri limiti, di conseguenza i propri mezzi, di conseguenza ciò che si vuole fare…così si invidia chi pur dando l’impressione di non saperlo nemmeno lui, ottiene materialment epiù di noi.
    Non può essere antipatico il nevrotico straccione, perchè la nostra natura lo legittimerà a comportarsi così con frasi del tipo “poverino non ha un cazzo ha ragione a essere stressato”. Ma sarà antipatico il borghese arrogante. Perchè anche tu vuoi esser eborghese. Questo chiaramente se sei invidioso. Se conosci te stesso, i tuoi limiti e imposti la tua vita nel migliorare te stesso non ci può essere invidia, scompare il giudizio, scompaiono le diversità, scompaiono i fastidi. Non si deve essere i primi a fomentare l’odio di classe, non si deve esser ei primi a fomentare l’odio del diverso, anche se questo diverso è un grasso borghese. Non si può odiare o sarà una tacita ammissione della propria invidia. E non si può essere comunisti con l’invidia. sarebbe paradossale. Se qualcuno vuole rispondere che si faccia un esame di coscienza prima. O cancelli direttamente il commento, credo nella libertà.anche di censurare.

  7. Spartaco ha detto:

    PASOLINI – ANARCHIA DEL POTERE

    Il potere fa praticamente ciò che vuole, e ciò che il potere vuole è completamente arbitrario, o dettatogli da sue necessità di carattere economico che sfuggono alla logica comune.
    Io detesto soprattutto il potere di oggi. Ognuno odia il potere che subisce, quindi odio con particolare veemenza il potere di questi giorni. (…)
    L’uomo è sempre stato conformista. Se c’è una caratteristica principale dell’uomo è quella di conformarsi a qualsiasi tipo di potere o di qualità di vita trovi nascendo. Forse biologicamente l’uomo è narciso, ribelle, ama proprio la propria identità, ma è la società che lo rende conformistico e lui ha chinato la testa una volta per sempre dinnanzi agli obblighi della società.
    Io mi rendo ben conto che se le cose continuano così, l’uomo si meccanizzerà talmente, si alienerà talmente, diventerà così antipatico e odioso, che questa libertà qui andrà completamente perduta.

  8. arthurzanoni ha detto:

    Pasolini, profeticamente quasi, diceva che a volte non c’è niente di più eroico che abbassare il capo. Cosa che vedo assolutamente ASSENTE come abitudine negli ultimi post di questo blog. haimè. una volta mi piaceva alquanto.

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