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Tecnologia, economia, guerra?

13 Luglio 2007 alle 18:33
marco

Da sempre la tecnologia è stata nelle mani di pochi, e gli interessi economici alla base di qualunque forma politica o religiosa di prevaricazione.
Ci vengono propinate teorie retrograde sulla base delle quali siamo obbligati ad acquistare veri e propri mostri della dispersione energetica che chiamiamo automobili.
Qualcuno, specialmente quando siamo rimasti tutti senza luce, ha anche pensato di rispolverare le centrali atomiche – capolavoro, si sa, di sicurezza e che annoverano fra i molti plus lo scarsissimo impatto ambientale (lo sanno tutti, no?).
Ci viene imposto di pagare cifre elevatissime per ottenere l’accesso alla rete internet, all’energia elettrica, all’acqua, tutte cose che dovrebbero essere gratuite.
Alcuni personaggi, ex politici, registi, ex militari o giornalisti, stanno pubblicizzando – ognuno per le sue ragioni o seguendo la propria verità e la propria illuminazione – il dato di fatto che l’utilizzo indiscriminato della tecnologia e della scienza stia apportando significativi cambiamenti al clima, che minano in maniera sempre più irreparabile la sua stabilità.
Fra le meraviglie dell’ultimo decennio c’è la riscoperta della bellezza della guerra fredda fra americani e russi, resa nuovamente attuale dal ripresentarsi del sogno annichilente degli americani e dal loro voler sempre essere “one step ahead”.
La logica del “to secure peace is to prepare for war”, che ho ritrovato incredulo nel testo di una canzone di una delle metal band che preferisco, trova il suo apogeo nel progetto H.A.A.R.P., ideale continuazione dello scudo spaziale, i cui esperimenti sono – a mio modesto parere – assai più rilevanti sotto il profilo della pericolosità, rispetto agli esperimenti atomici negli atolli polinesiani. Il mio parere, poi, è modesto, ma non quello di alcuni eminenti scienziati, fra cui Rosalie Bertel.
Ecco quindi che oggi è diventato possibile delegare ad un “drone” l’ingrato compito che fu dell’Enola Gay, è possibile annientare il nemico con un terremoto o uno tsunami, e a schiacciare il bottone anche stavolta non sarebbe un uomo, dato che il tutto è computerizzato.
Se tiro fuori Blade Runner di Ridley Scott, o Io Robot di Asimov, quelli che una volta erano sogni fantascientifici di pecore elettroniche mi sembrano sempre di più incubi reali di gente vera.

Pubblicato in America, Guerra Globale, Internet e tecnologia, mondo malato, Orrore da marco | 3 Commenti »

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3 commenti a “Tecnologia, economia, guerra?

  1. evileyes ha detto:

    In effetti ho messo sul piatto diverse carte, e tutti carichi…
    Andiamo con ordine.
    1) internet, l’energia elettrica e l’acqua sono beni basilari. Con le tasse che paghiamo, mi sembrerebbe giusto consentirci di fruirne gratuitamente. Per quale motivo – chiedo io – l’acqua dovrebbe essere gestita da società di capitali (che per costituzione massimizzano il profitto)? Perché non si sfrutta l’elettromagnetismo per consentire la fruizione gratuita dell’energia elettrica, invece che solamente per scopi di lucro o militari (che poi sono sempre scopi di lucro)?
    Vuoi il progetto per l’auto? Leggi qui:
    http://www.newstreet.it/articolo_id_674.html
    http://www.motorbox.com/Auto/Magazine/Tecnica/811.html
    http://www.repubblica.it/2006/09/motori/settembre-2006/i n-vendita-idrogeno/in-vendita-idrogeno.html
    E quindi non è vero che possiamo scegliere. Piuttosto è vero che il ventaglio di scelte possibili è limitato e preordinato e le propensioni al consumo vengono fornite e pilotate da qualcun altro che non siamo noi.

  2. marchwind ha detto:

    E’ difficile trovare una risposta a solo uno dei problemi sollevati, figuriamoci tutti messi insieme! Mi spieghi secondo quale logica l’internet, l’energia elettrica e l’acqua dovrebbero essere gratuite? Sono d’accordo che siamo “costretti” a comprare le automobili, ma non ho la sicurezza che ci sia un modello valido,funzionante ad altro combustibile pronto (o anche con un progetto nei cassetti delle case produttrici). Ogni individuo può operare delle scelte che , sommato ad altri, avrebbero un impatto su livello molto maggiore, ma pochissimi vogliono rinunciare ai “comforts” ( auto, aria condizionata, cellulare ecc ecc ecc) L’uomo è una bestia a cui piace lamentarsi dello stato delle cose mentre si gode quei frutti della tecnologia che probabilmente ci stanno portando alla rovina. :bigballs: Che sragionamento 😕 , vado a riposare :zzz:

  3. Sharphead ha detto:

    Lo voglio anch’io un terremoto portatile.

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