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La fine del sogno americano: New Orleans come Bagdad

2 Settembre 2005 alle 16:43
swampthing

Trecento agenti della Guardia nazionale dell’Arkansas, reduci dall’Iraq, sono arrivati in Louisiana per far fronte all’ emergenza criminalità provocata dalla devastazione dell’uragano Katrina. Sono autorizzati a sparare a vista ed eventualmente uccidere i “malviventi” che costituiscono bande di sciacalli e che saccheggiano la città. In tutto dovrebbero essere circa 40mila i riservisti che, in scaglioni successivi, saranno inviati negli stati colpiti dall’uragano.
Per i crescenti problemi di sicurezza, ieri, nell’area di New Orleans, la Protezione civile ha sospeso le attività di ricerca e soccorso, “troppo pericolose” per gli operatori.

[televideo]

Un pensiero continua ad assillarmi: in Svezia o in Danimarca queste cose non sarebbero successe. Probabilmente neanche in Italia. L’America, che prendiamo sempre ad esempio, è uno stato dove la miseria, sia economica che umana, sta venendo a galla come vengono a galla i cadaveri lungo il Mississipi. Uno scenario che sembra un film di John Carpenter. Ma davvero vogliamo anche noi ridurci in queste condizioni? davvero vogliamo un grosso strato della popolazione ridotto nella povertà più assoluta e pronto a sfruttare qualsiasi occasione per accaparrarsi ciò che non è mai riuscito ad avere? ma vi rendete conto?
Solidarietà è una parola cancellata dal vocabolario americano, il massimo della solidarietà è mettere mano alla carta di credito e mettersi la coscienza a posto. La politica americana ha fallito su tutti i fronti, a cominciare da quello interno, sarebbe il caso di trovare altri modelli da seguire… :star:

Pubblicato in Orrore, Politica da swampthing | 2 Commenti »

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2 commenti a “La fine del sogno americano: New Orleans come Bagdad

  1. swampthing ha detto:

    sulla scomparsa della borghesia sono un po’ scettico, anche vedendo come vanno le cose qui a Udine… più che scomparsa parlerei di riduzione.
    Il modello americano non va seguito, su questo siamo d’accordo. Produce masse povere e incapaci di una qualsiasi reazione sul piano sociale.

  2. evileyes ha detto:

    A causa della progressiva, ineluttabile scomparsa della borghesia, la società odierna si avvia inesorabilmente verso il modello americano. Già oggi, dopo i primi gravi disagi dovuti alle dissennate politiche economiche e all’inesistente controllo di chi avrebbe dovuto garantire un equo passaggio dalla lira all’euro, si vedono gli effetti dell’allargamento della forbice fra poveri “in canna” e ricchi “sfondati”. Per evitare che questo meccanismo perverso ci porti a ruzzolare verso il disastro è necessario un intervento popolare. Un intervento diretto si è reso necessario per garantire la democrazia che per decenni ci hanno fatto credere fosse messa a rischio dai comunisti, ma in realtà è stata violentata ripetutamente dai capitalisti e dai mafiosi (ammesso che si parli di due categorie distinte).

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