eXTReMe Tracker

Quindici anni dopo Via d’Amelio

18 Luglio 2007 alle 10:28
marco

E’ stata riaperta l’indagine sulla strage di Via d’Amelio, in cui trovarono la morte il magistrato Paolo Borsellino e la sua scorta.
La Procura della Repubblica di Caltanissetta, grazie all’acquisizione di nuovi elementi contenuti in alcuni documenti provenienti dalla Procura di Palermo, sta seguendo tre piste:
– l’ipotesi di coinvolgimento di apparati “deviati” all’interno dei servizi segreti;
– la provenienza dell’apparato di trasmissione utilizzato per innescare la bomba;
– la presenza sul luogo della strage di un poliziotto che non aveva alcun motivo di trovarsi lì.
Arrivare ai mandanti dell’omicidio del giudice Borsellino non è stato facile allora, e non lo sarà certo di più oggi, perché le organizzazioni che voleva colpire erano (e sono) ramificate e strutturate in modo che non sia mai possibile salire oltre un certo livello.
Certo è che, mai come nel periodo storico illuminato da figure come quelle di Falcone e Borsellino, è stato veramente a portata di mano l’obiettivo di disarticolare i vertici di cosa nostra e trovarne le radici nel mondo politico.
Oggi, o meglio domani, quindici anni dopo la sua morte, il nome del giudice Borsellino verrà ricordato, per le vie e le piazze di Palermo e credo in molte altre vie e piazze in tutta Italia, ma non credo che, se potesse guardarci dal cielo, la cosa gli interesserebbe più di tanto.
Penso invece che sarebbe molto più felice se si potesse ricominciare ad indagare prendendo spunto e traccia dal lavoro suo e dei suoi colleghi Falcone, Chinnici, etc., al fine di spezzare una volta per tutte le catene che continuano ad impoverire questo paese, non solo finanziariamente, ma nell’anima.

Pubblicato in Cronaca nera, Politica, Storia da marco | 10 Commenti »

tn  tags: , , ,

Articoli più o meno correlati:

Aggiungi a:These icons link to social bookmarking sites where readers can share and discover new web pages.
  • del.icio.us
  • OkNotizie
  • Segnalo
  • Furl
  • digg
  • Spurl
  • Reddit
  • blogmarks
  • NewsVine
  • YahooMyWeb
  • Smarking

10 commenti a “Quindici anni dopo Via d’Amelio

  1. evileyes ha detto:

    Oggi ricorre l’anniversario della morte di Paolo Borsellino e, pensandoci bene, sono pervenuto alla constatazione che le manifestazioni, le ricorrenze e tutte le altre cose che verranno dette oggi non porteranno a niente.
    Ci sarà chi andrà in piazza. Magari chi ha una quarantina d’anni e si ricorda bene, spargerà una lacrima amara, che si asciugherà in meno di un secondo sull’asfalto rovente.
    Ci sarà chi guarderà il film in tv e penserà di aver capito tutto, come chi, non avendo passione per la lettura, aspetta che il best seller vada al cinema.
    Ci sarà chi sorriderà, perché pensa che potranno passare i decenni, ma ormai nessuno potrà più incriminarlo.
    E ci sarà chi starà male, perché la violenza con cui è stata tappata la bocca a troppa gente gli fa sentire la voce del sangue di quelle persone che gli sale dentro, ma non riesce a farla uscire dalla gola e gli si ferma nello stomaco.

  2. er mahico sloggato ha detto:

    con uno come Cuffaro sicuramente spunterà l’ipotesi che Paolo e Guovanni erano due avvilitori della cultura siciliana, che perdevano tempo a denigrare l’aitante ed eroica mentalità paesana della regione; nenti sacciù nenti vitti e un ‘ci era, e si c’era rurmieva.

  3. enly ha detto:

    Che ingiustizia che ha subito Borsellino, domani e l’anniversario del feroce attentato mafioso in cui perse la vita insieme alla sua scorta.
    Come disse Peppino Impastato che ha fatto di tutto per sfidare la mafia ed e morto per sua mano: LA MAFIA E UNA MONTAGNA DI MERDA!
    Un caro ricordo a Peppino, Borsellino, Falcone e a tutte le vittime della mafia!

  4. SOADandLeftWing ha detto:

    we per tutti gli interessati ecco il link con l’ultima intervista di Borsellino:
    http://www.laltralombardia.it/public/docs/documenti1.htm l
    cmq sì non solo si sta perdendo la memoria storica ma non la si vuole minimamente ripristinare tant’è che solo alle medie grazie ad una prof. bravissima riuscimmo ad arrivare in storia a parlare di tangentopoli e della storia e politica moderna.. mentre ora alle superiori col cavolo! quest’anno per esempio ci siamo dedicati alle utilissime guerre d’italia.. e altra roba. ci dicono che bisogna imparare la storia del passato per capire il presente ma se non arriviamo mai alla storia recente è tutto inutile, manca il tassello più importante, d’altronde sta bene ad entrambe le parti non far ricordare o imparare al popolo quello che accade in passato: tangentopoli, la scorta che fu tolta a Marco Biagi, ecc.
    tienli ignoranti e non ti serviranno le catene: le avranno già nella mente

  5. qirex ha detto:

    hai ragione evileyes, prima o poi vedremo in televisione il politico merdoso di turno a dire che in fondo Borsellino “non era un granchè come giudice” o scemenze simili. il revisionismo passa anche da qui, purtroppo.

  6. evileyes ha detto:

    Chi conosce bene la vicenda saprà cosa è successo, cioè, cronologicamente:
    – emarginazione politica e contrasto al lavoro di Borsellino;
    – creazione delle alleanze atte a bloccarne l’operato e a garantirsi una via di fuga in casi estremi;
    – poderoso gancio al mento con la strage di Via d’Amelio;
    – pressioni sui pentiti (da entrambe le parti in causa) e distruzione sistematica delle prove.
    E le conseguenze di un atto così grave?
    Paura, prostrazione, e poi?
    Indifferenza.
    E poi il tempo, che aggiusta tutto.
    Perfetto, no? :applaudit:

  7. Daniele ha detto:

    Niente di meno, m’aspettavo.
    Emigro, mi sa.

  8. patrizia ha detto:

    Perchè è sparita dai media l’ultima intervista di Borsellino?
    E la sentenza del tribunale di Caltanissetta che ha archiviato Dell’Utri e Berlusconi quali mandanti delle stragi di Falcone e Borsellino?
    Eccola,la sentenza:

    http://www.cuntrastamu.org/mafia/documenti/archiviazione .pdf

  9. evileyes ha detto:

    Non c’è da aspettarsi niente del genere.
    Nessuno parla volentieri di un uomo che è stato lasciato al suo destino, perché serviva troppo bene lo stato.
    Informati e parlane anche tu.
    Non è solo una questione di memoria, ma di rispetto.

  10. hicks ha detto:

    la cosa triste è che di Falcone e Borsellino si è persa quasi memoria. non mi riferisco ai + anzianotti…. ma per esempio, io che all’epoca avevo sei anni non so’ quasi nulla. nessuno ne parla, non si sente dire cosa è successo in giro… non mi resta che armarmi di pazienza e fare una bella ricerca.

Lascia un commento