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De’ cambiamenti

14 Settembre 2007 alle 18:36
Nemesis

Ogni giorno che passa ci mostra che il mondo sta cambiando, ogni giorno che passa quello che per noi era una consuetudine, una certezza, un modo di vivere diventa oramai obsoleto e ridicolo; capisco in certi casi le cosiddette forze conservatrici: il mondo, sovraccarico di informazione come mai non lo è stato, sta mutando ad una velocità spaventosa.

La chiesa, per oltre duemila anni un timone incrollabile e (in maniera positivamente ottusa) immobile, restio ad ogni cambiamento in quanto auto-imposto metro di Sèvres del circostante, sta perdendo rapidamente la propria funzione, sorpassata e dequalificata non tanto da scandaletti sessuali (che – signori – rispetto ai papi dell’epoca Borgia o a chi benediceva i carri armati nazisti, son minchiatine, scusate, eh) quanto sgretolata dalla propria stessa forzata immobilità dinanzi al mutare vertiginoso degli eventi: bastano delle celluline staminali a dividere comunità fino nelle radici più profonde.

Venti anni fa (la maggior parte di noi venti anni fa era ancora bambino) la semplice idea che un transessuale potesse entrare a testa alta in parlamento ci sembrava assolutamente ridicola ed imbarazzante, oggi Vladimir Luxuria viene reputato anche dai rivali persona da non sottovalutare. Qualche giorno fa leggevo un libro di Scerbanenco dove si parlava, con scarsa political correctness di “odioso invertito”, oggi parlare di PACS è tabù solo per qualche zerbinotto appena uscito dall’oratorio. La famiglia? La famiglia come la conoscevamo noi sembra essere un sistema quasi superato, o quantomeno in attesa di upgrade di sistema come Vista. La scuola? La cultura? L’amore? Aiuto. Non ne parliamo.

Quello che invece sembra far sentire ogni giorno di più il suo peso sulla storia è l’informazione, ed il modo in cui questa, oramai capillare come mai nella storia dell’umanità, influenza la politica. Le forze conservatrici guardano con timore all’informazione, come una facile maniera di influenzare la gente, chi più televisioni ha più vince, e internet è un giocattolino truccabile.
Errore rosso: l’informazione non passa più per la televisione, non come una volta quantomeno. La fascia di età 15-45 oramai frequenta più o meno assiduamente internet, sa che cos’è youtube (che persino i tg nazionali saccheggiano di quando in quando) e sono abituati al social networking, al confrontarsi con altre persone esprimendo apertamente le proprie idee: giochi come second life, che se si eccettua la creatività da un punto di vista visivo sono poco più di un banale MUD in 3d ammazzavampiri, diventano virtualità REALI (perdonatemi il gioco di parole) nel momento in cui influenzano la vita reale: non stiamo parlando solamente di coppie che divorziano perchè la lovely wifey viene beccata a masturbarsi guardando se stessa punita in un dungeon virtuale, e nemmeno di quando wifey o hubby si scambiano messaggi sui cellulari VERI poi intercettati dai figlioli impiccetti, ma di quando è possibile in realtà guadagnare soldi VERI nel gioco.

Un’altro grosso organismo che sta scricchiolando sotto il peso di questi cambiamenti è la politica: laddove in italia abbiamo un Grillo che costruisce quanto disfa (sensibilità sociale in cambio di voglia di partecipazione politica attiva, modello “ah ma tanto sono tutti stronzi”) è cosa nota anche al mio gatto che le prossime elezioni americane del 2008 si giocheranno su internet. E io non ho un gatto. Già i gruppi di attivisti stanno lavorando da mesi (credo personalmente che Michael Moore abbia raccolto tutte le sue lacrime di quattro anni fa in un vasetto e si appronti a farle ingoiare a Cheney, visto che si parla di cambio di sedia dopotutto…), ora la maggior parte dell’agone politico è trasferita da sale semivuote a forum stracolmi; è da apprezzare in merito lo sforzo del nascente partito democratico italiano di adeguarsi a questo nuovo trend, non come maniera di cavalcare le tecnologie ma come tentativo di far nascere una VERA partecipazione pubblica, per sbarazzarsi di un pò di furbastri e magnaccioni.

Ma, come questo filmato (che personalmente vi invito a firmare) dimostra, il livello va alzato ancora: non sono le misere beghe locali a fare la differenza, ma la possibilità, tramite la partecipazione digitale e non, di fare una VERA differenza nel terminare un’epoca di monopolio e oscurantismo, oligarchica e fascista per natura, qualunque siano le sue casacche. Non voglio lanciarmi in voli pindarici quanto ingenui: a volare troppo vicino al sole ci si brucia, ci ha insegnato icaro. Ma attivamente si può e si deve pensare di agire per sensibilizzare chi ci è vicino alla partecipazione, al coinvolgimento, all’attività. La storia ci sta dando una possibilità: non facciamocela soffiare sotto il naso.

(mi si perdoni l’impeto generalista, naturalmente…)

Pubblicato in Vita quotidiana da Nemesis | 6 Commenti »

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6 commenti a “De’ cambiamenti

  1. Nemesis ha detto:

    me pari rafaniello, me pari… :nono:

  2. SOADandLeftWing ha detto:

    cioè spero vivamente che siet’ pur’ ross’ rinn’ 🙂

  3. SOADandLeftWing ha detto:

    ankio 😉 lavevo visto anche su blob 😀 mitico
    ragazzi ma mica sarete rafanielli ???

  4. gero ha detto:

    firmai pure io 🙂

  5. swampthing ha detto:

    pure io ho firmato. :ok:

  6. chinaski63 ha detto:

    @nemesis il filmato è veramente da 10.Io ho firmato naturalmente.

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