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Questa sera alla Despar…

3 Dicembre 2008 alle 20:04
swampthing

Questa sera alla Despar c’era un singolo con delle pizze surgelate alla cassa. Pure io sono singolo per mezza settimana, ma ho messo sul nastro della cassa lievito di birra, farina e mozzarella e ben sei birre Union di cui la prima me la sono già scolata. L’ho guardato con disprezzo. Non si può mangiare pizza surgelata. Che schifo.
La mia pizza è in forno, la farcirò con del wurstel sempre despar e delle olive nere sempre despar. Facendo due conti facevo prima ad andare in pizzeria.

Pubblicato in Vita quotidiana da swampthing | 18 Commenti »

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18 commenti a “Questa sera alla Despar…

  1. maxi ha detto:

    assolutamente condivisibile

  2. arthurzanoni ha detto:

    wow Rouge, avevo fatto un ragionamento simile. Nel senso che anche io avevo usato come ambiente comparativo l’ambito culinario. Perchè un lavoro funzioni servono: una cucina (apparati di produzione delle idee concreti, nella grafica ad esempio le tipografie), una fila alla cassa (portfolio clienti), una ricetta brevettata e unica. E avevo notato come spesso e volentieri soprattutto nell’ambito italiano ci si dimentichi di avere idee proprie, e tante imprese non sono altro che la stessa cosa con diverso nome, diversi prezzi e diverse persone dietro. e poi ci si lamenta che le imprese italiane vanno male, fateci caso ma il vecchiume dirigenziale di questo paese ha fatto sì che questo paese abbia finito le idee, e chi le ha non si può permettere una cucina, così piuttosto che non lavorare va a cucinare le ricette dei vecchi, e prende poco perchè la stessa fila con le stesse richieste si distribuisce per più locali, il che porta tutto il sistema a essere poco produttivo, stimolante, concorrenziale. Ci si concentra troppo sul come attirare la fila di clienti e troppo poco sul perchè non ne vengano di più, dando per scontato che quelli che ci sono son quelli e non se ne può aumentar eil numero.

  3. ATO ha detto:

    era una battuta,come spero la tua,perche’ se cosi’ non fosse,siamo messi maluccio.

  4. Rouge ha detto:

    Non ho ben capito. era una critica o una battuta?

    Non pensare che sia una caxxata, serve a categorizzare nell’ordine tra capitalisti, socialisti, e anarchici.

  5. ATO ha detto:

    “pane” o “pene”??? c’e’ quasi sempre piu’ di una strada per arrivare allo stesso fine.

  6. Rouge ha detto:

    Un giorno avevo escogitato un sondaggio di una sola domanda:
    – Cosa ti serve per avere un pane?
    La risposta era libera, ma le categorie erano:
    .Soldi
    .Persone (fornaio/panettiere/negozio)
    .Ingredienti

    Sarebbe interessante capire quanti convertono le proprie necessità in soldi, quanti le convertono in persone, e quanti in ingredienti.

  7. ATO ha detto:

    in “cucina” non si fa’ di certo la rivoluzione,ma alcune scelte riflettono il nostro modo di esistere,di essere comunisti ,scegliendo prodotti equi e solidali,per esempio,o di non bere l’acqua minerale il cui sfruttamento sta’ distruggendo equilibrii ed ecosistemi,non comperare la coca cola che una volta era un proiettile per il viet-nam ogni bottiglia.oggi chissa’,forse e’ un proiettile per l’afganistan ogni bottiglia,di rinunciare al campari o aperitivi e liquori simili,dove per “coloranti naturali”quelli che danno il colore rosso sono delle coccinelle brasiliane cotte al forno e spremute per ottenere il colorante naturale,o di rinunciare al pesce spada dopo aver visto l’ultimo report della garbanelli ed aver preso coscienza di cosa c’e’ dietro,ecc. Poi,di necessita’ virtu’,con uno stipendio e quattro bocche da sfamare,hai voglia fare la pizza,il pane,la pasta in casa,e con un occhio alle promozioni ed un’altro al “sociale”

  8. fidel ha detto:

    si
    il consiglio di usare dei refrattari e di cuocere ad alte temperature è ottimo, credo. comunque per me la pizza è off limits. per trovare della mozzarella decente devo girare mezza città e pagarla oro, senza considerare che vivo da solo in un piccolo appartamento, e devo spostare mezza casa per trovare lo spazio dove preparare della pizza. ogni tanto un mio amico assai esperto nella preparazione di pizze mi invita da lui, e questa è tutta la pizza che mangio.

    comunque in cucina me la cavo bene, e spero pure voi. 😛

  9. ATO ha detto:

    @ swampthing, se posso:la mozzarella costa,ma quante pizze ci fai?almeno tre.e comunque e’ meglio quel “mozzarellotto” piu’ duro e meno acquoso.L’impastatrice non e’ strettamente necessaria,si puo’ fare a mano,(io faccio cosi’)se ungi la teglia il fondo della pizza diventa piu’ biscottato,ma assorbe olio ed e’ meno digeribile.Non c’e’ paragone fra il “congelato” e”conservato” ed il fatto in casa,ne’ come qualita’,ne’ come prezzo,il gusto e’ fattore secondario,ci si abitua e si tende a migliorare coll’esperienza.Se proprio vuoi esagerare:fai un fondo di tavelle refrattarie a quella specie di cestino del forno dove appoggi la teglia,(di spessore tre centimetri)e la pizza ce la cuoci sopra,infornandola come in pizzeria,ed a forno caldissimo,lasci i refrattari nella posizione bassa ed accendi al massimo(anche sopra)cosi’ ottieni temperature di cottura diverse e vedrai che alle pizzerie gli fai un culo tanto!!

  10. swampthing ha detto:

    bé, preparare la pizza da soli è abbastanza facile e veloce.
    L’ingrediente che costa di più è la mozzarella, 3.19 euro…
    però ci vuole una mozzarella compatta e che non faccia acqua e che non sappia di gomma come certe mozzarelle per pizza che si trovano nei supermercati.

    la pizza fatta in casa il giorno dopo è anche più buona, mentre quella della pizzeria è immangiabile dopo poche ore.

    per fare la pizza in casa sono necessari soprattutto:
    un’impastatrice: io uso un vecchio alpress degli anni 70, roba crucca indistruttibile;
    la carta forno: c’è anche chi unge la teglia con l’olio… sbagliato!!!
    infornare il tutto quando il forno è sopra i 200 gradi.

    buon appetito! :celebrate:

  11. fidel ha detto:

    beh, per farsi la pizza da sé la sera, ci vuole parecchia forza di volontà. io mangio la pizza solo in pizzeria o da amici che la sanno fare, in effetti non me la preparo mai da solo. però in generale mangio tutto cibo preparato da me. è più buono, più economico, più salutare, e soprattutto più in linea con la mia idea di economia locale. :banana:

    al cibo processato manca comunque sempre qualcosa. ed in fondo un piatto di riso, o di pasta, delle verdure o una bistecca si preparano in pochi minuti e senza bisogno di troppa attenzione. gli strateghi del marketing politico americano direbbero che la pizza surgelata è da repubblicani, la pasta fatta in casa da democratici radicali. :temagno:

  12. Odino ha detto:

    Un conto è che sei bravo a fartela, allora te la cucini a casa e magari ti viene bene… ma se non sei bravo o nun c’hai voglia… allora è meglio fartela surgelata che ci metti poco e certe sono anche niente male. 8)

  13. ATO ha detto:

    facendo meglio” due conti”,con quello che spendi in pizzeria,la pizza a casa te la fai dieci volte.Quella surgelata e'” pane “per odino,come i discorsi di gasparri sono “pane “per il suo spirito.

  14. lele ha detto:

    e la creatività?quelle surgelate sono già fatte!vuoi mettere l’impegno a fare una pizza partendo da zero a un qualcosa di già fatto?anche se viene schifosa è sempre meglio di qualcosa di surgelato!

  15. fidel ha detto:

    mai comprata una pizza surgelata in vita mia, anche perché vivo all’estero e qui comprare una pizza è un vero azzardo :vomit2:

  16. Odino ha detto:

    Buona la roba della Despar!! Mi ricorda quando vado in vacanza in Alto Adige!!! :mrgreen:
    Ad ogni modo io preferirei una bella pizza surgelata… moooolto più comoda, ed anche buona.

  17. arthurzanoni ha detto:

    swamp io sono singolo e se voglio delle pizze me le compro surgelate, quindi, ogni tanto te lo meriti…swamp…vafangùl :fkoff: (però sai che il mio amore gay per te è immenso, hasta la victoria)

  18. calogero ha detto:

    Vuoi mettere la soddisfazione di sporcare la cucina e rimettere a posto? 😛

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