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Non ci resta che piangere? o ricominciamo da tre?

15 Aprile 2008 alle 22:36
primlug

Una sola cosa è certa: un parlamento senza una sinistra vera genera una democrazia zoppa. Molti non saranno più rappresentati, e non sono certo i più forti. Molti credono, operai compresi, di essere degnamente rappresentati dalla lega. E questo è un dramma nel dramma. La sconfitta, purtroppo, non è solo sul piano elettorale. E’ una crisi di identità, una identità evanescente, un essere non essere. Come biasimare coloro che hanno votato pd. Quale sinistra votavano? Quella elitaria di coloro che hanno condiviso lo sfacelo del governo Prodi? Di coloro che hanno avallato scelte lontane dal sentimento comune? Di coloro che non hanno saputo coinvolgere la base? Forse i perché di questa catastrofe sono anche altri. Forse, ma questi bastano per riportarci alla realtà. Siamo lontani dai problemi della gente, non abbiamo risposte, non abbiamo più rabbia. E la gente è veramente incazzata, e chi vota? La lega. La borghesia, quella piccola borghesia che ambisce non ad eliminare le furbizie, non vuole legalizzarle. Quel movimento partito apolitico, razzista e qualunquista che mira al federalismo per non pagare le tasse. E al popolo, in parte anche a quello di sinistra, non interessano più le parole o i programmi, ne ha veramente piene le palle. Ricordo, è triste dirlo sembriamo vecchi che vivono nell’oblio, ricordo Berlinguer e le folle che applaudivano, ma allora noi eravamo la questione morale, noi eravamo i diversi i non collusi con l’apparato. Oggi, dopo aver chinato il capo al governo Prodi, senza avere inciso senza essere riusciti a comunicare con le masse, senza avere preteso regole chiare sul lavoro, senza avere abolito le leggi ad personam, senza aver preteso un salario adeguato e dignitoso, senza aver voluto colpire i veri ricchi ma avallato le scelte dettate dai tecnocrati tese solo a rientrare nei parametri. Scelte infelici in quanto tutti ma proprio tutti hanno pensato ad incapacità o peggio a inculate. E ora, si ora, non ci resta che piangere o ricominciamo da tre? Ricominciamo, perché la sinistra ha fatto questo paese e non può scomparire per mano di un Walter qualsiasi. Ricominciamo perché c’è bisogno di noi oggi più che mai. Ricominciamo perché è la base che lo chiede. Ricominciamo perché non possiamo sparire come il psi dei ladri. E da dove ricominciamo? Dalle fabbriche, dai quartieri, dal sindacato, dalle piazze. Riprendiamoci i voti dati al pd e a Di Pietro. Rendiamo i compagni orgogliosi di riconoscersi in una sinistra moderna ma decisa, ferma e se necessario, ed è necessario, incazzata nelle piazze. Elaboriamo programmi con la gente ed ora, che in parlamento non ci siederemo, avremo tanto tempo per stare nelle strade.

In questi momenti non servono le masturbazioni cerebrali, serve senso di autocritica e riflessione. Serve ricordarsi chi siamo, solo quello.

Pubblicato in Politica da primlug | 26 Commenti »

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26 commenti a “Non ci resta che piangere? o ricominciamo da tre?

  1. lele ha detto:

    ginger797
    non sono morti.Sono solo intontiti dai colpi ricevuti da tutte le parti,dai nemici e (ex)amici.Berlusconi tuona quotidianamente contro i comunisti da cica 15 anni,quelli di centro li adulano solo nel bisogno,gli ex comunisti li scansano come se fossero appestati e quelli di destra non li considero ci pensa già il “ghigno”.
    Bisogna scrollarsi ed iniziare a dar spallate a destra e a manca senza paura di nessuno e sopratutto non scendere a compromessi per il potere.

  2. ginger797 ha detto:

    ma siete proprio sicuri che siano morti x sempre i partiti comunisti in italia? lasciate governare il berlusca e bossi qualche annetto, poi almeno un 4,5% dalla lega ritorna indietro.
    i voti comunisti son finiti soprattutto alla lega, ma erano solo voti di protesta. la gente vota lega quando è incazzata.
    certo è che vi servirà un partito nuovo (e unico! non 40.000 con la falce e martello) e un leader all’altezza.
    in bocca al lupo!

  3. Lorenzo ha detto:

    ok ok, ottime idee, ma per aggregarci?

    dobbiamo raccogliere adesioni qua, sulla rete, chi vuole partecipare, insomma dobbiamo avere un contenitore no? raccogliere consensi sulla rete può essere un buon punto di partenza.
    Il punto fermo credo debba essere giustizia sociale, ovvero quello che manca in questo paese!
    Il blog è un mezzo che ci permette di contattare molte persone e soprattutto persone sparse un pò ovunque, come possiamo fare?
    ci vuole una lista di aderenti, con o senza blog a seguito.
    possiamo proporre la cosa alle segreterie dei partiti che sono rimasti fuori ?

    Lorenzo

  4. er mahico ha detto:

    chi non ha niente da perdere può solo vincere

    io proporei qualche piccolo, ma dannatamente indispensabile, rimedio alla disfatta del fronte parlamentare,utile per creare il vero solo e unico PCI!
    1) basta cazzeggio, la democrazia risparmiamola agli azzurrini, da noi si decide a sedie in testa ma alla fine la soluzione deve essere una sola e inequivocabile, senza pifferi che dicono dopo “ma io dicevo,ma io volevo,etcetc”
    2) senza il braccio la testa non scrive, benvenga chiunque ha le gambe per correre e gli occhi per tenerci informati su tutti i fronti. visto che avremo il problema dei disfattisti e delle spie meglio premunirci di un servizio d’ordine per vedere chi tiene la faccia di Silvio come screensaver nel cellulare
    3) (e concludo ) La determinazione è essenziale.

  5. matt ha detto:

    @roob

    “Io non guarda alla democrazia americana, bipartitica muscolare, io guardo alle democrazie europee.” :clap:

    La democrazia americana per me è un ossimoro.

    Matteo

  6. roob ha detto:

    @rino
    Siamo stati schiacciati dall’essere italioti, per fortuna qualche sito straniero me lo leggo, un buon inglese, francese e spagnolo non sono difficili da comprendere, per il tedesco aspetto le ottime traduzioni(v sotto), tu godi e i francesi ti prendono per culo.

    E se siete così ignoranti, da non capire cosa significhi una SINISTRA SOLO EXTRAPARLAMENTARE, c___i vostri, il vostro badrone ha già investito Veltroni nell’essere rappresentante della Sinistra…ma de che??? Che fa teme un parlamento senza opposizione e quindi non potrà dare la colpa ai “mangiabambini” per i suoi errori?
    E non capisci anceh che una parte li ha puniti, da noi se si sbaglia si paga duramente, anche se altri si sono fatti fare fessi dalla teoria del voto utile bancario.
    Buon governo duraturo ed efficace

    Per tutti:
    Il PD è un partito di centro.PUNTO. mettevelo in testa, Personalmente non ho da spartire nullacon gente come Ichino, Calearo, Colaninno

    Io non guarda alla democrazia americana, bipartitica muscolare, io guardo alle democrazie europee.

  7. rino ha detto:

    E allora? Siete stati schiacciati dalla realtà!!!
    Che bello non ascoltare piu’ in parlamento le vostre idiozie e sopratutto non vedere piu’ PECORARO!
    AAAAA COME GODO!!!!

  8. spad ha detto:

    …..va bene , tanti Italiani nati in Italia che pagano le tasse hanno bisogno di solidarietà senza tutto il lassismo e l’assistenzialismo verso gli immigrati e l’ideologia di una sinistra obsoleta ; la dice lunga il fatto che l’Emilia , dove io vivo , non sia piu’ rossa ma sia diventata verde Lega.
    Io sono di sinistra e ho votato a sinistra ma sinceramente è piu’ credibile e pragmatico Guzzanti quando imita Bertinotti piuttosto che Bertinotti stesso , e anche Diliberto ha rotto i baiocchi : a casa e pedalare!!!!

  9. matt ha detto:

    Bene, ricominciamo.

    Autocritica.
    1. La Sinistra Arcobaleno ha scelto un simbolo sbagliatissimo. Irriconoscibile sia per i comunisti che per i verdi.
    2. Il buonismo del PD non paga.
    3. Il nazionalismo del PD cozza contro l’internazionale socialista. Se è stata un idea per prendere voti ad AN è stata un’idea sciocca.
    4. Farci la guerra in casa è quanto di peggio si possa fare.
    5. Le Primarie sono una beffa, se fatte così.
    6. Disuniti si perde.

    L’amara realtà
    Sono scomparsi dal parlamento il PSI (fondato, tra gli altri, da Filippo Turati, nel 1892 e alleato per moltissimi anni del PCI) e ciò che restava del PCI (nato nel 1921 da una corrente interna del PSI guidata da Antonio Gramsci).

  10. massimo bongiovanni ha detto:

    Vi propongo questo articolo sulla nuova sinistra tedesca (Die Linke), utile a noi [email protected] per ulteriori riflessioni sul dopo. Ci vediamo a Firenze sabato 19 aprile Palazzo dei Congressi, piazza Adua 2, a 100 metri dalla stazione dalle 10.30 alle 18.00 http://www.emigrazione-notizie.org/news.asp?id=4724

    Prima stella a sinistra

    Emergenti a 31 anni Katja Kipping è vicepresidente della Linke, partito tedesco in grande ascesa. Grazie a un programma attento ai giovani e ai movimenti

    di Andrea Tarquini

    Nati a est per conquistare l’ovest
    Sono gli ultimi arrivati nel Bundestag, eppure crescono senza sosta nei consensi. In molti sondaggi sono diventati il terzo partito di Germania dopo la Cdu-Csu di Angela Merkel e la socialdemocrazia, sorpassando liberali (Fdp) e Verdi. Hanno radici più forti nell’ex Ddr, ma di trionfo in trionfo negli Stati occidentali della Repubblica si sono ormai trasformati in partito nazionale. Vogliono un altro modello di società, giustizia sociale come valore costitutivo più importante, ma vogliono anche essere parte integrante di quella che è forse la più solida tra le grandi democrazie occidentali. Ecco i “Reds” di Berlino, “i rossi” (come nel film con Warren Beatty I dieci giorni che sconvolsero il mondo) una realtà nuova, che può piacere o no ma che costringe tutti a rifare i conti e a ripensare alleanze e formule di governo. E intanto assorbe voti di protesta che altrimenti minaccerebbero di finire ai neonazisti.
    Il nuovo partito è nato come Die Linke nel 2007, ma la fusione è iniziata nel 2005: dopo faticosi negoziati, la Pds, gli eredi postcomunisti-riformatori della Sed, la formazione al potere nella Ddr, e la Wasg, i dissidenti di sinistra Spd vicini a Oskar Lafontaine e delusi dai costi sociali delle riforme del cancelliere Schroeder, si sono uniti. Cambiando nome: prima “Linkspartei-Pds”, ora solo “die Linke”, la sinistra. Hanno 70mila iscritti, 53 deputati al Bundestag, il Parlamento federale, e sono presenti nei Parlamenti di dieci dei sedici Stati della Repubblica federale. Il dato nuovo è che non sono più solo un partito orientale, post-Muro: sono stati eletti infatti anche nei Parlamenti di Brema, Assia, Bassa Sassonia, Amburgo, prosperi Stati della ex Repubblica federale. Copresidenti del partito sono Lothar Bisky, accademico, ex comunista gorbacioviano, e Oskar Lafontaine, ex leader Spd e rivale di Schroeder andatosene da sinistra sbattendo la porta. L’altra figura-chiave è Gregor Gysi, un postcomunista che nei primi discorsi al Bundestag dopo la riunificazione era così ironico sui fallimenti della Ddr da far scoppiare a ridere anche Helmut Kohl. Il loro nuovo inno ufficioso, dopo le vittorie elettorali all’Ovest, è un popolare motivo del rock tedesco, “Wir sind gekommen um zu bleiben”, siamo venuti per restare. A.T.

    È giovane, brava, va avanti a passo di corsa nella vita politica tedesca. Katja Kipping, 31 anni che sembrano meno, è la vicepresidente della Linke, la sinistra radicale nata soprattutto all’Est, ma che alle ultime elezioni negli Stati è volata di successo in successo anche all’Ovest. È gentile, parla con il sorriso. Non risparmia un grammo d’energia per la politica, ma col tempo, confessa, “ho imparato a dire no, ogni tanto”. Per piccoli momenti di riposo, per spazi privati nella vita: la passione per la danza, una rivista che sta curando con alcune amiche, la lettura, le ferie o le piccole pause. Non è facile, perché la numero due della Linke è la persona più autorevole nel suo partito su alcuni temi-chiave: dalla nuova povertà alla richiesta di un reddito minimo garantito, fino al contatto con i no-global e in generale con i nuovi movimenti.
    “Per me l’impegno politico è parte importante di una vita piena”, dice. “L’interesse per la politica è cominciato a scuola… eppure, confesso, a volte io stessa sono sorpresa dal ritmo della mia carriera politica. Alla politica come impegno ho cominciato a pensare prestissimo, ma non l’ho mai vista come carriera, né agli inizi né oggi”. Contraddizione nella sincerità, non per sua scelta: la Linke è nata dalla fusione tra la Pds – sorto dalle ceneri della Sed, il partito al potere nella Repubblica Democratica Tedesca – e i dissidenti di sinistra della Spd (i socialdemocratici) che non si riconoscevano nel tecnoriformismo di Gerhard Schroeder. Da mesi, in Germania, tra nuova povertà, voglia di giustizia sociale, crisi della socialdemocrazia, il nuovo partito non fa che crescere. Le generazioni dei fondatori – da Lothar Bisky a Gregor Gysi all’Est, a Oskar Lafontaine all’Ovest – non bastano più. Il nouveau-né, il partito-bambino prodigio della politica tedesca, ha fretta di usare al massimo le sue nuove leve.
    “Ricordo quando avevo 21 anni, ed entrai nel Parlamento sassone. Pensammo a un’iniziativa per collegare i giovani, dare loro una massima critica per influire sulla politica del partito, e pensare a una strategia interessante anche per i giovani, contro la disaffezione alla politica”. Le organizzazioni politiche classiche, strutturate e tradizionali, pensa Katja Kipping, non bastano più. “Io sono andata di persona in piazza a Heiligendamm, alle manifestazioni dei no-global durante il G8”. Un’esperienza, il contatto con i nuovi movimenti, che l’ha segnata. “È un problema per i partiti, ma le realtà nuove sono un atto di emancipazione. I partiti devono confrontarsi con questa voglia dei giovani di gestire la politica in prima persona, di individuare loro stessi i grandi temi”. Nel suo messaggio ha qualcosa di Naomi Klein e di Arundhati Roy, in salsa mitteleuropea, la giovane sassone – concetti condivisibili o no ma espressi parlando chiaro e lentamente.
    “Nei partiti ci vuole più cultura del dibattito e del confronto, più Streitkultur”, dice la star della nuova generazione politica tedesca. “Non si può considerare lesa maestà l’espressione d’un disaccordo”. Ha cominciato presto, insiste: “Fare politica, fin dai tempi dell’università, voleva dire cercare di gestire la vita”. Ma i movimenti di protesta non bastano, “per questo decisi di entrare in un partito”.
    Non è sempre facile, neanche a sinistra: nella Linke Katja Kipping ha creato un gruppo di contatto con i nuovi movimenti, per un dialogo politico costante. Per “ascoltare la competenza dei movimenti, senza ripetere il vecchio errore dei partiti di sinistra, cioè il tentativo di colonizzarli”. Adesso nel mondo globale, dice Katja Kipping, l’approccio deve cambiare: “La sinistra deve accettare che la razionalità dei movimenti è altra rispetto a quella dei partiti. E io cerco di vivere in entrambe. Senza dimenticare che da parlamentare sono privilegiata: sono retribuita per la mia attività politica”.
    Superimpegno, stress. “Ho imparato a dire qualche volta di no, a prendere pause”. La giovane compagna Kipping sorride ancora, poi corre indietro con la memoria. “Quali sono stati i momenti più difficili e le ore più importanti, nella mia vita politica? Ricordo quando cominciammo a parlare di fusione tra la Pds e la Wasg, i delusi dalla Spd. Si trattava di cambiare nome, per il mio partito, la Pds, fu traumatico, ci fu la sensazione di un suicidio politico, dell’abdicazione dall’identità. Discussioni fino a mezzanotte, per poi andare a dormire pensando che non ci saremmo riusciti. Poi il bello fu la sensazione che invece abbiamo fatto Storia, creato una realtà nuova, e valeva la pena di affrontare quei tormenti”.
    Un lungo cammino, i successi di oggi della Linke forse inimmaginabili ieri. “Io cominciai a sperare già allora, ma era una scelta sul filo della lama. “Ma ho anche delle critiche. Non mi piace la tendenza di chi dice “weiter so”, “avanti come prima”. Davanti ai successi, bisogna ripensarsi”. Per esempio puntare sul principio del reddito minimo garantito”. Riflessioni a caldo, in una Germania dove le disparità e la voglia di maggiore giustizia sociale crescono parallele. “La società si polarizza, è un problema enorme. Siamo una democrazia in marcia verso l’oligarchia, in cui il destino dipende da dove nasci molto più di prima, e con meno mobilità sociale”.
    Ripensare i bisogni della società è il suo chiodo fisso. “Una sicurezza materiale minima deve essere garantita a tutti, da una democrazia, ma ci si può arrivare solo con movimenti extraparlamentari: ognuno deve poter partecipare a iniziative civiche, avere Internet, viaggiare per andare a un corteo: non possono, questi diritti, diventare un lusso… troppa gente ha di che vivere solo fino al 20 del mese, in un Paese ricco che esporta più degli Usa… è uno scandalo da un punto di vista umanista, ma anche per le sorti della democrazia”. Tendenze pericolose: “Un razzismo sociale che può essere pericoloso. I neonazisti aggrediscono sempre più spesso i senzatetto, lo sapeva? E tanto più si è poveri, quanto più si può provare aggressività verso chi è ancora più giù nella scala sociale”.
    Kipping insiste: la sinistra deve ripensarsi. Cita i no-global: “Politica di sinistra non significa essere il megafono dei subalterni, bensì creare uno spazio in cui i subalterni facciano sentire le loro voci”. Il movimento di cui Katja Kipping è un motore nuovo si sviluppa molto grazie a Internet: http://www.grundeinkommen.de, un sito che collega chiese, iniziative civiche, movimenti radicali di base. Discussioni, conferenze, una rete mondiale “che coinvolge economisti e scienziati”. Il discorso sulla società sta cambiando in Germania, “anche nei talkshow ora la nuova povertà non è più tabù. È un successo della Linke, una vittoria sul neoliberalismo. Un’ideologia che ora non è più così dominante come prima”.
    Trentuno anni sono pochissimi, in politica. Cosa c’è nel futuro della giovane pasionaria di Berlino? Mai avere troppe ambizioni, si schernisce lei. “Un cancelliere non ha più un secondo per sé, non è il mio modello. La vita è troppo bella per ridurla a una sola dimensione. Non c’è solo la politica. La mia utopia è riuscire a realizzarsi in quattro dimensioni, un quarto per il lavoro, un quarto per la famiglia, un quarto per l’impegno politico, un quarto per se stessi, per la cultura e la distensione”. Un bel modello, ma chi sa se i tempi veloci della politica daranno alla compagna Katja, star in ascesa, spazio e tempo per viverlo.

  11. Lorenzo ha detto:

    @ROOB

    Non voglio confondere sinistra e grillini, voglio solo dire che la base comune è il popolo, la base sono le iniziative sul territorio e in questo penso che ci siano punti in comune no?
    Scostarsi dalle ideologie non significa non portarle avanti, significa che nel 2008 non ci possiamo permettere di fare battaglie contro i mulini a vento riempiendoci la bocca di parole che andavano bene 30 anni fa.
    Sono cambiate le classi sociali, oggi la gente si indebita per comprarsi il telefonino appena uscito o il televisore LCD da 70 pollici..!!
    Dobbiamo sradicare questa cultura dell’apparire piuttosto che essere, dobbiamo riportare la solidarietà al centro della società, dobbiamo far capire a chi governa che non solo ( come dice Grillo ) sono nostri dipendenti e non capi spirituali di una tribù…ma che i loro “datori di lavoro” sono per la maggior parte LAVORATORI DIPENDENTI ovvero la base contributiva del paese!

    Lorenzo

  12. roob ha detto:

    oops correzione

    la raltà è che un modello di sviluppo selvaggio sta andando contro un muro(se non si è ciechi per non vederlo) sta a Sinistra un modello alternativo

    Basta per oggi non posto più 😉

  13. roob ha detto:

    Lorenzo

    con sta manfrina delle ideologie non esistono più ci scordiamo che c’è un’ideologia che sta portando il modno contro un muro, e si chiama NEOLIBERISMO, alla faccia di chi dice che non esistono più le ideologie, al massimo siamo vecchi tutti, rappresentiamo la vecchiaia dell’Illuminsomo ed abbiamo bisogno di una Rivoluzione culturale

    P.S.: Grazie a quella ideologia Rockefeller e Rothschild hanno creato ricchezze familiari imponenti che derivano da guerre imperialiste e speculazioni finanziare

  14. roob ha detto:

    Nessuno parla di attaccarsi ai dogmi e portare avanti l’antiberlusconismo(io non ho mai votato contro), la raltà è che un modello di sviluppo selvaggio che sta andando contro un muro(se non si è ciechi per non vederlo) sta a Sinistra, FalceeMartello sono state quello che sono state per alcuni paesi , ma non in Francia, Spagna o Italia .
    L’esito delle votazioni lo rispetto e non poteva andare meglio per il paese(Berlusconi potrà governare tranquillamente senza alibi e non crediate che sarà ostaggio della Lega, essa è fedele, e la sinistra è solo extraparlamentare) , e a Sinistra abbiamo dimostrato che sappiamo punire, tranne gli illusi del voto utile agli amici di Banche e Confindustria che dovranno fare opposizione. Il resto d’Italia ha legittimato la Mafia e le Banche.

    La campagna elettorale è finita! È iniziata la militanza: ho appena scritto ad alcuni comitati (nazionale, della mia regione) di Sinistra Critica e PCL per chiedere una Costituente Nazionale in cui il Popolo sia il protagonista e l’esigenza di non disperdere le forze, ma unire le forze e le idee in un’unica forza di Sinistra, se condividete scrivete anche voi, sui loro siti troverete i contatti

    Grillo??? Parli con un blogger abituale di Grillo e che al mometo partecipa a tutte le sue battaglie, ma ciò nonostante nonm i sono definito mai Grillino, ha iniziato bene, ora il “grillino dell’ultima ora” è una pecora che bela, populista e destrorso il più delle volte.

    Tra una forza di sinistra e Grillo, preferisco dare le mie idee alla prima, che poi il tutto non esclude che si possa lavorare insieme nel proporre un modello alternativo di sviluppo…ma io sono di sinistra, non sono un grillino DOC .

  15. Betty ha detto:

    Piacenza c’è! Non ho mai fatto tessere perchè non volevo dipendere da niente e da nessuno, ma sto meditando seriamente di farla ora, per mostrare la volontà di partecipare attivamente e la mia fiducia in un futuro in cui la Sinistra esista a livello istituzionale. Dobbiamo davvero ripartire dalla base…e dalla partecipazione di tutti.

  16. Lorenzo ha detto:

    Ragazzi, credo che bisogna portare avanti queste battaglie ma ricordatevi che ora come ora le ideologie vere e proprie devono lasciare spazio ad una concretezza maggiore, ok la sinistra, ok ricordarci sempre chi siamo ma per “attecchire” dobbiamo avere argomentazioni reali e che vadano oltre “l’antiberlusconismo”.
    ci vuole un movimento, ci vogliono iniziative che coinvolgano, appoggiare Grillo penso sia fondamentale, questi partiti sono vecchi, fatti da gente vecchia, con slogan e idee vecchie, con amici e portaborse che si conoscono da 40 anni…dobbiamo rinnovare!!
    Io sono a Milano, in ogni caso se organizzate qualcosa io ci sono!

    Lorenzo

  17. NICOLA ha detto:

    Certe volte basterebbe essere più umili.
    Hai perso le elezioni? Il popolo non ti ha votato! Il popolo….
    Rispettiamo quello vuole il popolo una volta tanto!
    Bisogna aver il coraggio di abbandonare le vecchie ideologie e cambiare!
    La sinistra arcobaleno per esempio ha avuto questo coraggio? (vedi Diliberto che afferma: “Bisogna ripartire da falce e martello”…… ma vergognati che è ora!)
    saluti

  18. qirex ha detto:

    livio, ti stanno chiamando nel mondo digitale terrestre, vai.

  19. Livio ha detto:

    Ma che cosa si sta dicendo? Senza la sinistra estrema la ddemocrazia aumenta non diminuisce perché si sono tolti di mezzo coloro che la democrazia l’hanno sempore combattuta. La falce e martello è un simbolo totaltario non demoratico. Svegia!!

  20. antonello ha detto:

    é stata la vittoria della inciviltà.Uniamo tutte le sinistre,tutte le diverse civiltà su temi oggettivi e di forte valenza sociale. Stiliamo una scaletta di priorità e, insieme, portiamo avanti, UNITI, la lotta. La rete è un ottimo strumento di organizzazione, ma come abbiamo visto, ancora è uno strumento troppo d’ elite e non raggiunge quasi nessuno.Le mie priorità: 1)libertà di informazione( banda larga per tutti e ben venga V-day di Beppe Grillo,2) ripristino della legalità specialmente nel sud 3) no inceneritori, e dunque ridisegnare politiche energetiche e ambientali.Grazie e spero voglia rispondere a questo commento

  21. qirex ha detto:

    per arthur, ci possiamo vedere per buttare giu un pò di idee. solo che io torno in italia a maggio. tu ti puoi spostare?

  22. qirex ha detto:

    sono daccordo con roob. alla fine altrimenti va a finire come il partito democratico, che imbarchiamo gente troppo eterogenea. bisogna avere tutti più o meno le stesse idee altrimenti mettere daccordo tante anime è un casino.

  23. er mahico ha detto:

    Rimini? si può fare.

  24. roob ha detto:

    UNA SOLA SINISTRA RADICALE(Comunisti, Anarchici, Socialisti).

    NOI DOBBIAMO ESSERE COSTITUENTE, non farne SOLO parte.

    Chi può contatti la D’Angeli o Ferrando(meglio la prima), teniamoci in contatto.!

    Basta piangersi addosso: La SINISTRA c’è! Cossiga ha già avvertito del pericolo di una sinistra radicale SOLO extraparlamentare, i sindacati torneranno a fare il loro dovere(speriamo) e con la classe dirigente già punita alle elezioni…nessuna pietà: TUTTI A CASA!

    Io ho già diffuso volantinio con la MIA opinione sull’elezioni per il mio comune!

  25. arthurzanoni ha detto:

    vivo nella zona rimini san marino….chiunque sia della zona mi contatti qui
    [email protected]

    per qualunque iniziativa di gruppo. VOGLIO partecipare da zero a riconquistarci la nostra rappresentanza, mi eccita il progetto, mi piace l’ideale, adoro questa passione che è da tanto che non si sentiva…

  26. unatantum ha detto:

    Qualche minuto fà ascoltavo un sondaggio di Ballarò sulle priorità indicate al nuovo governo dagli elettori del Pdl: 1- Abolizione dell’ICI; 2- Abolizione del Bollo auto. Complimenti!!!! L’hanno votato per risparmiare un paio di 100 euro all’anno.

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