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Crolla il consumo dei polli

26 Ottobre 2005 alle 23:55
swampthing

Che cos’è oggi il pollo da carne? Stiamo parlando di broiler.
Tutti i polli che compriamo e mangiamo, in tutto il mondo, sono oramai solo di un paio di razze ibride (denominate COBB 500, i cui brevetti sono in mano alla The Cobb Breeding Company LTD), nate nei segreti laboratori di genetica applicata, selezionate esclusivamente per l’ingrassaggio. Il risultato di queste selezioni è una vera macchina biologica ad elevatissimo “indice di conversione”: un broiler mangia un chilo e mezzo di mangime e ne “produce” uno di carne. Lo fanno vivere solo 35 giorni (non ha neanche il tempo per diventare pazzo). Questi polli denominati “galletti” quando arrivano a “maturazione” pesano vivi in media sui 2,3 chili e preparati a busto circa 1,2. Per avere queste rese così elevate e cicli biologici così accelerati servono allevamenti e mangimi adatti.
[…]
Si chiama allevamento integrato. Assoggettato, cioè, alla filiera industriale della produzione di carne, le cui principali fasi sono: produzione della gallina ovaiola, incubatoi delle uova, produzione dei pulcini, magnifici, macelli, industria di lavorazione, logistica, commercializzazione nella rete della grande distribuzione organizzata. Nel nostro paese due aziende controllano oltre il 70% del mercato. Una è l’AIA del gruppo Veronesi e l’altra è del gruppo Amadori.

L’allevamento viene svolto in grandi capannoni dove possono stare decine di migliaia di volatili: con una densità di 10-15 per metroquadro, sino a 30 chili di “carne” a mq. (I regolamenti UE per gli allevamenti biologici stabiliscono in tre polli per metro quadrato la densità massima ammissibile). Beccano tutto ciò che ha colore paglierino, giorno e notte, grazie all’illuminazione artificiale. Le temperature sono sempre elevate (anche a causa della luce e delle deiezioni, che vengono raccolte con una ruspa per la produzione della pollina, sottoprodotto usato come concime agricolo o combustibile; e fino a 10 anni fa come mangime per bovini da ingrasso).
Le condizioni igieniche sono terribili. Gli animali vivono dal primo all’ultimo giorno della loro brevissima vita calpestando e dormendo sulle loro deiezioni. Le infezioni batteriologiche sono contrastate dal primo all’ultimo giorno di vita con gli antibiotici contenuti nei mangimi; ma per i virus – come si sa – non ci sono farmaci. Da qui l’uso di vaccini che, come è noto, creano una quantità di anticorpi che contrastano l’estrinsecazione delle manifestazioni patologiche del virus, ma impediscono la eradicazione dello stesso, consentendo che animali solo apparentemente sani siano commercializzati: con il rischio che il virus si trasferisca dall’animale all’uomo. A questo si aggiunge il rumore spaventoso provocato dal pigolare di 50.000 – 100.000 animali spaventati, tenuti in quelle condizioni.
L’organismo del broiler, che è pur sempre un animale diurno, viene messo a dura prova, l’apparato digerente stressato, la sua capacità di resistenza agli agenti patogeni fortemente indebolita. Nel territorio dove sono inseriti, senza un minimo di criterio di biosicurezza, questi allevamenti sono delle vere e proprie bombe batteriologiche, pericolose e costose per tutta la collettività. Pericolose, in quanto incubatoi di possibili virus trasmissibili agli uomini, come salmonelle e influenze; costose, come il caso dell’ultima peste aviaria costata alla sola regione veneta 110 miliardi, e altri 500 allo stato.
[…]
I polli così allevati se li cucini due minuti di più letteralmente si sbriciolano, se li lasci raffreddare rilasciano il classico odore di pesce con cui sono stati allevati. Oggi la carne di pollo non viene offerta da nessun ristorante degno di questo nome, viene data solo nelle mense delle fabbriche, delle scuole o per le mense delle famiglie sotto i due milioni al mese.
Per i tacchini è ancora peggio: la carne è letteralmente immangiabile. Amadori la tritura, aggiunge un po’ di manzo e propone in questi giorni con la pubblicità i rotoloni di carne “per una buona domenica da passare in famiglia”. Questi rotoli sono fatti con la carne di tacchini con aggiunta di carne di manzo e – come si dice in gergo – con la giusta quantità di aromatizzanti.
[disinformazione.it]

serviva l’infuenza aviaria per non mangiare più pollo? fa schifo. ha un sapore terribile. sembra di mangiare qualcosa di sintetico. c’è qualcosa di più fresco in frigo, quindi mai più pollo (e non sono affatto un animalista).

Pubblicato in Attivismo, Orrore da swampthing | 3 Commenti »

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3 commenti a “Crolla il consumo dei polli

  1. VERONICA ha detto:

    Allevamenti intensivi, generano anche stress e quindi sono solo la “culla” delle malattie degli animali,
    e cioe’: infiammazioni intestinali che generano ogni tipo di malattie !
    Falsita’ della medicina ufficiale + Muoiono tutte le pecore Vaccinate
    ALLEVAMENTO POLLI + Danni dei Vaccini anche sugli animali (Francais)
    Muoiono TUTTE le Pecore vaccinate + Allevamenti Intensivi 2

    Vaccini, Farmaci, Alimenti INADATTI, Stabulazione FISSA, Mancanza di Spazio e Movimento,
    sono le basi ideali per avere un allevamento di animali facilmente e sicuramente malati !

    Quando avete un allevamento con animali malati chiedetevi:
    :antix:

    Avete mai pensato che potreste avere degli animali malati fin dalle loro origini; gli animali da chi li avete acquistati per iniziare il vs. allevamento ? perche’ TUTTI gli animali oggi venduti da decenni dagli allevatori piu’ o meno importanti, sono malati fin dalla loro “nascita-produzione”, perche’ frutto di selezione naturale e/o artificiale, che immunodeprimono gli animali stessi, per di piu’ essi vengono vaccinati e quindi la loro immunita’ si affievolisce ad ogni generazione di animali vaccinati e sono quindi intossicati da proteine pericolose.
    Gli animali che avete nel vs insediamento sono autoctoni ?
    Negli allevamenti Naturali, OCCORRE SEMPRE utilizzare gli animali autoctoni (adatti al luogo ove e’ insediato l’allevamento) SOLO essi hanno la loro salute naturale ed originale.

    Inoltre occorre alimentare il Terreno circostante ove essi pascolano e/o razzolano con l’umus adatto e preparato in modo da fornire alle radici dei vegetali in essi presenti, l’apporto energetico ed organolettico necessario affinche’ anche le piante, le erbe che crescono e/o le granaglie coltivate, siano biologicamente sane ed adatte all’alimentazione umana ed animale, solo cosi’ gli animali si rafforzano e rimangono indenni dalle malattie (aggressione di parassiti compresi).

    >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

    Tratto da LIBERO 8 MAGGIO 2003 – By Oscar Grazioli
    Le concentrazioni di animali e le scarse condizioni igieniche sono Terreno fertile per le epidemie.
    Visto che abbiamo scritto del potenziale pericolo rappresentato dall’epidemia dell’influenza che sta mietendo milioni di vittime – pennute per il momento – in Italia, Olanda e Belgio, cominciamo questo viaggio negli allevamenti intensivi, di polli da carne, tacchini e ovaiole, ovvero nel settore avicolo.
    La cecità di una zootecnia che fa dell’intensivismo il proprio fine non solo è moralmente inaccettabile per i disagi, se non torture, causati agli animali, ma mette in serio pericolo la nostra sopravvivenza.
    Virus batteri e protozoi di solito hanno delle barriere di specie. Questo vuol dire che il tal virus colpisce la tal specie e non l’altra. Tutto questo vale fino a quando l’uomo non crea le condizioni che consentono il “salto di barriera”.
    L’enorme concentrazione di animali in pochi chilometri quadrati, una spinta produttiva che non ha confini e che implica l’uso di genetiche distorte e di trattamenti antibiotici e ormonali, il pullulare di agenti virali più o meno attenuati sotto forma di Vaccini, sono condizioni che favoriscono l’immunodepressione e l’aggressività degli agenti patogeni verso altre specie. Se poi questi organismi trovano un’elevata concentrazione di uomini in scarse condizioni igieniche, ecco creato il terreno fertile per le grandi epidemie.

    Una gallina in natura, come sa ogni contadino, d’inverno fa pochissime uova semplicemente perché la giornata è corta e manca la luce che stimola l’organismo ad ovulare.
    Oggi le galline ovaiole, stipate in allevamenti da cinque piani di gabbie con una superficie inferiore al mezzo metro quadrato per tre soggetti, arrivano a produrre quasi 300 uova in 356 giorni di vita.
    Immaginate un capannone di 60mila ovaiole dove la luce viene fornita per 16/17 ore al giorno, dove bisogna avere un montacarichi per andare a vedere cosa succede ai piani alti, dove gli animali devono mangiare 118 grammi di mangime al giorno, dove tutto è perfettamente programmato perché escano in una giornata 55mila uova, tutte con lo stesso colore del guscio e del tuorlo. Le macchine da Formula 1 sono uno scherzo al confronto.
    Questi sono i veri bolidi: organismi che il triangolo genetica, ambiente, alimentazione cerca di sostenere allungando a dismisura i propri lati.

    I rami troppo lunghi, però, si spezzano e nelle maglie di queste macchine geneticamente sublimi per capacità riproduttiva s’infilano piccoli esseri e tossine che fanno uscire di strada, i Mycoplasmi (funghi), i batteri, i virus (che sono solo proteine tossiche – NdR).
    Sapete quante vaccinazioni vengono effettuate da quando un pulcino nasce fino a 120 giorni di vita, quando la pollastra diventa gallina e produce il primo uovo ? Venti più o meno. Tre delle quali entro due ore da quando il pulcino ha abbandonato l’uovo in incubatoio.
    Se le galline piangono, i polli da carne all’ingrasso e i tacchini non ridono.
    Anni fa un’azienda estera che forniva tacchini sbagliò una linea genetica. I tacchini all’ingrasso crescevano con incrementi ponderali eccezionali, con indici di conversione che promettevano soldi a palate. Avevano dimenticato che per sopportare certi pesi ci vuole uno scheletro adatto e un baricentro preciso.
    I tacchini, oltre un certo peso, si sbilanciavano in avanti e le zampe si piegavano fino a quando il volatile non si muoveva più. Oggi riescono a muoversi (a gambe un po’ divaricate, come cow boy) pur raggiungendo, i maschi i 20 chili di peso a poco più di tre mesi d’età e con uno spazio equivalente a due mattonelle a disposizione.
    I polli da carne (broiler) hanno subito una spinta genetica analoga.
    Ormai si mandano alla macellazione femmine di 35 giorni d’età (immaginate che carne squisita) e maschi di 50 giorni del peso mostruoso di oltre tre chilogrammi di carne.

    Dove vogliamo arrivare ? Alla macellazione del pulcino il giorno dopo che è nato ?
    Possibile forse, ma non mi auguro di vedere quel giorno. Ho già visto abbastanza mostri.
    Tratto da: http://digilander.libero.it/naturalmenteit/allevamento_i ntensivo_polli.htm

    La pianificazione per il futuro prossimo venturo:
    Ora in tutto il mondo si stanno vaccinando anche e non solo centinaia e centinaia di milioni di volatili negli allevamenti (di tutti i tipi), cosi si preparano altre epidemie con i vaccini inoculati, per i prossimi anni, indebolendo, intossicando, ammalando quegli animali……. che serviranno da cibo per gli umani….
    Mai pensato che i virus iniettati con i vaccini potrebbero passare anch’essi alla specie umana che si nutre di essi …? cosi si incrementa il mercato dei malati……. e si gestiscono bene con nuovi farmaci + nuovi vaccini e cosi via fino alla fine della specie…..

    Sai che i polli sono allevati in spazi grandi come una scatola di scarpe e

    Sai che i polli sono malati ?

    Ogni anno, circa 450 milioni di polli destinatial consumo di carne sonoallevati in condizioni indescrivibili negli allevamenti intensivi anche italiani. Relegati in capannoni sovraffollati, i polli vivono in uno spazio vitale grande come una scatola di scarpe, trascorrendo il 75% del loro tempo immobili a terra appollaiati sui propri escrementi.
    Vengono esposti forzatamente alla luce artificiale fino a 23 ore al giorno: questo altera il loro normale ciclo giorno-notte, spingendoli a mangiare di più e a crescere più in fretta.
    In queste condizioni, i polli raggiungono il peso di 3 kg in meno di due mesi e sono pronti per essere macellati. L’obiettivo primario dell’allevamento intensivo è ridurre i tempi e i costidi produzione, accelerando al massimo la crescita degli animali, a danno della loro salute.
    Dermatiti, zoppie, rotture delle zampe, infezioni, asciti, collassi cardiaci, sofferenze e altre gravi malattie sono la realtà quotidiana di questi allevamenti.

    Veri e propri lager, nei quali i polli sono considerati prodotti e non esseri viventi che soffrono e si ammalano.
    Le crisi sanitarie negli allevamenti intensivi sono ricorrenti, come testimonia l’allarme lanciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sull’influenza aviaria: malattia che ha determinato solo in Italia la morte di decine di milioni di polli e nell’est asiatico ha assunto forme trasmissibili all’uomo e provocato la morte di decine di persone. Ma non c’è solo l’influenza aviaria.
    L’elevata densità e un’esasperata selezione genetica, tesa ad accelerare la crescita e a sviluppare il petto (parte più richiesta dai consumatori), provocano altre gravi patologie.
    Le ossa non riescono a crescere alla stessa velocità dei muscoli:
    a 2 settimane di vita il pollo fa fatica a muoversi.
    a 30 giorni sono frequenti le rotture delle zampe.
    Sono inoltre diffuse dermatiti, infezioni ed asciti.
    La cura di queste malattie richiede l’uso farmaci e vaccini, ma specialmente di antibiotici, somministrati collettivamente a tutti gli animali, anche a quelli sani.
    Alcuni farmaci antibiotici sono utilizzati per gonfiare i muscoli di acqua, ottenendo carni più tenere. Queste sostanze possono rimanere come residui nelle carni e costituire un rischio per la salute umana.
    I polli degli allevamenti intensivi sono stravolti geneticamente, trasformati in macchine da carne, solo per ragioni economiche.
    Tratto da http://www.infolav.org

  2. swampthing ha detto:

    secondo me non hai letto l’articolo. :nono:
    comunque il pollo sa di plastica, mangiatelo tu.

  3. LUCA ha detto:

    I VERI T E R R O R I S T I SIETE VOI!!!! DATE DELLE NOTIZIE PRIVE DI FONDAMENTO. PRIMA DI DIRE DELLE SCEMENZE INFORMATEVI.:blasting::violent:

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